Pagina 3 di 9 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 83

Discussione: Sul «Filioque»

  1. #21
    più arcipreti, meno arcigay
    Data Registrazione
    03 Jun 2004
    Località
    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
    Messaggi
    19,842
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lo scisma di Fozio è la prima vera rottura fra occidente e oriente: sono passati appena 20 anni dall’843 e i rapporti si mantengono buoni; lo scisma è stato molto meno studiato ed è molto più complicato di quello del Cerulario, come ci dimostrano i massimi studiosi, i pp. gesuiti Gerhard Podskalsky e Frantisek Dvornik.

    L’occasione dello scisma è il conflitto interno alla chiesa bizantina. Il patriarca Ignazio era stato deposto dall’imperatore Michele III (856-867) nella sinodo di Costantinopoli I dell’858, ed era stato esiliato nell’isola di Terebinto; il suo successore è Fozio, e la procedura non presenta nessun problema, tanto che prima Michele e poi lo stesso Fozio scrivono a papa Niccolò rendendolo edotto dell’elezione.

    Papa Niccolò rifiuta di riconoscere subito Fozio come nuovo patriarca, e manda i suoi legati per investigare se la sua elezione era stata fatta secondo le regole: i legati convincono i bizantini a convocare una nuova sinodo, la Sinodo di Costantinopoli II dell’861, cui partecipano anch’essi, contrariamente alle norme del nomokanon che ammetteva alle sinodo solo i vescovi di quella zona.

    Fozio era succeduto ad Ignazio, patriarca scelto dall’imperatrice Teodora- madre di Michele III- che con Ignazio aveva riunito la sinodo per la fine dell’iconoclastia; Michele III, una volta sul trono, aveva usato il suo diritto di deporre il patriarca regnante e farne eleggere uno di suo gradimento.

    I bizantini riesaminano l’elezione assieme ai legati papali e confermano Fozio nella carica: i legati accertano che Fozio è stato scelto secondo le regole canoniche, nonostante sia stato nominato da Michele III, notorio ubriacone e ninfomane (anche se approvò la missione di Cirillo e Metodio): gli atti della sinodo vengono siglati con il sigillo pontificio.

    Nell’861 lo stesso Niccolò I riconosce Fozio; nel novembre dell’862, però, finita da poco la lotta iconoclasta, giungono a Roma dei seguaci di Ignazio: essi rivelano al papa che Ignazio era stato costretto a dimettersi, e pertanto la legalità della deposizione era una farsa perché era avvenuta prima ancora della sinodo.

    Alcuni studiosi ritengono che ci fosse stata una sorta di “amnistia” da parte di Teodora e del figlio Michele III nei confronti degli ex iconoclasti, che- se pentiti- venivano riammessi alla piena comunione con la Chiesa; a questo provvedimento era favorevole Fozio.

    Gli ignaziani denunciano l’irregolarità della deposizione descrivendola come forzata: l’idea di far firmare ad Ignazio- molto duro con gli ex iconoclasti- la propria deposizione sarebbe venuta a Michele III, intenzionato ad eleggere il più conciliante Fozio.

    Papa Niccolò convoca una nuova sinodo, il Sinodo Romano (o Roma I), nell’863, in cui si invalidano le decisioni prese nelle precedenti Sinodo di Costantinopoli I e II, si chiede a Michele III di restituire la dignità patriarcale ad Ignazio e si depone Fozio.

    La questione veniva portata da Roma dal piano canonico a quello teologico: Fozio non era iconoclasta, ma a Niccolò- intenzionato ad espandere il proprio potere in oriente- conveniva credere agli ignaziani, dettando le proprie condizioni nella Sinodo Romana.

    Niccolò I definisce Fozio “usurpatore”, ma questo termine non farà né caldo né freddo ai bizantini, così come passerà inosservata la stessa Sinodo Romana: questa è la riprova che fra chiesa d’oriente e d’occidente volavano frequenti insulti

    A questo punto si inserisce un elemento (definizione di p. Podskalsky) che ribalta la situazione: è la questione bulgara.

    In Bulgaria, attorno alla metà del IX secolo, c’era una grande concorrenza fra chiesa orientale e occidentale per convertire il Khan (poi principe e Tzar) Boris al cattolicesimo occidentale o orientale: i bulgari a quest’epoca non sono completamente slavizzati; i bulgari non erano slavi, bensì provenivano dalle steppe dell’Asia centrale (erano turchi), ed erano giunti in oriente nel VI secolo incontrando gli slavi e slavizzandosi a poco a poco.

    Boris aveva fatto la sua analisi di conversione per motivi meramente politici: anche Vladimir della Rus’ di Kiev, del resto, si era convertito nel 938- dopo aver ricevuto missionari ebrei, cristiani occidentali e orientali e persino musulmani- per poi abbracciare il cristianesimo orientale per sposare la sorella del basileus.

