Lo scisma di Fozio è la prima vera rottura fra occidente e oriente: sono passati appena 20 anni dall’843 e i rapporti si mantengono buoni; lo scisma è stato molto meno studiato ed è molto più complicato di quello del Cerulario, come ci dimostrano i massimi studiosi, i pp. gesuiti Gerhard Podskalsky e Frantisek Dvornik.
L’occasione dello scisma è il conflitto interno alla chiesa bizantina. Il patriarca Ignazio era stato deposto dall’imperatore Michele III (856-867) nella sinodo di Costantinopoli I dell’858, ed era stato esiliato nell’isola di Terebinto; il suo successore è Fozio, e la procedura non presenta nessun problema, tanto che prima Michele e poi lo stesso Fozio scrivono a papa Niccolò rendendolo edotto dell’elezione.
Papa Niccolò rifiuta di riconoscere subito Fozio come nuovo patriarca, e manda i suoi legati per investigare se la sua elezione era stata fatta secondo le regole: i legati convincono i bizantini a convocare una nuova sinodo, la Sinodo di Costantinopoli II dell’861, cui partecipano anch’essi, contrariamente alle norme del nomokanon che ammetteva alle sinodo solo i vescovi di quella zona.
Fozio era succeduto ad Ignazio, patriarca scelto dall’imperatrice Teodora- madre di Michele III- che con Ignazio aveva riunito la sinodo per la fine dell’iconoclastia; Michele III, una volta sul trono, aveva usato il suo diritto di deporre il patriarca regnante e farne eleggere uno di suo gradimento.
I bizantini riesaminano l’elezione assieme ai legati papali e confermano Fozio nella carica: i legati accertano che Fozio è stato scelto secondo le regole canoniche, nonostante sia stato nominato da Michele III, notorio ubriacone e ninfomane (anche se approvò la missione di Cirillo e Metodio): gli atti della sinodo vengono siglati con il sigillo pontificio.
Nell’861 lo stesso Niccolò I riconosce Fozio; nel novembre dell’862, però, finita da poco la lotta iconoclasta, giungono a Roma dei seguaci di Ignazio: essi rivelano al papa che Ignazio era stato costretto a dimettersi, e pertanto la legalità della deposizione era una farsa perché era avvenuta prima ancora della sinodo.
Alcuni studiosi ritengono che ci fosse stata una sorta di “amnistia” da parte di Teodora e del figlio Michele III nei confronti degli ex iconoclasti, che- se pentiti- venivano riammessi alla piena comunione con la Chiesa; a questo provvedimento era favorevole Fozio.
Gli ignaziani denunciano l’irregolarità della deposizione descrivendola come forzata: l’idea di far firmare ad Ignazio- molto duro con gli ex iconoclasti- la propria deposizione sarebbe venuta a Michele III, intenzionato ad eleggere il più conciliante Fozio.
Papa Niccolò convoca una nuova sinodo, il Sinodo Romano (o Roma I), nell’863, in cui si invalidano le decisioni prese nelle precedenti Sinodo di Costantinopoli I e II, si chiede a Michele III di restituire la dignità patriarcale ad Ignazio e si depone Fozio.
La questione veniva portata da Roma dal piano canonico a quello teologico: Fozio non era iconoclasta, ma a Niccolò- intenzionato ad espandere il proprio potere in oriente- conveniva credere agli ignaziani, dettando le proprie condizioni nella Sinodo Romana.
Niccolò I definisce Fozio “usurpatore”, ma questo termine non farà né caldo né freddo ai bizantini, così come passerà inosservata la stessa Sinodo Romana: questa è la riprova che fra chiesa d’oriente e d’occidente volavano frequenti insulti
A questo punto si inserisce un elemento (definizione di p. Podskalsky) che ribalta la situazione: è la questione bulgara.
In Bulgaria, attorno alla metà del IX secolo, c’era una grande concorrenza fra chiesa orientale e occidentale per convertire il Khan (poi principe e Tzar) Boris al cattolicesimo occidentale o orientale: i bulgari a quest’epoca non sono completamente slavizzati; i bulgari non erano slavi, bensì provenivano dalle steppe dell’Asia centrale (erano turchi), ed erano giunti in oriente nel VI secolo incontrando gli slavi e slavizzandosi a poco a poco.
Boris aveva fatto la sua analisi di conversione per motivi meramente politici: anche Vladimir della Rus’ di Kiev, del resto, si era convertito nel 938- dopo aver ricevuto missionari ebrei, cristiani occidentali e orientali e persino musulmani- per poi abbracciare il cristianesimo orientale per sposare la sorella del basileus.
