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  1. #61
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    Predefinito Re: SE VOLESTE DIVENIR EFFICIENTI.....

    [QUOTE]In origine postato da Antonio Mansi
    In origine postato da T34
    [

    Non abbiamo più un'impresa capace di essere competitiva fuori dai confini nazionali, la Francia si...la Germania pure... i Britannici pure,come mai? Sono più intelligenti di noi? Mah....penso proprio di si.

    Dalla tiritera sulla flessibilità siamo passati al ritornello sulla competitività, per non parlare degl'imbecilli che sproloquiano sulla qualità...quale? Dove?

    Fine citazione

    Amici, le cose sono leggermente diverse, viste da chi lavora fuori del Paese Confuso dall' 82..

    Non abbiamo più imprese capaci di essere competitive ! Verissimo ! Ma non possiamo fermarci qui. Bigna capire perché, seno' quando mai ci sarà una correzione per divenire competitivi ?

    E molto semplice la verità: LA MENTALITA ITALIANA ATTUALE E LE EFFICIENZE OPERATIVE ATTUALI SONO DEL TUTTO INCOMPATIBILI COLLO SVILUPPO ECONOMICO ! ! !
    Ve lo dice che ha paragonato il lavoro italiano all' Europa per decenni.... Chi vuole approfondire ha due possibilità:

    - legge la mia Lettera dall ' Europa: "Italia Desnuda", poi "Complotto contro economia", poi "Definizione dell' Italiano" su:
    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “società”)

    - oppure mi organizza una presentazione delle CAUSE DELLA PERDITA DI COMPETITIVITA, con microfono e sala. Verro' apposta dalla Francia. VI varo' una presentazione seria, completa o quasi, vi diro' tutto quello che non sapete sul vostro modi di lavorare (che hanno poche speranze talvolta, in un contesto glmobale di competizione).

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    Chiedo: Cosa intendono per competitività?
    Siamo un paese che trasforma e vive di servizi, possiamo competere con i cinesi...coreani...indiani....thailandesi e via dicendo?
    No, non possiamo competere.
    Possiamo competere con i francesi sul lato qualità?
    No, perché abbiamo invaso a suo tempo i mercati con il Tavernello, e questo è solo uno dei tanti prodotti schifosi che hanno sporcato indelebilmente il "made in Italy".
    Lo sai come me...si compra lo CHAMPAGNE non il Berlucchi o il Ferrari, il "parfum" è francese come l'auto è tedesca.
    La Ferrari non porta grano in cascina.

    Ho lavorato per imprese italiane che al sol parlarne, all'estero, vomitano...imprese che si reputano al TOP e che si arrabattano per portare a casa contratti rifiutati dalle maggiori compagnie tedesche/francesi/inglesi o USA.

    Come fare? Non lo sò e sinceramente mi interessa relativamente perché comunque sia, sarà sempre l'interesse di bottega a prevalere.

    Sono riusciti a inculcare l'assioma che lo statalismo è la rovina dell'economia....balle!!

    La rovina è stata la gestione clientelare dello statalismo, la corruzione tollerata oltre ogni limite di decenza, applichiamo le regole del privato agli statali e vedrai che i fancazzisti (ammesso che siano loro la nostra rovina) cambieranno passo e nello stesso tempo mandiamo in galera i corruttori.

    In un paese dove si elegge a capo del governo un compagno di merende di un'esercito di delinquenti, dove l'opposizione celebra e incensa come grande statista un corruttore come Craxi, dimmi come fai a credere che cambierà qualcosa in positivo....si rincorrono le politiche liberiste che ci hanno messo col capo sul ceppo e non contenti insistono.
    L'impresa è quell che fa crescere il paese...in questi ultimi anni l'unica cosa cresciuta in modo vergognoso sono i profitti dei soliti truffatori e impuniti (Tanzi e Cragnotti ) assecondati da un'altro potenziale delinquente che ci guida.

    Siamo inesorabilmente e in maniera irreversibile al tramonto, per i giovani e per chi si aspetta un futuro migliore... scordatevelo.

  2. #62
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    Wink QUELLO CHE MANCA PER COSTRUIRE...

