



Bella discussione, i. bel thread.


Dino Grandi era una persona intelligente, ma purtroppo peccò di miopia politica. Forse non era esattamente sua intenzione far crollare il regime fascista, ma solo favorire un cambio della guardia al suo interno.
Purtroppo nei fatti fu una pedina in uno scacchiere più grande di lui e finì per favorire le forze anti-nazionali che tramavano contro Mussolini e contro l'Italia, contribuendo al disastro dell'8 settembre 1943, che fu la morte civile della nazione italiana, macchia solamente in parte cancellata dal sacrificio dei caduti della RSI.


Oltre tutto, qua si parla ad minchiam della brutalità nazista, ma vogliamo parlare della brutalità anglo-americana o della brutalità sovietica?
Ricordiamoci che stupri e violenze del genere le attuarono sistematicamente solo l'esercito sovietico e i partigiani titini. Non dimentichiamo le porcherie che fecero i negri - datemi del razzista ma è la verità - assoldati da americani e inglesi in Italia e in Francia.
I Tedeschi facevano stupri di massa? Non mi risulta.
Gli Italiani? Neanche.


E' difficile parlare di alleanza, quando da una parte c'era un gigante politico e militare come la Germania e dall'altra un paese ancora in via di industrializzazione (il Sud aveva ancora un economia prettamente agricola), con una classe dirigente proveniente prevalentemente da realtà locali scarsamente sviluppate (a cominciare da Roma).
A Mussolini va riconosciuto di essere stato il primo a pensare di sostituire una democrazia parlamentare corrotta ed imbelle, quale quella italiana nei primi anni '20, con una dittatura politica di una minoranza sociale e politica, di matrice borghese.
Il nazionalsocialismo è stato qualcosa di diverso, di più grande e per questo anche di più tragico.
Comunque alla fine Hitler si servì della grande borghesia tedesca per realizzare i suoi piani politici, compresa la guerra etnica alla Russia, mentre il tuo Mussolini si fece usare dalla grande borghesia del nord per mantenere lo status quo, ovvero il dominio del partito fascista sulla società italiana.
La differenza è tutta qua.
Ah dimenticavo, stando alle testimonianze di chi gli è stato vicino in quegli anni, dopo la sconfitta dei francesi e dei polacchi, Mussolini comunicava ad avere una paura folle di Hitler e dei tedeschi....iaociao:


la colpa più grave di Starace fu ben altra,e mi meraviglio che tu non lo critichi:rese il fascismo una barzelletta. Marce,sfilate,divise,il saluto al duce:tutte cose retoriche e d'immagine,con nulla di concreto. Il PNF divenne un luogo di ritrovo per conformisti e parassiti. La cultura ed i giovani che cercavano di avvicinarsi al fascismo ne fuggirono dopo simili cose.
PS: l'ultima frase è veritiera e per certi versi montanelliana. Ti aumenterei la reputazione se non fossi rattristato per il fatto che è verissima.
Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.


Mi ero ripromesso di non rispondere più alle tue insolenze. Ma questa sinceramente non te la passo. Voler paragonare la brutalità nazista alla "brutalità" angloamericana (ovviamente i "negri" non mancano mai...) è una coglionata tale che non merita agomentazioni ma solo censura.
Ti prego di non scherzare con cose serie e di non farmi intervenire contro quella che potrebbe essere considerata "apologia di nazismo".
SADNESS IS REBELLION


eravamo obbligati dall'accordo di Londra a far guerra anche ai tedeschi (e per inciso,ci siamo scordati di far guerra all'Impero Tedesco per 15 mesi buoni,per poi lamentarci se gli Alleati non volevano rispettare il patto di Londra)
...e comunque ai tempi di Hindenburg i governi si reggevano con maggioranze anche socialdemocratiche. Credo bastasse.
Inoltre il duce puntava se non ricordo male sugli Elmetti d'Acciaio,non sui nazisti.
Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.


Qui non ti seguo. Può una democrazia parlamentare "corrotta e imbelle" giustificare l'avvento di una dittatura militare?
Non ti dico di rispondermi con la mentalità dell'epoca, ma con quella di oggi. Siamo infatti abituati (purtroppo) alla corruzione politica - Tangentopoli ne è stato un triste esempio - ma non per questo ci viene in mente di risolvere il problema attraverso un sistema a partito unico. E questo perchè, nonostante le sue degenerazioni, la democrazia si è rivelata il sistema politico con meno contraddizioni.
Il problema odierno della democrazia - ovvero la tendenza al relativismo e all'ossessione per i diritti - va risolto rinforzando e non indebolendo la democrazia stessa. E di questo deve occuparsene la destra, perchè è da sinistra che il vento relativista/nichilista soffia più forte.
Ultima modifica di Florian; 14-11-09 alle 20:08
SADNESS IS REBELLION


Se andiamo a leggere il programma del primo fascismo, quello sansepolcrista per intenderci, troveremo davvero poco di conservatore e reazionario. Anche il regime, nella sua concretezza, non riuscì mai ad essere autenticamente conservatore.
Non accolgo però pienamente il ragionamento di Florian, pur comprensibile e lucido nelle sue motivazioni. Il fascismo non fu conservatore, ma certamente si pose a difesa di alcuni valori a noi cari. Il fascismo non fu alieno a correnti rivoluzionarie, socialisteggianti, ma almeno in parte preservò lo spirito patriottico, l'identità della nazione, l'unità famigliare.
Dio, Patria e Famiglia non possono essere considerati del tutto estranei al fascismo, anche se, è bene affermarlo una volta per tutte, scelte folli e politiche imbarazzanti ne tradirono lo spirito più vero.
Dio ha qualcosa a che fare con le leggi razziali o la carità evangelica? La Patria ha qualcosa a che fare con alleanze sucide, invasioni dettate dalla megalomania più che dalla necessità o dalla giustizia?
Ma è bene ricordare che dall'altra parte si stagliavano talora forze integralmente, irriducibilmente estranee e nemiche del conservatorismo. Forze schiettamente progressiste, anzi comuniste. Il male, davvero, assoluto.
Non ce la faccio, forse per motivi irrazionali ma che sento dentro, a definirmi "antifascista". Io ho poco, nulla a che fare con il fascismo, che considero parentesi storica conclusa con la morte del fondatore (o ancor prima, in verità, il 25 Luglio '43).
La formula "afascista" suona effettivamente neutra, scialba, passiva, rinunciataria, pavida in un senso o nell'altro. Tuttavia, poichè l'antifascismo italiano è stato, ed è, campo politico e culturale a me del tutto estraneo, non posso definirmi antifascista. Lo potrei fare con molta più facilità se fossi un conservatore americano o inglese. Qui in Italia l'antifascismo è un nemico che va battuto.
Non considero il fascismo un "male assoluto"; un male, certo, condito da qualche bene minore.