    Nell’864 Boris opta per il Cristianesimo orientale, ma capisce subito che mai la Chiesa bizantina gli permetterà di creare una Chiesa autocefala, com’era nei suoi desideri; inoltre, a capo della Chiesa bulgara ci sarebbe stato un metropolita originario e dipendente da Bisanzio: Fozio, infatti, gli aveva comunicato che non avrebbe potuto creare una Chiesa autocefala in quanto la lingua bulgara (unica fra quelle slave a non avere casi e a possedere l’articolo posposto) non era adatta a tradurre i termini teologici.

    A Boris la cosa non piacque per nulla, e così espulse tutti i missionari bizantini: chiese allora a papa Niccolò due vescovi, e il papa gli inviò Formoso di Porto e Paulo di Populonia per creare una gerarchia latina.

    Naturalmente, il papa non volle concedere l’autocefalia alla Bulgaria, e Boris espulse anche i missionari latini richiamando i greci non tutti i latini, però, se ne andarono., c’è così uno scontro fra latin ie greci, perché l’Illirico orientale era sempre stata zona di contesa fra est e ovest
    Fozio convoca una sinodo a Costantinopoli (867) in cui- con un gesto simbolico per difendere l’autocefalia della sua Chiesa- depone e scomunica Niccolò: è un gesto illegale, perché mentre Roma può intervenire sulle questioni teologiche sugli altri 4 patriarcati, essi non possono fare altrettanto verso Roma.

    Intanto muoiono contemporaneamente tutti i personaggi implicati: Michele III viene assassinato e gli succede Basilio I (867-886), Fozio viene deposto e sostituito dal predecessore Ignazio e a papa Niccolò subentra Adriano II (867-872).

    Adriano- saputo della sinodo nell’869- convoca subito la Sinodo Romana, che dichiara invalide le sinodo di Costantinopoli dell’858 (elezione di Fozio), dell’861 (riconferma della validità dell’elezione di Fozio) e dell’867; nell’ottobre 869 i tre contendenti- Basilio, Ignazio e Adriano- si ritrovano a Bisanzio per esaminare il caso di Fozio: il nomokanon prevedeva che se il patriarca fosse stato deposto anche dal papa non sarebbe mai più potuto essere eletto a quella carica.

    I tre, assieme, depongono solennemente e definitivamente Fozio: intanto re Boris aveva espulso definitivamente i latini dalla Bulgaria e accettato un metropolita greco, stringendo altresì un’alleanza militare e matrimoniale con Basilio contro i Cumani, un popolo orientale che calava in Europa in quel tempo.

    Adriano II muore, e gli succede Giovanni VIII (872-882), che ha avuto una versione “addolcita” di tutte le sinodo costantinopolitane: egli domanda a Fozio di riconoscere solo gli errori commessi, e nell’880 lo riabilita.

    La causa dello scisma foziano è dunque da ricercarsi nel diverso modo di intendere la Chiesa in oriente e in occidente: terreno di scontro è la Bulgaria, dove Fozio- in risposta ad un’analoga azione dei latini- invalida, travalicando le sue prerogative, i sacramenti amministrati dai latini.

    Prima entrano in campo questioni liturgiche (validità del battesimo per infusione o per immersione), poi quelle canoniche (celibato ecclesiastico totale o parziale) e infine quelle teologiche (questione del Filioque).

    Per i bizantini la questione era perdere l’autocefalia a vantaggio della monarchia papale; era per loro inconcepibile, perché la Chiesa è formata dall’unione della fede dei singoli componenti: le Chiese sono tenute insieme dal professare la fede di Pietro.

    All’epoca il papato era in una fase turbolenta, quasi ostaggio degli imperatori tedeschi: un papa filotedesco avrebbe potuto estendere sull’Italia meridionale bizantina non tanto la giurisdizione ecclesiastica, ma soprattutto quella politica del Sacro romano impero.

    Già all’epoca del patriarca Sergio (999-1019) con Basilio II Bulgaròctono (976-1025) il nome del papa scompare dai Dittici: i rapporti sono molto deteriorati.

  2. #22
    Forumista
    Data Registrazione
    11 Jun 2004
    Messaggi
    112
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' incredibile come , pur in clima (tutto vostro ) di ecumenismo, i latini non si smentiscano nell'impugnare e modellare la storia a piacimento (il lupo perde il pelo ma non il vizio : Constitutum Costantini , Decretali pseudo-isidoriane...ops, scusate, meglio non parlarne ). Quello citato da Augustinus se non sbaglio è il testo apparso in occasione del Giubileo ...beh, peccato non si accenni alle differenze testuali delle varie recensioni e che minimamente non si accenni a quanto detto su papa Giovanni VIII circa la condanna dei filioquisti...il che fa ben vedre come su questo scomodo personaggio (come su qualsiasi cosa per voi scomoda) non tardano ad arrivare "accidetali" interpolazioni e varie revisioni .
    Rimando per la complessità della vicenda anche alla vostra Storia della Chiesa di Fliche e Martin .
    Arrivederci

  3. #23
    più arcipreti, meno arcigay
    Data Registrazione
    03 Jun 2004
    Località
    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
    Messaggi
    19,842
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non vedo l'attinenza delle Decretali e della Donazione con la questione...

