Iceman 51 aveva già capito tutto
In gennaio avvertiva su una chat-line: occhio ai bilanci. Da allora liti, passaggi di mano, crisi
Il nickname è «iceman51», forse è un pilota d’aereo. Scrive sulla chat line del sito specializzato aeroporti.com e risponde a un certo Simone che sta per essere assunto da Volare. E’ il 21 gennaio 2004. «Quando firmerai il contratto - avverte iceman51 - fatti dare anche una copia del bilancio e guarda le poste che vi sono scritte, ad esempio debiti per 294 milioni di euro. Se poi vai a lavorare a MXP ( Malpensa , ndr), fatti un amico in Sea e fatti raccontare quanti milioni di euro aspetta da Volare (e da quanto tempo). A breve termine Volare continuerà... a volare e a pagare gli stipendi, il carburante e le tasse di sorvolo, a medio... be very careful e guardati attorno, ma non tra le compagnie aeree italiane perché chi più chi meno (tranne un paio), finanziariamente stanno tutte male. La salvezza di Volare potrebbero essere le operations di Volareweb, ma compagnia aerea low-cost e quindi low-fare si nasce e non si diventa». È un’analisi sorprendentemente lucida che fotografa con dieci mesi di anticipo quanto si è puntualmente verificato, nonostante nel frattempo sia intervenuto un aumento di capitale da 80 milioni che ha determinato di fatto il passaggio di mano di Volare (dal fondatore Gino Zoccai all’imprenditore aeroportuale argentino Eduardo Eurnekian), ma non la sua salvezza. È un passaggio delicatissimo questo aumento di capitale studiato e collocato da Interbanca. Perché si innestava in un piano di risanamento (rapporti con le banche e i fornitori), che secondo la vecchia gestione (in particolare Vincenzo Soddu, amministratore delegato fino a luglio scorso), non è stato attuato come promesso e in più, sempre secondo Soddu, i nuovi manager (il presidente, da marzo a settembre, Giorgio Fossa e l’amministratore delegato, da luglio a ottobre, Andrea Molinari), sono stati protagonisti di una gestione industriale fallimentare. La replica è sostanzialmente affidata alla perizia Kpmg che rileva perdite nei bilanci firmati da Zoccai-Soddu ben oltre quelle emerse ufficialmente e svariati conflitti di interesse.
Il dossier, per eventuali reati, è sul tavolo della Procura di Busto Arsizio che ha acquisito chili di documenti societari, bilanci, verbali e quant’altro possa essere utile alle indagini. Qualche sorpresa salta fuori da alcuni di questi atti oltre che da dichiarazioni pubbliche. Mettiamoli in fila, tenendo ben in mente ciò che scrisse a gennaio iceman51.
A metà marzo l’aumento è appena andato in porto, Fossa è presidente, Eurnekian primo azionista, sono entrati anche Generali e Fondiaria-Sai. Il futuro della compagnia secondo Mauro Gambaro, direttore generale di Interbanca, non può che essere roseo: «Lo sviluppo era frenato dalla mancanza di risorse - dice il banchiere che a settembre si sarebbe poi dimesso da Interbanca e avrebbe sostituito Fossa alla guida di Volare -. L’effetto congiunto del nuovo capitale e dello scadenzamento nel medio termine del debito con i fornitori ha creato le basi per poter sostenere uno sviluppo in ambito europeo». L’obiettivo? Piazza Affari nel 2006.
In realtà secondo quanto Soddu sostiene oggi, due giorni dopo la chiusura della ricapitalizzazione l’azienda era già in default perché in cassa erano arrivati molto meno degli 80 milioni promessi e il resto del piano era rimasto sulla carta.
Comunque sia, almeno fino a metà giugno sembrano scacciati i fantasmi dell’autunno-inverno. Come quando a metà febbraio una società, la Pharmamillennium srl, ottenne da parte del tribunale di Vicenza un decreto ingiuntivo contro Volare Airlines dell’importo di 29 mila euro per il pagamento di quattro fatture di cui una del 30 ottobre 2002. Il problema venne risolto ma era la dimostrazione che in cassa non c’era più un euro e la corda con i fornitori rischiava di spezzarsi da un momento all’altro.
Il 14 giugno in consiglio di amministrazione avviene un fatto che per certi versi determina la svolta. Fossa informa i colleghi che «le funzioni Controllo di gestione e Finanza» verranno trasferite dalla sede di Thiene a quella di Gallarate «per rendere più efficiente e razionale il coordinamento con le funzioni Contabilità fornitori e Tesoreria, già dislocate a Gallarate». Può apparire un atto burocratico, è in realtà il colpo di mano (legittimo e autorizzato), che toglie queste aree chiave (con relativi faldoni di documenti e archivi informatici), dall’influenza di Soddu e dei «suoi» manager per affidarle agli uomini di Fossa.
Il 12 luglio Soddu si dimette, riceve una buonuscita e si impegna per un anno «ad astenersi - è scritto nell’accordo - dall’intraprendere iniziative dirette alla costituzione di compagnie aeree low cost operanti sul territorio italiano e/o alla costituzione di società che detengano partecipazioni in dette compagnie. In caso di violazione la penale è pari a 500 mila euro». Alla fine di quel consiglio di metà luglio, solo Gino Zoccai e il sindaco Francesco Rossi Ragazzi (professionista di fiducia di Soddu), a verbale «esprimono apprezzamento per l’operato del comandante».
Fuori Soddu entra il suo «nemico» Andrea Molinari. La guerra in azienda aveva raggiunto in quei giorni il massimo grado di intensità. Soddu denuncerà poi che venne fatta terra bruciata intorno ai principali manager della vecchia gestione e che i nuovi sono stati incapaci di gestire l’azienda. Molti dei «cacciati» confluiscono nella nascente compagnia My Air che avrebbe lo stesso Soddu come regista occulto (lui nega). Da qui, ma anche dai rapporti con la spagnola Lte, le accuse di conflitti di interesse.
I consigli di metà settembre non sembrano ancora aver inquadrato la gravità dei problemi di Volare. Gli azionisti non sono uniti, non è garantita la copertura di un ulteriore aumento di capitale, le banche tremano di fronte ai rapporti allarmanti sui buchi patrimoniali. L’impasse ha uno sbocco inevitabile: la dichiarazione di insolvenza. iceman51 non era arrivato fino a queste fosche conclusioni ma aveva messo sul chi va là Simone, assunto a gennaio da Volare: «Fai un buon volo ma allaccia le cinture molto molto strette».
mgerevini@corriere.it
Mario Gerevini
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da quest'articolo in poi un bel po' di "fresconi" si firmano iceman51 su "aeroporti.com" ......
Sarà vero????
Ciao a tutti.
The Smoking Man
...the Civil Aviation pit-stop!




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