    In origine postato da Claude


    Il problema è che a sx si pensa che questo crei chissà quale perdita, mentre un programma di efficienza reale nella PA si tramuterebbe immediatamente in un maggiore efficacia e quindi anche in un maggior pari trattamento di tutti i cittadini. Ma gli uffici pubblici continuano a essere pieni di inetti e fannulloni e intanto la competizione con la Cina tocca farla a me e a te.... [/B]
    NIENTE DI PIU VERO. Siamo, nella fannulloneria della P.Ammini/ne, l' eccezione dell' Europa.

    Purtroppo la cosa non finisce qui. Ci son altri fattori primari in gioco.

    I POLITICI. Essi sono stati selezionati per 30 anni, con un pessimo criterio: la cooptazione col comparaggio. La categoria in tanti anni é cambiata. Ora essi sono diversi dai politici europei. I secondi hanno come imperativo il servizio del Paese, cui dedicano impegno, formazione, ceerenza, precisione, qualità (in molti Paesi U.E.).

    Mentre che i politici italiani hanno due soli imperativi: a) conservazione del potere (che in U.E. é inteso come servizio e in Italia come potere e basta); b) lotte di potere. Punto e a capo......

    I politici italiani non sono in grado di gestire il potere: guardate il tasso di falimenti rispetto alle loro prediche demagogiche.

    I CITTADINI. I cittadini italiani hanno i politici che meritano. Voi forse non sapete come é raro in Italia il realismo, la capacità di costruire (per la pessima formazione avuta a scuola), la riflessione lucida (sostituita da dispute ideologiche inutili). Poiché la mentalità diffusa é una mentalità malata (latino-americana), allora i cittadini non sanno associarsi per fini positivi... purtroppo é cosi ! !. Sanno pero' fare molta confusione, sempre. Andate a vedere le discussioni politiche in altri Paesi: vedrete che la gente, avendo realismo, capacità di discussione in assemblee, capacità di costruzione..... é in grado di costruire. Voi non lo siete.

    I cittadini italiani, per le loro limitazioni, sono in grado di essere gestiti solo da un dittatore. Cosa che Churcill capi (lo disse, lui conosceva la Toscana) e che Berlusca anche ha capito.

    Il vs piccolo barlume di speranza: una buona riflessione per definire come cambiare mentalità e costumi. Se si puo' fare ? SI, certo, ma organizzata dagli emigrati, senno' non approda a niente.........

    Il sottoscritto, che ha esaminato metodi di lavoro e menatlità italiana per un decennio, é disponibile. Organizzatemi una presentazione/testimonianza (microfono e uditorio qualificato). Verro' ad aiutarvi....

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)

  3. #63
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    Predefinito Re: RISPONDO VOLENTIERI

    In origine postato da Antonio Mansi
    Rispondo anche se sei fuori tema.

    Un Francese forse non ti avrebbe risposto, perché per loro andare fuori tema non é un gioco, come in Italia, ma é una colpa da farsi perdonare.

    A parte gli scherzi (che poi é pura verità, anche per questo i Francesi sanno gestire un Paese e noi no..);

    Io vivo a Parigi dal ' 82, non ho mai chiesto la cittadinanza, perché non mi servirebbe. Da europeo della U.E. tu hai diritto di trovar lavoro in Francia (visto che in Italia é troppo difficile). Soltanto se puoi dimostrare che sai fare qualcosa di serio, se sei efficiente (raro in Italia, mi sembra) e..... se poi segui le regole (qui non é Italia , si é seri).


    FRANCIA, IL PAESE DELLE REGOLE
    ITALIA, LE REGOLE SONO COME IL TEMPO: DIPENDE....

    Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

    L’ amico mi dice “le nostre regole sono antiquate”. Gli rispondo: “Prima di dire che abbiamo delle regole, dimostrami che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come é in genere nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.

    L’ esempio francese.

    Nella cultura e nel DNA dei Francesi ci sono geni latini e geni germanici (i Franchi erano germanici). Dai latini i Francesi hanno ereditato una certa tendenza alla confusione (le bordel, in francese). Ma la loro logica, molto diffusa in ogni angolo del Paese, forse dovuta anche al posto privilegiato che la matematica ha nell’ insegnamento, ha permesso loro di ridimensionare questa tendenza alla confusione. Anche per il grande uso, sempre di derivazione germanica, della disciplina. E con l’ inquadramento di ogni situazione sociale in una casistica o in un quadro esplicativo. E, infine, con molta regolamentazione.