  4. #24
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
     Likes dati
    18
     Like avuti
    35
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by LucaM.
    Noto primariamente che nessun commeno è stato fatto su quanto pronunziato da papa Giovanni VIII, un papa talmente scomodo per la sua Ortodossia che si è operato con una vera e propria damnatio memoriae (a San Paolo fiori le mura non vi figura neppure il suo ritratto) , al cui riguardo circolano ben fantastiche menzogne fino all'invenzione della leggenda della "papessa Giovanna" . Interessante anche notare che papa Giovanni VIII morì da vero martire per la sua confessione fedele all'Ortodossia: Carlo il Grosso, dopo l'invasione di Roma, lo fece avvelenare e poi finire a colpi o di scure o di martello .
    Posto dal sito SANTI E BEATI:

    Giovanni VIII Papa

    m. 882

    (Papa dal 14/12/872 al 16/12/882)
    Romano, dovette assistere alle scorrerie dei Saraceni fin sotto le mura della città di Roma. Nel tentativo di trovare aiuto nell'imperatore d'oriente, riconobbe legittimo patriarca l'eretico Fozio (Papa dal 879), verso il quale tre anni dopo pronunciò una solenne scomunica.

    Giovanni VIII, Basilica di S. Paolo fuori le mura, Roma

  5. #25
    Forumista
    Data Registrazione
    11 Jun 2004
    Messaggi
    112
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma questo ritratto non è inserito insieme a tutti gli altri dei papi romani che circondano la basilica sopra i colonnati.
    Tra poche settimane comunque sarò a Roma e avrò modo di confermare personalmente questo dato dal momento che una visita a San Paolo fuori le mura credo sia d'obbligo.
    Riporto , dalla "vostra" Storia della Chiesa d Fliche e Martin (p.607) :
    "l'ipotesi per la quale qusto pontefice sarebbe più tardi tornato sulla primitiva approvazione ed avrebbe lanciato su Fozio un nuovo anatema ...non resiste a un esame attento e imparziale dei pochi documenti sui quali si è voluto appoggiarla".

    Come vedi la questione è molto più complessa di come la volete presentare.

    Nessun cenno naturalmente all'approvazione di San Fozio, alla condanna di Giovanni VIII dei filioquisti ed al suo scomodo martirio .

  6. #26
    Forumista
    Data Registrazione
    11 Jun 2004
    Messaggi
    112
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Informo comunque (ma vi potrà indubbiamente meglio dire S.E. il Vescovo Silvano quando tornerà dalla Russia) che sulla grandiosa figura dello ieromartire Giovanni VIII è in preparazione (probabilmente per il prossimo autunno) un grande seminario di studi a Pistoia,organizzato dal nostro Esarcato, con la partecipazione di storici e teologi .

  7. #27
    Forumista
    Data Registrazione
    11 Jun 2004
    Messaggi
    112
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Dreyer
    Non vedo l'attinenza delle Decretali e della Donazione con la questione...
    L'attinenza sta nell'uso di impugnare e reinventare la storia e la "teologia" al fine di trovare un fondamento alle vostre svariate novationes .
    Pertanto non mi stupisce la versione adulterata da voi riportata della vita del santo ieromartire Giovanni VIII (l'invenzione di un anatema lanciato contro San Fozio di cui molte stesse vostre fonti storiche dubitano ; nessun cenno , naturalmente, alla sua condanna dei filioquisti o all'invio dei legati papali al vero Concilio dell'879 -i quali dichiararono il filioque un "inqualificabile insulto ai Padri- , l'episodio del suo assassinio-martirio !!!) o il fatto che per screditare San Fozio si faccia ricorso al falso concilio dell'869/70 di BEN 18 Vescovi che fu enumerato tra i Concilii Ecumenici in Occidente solo a partire dal XII secolo -mi piacerebbe che qualcuno di voi mi spiegasse ,comparato con il Concilio dell'879- quali sono le sue caratteristiche di Ecumenicità, così almeno ci si può fare una grassa risata- .
    Vi saluto, sperando che un giorno non vogliate più liquidare l'ingombrante figura di questo santo papa ORTODOSSO con i risibili escamotage usati ad esempio per la figura dell'INFALLIBILE e anatematizzato eretico monotelita Onorio I nel Vaticano I.


  8. #28
    Forumista
    Data Registrazione
    11 Jun 2004
    Messaggi
    112
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questa è l'istanza presentata da S.E. il Vescovo Silvano di Luni (ancor prima di essere ordinato al ministero episcopale) alla Santa Sinodo della Chiesa Greca Tradizionale per proporre la glorificazione del santo ieromartire Giovanni VIII .

