La storia del vuoto politico della destra dopo tangentopoli mi lascia del tutto indifferente. Non c'era bisogno di nessun furore anticomunista, all'epoca, poiché il Pci non esisteva più: c'era il Pds. Magari ancora immaturo (lo è ancora oggi, se è per questo), ma pur sempre sulla via dell'abbandono della vecchia ideologia in favore di un approccio nuovo. Di bambini ne avevano già mangiati in abbondanza. Era iniziato semmai il periodo della digestione e dell'evacuazione.
Avrebbero governato loro? Pazienza. Anzi, meglio. Magari sarebbero stati costretti a darsi una svegliata anzitempo. Quanto alla destra, col tempo sarebbe nato tranquillamente un raggruppamento contrapposto. Ma sarebbe nato meglio. Senza arrembanti "discese in campo", senza sdoganamenti repentini e superficiali.
Poi, Adam Smith io lo condivido. Sono anch'io un individualista. Ma non sono un anarchico dell'economia e del sociale. La società va regolata e lo Stato deve garantire servizi di base per tutti. Credo nell'individuo, ma credo altrettanto nello Stato. E si tratta di concetti inconciliabili solo nella visione esasperata e sovversiva di un berlusconi, oppure nelle ideologie massimaliste di vetero e neo comunisti.
E non occorre tirare per la giacchetta la tradizione repubblicana per avvalorare il far west economico. I repubblicani sono sempre stati moderati, avveduti, equilibrati. Liberali (e nemmeno tutti) e non liberisti.




Rispondi Citando