    Nella vita sociale francese, a ogni situazione ci puo’ essere la relativa regola da seguire. Tante regole sembrano inalterate da decenni. Esse infatti danno risultati costanti e possono ostacolare le evoluzioni. Di conseguenza, la vita di un Francese (o almeno di un parigino) non é semplice. Anche perché i Francesi le seguono, le regole. Sarà questo il motivo per cui i Francesi sono stati definiti degli “Italiani di cattivo umore” ? A Parigi, infatti, il cattivo umore é facilmente visibile.

    La stampa nazionale parla del problema, coll’ avvento della U.E., della mancanza di creatività e d’ iniziativa. Con ripercussioni sul quadro economico. Ma non spiega come la creatività e l’iniziativa potrebbero svilupparsi nel Paese delle regole. Nel Paese dove, in classe, é spesso mal tollerato che un alunno prenda la parola.

    Ci si accorge anche, a Parigi, che le variazioni di comportamento fra diverse persone sono limitate. Mi sono persino chiesto se ci sono variazioni nei processi mentali di persone diverse, le quali seguono, con costanza e convinzione, le stesse regole.

    Ma le regole sono troppe. Persino gli alberi dei giardini pubblici sono soggetti ad una regolamentazione. Come le intelligenze sono modellate (si potrebbe dire stampate) dal sistema scolastico, granitico, quasi staliniano (il cui più grosso problema é l’échec scolastico), cosi gli alberi sono standardizzati dai giardinieri. Nei giardini prevalgono i coni e i cubi. Con un po’ di fantasia, un giardiniere puo’ arrischiare una sfera. L’ incanto della natura, dello sviluppo vegetale, con tali eccessi, ha difficoltà ad apparire. Ma, per un Francese, i giardini devono essere cosi, inquadrati. Come la loro vita.

    L’ esempio italiano

    Uno dei motivi per cui la società italiana funziona sempre meno (in talune regioni c’é oggi un’ evoluzione, negativa purtroppo): ognuno puo’ farsi la sua interpretazione personale delle regole. Severgnini ha scritto “tanti Italiani si fanno il proprio codice à la carte”. In tante situazioni sociali, la reazione del sistema alla richiesta del cittadino é, troppo spesso, imprevedibile. Quando non nulla. Un altro fattore che concorre alla inaffidabilità sociale in aumento, ormai. Purtroppo non é il solo.

    La mia valutazione: se le nostre regole fossero scritte come in Francia, chiare, precise, indiscutibili, metalliche, una sola interpretazione, allora gli Italiani forse le seguirebbero. Ma per poter arrivare a tanto, parecchie condizioni sarebbero necessarie. La prima: condannare ed estirpare il doppio linguaggio (in pratica, avvicinarsi all’ Europa). Il quale é una delle tante fonti della inaffidabilità sociale odierna. Occorrerebbe imparare che c’é una sola verità. E anche una sola giustizia. Sarà possibile ? Per ora no, bisognerebbe, io credo, prima eliminare la confusione. Il casino cioé. Ma non é la sola condizione, ce ne sono ben altre.

    Se la società italiana si avviasse verso la chiarezza di espressione (cristalclear), ne avremmo alcune conseguenze. Anzitutto nella vita sociale diminuirebbero i contenziosi. Manderemmo qualche avvocato a spasso, ma forse disintaseremmo i corridoi dei palazzi di giustizia. Quei corridoi ove oggi ci vogliono i semafori. La gestione dei contratti, privati o pubblici, sarebbe meno costosa. L’ interesse privato in atti d’ ufficio, ora diffuso mi sembra, sarebbe meno facilitato. Potremmo persino immaginare che i funzionari pubblici diventino responsabili. Oggi non lo sono, con la regolamentazione e il codice che ci ritroviamo. Nel sistema fiscale poi, per fare un altro esempio, si potrebbe eliminare la specialità italiana del condono, annuale o semestrale. Nelle assemblee infine, di qualsiasi tipo, parlamentari o condominiali, sarebbe più facile concordare delle conclusioni e delle linee di azione. Cioé fare come in Europa........Molto meglio che litigare......

    Un sogno

    Ancora un esempio delle conseguenze della chiarezza (se la instaurassimo un giorno come obbligatoria). Forse sarebbe scoraggiata l’ approssimazione, oggi troppo diffusa. Inoltre non avremmo più il primato europeo dei giorni di sciopero. Ma, sopratutto si potrebbe dire agli Italiani: le regole ora sono chiare, seguitele. Si potrebbe allora cominciare con la severità, buttando dalla finestra l’ impunità garantita.