    ISTANZA DEL SACRO MONASTERO DI SAN SERAFINO DI SAROV IN PISTOIA TENDENTE A PROPORRE LA GLORIFICAZIONE DEL SANTO IEROMARTIRE GIOVANNI, L'OTTAVO DI QUESTO NOME, PAPA DELL'ANTICA ROMA O – QUANTOMENO – LA POSSIBILITÀ DI TRIBUTARE ALLO STESSO UN CULTO LOCALE

    Eminentissimo Presidente del Santo Sinodo
    Venerabilissimi Padri ed Archierei !

    Forse in Italia si può sentire più che altrove la necessità che la Chiesa Ortodossa – specialmente in questo periodo d'ecumenismo imperante in cui i problemi dogmatici sembrano svuotarsi del loro significato- glorifichi quel grande Confessore della Fede e Martire che fu il papa dell'antica Roma Giovanni VIII.
    Figura luminosissima è stato posto nell'ignoranza dai Latini per i quali costituisce uno scomodissimo testimone dell'ortodossia dell'antica sede apostolica dell'Occidente nell'epoca in cui la dominazione barbara preparava lo scisma dalla Chiesa Ortodossa, ed è stato ignorato anche dagli Ortodossi forse perché – avvenuto lo scisma – si sentì più il bisogno di glorificare gli Orientali piuttosto che gli Occidentali.
    Ma oggi in Occidente sorgono, seppur piccole e tribolate, comunità di ortodossi, anche appartenenti al Sinodo della Resistenza, e la glorificazione dell'ultimo campione dell'ortodossia della Chiesa Romana, dell'amico di San Fozio il grande, di colui che ha affermato che coloro che hanno fatto l'aggiunta nel Simbolo (Filioque) "li pongo nel posto di Giuda perché hanno lacerato le membra di Cristo", di colui che per questa fede e per la fedeltà all'antica ortodossia della romana sede fu ucciso in modo orrendo dagli emissari del sovrano barbaro, può essere per loro incitamento, esempio e conforto…
    E' mio dovere – nell'avanzare umilmente questa supplica- esaminare brevemente (rimandando per una più amplia disamina ai testi allegati o comunque citati) gli elementi che giustificano la glorificazione di questo grande Gerarca.
    Esaminerò quindi tre punti: l'ortodossia della fede,la santità della vita, la morte da martire.