Nell’864 Boris opta per il Cristianesimo orientale, ma capisce subito che mai la Chiesa bizantina gli permetterà di creare una Chiesa autocefala, com’era nei suoi desideri; inoltre, a capo della Chiesa bulgara ci sarebbe stato un metropolita originario e dipendente da Bisanzio: Fozio, infatti, gli aveva comunicato che non avrebbe potuto creare una Chiesa autocefala in quanto la lingua bulgara (unica fra quelle slave a non avere casi e a possedere l’articolo posposto) non era adatta a tradurre i termini teologici.
A Boris la cosa non piacque per nulla, e così espulse tutti i missionari bizantini: chiese allora a papa Niccolò due vescovi, e il papa gli inviò Formoso di Porto e Paulo di Populonia per creare una gerarchia latina.
Naturalmente, il papa non volle concedere l’autocefalia alla Bulgaria, e Boris espulse anche i missionari latini richiamando i greci non tutti i latini, però, se ne andarono., c’è così uno scontro fra latin ie greci, perché l’Illirico orientale era sempre stata zona di contesa fra est e ovest
Fozio convoca una sinodo a Costantinopoli (867) in cui- con un gesto simbolico per difendere l’autocefalia della sua Chiesa- depone e scomunica Niccolò: è un gesto illegale, perché mentre Roma può intervenire sulle questioni teologiche sugli altri 4 patriarcati, essi non possono fare altrettanto verso Roma.
Intanto muoiono contemporaneamente tutti i personaggi implicati: Michele III viene assassinato e gli succede Basilio I (867-886), Fozio viene deposto e sostituito dal predecessore Ignazio e a papa Niccolò subentra Adriano II (867-872).
Adriano- saputo della sinodo nell’869- convoca subito la Sinodo Romana, che dichiara invalide le sinodo di Costantinopoli dell’858 (elezione di Fozio), dell’861 (riconferma della validità dell’elezione di Fozio) e dell’867; nell’ottobre 869 i tre contendenti- Basilio, Ignazio e Adriano- si ritrovano a Bisanzio per esaminare il caso di Fozio: il nomokanon prevedeva che se il patriarca fosse stato deposto anche dal papa non sarebbe mai più potuto essere eletto a quella carica.
I tre, assieme, depongono solennemente e definitivamente Fozio: intanto re Boris aveva espulso definitivamente i latini dalla Bulgaria e accettato un metropolita greco, stringendo altresì un’alleanza militare e matrimoniale con Basilio contro i Cumani, un popolo orientale che calava in Europa in quel tempo.
Adriano II muore, e gli succede Giovanni VIII (872-882), che ha avuto una versione “addolcita” di tutte le sinodo costantinopolitane: egli domanda a Fozio di riconoscere solo gli errori commessi, e nell’880 lo riabilita.
La causa dello scisma foziano è dunque da ricercarsi nel diverso modo di intendere la Chiesa in oriente e in occidente: terreno di scontro è la Bulgaria, dove Fozio- in risposta ad un’analoga azione dei latini- invalida, travalicando le sue prerogative, i sacramenti amministrati dai latini.
Prima entrano in campo questioni liturgiche (validità del battesimo per infusione o per immersione), poi quelle canoniche (celibato ecclesiastico totale o parziale) e infine quelle teologiche (questione del Filioque).
Per i bizantini la questione era perdere l’autocefalia a vantaggio della monarchia papale; era per loro inconcepibile, perché la Chiesa è formata dall’unione della fede dei singoli componenti: le Chiese sono tenute insieme dal professare la fede di Pietro.
All’epoca il papato era in una fase turbolenta, quasi ostaggio degli imperatori tedeschi: un papa filotedesco avrebbe potuto estendere sull’Italia meridionale bizantina non tanto la giurisdizione ecclesiastica, ma soprattutto quella politica del Sacro romano impero.
Già all’epoca del patriarca Sergio (999-1019) con Basilio II Bulgaròctono (976-1025) il nome del papa scompare dai Dittici: i rapporti sono molto deteriorati.




Rispondi Citando
) di ecumenismo, i latini non si smentiscano nell'impugnare e modellare la storia a piacimento (il lupo perde il pelo ma non il vizio : Constitutum Costantini , Decretali pseudo-isidoriane...ops, scusate, meglio non parlarne
). Quello citato da Augustinus se non sbaglio è il testo apparso in occasione del Giubileo ...beh, peccato non si accenni alle differenze testuali delle varie recensioni e che minimamente non si accenni a quanto detto su papa Giovanni VIII circa la condanna dei filioquisti...il che fa ben vedre come su questo scomodo personaggio (come su qualsiasi cosa per voi scomoda) non tardano ad arrivare "accidetali" interpolazioni e varie revisioni .
