Comprendo il tuo stato d'animo, anche se ritengo che non si possa mettere la lealtà, l'onore, sopra tutto. Anche io ho in famiglia persone che sono state fasciste. Anche io nutro un profondo disprezzo verso chi ha innalzato il vessillo antifascista per perpetrare una guerra civile ormai conclusa. Tuttavia io non penso sia giusto, soprattutto per se stessi, vivere sotto l'ombra del risentimento e della vendetta.
Quando ho letto storie della destra radicale mi ha colpito come la scelta della lotta armata fosse generata da una volontà di vendetta verso i vincitori. Può capitare che i vincitori siano state persone disprezzabili e che le loro ragioni fossero giuste, così come i vinti possono essere state persone oneste al servizio di un ideale sbagliato. Qua non stiamo giudicando gli uomini, ma le idee. Se io sono a-fascista vuol dire che non mi pongo il problema della libertà, in quanto un fascismo "liberale" non è mai esistito, nè è stato mai cercato dai suoi sostenitori (salvo forse l'ultimo Almirante).
Anche la Guerra Civile americana vide uno scontro simile. Spesso e volentieri i nordisti erano dei facinorosi, rozzi e volgari, mentre i sudisti eccellevano nei loro confronti in più di un aspetto. Tuttavia le ragioni erano del nord e i torti del sud. Una nazione libera non poteva tollerare la schiavitù, così come un Occidente libero non può mettere sullo stesso piano libertà e dittatura.
In America si è riconosciuto il torto della Confederazione insieme al valore e al coraggio dei suoi soldati. Sarebbe bello se anche in Italia si potessero assolvere i fascisti condannando contemporaneamente il fascismo.
In tutto questo discorso il comunismo non c'è perchè è fallito da solo e la stessa sinistra radicale non è più comunista, ma anarchica. Anche per questo, visto che il fascismo nacque per combattere il comunismo, non c'è a mio avviso più ragione di rifarsi ad esso. Il comunismo ha perso comunque, l'importante è che abbia prevalso la libertà.
iaociao:





iaociao:
Rispondi Citando