    1 – L'Ortodossia della Dottrina –
    Scrivono P. RANSON,M. TERESTCHENKOe L. MOTTE nel loro saggio "Storia dello Scisma":
    " Dalla morte di Leone III all’anno 858, il popolo ortodosso di Roma riuscì ad imporre un suo candidato , malgrado le minacce dell’imperatore germanico. Già dal momento dell’elezione di Leone III grandi furono l’ansietà ed anche il terrore per una rappresaglia franca. L’elezione di Benedetto III fu interrotta dal partito germanico che impose per un momento il proprio candidato Anastasio, ma la folla assediò le porte della basilica costantiniana ove si teneva il sinodo incaricato di eleggere il nuovo papa. Alla morte di Benedetto fu eletto il primo papa germanofilo Nicola I. L’imperatore germanico Ludwig accorse e fece svolgere l’elezione alla sua presenza. Prestissimo Nicola I volle imporre la sua autorità su tutta la chiesa e applicò alla sua tiara e al suo regno la dottrina della predestinazione. Scrisse al patriarca della Nuova Roma, San Fozio il Grande, che “la Chiesa di Roma aveva meritato il diritto al potere assoluto ed aveva ricevuto il governo di tutte le pecorelle di Cristo”. Un po’ più tardi, furioso di non aver ottenuto il riconoscimento delle sua innovazioni da San Fozio, scrisse direttamente al popolo, al clero e all’Imperatore di Costantinopoli delle lettere piene di ostilità e di odio in cui il patriarca è chiamato “Signor Fozio” , “adultero”, “omicida” ed “ebreo”. In Bulgaria benediceva la missione del vescovo Formoso, uno dei capi del partito filogermanico, ed autorizzava l’aggiunta del Filioque al Credo nonché altre riforme o pratiche tipiche delle chiese franche.
    Quest'atteggiamento provocò la reazione della Chiesa di Costantinopoli e San Fozio, d’accordo con il suo Sinodo, inviò un’enciclica a tutte le Chiese nella quale denunciava la situazione creata in Bulgaria e il dogma del Filioque. Un concilio si tenne a Costantinopoli nell’867, alla presenza dei delegati dei patriarchi orientali, che anatematizzò le dottrine denunciate da san Fozio, in particolare l’eresia del Filioque e la sua aggiunta al Credo di Nicea-Costantinopoli in Bulgaria. Più di mille firme testimoniarono contro il dogma franco che, come afferma San Fozio, scinde la Santa Trinità in due, poiché instaura due sorgenti nella Divinità, finendo così nel paganesimo. Dopo la partenza per l’esilio del patriarca Fozio, il papa Nicola I fece organizzare a Costantinopoli nell’869 un concilio di 18 vescovi nel quale la persona di San Fozio fu condannata, senza che nessuna eresia gli potesse essere rimproverata. Bisogna dire che Nicola I in Roma non osò mai imporre il Filioque per paura del popolo romano fedele alla Fede Ortodossa. Nicola I d’altronde non cessava di trovare difficoltà con i romani dell’Italia del Sud e anche con quelli delle Gallie che erano rimasti scossi dalla sua concezione totalitaria dell’antica “etnarchia”. Quando morì, era ormai sostenuto solo dai teologi franchi filioquisti che egli aveva mobilitato contro il patriarca e l’imperatore di Costantinopoli, senza peraltro fare il nome di San Fozio la cui scienza e santità erano note ai romani ortodossi della Gallia.
    Dopo un papa di transizione, Adriano, il partito romano ebbe nuovamente il sopravvento e l’arcidiacono Giovanni, divenuto Giovanni VIII, salì al trono patriarcale di Roma. Giovanni VIII che la storiografia occidentale ha lasciato per molto tempo da parte – e ciò in parte a causa della falsificazione delle fonti, ormai ammessa dagli storici -, fu un grande papa della Romanità , della statura dei Leone Magno e dei Gregorio Magno. Gerarca attento e prudente, fino alla morte dell’imperatore Ludwig II nell’875, seppe utilizzare il partito germanico, senza pur dare ad esso un ruolo decisionale. Al momento però nel quale la minaccia germanica scomparve con la morte dell’imperatore, depose, scomunicò e anatematizzò i vescovi “nicolaiti” che avevano aggiunto il Filioque in Bulgaria ed in particolare il vescovo Formoso. Scelse un candidato all’impero tra i carolingi, il re di “Francia” Carlo il Calvo che era il più moderato e il più lontano dall’Italia e gli impose una “donazione” che liberava le elezioni dei papi dalla presenza dei legati imperiali. Così tentava di preservare Roma da un nuovo Nicola imposto dal partito germanofilo. Dopo la disfatta e la morte di Carlo il Calvo, lasciò in sospeso la successione che egli cercava di controllare, movendo i vari candidati gli uni contro gli altri. Fallì alla fine perché il re Carlo il Grosso invase Roma e fece avvelenare Giovanni VIII che fu poi finito a colpi di scure. Questo periodo di tempo che Giovanni VIII riuscì a dare al trono dell’antica Roma, se da un lato fece entrare la capitale in un periodo di disordini e di incertezze, dall’altro doveva contribuire a cambiare l’aspetto delle cose. Da una parte la disorganizzazione politica in Italia provocata dalla vacanza del trono imperiale occidentale permise alle truppe di Basilio I di avanzare in modo decisivo in Italia e di liberare momentaneamente i romani della regione ; dall’altra parte i legati di Giovanni VIII poterono assistere e riconoscere le decisioni del Concilio dell’879 presieduto da San Fozio, di nuovo in possesso del suo trono patriarcale.
    A questo concilio tutti patriarchi vennero rappresentati e San Fozio fu riconosciuto da tutto il mondo quale Patriarca della Nuova Roma. Così colava a picco tutta l’opera di Nicola I. L’inalterabilità del Simbolo della fede e la condanna di ogni aggiunta furono proclamate ufficialmente benché Giovanni VIII avesse domandato che i franchi non venissero nominati e ciò per prudenza. I legati della Chiesa di Roma chiamarono l’aggiunta del Filioque un “inqualificabile insulto ai Padri”, Giovanni VIII scrisse una lettera a San Fozio nella quale condannava in termini velati, ma fermi, i germano–franchi e l’aggiunta del Filioque : “Noi li mettiamo dalla parte di Giuda, poiché essi hanno lacerato le membra del Cristo”. Questo concilio dell’879 che riconobbe l’ecumenicità del VII Concilio ebbe tutti i caratteri di un Concilio Ecumenico e la chiesa Ortodossa lo riconosce ormai(almeno da parte di alcuni: Nota mia) come l’VIII Ecumenico." Le vicende narrate in questo lucido saggio dimostrano che Giovanni VIII lottò, campione ormai quasi solitario in un Occidente che s'imbarbariva perché la fede Ortodossa fosse salvaguardata. Due erano i nemici dell'Ortodossia in questo periodo oscuro per la sede romana: la alterazione del Simbolo e la pretesa di primato giurisdizionale che papa Nicola aveva avanzato. Ebbene risulta chiaro che Giovanni VIII resistette all'una ed all'altra: condannò vigorosamente l'aggiunta. Il testo della splendida lettera citata c'è conservato ed è reperibile nel MANSI – Conciliorum…, è veramente uno degli ultimi insegnamenti da vero Padre della Chiesa che provengono dalla cattedra di Roma antica. Per quanto riguarda il primato ebbe di esso la concezione ortodossa della conciliarità e delle precedenze della pentarchia come dimostra la sua partecipazione all'VIII Sinodo ed il suo rispetto per la giurisdizione patriarcale di Costantinopoli.
    In conclusione di questo primo punto, citando ancora da quel saggio:" Il pontificato di Giovanni VIII segna dunque un momento decisivo e mal conosciuto della storia dello “scisma”, perché rappresenta l’ultima grande resistenza dei romani dell’antica Roma e dell’Occidente nei confronti della spinta germano-franca contro il trono ortodosso di Roma."
    Analoghe asserzione si possono trovare nel libro di GIOVANNI S. ROMANIDES – FRANCHI, ROMANI Feudalesimo e Dottrina - Un percorso storico e teologico alle radici della separazione dell’Occidente dall’Oriente. Va inoltre citato il libro di LAMPRILLOS – La mistificatione fatale, che io ho più volte citato nel mio commentario al Simbolo della fede.