    La società italiana potrebbe divenire affidabile. L’ economia ne guadagnerebbe.

    E solo un sogno, o potrà essere realtà ?

    Io credo che dipenda dalla maturità di una società. Nel senso che una società matura e responsabile sa rinnovarsi (anche per divenire europea).

    Riletterci su ?

    Italiani e Francesi, popoli cugini. Fratelli, non direi, siamo agli opposti. E se collaborassimo in qualche settore ?

    Allora i Francesi potrebbero mostrarci come si gestisce efficacemente un macrosistema (un Paese, una regione, una multinazionale). Noi potremmo mostrare loro come nasce sui banchi della scuola la creatività, l’ iniziativa. Permetteremmo loro di commercializzare meglio i prodotti della loro organizzazione e della loro industria. Ma soprattutto, essi potrebbero liberarsi, col nostro aiuto, del problema nazionale: l’ échec scolaire.

    Se invece restiamo ognuno col nostro orgoglio, rischiamo di essere stritolati dal Villaggio Globale. Sarebbe come darla vinta agli asiatici.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    Merci beaucoup, je comprend ta reponse complète, pourtrant je voudrais etre citoyen français, depuis longhtemps! Ce n'est pas pour etre filo-quelque chose.......

  4. #64
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    Predefinito PARLANDO DI HANDICAPS

    Mon cher Asti, la reponse, un peu longue, a pour but di far capîre, con paragoni verso Paesi seri, quali sono tutti gli handicaps italiani.

    Fra le decine di handicaps italiani ce ne sono alcuni terribili:

    - il non saper concludere in maniera costruttiva le assemblee numerose;
    - lo aver perso del tutto la riflessione lucida;
    - il realismo sparito, sostituito dalle ideologie;
    - l' incapacità di essere coerenti, precisi, riflessivi, organizzati, programmati, efficaci. Anche se c' é gente che ha uno o due di tali qualità, che considero eccezionali in Italia (non in U.E.);
    - rassegnazione in campo sociale a cio' che non va che si acctta semplicemente (in U.E. si aggiusta).

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

  5. #65
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    Predefinito Re: QUELLO CHE MANCA PER COSTRUIRE...

    Mansi ha scritto:

    Il sottoscritto, che ha esaminato metodi di lavoro e menatlità italiana per un decennio, é disponibile. Organizzatemi una presentazione/testimonianza (microfono e uditorio qualificato). Verro' ad aiutarvi....

    Antonio Greco
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    (ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino) [/B][/QUOTE]

    Ti consiglio spassionatamente di rivolgerti a questi indirizzi per eventuali presentazioni/testimonianze:

    governoit@vaffancul.it

    confindustria@vaffancul.it

    scherzo naturalment.....

  6. #66
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    Predefinito MENTALITA ITALIANA

    Caro T34,

    tu scherzi, hai la mentalità italiana, non mi sorprende che scherzi.

    Una delle tare della mentalità italiana odierna: dare più importanza allo scherzo che ad una conclusione COSTRUTTIVA. Ecco perché in Italia si sta tutto sfasciando...

    A propopsiti di governo (e forse anche Confindustria) che é un' ottima espressione della attuale SFASCIANTE mentalità italiana, forse saprai che la differnza fra i politici italiani e quelli europei é:
    - in Italia essi si impegnano soprattutto per le lotte di potere;
    - in gran parte della U.E. essi si impegnao per costruire/migliorare il Paese.
    Ecco perché mentalità italiana e politici hanno messo lo Stivale in un' impasse.

    Se volete restare nel mondo civile.. organizzate una rivoluzione; cacciate i politici e mettete i tecnici al potere.
    Antonio Greco

  7. #67
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    Predefinito Re: MENTALITA ITALIANA

    In origine postato da Antonio Mansi
    Caro T34,

    tu scherzi, hai la mentalità italiana, non mi sorprende che scherzi.

    Una delle tare della mentalità italiana odierna: dare più importanza allo scherzo che ad una conclusione COSTRUTTIVA. Ecco perché in Italia si sta tutto sfasciando...

