Però è permesso in certi casi uccidere gente del proprio gruppo.
Quindi mediante opportuni pretesti è lecito sottrarre proprietà ai membri del proprio gruppo.
Non lo so, basta rinunciare alla monogamia, la quale non è una legge universale.


Però è permesso in certi casi uccidere gente del proprio gruppo.
Quindi mediante opportuni pretesti è lecito sottrarre proprietà ai membri del proprio gruppo.
Non lo so, basta rinunciare alla monogamia, la quale non è una legge universale.


1) Assolutamente sì: Ad esempio quando si commina la pena di morte a qualcuno che ha ucciso un altro al di fuori delle regole, o categorie morali fondamentali e preferisci.
Ma intendevo dire altro, ossia che una società nella quale tutti i padri possono uccidere tutti i figli, avrebbe ben poche prospettive di sussistenza.
2) I pretesti non sono altro che violazione alle regole, i sistemi sanzionatori servono appunto per scoraggiarle. Ad esempio un lupo che tentasse di mangiare rima del capobranco verrebbe ucciso. Un lupo che non partecipasse alla caccia verrebbe escluso e dunque morirebbe di fame.
3) E questo cosa significa? Se non vi è monogamia non vi è promisquità, ovvio. Ma una specie non può scegliere, liberamente, di essere e omeno monogama.
Gli individui possono scegliere di tradire, ma questo finisce, per l'appunto, con il causare scontri.
Spesso chi urla lo fa perchè ha poco da dire.
Quasi sempre chi insulta lo fa perchè da dire non ha proprio niente.
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Esiste un'enunciato fondamentale che abbia validità universale o dobbiamo ammettere ogni sorta di se e di ma e di però e di varianti e di eccezioni?
Col pretesto della redistribuzione l'apparato statale espropria a proprio vantaggio.
No, basta fare le cose con discrezione; sempre fatto. Ad ogni modo la specie umana non è inerentemente monogama - proprio il contrario.
Comunque se le cose stanno così l'unica legge è garantire stabilità al sistema, con questo unico scopo in vista e senza alcuna norma universalmente valida.


1) I 10 comandamenti; sono formulazioni molto valide, adottate sotto varianti assai simili dalle principali religioni e culture del mondo ed un po' in tutte le epoche.
Condensando in un enunciato singolo: E' peccato (immorale se preferisci), tutto ciò che mina la coesistenza dei gruppi.
Evolvendo in senso positivo (cristiano) E' bene tutto ciò che favorisce la crescita e la prosperità dei gruppi.
2 e 3) Non utili ai fini dell'argomento principale.
4) Vedi la parte conclusiva della mia risposta a (1)
Spesso chi urla lo fa perchè ha poco da dire.
Quasi sempre chi insulta lo fa perchè da dire non ha proprio niente.
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Ahimè, sì.
*PERO'*
Solo fino a quando il mondo intero non evolverà al punto di considerarsi un gruppo unico; da quel momento tutto dovrà essere visto in funzione del mondo intero e non solo di questa o quella sua parte (gruppo).
Faccio notare che uesto implica che la proiezione escatologica atea e quella religiosa tendono a convergere.
Ti sembra abbastanza convincente?
Spesso chi urla lo fa perchè ha poco da dire.
Quasi sempre chi insulta lo fa perchè da dire non ha proprio niente.
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Diciamo che lo spero, credere è parola grossa.
Così come il credente ha seri dubbi riguardo al fatto che l'intera Creazione venga poi salvata.
Ad opporsi c'è l'entropia, ma al tempo stesso la vita è un qualcosa che all'entropia si oppone.
Vedi quanti paralleli con la religione, Eugen?
La visione morale atea porta allo stesso fine unificante di quella fideistica.
La lotta fra vita ed entropia ricalca quella fra bene e male, con tanto di armagheddon finale.
Ora, Esther direbbe che ciò è in quanto le Leggi furono stabilite al momento della Creazione ed è per questo che sono necessarie.
Noi atei sosteniamo che sono tali in quanto necessarie perchè non vi potrebbe essere società senza di esse.
Ma alla fine conta davvero? Le Leggi ci sono ed il tendere ultimo è lo stesso, sia per il credente che per l'ateo.
Spesso chi urla lo fa perchè ha poco da dire.
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Per quale ragione la porzione privilegiata dell'umanità dovrebbe rinunciare ai suoi vantaggi materiali e pratici in nome di un concetto di uguaglianza fra bipedi implumi? Qui la fondazione utilitaria della morale universalistica si infrange.


Eh, infatti la mia è una speranza, non una certezza. Quelle le lascio ai dogmatici (sia atei che fideistici).
SE ci si arriverà, il percorso sarà scandito da cicli guerre-sviluppo-maturazione, e questo con una progressione che vedrà ridursi sempre più la componente guerra a favore delle altre due.
Qundo parlo di cicli, ovviamente mi riferisco a concetti di ordine temporale su scala planetaria: non migiaia di anni ma centinaia di migliaia.
Per periodi più brevi, vale la prima parte della precedente risposta: Ahimè, sì
Spesso chi urla lo fa perchè ha poco da dire.
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