    2)– La santità della vita.
    La storiografia occidentale ha fatto di tutto per far scomparire prima (il suo ritratto non c'è nella serie del papi nella basilica di San Paolo sulla via Ostiense, ed il mito della “papessa” Giovanna è una invenzione per colmare la lacuna delle date dalla morte del predecessore all'avvento del successore) ed alterare, poi, la luminosa figura dell'ultimo grande papa ortodosso della vecchia Roma. Oggi, fortunatamente tutti gli storici seri concordano nell'alterazione e cercano restituire a Giovanni la statura di Padre della Chiesa che merita, gli ortodossi, di difensore di una legittima posizione, i cattolici ed i laici. Srive p.Patric Ranson " Il nous semble donc que ce n'est pas aller contre la piété que d'écrire l'histoire de celui que saint Photios nommait son ami et qu'il loue pour son courage et pour son orthodoxie, le pape de l'ancienne Rome Jean VIÎI, grâce à qui, une fois pour toutes, la papauté orthodoxe condamna a papauté hérétique. Jean VIII a partagé avec son ami Photios la haine et les critiques des germano-francs de l'époque carolingienne, qui ont transmis à leurs descendants une hostilité telle qu'ils ont cru longtemps bon de falsifier les documents historiques et d'user de fausses légendes contre ces deux confesseurs. Mais le pape Jean, que ses ennemis finirent par empoisonner et qui fut même achevé à coup de hache, n'a pas toujours été reconnu par les orthodoxes comme un vrai confesseur et un martyr. La raison en est l'influence des sources." E ancora:" La connaissance des textes, que notre époque favorise parfois, a permis de démontrer le caractère fallacieux de toutes ces accusations et il ne reste plus grand'chose aujourd'hui de cette seconde condamnation de Photios : on n'oserait plus guère affirmer comme jadis le cardinal Baronius, que Photios est un monstre sorti de l'enfer, funestum aliquid ab unis infernis proditum, ou comme, il n'y a pas si longtemps, le cardinal Herengôther, répétant Fleury, que Photios était «un parfait hypocrite, agissant en scélérat et parlant en saint». Les deux cardinaux qui passent encore pour des historiens ont été réfutés par leurs successeurs, en particulier par l'auteur tchèque Dvornick." E devo ancora dare la parola a P.Patric, perchè non saprei meglio di lui esprimermi " Pourtant, si l'on sait que saint Grégoire le Grand a été le symbole de la résistance romaïque, son successeur n'a pas été le Pape Nicolas 1er mais le Pape Jean VIII. Encore diacre, Jean VIII écrivit une biographie de Grégoire le Grand, ce qui, dans le contexte de l'Eglise de Rome de cette époque-là, prend bien évidemment l'allure d'un symbole. De cette façon, il manifestait qu'il n'était pas du parti germano-franc, mais du parti romain et orthodoxe.
    L'oeuvre de Jean VIII est aussi importante, voire plus encore que celle de Grégoire le Grand : comme lui, il lutta contre les barbares et, comme lui, il dut le faire par la ruse ; comme lui, il affirma l'universalité de l'Eglise et l'égalité des sièges patriarcaux, rejetant fermement l'idée qu'un seul siège puisse avoir une autorité absolue ;
    comme Grégoire le Grand qui bénit les missions chrétiennes en Bretagne, Jean VIII fit oeuvre missionnaire en aidant les saints Cyrille et Méthode dans leur tâche sans cesse menacée par les Francs. Ajoutons qu'il confessa l'orthodoxie dans un concile oecuménique et, par ses légats, fit rejeter l'hérésie du Filioque. Malheureusement, il dut agir dans un climat encore plus difficile que saint Grégoire et son oeuvre a été à ce point ambiguë et secrète que de nombreux historiens partant sur les présupposés de la science occidentale héritée des Francs ont dû renoncer à en restituer le sens. Si nous rejetons ces présupposés et si nous voyons en Jean VIII un grand pape romaïque orthodoxe otage des barbares et risquant sa vie pour confesser la foi, secret par nécessité, ambigu par politique, l'ami de saint Photios devient l'ami de tous ceux qui dans ces temps difficiles de l'oecuménisme où les faux frères sont dans l'Eglise même, essayent de confesser la foi orthodoxe qui a affermi l'univers."
    Con San Fozio Giovanni VIII visse le sofferenza di un secolo difficile, tempi calamitosi per la Chiesa, ma ancor più di San Fozio visse tribolazioni senza numero perché doveva lottare dalla posizione svantaggiata di una Roma ormai preda dei barbari e che già aveva visto un Nicola allontanarsi dalla retta dottrina, e sul problema della processione dello Spirito Santo e sul problema del primato. Eppure, ispirandosi sempre al suo grande predecessore, San Gregorio Dialogo del quale aveva scritto la Vita, non vacillò mai e tenne ferma la posizione della fede e della Tradizione della Chiesa fino alla fine che fu la fine di un Martire.