    A propopsiti di governo (e forse anche Confindustria) che é un' ottima espressione della attuale SFASCIANTE mentalità italiana, forse saprai che la differnza fra i politici italiani e quelli europei é:
    - in Italia essi si impegnano soprattutto per le lotte di potere;
    - in gran parte della U.E. essi si impegnao per costruire/migliorare il Paese.
    Ecco perché mentalità italiana e politici hanno messo lo Stivale in un' impasse.

    Se volete restare nel mondo civile.. organizzate una rivoluzione; cacciate i politici e mettete i tecnici al potere.
    Antonio Greco
    Sei disattento o nuovo dell'ambiente di POL...sono mezzo italiano e di madrelingua francese pergiunta, tutta la mia famiglia dal lontano 1922 vive in Francia.
    Considero la Francia la mia seconda patria.
    Da oltre trent'anni viaggio per il mondo di cui conosco molti aspetti e costumi, oggi mi trovi in Thailandia, quattro mesi orsono in Russia e l'estate scorsa ero a La Baule/Saint Nazaire per il consueto saluto ai parenti.....

    Vedo con piacere che dei " parisiens" hai preso subito la puzza sotto il naso...
    Non basta essere targati 75 per essere francesi... mon cher maccaronì....

  8. #68
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    Predefinito SONO ITALIANO (col DNA cambiato)

    Caro amico,

    non sono Francese e ritengo di non avere la puzza sotto il naso.

    Ma sono convintissimo di quanto segue:

    - la maggioranza degli Italiani non sa quali sono le vere cause del degrado (che io ho studiato a lungo per interesse);
    - se tutti le sapessero (e io cerco di operare in tale senso), ci sarebbe un barlume di speranza per discutere e attuare le misure correttive necessarie (che sono possibili, ma gli Italiani non lo sanno);
    - a causa della mancanza di riflessione (che invece in Francia é pane di tutti i gg) le speranze di evitare il terzo mondo sono assai limitate..

    Spero che next time, prima di fare affermazioni del genere, tu cerchi di capire meglio il contesto.

    Antonio Greco

  9. #69
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    Predefinito Re: SONO ITALIANO (col DNA cambiato)

    In origine postato da Antonio Mansi
    Caro amico,

    non sono Francese e ritengo di non avere la puzza sotto il naso.

    Ma sono convintissimo di quanto segue:

    - la maggioranza degli Italiani non sa quali sono le vere cause del degrado (che io ho studiato a lungo per interesse);
    - se tutti le sapessero (e io cerco di operare in tale senso), ci sarebbe un barlume di speranza per discutere e attuare le misure correttive necessarie (che sono possibili, ma gli Italiani non lo sanno);
    - a causa della mancanza di riflessione (che invece in Francia é pane di tutti i gg) le speranze di evitare il terzo mondo sono assai limitate..

    Spero che next time, prima di fare affermazioni del genere, tu cerchi di capire meglio il contesto.

    Antonio Greco
    Mon cher copain,

    innanzitutto mi scuso per il tono, diciamo, irriverente e canzonatorio che ho dato al 3d precedente....veniamo a noi.

    Dici: "se tutti sapessero", non c'é bisogno di farlo sapere a tutti, basterebbe che lo sapesse chi ha le leve del potere e non credo che la "crema" politica itallica non sappia, sanno benissimo...il problema é che ancor oggi questi signori si soffermano a parlare di foibe e stalinismo e viceversa di nazismo e fascismo, invece di completare l'unità d'Italia ancora miserabilmente in cantiere e mai finita.

    Siamo il paese delle "signorie" e dei "comuni", quindi, detto in parole povere, miseri "bottegai" con il nocciolo duro in quella parte del paese dove l'economia é più florida e di conseguenza trainante per il resto del paese.

    Per tornare al confronto con i francesi, che tu affermi essere riflessivi, ti ricordo i "paysans" nel termine ampio della parola...che tutto sono meno che riflessivi, hanno però una virtù che tra noi italiani é sconosciuta....amare il loro GRANDE paese.

  10. #70
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    Predefinito

    cosa intendono per competitività : ti dico quello che penso .............. è un pacchetto di provvedimenti esatto e conveniente ma tardivo, accantonato per dare preferenza a Previti, condoni e Tremonti bis ........... vengono stanziati un sacco di soldini .............. due spiccioli quest'anno, tre l'anno prossimi, tantissimi per il 2007 .................
    ma avete mai provato a dire ad un vostro debitore : ti pago nel 2007?

 

 
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