    3 - Il Martirio.
    Che Giovanni sia Martire non v'è dubbio. Infatti, egli è fatto assassinare a causa della sua fedeltà alla Chiesa ed alla fede dei suoi Padri. E' fatto assassinare perché alla volontà dei potenti del momento ed alla gloria effimera che essi gli avrebbero potuto assicurare, preferì la gloria eterna che il Signore dà a coloro che combattono la buona battaglia fino alla fine e terminano la corsa avendo conservato la fede, come scrive l'Apostolo Paolo a Timoteo.
    Avvelenato resiste al veleno ed è finito a colpi di scure (o di martello, secondo la diversità delle fonti). La Chiesa Romana non gli tributò nemmeno gli onori funebri consueti per i suoi vescovi, per la paura dei dominatori franchi, e lo seppellì frettolosamente. Ignoto è il luogo della sua sepoltura. Era il 16 Dicembre dell'anno 882.

    Concludendo si rivolge fervente supplica al Santo Sinodo perché gli Ortodossi della Resistenza propongano, in questo momento difficile, alla venerazione dei fedeli, l'ultimo grande ed ortodosso Papa dell'antica Roma, lo ieromartire Giovanni, fissando la sua festa al giorno16 Dicembre, giorno della sua beata dormizione, disponendo la composizione dell'Officio e dell'Icona del nuovo santo.

    Qualora il Santo Sinodo non ritenesse opportuno procedere alla Glorificazione di Giovanni VIII si supplica che ne venga almeno autorizzato il culto locale nel Monastero di San Serafino di Sarov e dipendenze.

    Umilmente baciando la santa benedicente destra

  9. #29
    più arcipreti, meno arcigay
    Data Registrazione
    03 Jun 2004
    Località
    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
    Messaggi
    19,842
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by LucaM.
    L'attinenza sta nell'uso di impugnare e reinventare la storia e la "teologia" al fine di trovare un fondamento alle vostre svariate novationes .
    Pertanto non mi stupisce la versione adulterata da voi riportata della vita del santo ieromartire Giovanni VIII (l'invenzione di un anatema lanciato contro San Fozio di cui molte stesse vostre fonti storiche dubitano ; nessun cenno , naturalmente, alla sua condanna dei filioquisti o all'invio dei legati papali al vero Concilio dell'879 -i quali dichiararono il filioque un "inqualificabile insulto ai Padri- , l'episodio del suo assassinio-martirio !!!) o il fatto che per screditare San Fozio si faccia ricorso al falso concilio dell'869/70 di BEN 18 Vescovi che fu enumerato tra i Concilii Ecumenici in Occidente solo a partire dal XII secolo -mi piacerebbe che qualcuno di voi mi spiegasse ,comparato con il Concilio dell'879- quali sono le sue caratteristiche di Ecumenicità, così almeno ci si può fare una grassa risata- .
    Vi saluto, sperando che un giorno non vogliate più liquidare l'ingombrante figura di questo santo papa ORTODOSSO con i risibili escamotage usati ad esempio per la figura dell'INFALLIBILE e anatematizzato eretico monotelita Onorio I nel Vaticano I.

    Noi non inventiamo nulla...semplicemente molte questioni teologiche sono state sviluppate compiutamente nei secoli; la teologia non è fissità, non è tradizionalsimo esasperato nell'attaccarsi alle parole dei singoli personaggi, anche se furono grandi teologi...molte cose furono dette in passato spacciandole per roba di fede mentre in realtà furono questioni politiche.

    Vediamo per esempio le opinioni di molti teologi dei primi secoli sul Filioque:

    - Tertulliano (160-220): "Tertius est Spiritus a Deo et Filio"; adversus Praxean, CCL 2, 1168.

    - Ilario di Poitiers (315-367): "Lo Spirito è dono del Padre e del Figlio"; De Trinitate, CCL 62, 64-87.

    - Mario Vittorino (355): "Spirito è mutuo amore del Padre e del Figlio"; De Trinitate, PL 8, 1212-23.

    - Ambrogio (m. 397): " Il Figlio è fons Spiritus Sancti"; De Spiritu Sancto, PL 16, 739.

    - Agostino (354-430): Lo Spirito Santo procede principaliter dal Padre ma contemporaneamente e communiter dl Figlio a motivo della generazione di quest'ultimo da parte del padre: lo Spirito è il vinculum caritatis fra Padre e Figlio; De Trinitate, CCL 50, 199.

    e ancora Agostino: Il Padre e il Figlio sono l'unico principio dal quale procede lo Spirito Santo ab utroque procedentem, ma vanno distinti il padre- principium non de principio- e il Figlio, principium de principio; Contra Maximinum, PL 42, 784.

    Teodoro di Eraclea (335-355): "Secondo la pripria ipostasi lo Spirito Santo è consustanziale con il Padre e il Figlio, procedente dal Padre e manifestato mediante il Figlio"; Epistula 21, CSHB 7, 95.

    Efrem Siro (m. 373): "Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio"; Hymnus de defunctis et Trinitate, PO 31, 242.

    Didimo il Cieco (m. 398): "Neque enim aliud est Filius, exceptis his quae ei dantur a Patre, neque alia substantia est Spiritus Sancti praeter idd quod datur ei a Filio"; De Spiritu Sancto, PG 39, 1065.

    Epifanio di Salamina (. 403): " Lo SPirito Santo è da sempre non generato e non creato, ma proviene dalla stessa sostanza del Padre e del Figlio"; Ancoratus, PG 43, 29

    e ancora " Lo Spirito spira (pneei) dal Padre e dal Figlio; Ancoratus, PG 43, 157.

    Cirillo di Alessandria (m. 444): "Lo Spirito Santo proviene (proeisi) dal Padre e dal Figlio"; Thesaurus de Sancta et Consubstantiali Trinitate, PG 75, 585.

    e ancora: "Se qualcuno dice che l'unico Signore Gesù Cristo è stato glorificato dallo Spirito, che egli si serve della potenza che gli viene dallo Spirito come di una forza a lui estranea, e che ha ricevuto da lui potere contro gli spiriti immondi e quello di operare prodigi divini tra gli uomini, e non dice piuttosto che lo Spirito per il quale ha operato questi segni è il suo proprio, sia anatema"; Anathematismi in Denzinger, Enhiridion, 260.

    Massimo il Confessore (580-662): "Pneuma proeisi ek tou Patros kai tou Uiou"; Epistula a Marinos, n. 17, PG 91, 133.

    Ti bastano queste per stabilire CHI ha cambiato COSA o vuoi metterti sopra i santi padri?

  10. #30
    Forumista
    Data Registrazione
    11 Jun 2004
    Messaggi
    112
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Immagino che, prima di decontestualizzare a piacimento i Santi Padri (su cui, permettimi l'audacia, all'Ortodssia si ha ben poco da insegnare...) , tu avrai ben presente la chiara distinzione teologica (si vede proprio che devi avere letto quanto finora discusso...) tra processione trinitaria AD INTRA e AD EXTRA...
    Peccato che finora (ma forse il nostro Dreyer oggi ci è riuscito ) nessuno sia riuscito a trovare una dimostrazione plausibile nei Santi Padri che la processione AD INTRA procede ab utroque, distruggendo così la monarchia (fonte di unità secondo la natura e differenziazione ipostatica in quanto a origine) del Padre a cui i Padri, soprattutto dai grandi Cappadoci in poi, si riferiscono .
    Diversa ,come detto (e ancora invito a leggere quanto da p.Daniele e da me postato in questo thread), è la processione "economica" dello Spirito Santo ove ovviamente è possibile parlare di una relazione di mutuo servizio Spirito-Figlio e Figlio-Spirito. Ma queto è ALTRA COSA!
    Teologi Ortodossi del XX secolo di grande levatura come Vladimir Lossky hanno ben spiegato all'Occidente i pericoli insiti nella formulazione filioquista, altresì teologi ortodossi ultraecumenisti come Olivier Clement non posso coprirsi gli occhi e nascondere un certo imbarazzo e i pericoli insiti in questa aggiunta .
    Vorrei ricordare come alcuni teologi cattolici come Le Giullou e Bouyer , in un tentativo di ritorno alla fonte dei Padri, abbiano cercato di ridimensionare la novationes filioquista cercando formulaioni più neutrali e patristicamente accettabili quali : lo Spirito procede dal Padre e nel Figlio riposa (il che ricorda l'espressione di papa Dionigi nel III secolo) .
    La teologia va fatta con serietà, caro Dreyer, non a colpi di decontestualizzazione" patristica.

 

 
Pagina 3 di 9 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Leone III e il filioque
    Di napici nel forum Cattolici
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 06-06-11, 10:58
  2. Storia del Filioque
    Di Giò nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 05-06-11, 13:36
  3. Filioque?
    Di Perseo nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 30-05-08, 23:48
  4. Filioque, a chi davvero interessa?
    Di pfjodor nel forum Cattolici
    Risposte: 237
    Ultimo Messaggio: 31-10-06, 17:22
  5. filioque due-la vendetta-un fraterno appello
    Di giovannipresbit nel forum Cattolici
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 31-10-06, 01:48

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito