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Discussione: pratica di latino

  1. #31
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    Predefinito Cap 18

    Sabino sbaraglia i Venelli
    I Venelli, o Unelli, abitavano la Normandia (mentre i Veneti abitavano la Bretagna)

    (Hac) confirmata opinione timoris [Essendosi] confermata (questa) impressione del timore
    (1) sceglie
    idoneum (quendam (2) hominem) et callidum un certo Gallo, uomo idoneo ed astuto
    delegit (1)
    Gallum (2)
    ex iis tra quelli
    quos che
    (3) aveva
    (4) con sè
    auxilii causa come ausiliari
    secum (4)
    habebat. (3). finti disertori erano stati già impiegati in altre occasioni, diciamo che lo stratagemma faceva parte del bagaglio di conoscenze di un buon militare
    Huic (5)
    magnis praemiis pollicitationibusque con la promessa di grandi premi
    (5) persuadet lo persuade
    uti a
    (ad hostes) transeat, passare (ai nemici),
    et (6) e lo istruisce
    quid (fieri) velit [su] ciò [che] vuole (che sia fatto).
    edocet. (6).
    Qui Il quale
    ubi appena
    pro perfuga (7)
    ad eos (venit) (giunto) da loro
    (7), come disertore,
    timorem Romanorum (proponit), (descrive) il timore dei Romani,
    (8) illustra
    quibus angustiis in quali difficoltà
    (9) sia oppresso
    ipse Caesar lo stesso Cesare
    a Venetis dai Veneti
    prematur (9)
    docet, (8),
    neque longius abesse non più tardi
    quin proxima nocte della notte successiva
    Sabinus clam Sabino di nascosto
    ex castris (10)
    exercitum (educat) (avrebbe portato fuori) l’esercito
    (10) dall’accampamento
    et (11) e sarebbe partito
    ad Caesarem alla volta di Cesare
    auxilii ferendi causa. per portargli aiuto.

  2. #32
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    Predefinito

    Avevamo lasciato Sabino in condizioni difficili, pressato da grosse masse di barbari, a cui ha dato l’impressione di essere intimorito (ma forse i Galli hanno scambiato l’arte militare per paura).
    (Quod) ubi auditum est, [non] appena sentono (ciò),
    conclamant omnes gridano tutti
    (1) [che] non bisognava perdere
    occasionem l’occasione
    (negotii) bene gerendi di gestir bene (la faccenda)
    amittendam non esse, (1)
    (ad castra) iri oportere, [che] bisognava andare (all’accampamento),
    multae res molte ragioni
    (2) incitavano
    ad hoc consilium (Gallos) (i Galli) a [prendere] quella decisione
    hortabantur: (2):
    (superiorum dierum) Sabini cunctatio, l’esitazione di Sabino (dei giorni precedenti),
    perfugae confirmatio, la conferma del disertore,
    inopia cibariorum, la scarsità di viveri,
    cui re alla qual cosa
    (3) avevano provveduto
    parum diligenter con poca accortezza
    ab iis erat provisum, (3),
    spes Venetici belli, la speranza [nel risultato favorevole] della guerra Veneta,
    et quod e che
    fere generalmente
    libenter (4)
    homines gli uomini
    (5) credono
    (4) volentieri
    id quod volunt ciò che desiderano
    credunt. (5). [concetto che, secondo me, merita di essere meditato]
    His rebus (adducti) (Spinti) da queste motivazioni
    non non
    (6) lasciano andare
    prius (7)
    Viridovicem reliquosque duces Viridovice e gli altri capi
    ex concilio dal consiglio
    dimittunt, (6)
    (7) prima
    quam che
    ab his sit concessum gli concedano
    arma uti capiant di prendere le armi
    et ad castra contendant. e di andare all’accampamento.
    Qua re concessa Essendo stata concessa la qual cosa,
    laeti, lieti,
    ut explorata victoria, come se la vittoria fosse sicura,
    sarmentis virgultisque collectis, avendo raccolto sarmenti e arbusti,
    quibus coi quali
    fossas Romanorum (compleant) (riempire) il fossato dei Romani
    ad castra Romanorum (pergunt). (si dirigono) all’accampamento Romano.
    ...ma non si rendono conto di cosa li aspetta, eh eh.

  3. #33
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    Predefinito Cap. 19

    I Venelli credono di sorprendere i Romani, ma, invece, è Sabino a mettere a frutto l’arte militare.
    Ovvero, come sbaragliare una moltitudine entusiasta, ma ingenua.

    Locus Il luogo
    erat (1)
    castrorum dell’accampamento
    (1) editus era elevato
    et paulatim (2)
    ab imo rispetto alla pianura
    (2) acclivis con una piccola pendenza
    circiter passus mille. di circa mille passi [circa un chilometro e mezzo]
    huc (3)
    magno cursu (4)
    (3) contenderunt lo percorsero
    (4), di gran corsa,
    ut perché
    (5) fosse dato
    (6) ai Romani
    quam minimum spatii quanto meno tempo [possibile]
    ad se colligendos armandosque per organizzarsi ed armarsi
    Romanis (6)
    daretur, (5),
    exanimatique (pervenerunt). ed (arrivarono) esausti.
    Sabinus Sabino
    suos hortatus avendo arringato i suoi
    cupientibus (7)
    signum dat dà il segnale
    (7). ai [soldati] che erano impazienti [di combattere].
    impeditis hostibus Essendo i nemici impacciati
    propter ea a causa di quei
    (8) pesi
    quae ferebant che portavano
    onera, (8),
    subito all’improvviso
    (9) comanda
    (10) che sia fatta
    (11) eruzione
    duabus portis da due porte
    eruptionem (11)
    fieri (10)
    iubet. (9).
    factum est Accadde,
    opportunitate loci, per l’opportunità del luogo, [accuratamente scelto, come abbiamo visto]
    (hostium) inscientia ac defatigatione, per l’impreparazione tecnica e la stanchezza (dei nemici),
    virtute militum per il valore dei soldati
    et superiorum pugnarum (exercitatione), e (l’esperienza) dei combattimenti precedenti, [quello che distingue un imbecille (come Varrone), da un genio militare (Cesare) è anche l’uso sconsiderato ed affrettato dei soldati appena arruolati, e quindi impreparati a combattere dell’uno, rispetto alle opportunità di crescere e maturare dategli dall’altro]
    ut ne che non
    (12) sopportassero
    unum quidem nostrorum impetum neanche un solo assalto dei nostri
    ferrent (12)
    ac statim terga (verterent). e subito (voltassero) le spalle.

  4. #34
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    Predefinito

    quos impeditos (1)
    integris viribus (2)
    milites nostri i nostri soldati
    (2) che avevano forze integre
    consecuti avendo inseguito
    (1) quelli, che erano impacciati,
    (4) (3) ne uccisero
    magnum numerum un gran numero
    eorum (4)
    occiderunt; (3);
    reliquos (5)
    equites la cavalleria [lett.: i cavalieri]
    consectati avendo inseguito
    (5) gli altri
    (6) ne lasciarono [vivi]
    paucos qui pochi che
    (ex fuga) evaserant erano scampati con la fuga
    reliquerunt. (6).
    Sic così
    uno tempore contemporaneamente
    et sia
    (7) Sabino
    (8) fu informato
    de navali pugna della battaglia navale
    Sabinus (7)
    et sia
    (9) Cesare
    de Sabini victoria della vittoria di Sabino
    Caesar (9)
    est certior factus, (8)
    civitatesque omnes e tutte le popolazioni
    se (9)
    statim immediatamente
    Titurio (10)
    (9) dediderunt si arresero
    (10). a Titurio.
    nam ut infatti come
    ad bella suscipienda (11)
    Gallorum (12)
    alacer ac promptus est (animus) (12) l’animo dei Galli è fervido e pronto
    (11) a scatenare guerre,
    sic così
    (13) la loro mente è
    mollis ac minime resistens fiacca e incapace di resistere
    ad calamitates ferendas a sopportare le calamità
    mens eorum est (13).
    Bisogna notare che questo giudizio, pieno di disprezzo, nei riguardi del carattere dei Galli, era diffuso e comune nel mondo latino e greco.

  5. #35
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    Predefinito Cap. 20

    Publio Crasso in Aquitania.
    Ricordate questo giovane talento dell’esercito Romano? E’ quello che ha deciso la battaglia di Muelhausen contro Ariovisto, quando comandava la cavalleria, ed è lo stesso, ricordo, che ha salvato Cicerone dagli attacchi del padre, il triumviro Marco Licinio Crasso, ed è lo stesso, infine, a cui in un primo tempo si erano sottomessi i popoli delle coste atlantiche, della cui successiva ribellione (e sconfitta) abbiamo appena parlato.

    Eodem fere tempore Quasi nello stesso periodo
    Publius Crassus, Publio Crasso,
    cum in Aquitaniam pervenisset, essendo giunto in Aquitania
    quae pars, la quale parte,
    ut ante dictum est, come abbiamo detto prima,
    (1) deve essere ritenuta
    (2) [pari al] la terza parte della Gallia
    et regionum latitudine sia per l’ampiezza delle regioni
    et moltitudine hominum che per la moltitudine della popolazione
    ex tertia parte Galliae (2)
    est aestimanda, (1),
    cum intellegeret comprendendo [che]
    in iis locis (3)
    sibi bellum gerendum avrebbe dovuto condurre la guerra
    (3) negli stessi luoghi
    ubi dove
    paucis ante annis pochi anni prima
    Lucius Valerius Praeconinus legatus il legato Lucio Valerio Preconino
    exercitu pulso - sconfitto il [suo] esercito -
    interfectus esset era stato ucciso
    atque unde e da dove
    Lucius Manlius proconsul il legato Lucio Manlio
    impedimentis amissis (profugisset), (era fuggito) perdendo le salmerie,
    (4) capiva
    non mediocrem sibi diligentiam adhibendam di doverci dedicare un’attenzione non mediocre
    intellegebat. (4).
    Insomma, stava in guardia, il giovane rampollo di razza.
    Bene faceva, come insegnava l’esperienza sfortunata di quei due suoi predecessori, legati alla lotta contro Sertorio, personaggio di straordinario talento, anima della rivolta spagnola contro i Romani, Romano lui stesso, oppositore di Silla, e quindi costretto a riparare all’estero per la pazzia omicida di Silla, dove però fece grandi danni a Roma, tenendo in scacco a lungo eserciti dei più illustri generali di Roma, Pompeo compreso. Sertorio era stato eliminato grazie al tradimento di un suo luogotenente.

  6. #36
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    Predefinito

    itaque e così
    re frumentaria provisa, avendo provveduto alla questione del grano,
    [notate la differenza tra l’organizzazione Romana, e il pressapochismo celtico; nell’esercito Romano c’è più attenzione agli aspetti del vettovagliamento; nell’esercito Romano “se magna” con più sicurezza.. e le vittorie si spiegano anche da lì, nella cura dei dettagli]
    auxiliis equitatuque comparato, avendo provveduto a [reclutare] ausiliari e cavalleria,
    (1) [avendo] inoltre
    (2) richiamato
    (3) personalmente [cioè, uno per uno]
    multis (4)
    praeterea (1)
    (4) viris fortibus molti uomini valorosi
    Tolosa et Carcasone et Narbone da Tolosa, Carcassona e Narbona
    – quae sunt civitates - che sono città
    Galliae provinciae della provincia di Gallia
    finitimae confinanti
    his regionibus - con queste regioni -
    nominatim (3)
    evocatis (2)
    in Sotiatium fines (5)
    exercitum introduxit introdusse l’esercito
    (5). nei territori dei Soziati.
    cuius adventu cognito Avendo saputo del suo arrivo
    Sotiates i Soziati
    magnis copiis coactis avendo raccolto molte truppe
    equitatu- (6)
    -que e
    (7) avendo mandato avanti
    (6), la cavalleria,
    quo nella quale
    plurimum valebant, eccellevano,
    praemisso (7)
    in itinere (8)
    agmen nostrum (9)
    adorti avendo assalito
    (9) la nostra colonna
    (8) in marcia
    primum equestre proelium (commiserunt), (effettuarono) una prima battaglia equestre,
    deinde poi
    equitatu suo pulso respinta la loro cavalleria
    atque -
    insequentibus nostris (10)
    subito all’improvviso
    (11) fecero apparire
    (10) ai nostri impegnati nell’inseguimento
    pedestres copias suas le loro truppe di fanteria
    quas che
    in convalle (12)
    (13) avevano collocato
    (12) in un vallone
    in insidiis [per fare] un’imboscata
    conlocaverant (13)
    ostenderunt. (11).
    hi Questi
    nostros disiectos (adorti) (avendo assalito) i nostri [che erano] sparsi [perché impegnati nell’inseguimento]
    (proelium) renovarunt fecero riaccendere (il combattimento).
    Un’altra imboscata, dopo quella dei Nervi. Sembra questa una tattica frequente nei Galli. Ma siamo sicuri che basti sorprendere un esercito “solido” in un’imboscata per vincerlo? O che basti circondarlo (come a Canne) per conseguire la vittoria? A me sembra che sorprendere o circondare l’avversario sia una tattica senz’altro efficace, ma non determinante, neanche in superiorità numerica, per ottenere la vittoria, come dimostra l’episodio dei Nervi, e come dimostrerà questo episodio dei Soziati. Annibale aveva, sì, circondato l’esercito Romano, ma addirittura in minoranza numerica (il suo esercito era circa la metà di quello Romano). Per Canne vanno cercate altre ragioni per spiegare quella catastrofica sconfitta. Ed io insisto a pensare che il principale motivo, al di là della esemplare manovra tecnica splendidamente eseguita da Annibale, sia nell’impreparazione dei soldati Romani, frettolosamente ed irresponsabilmente impegnati contro un avversario temibile ed esperto.

  7. #37
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    Predefinito Cap. 21

    L’imboscata non basta.
    Pugnatum est Si combattè
    diu atque acriter. a lungo e accanitamente,
    cum (1)
    Sotiates i Soziati
    superioribus victoriis (freti) fiduciosi nelle precedenti vittorie [evidentemente Cesare ritiene che siano stati loro a sconfiggere Preconino e Manlio]
    (1)(2) pensando
    in sua virtute (3)
    totius Aquitaniae (salutem) [che] (la salvezza) dell’intera Aquitania
    positam fosse riposta
    (3) nel loro valore
    putarent, (2),
    nostri i nostri,
    autem invece,
    (4) volendo
    (5) [che] si vedesse
    quid cosa
    (6) fossero in grado di fare
    sine imperatore senza il comandante supremo [la parola “imperator” non aveva, all’epoca, ancora il significato attuale, naturalmente, ma solo quello di comandante militare supremo (siamo ancora ai tempi della repubblica)]
    et sine reliquis legionibus e senza le altre legioni
    aduluscentulo duce [ed avendo] un comandante molto giovane
    efficere possent (6)
    perspici (5)
    cuperent (4) [è retto dallo stesso “cum” di (1) ]
    tandem infine
    confecti stremati
    vulneribus dalle ferite
    hostes i nemici
    (terga) verterunt girarono (le spalle).

  8. #38
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    Predefinito

    quorum [avendo]ne
    magno numero (interfecto) (ucciso) un gran numero
    Crassus Crasso
    (1) incominciò ad assalire
    ex itinere (2)
    oppidum Sotiatium la città dei Soziati
    (2) che stava sulla strada
    oppugnare coepit. (1).
    Quibus fortiter resistentibus Dato che quelli resistevano con forza
    vineas turresque egit. impiegò vigne e torri [abbiamo già visto cosa sono]
    illi Quelli
    alias [avendo tentato] sia
    eruptione temptata, di fare un’eruzione,
    [notate come i Galli tentano, senza fortuna, le stesse cose che, invece, riescono ai Romani (ricordate Galba?), qualche ragione ci sarà..]
    alias sia
    (3) costruiti
    cuniculis dei cunicoli
    ad aggerem vineasque [per raggiungere] il terrapieno e le vigne
    actis (3)
    – cuius rei - della qual cosa
    (4) gli Aquitani
    sunt longe peritissimi sono di gran lunga i più esperti
    Aquitani, (4),
    propterea quod perché
    multis locis in molti posti
    apud eos presso di loro
    aerariae secturaeque (sunt) -, (ci sono) miniere di rame e cave -,
    ubi appena
    (5) capirono
    diligentia [che] per l’attenzione e l’impegno
    [traduco “diligentia” con due vocaboli, perché “attenzione” non lo rendeva in maniera completa]
    nostrorum dei nostri
    (6) non potevano ottenere
    nihil nulla
    his rebus con questi mezzi
    profici posse (6)
    intellexerunt, (5),
    legatos ad Crassum (mittunt), (mandano) ambasciatori a Crasso,
    (7) e chiedono
    seque in deditionem ut recipiat che accetti la loro resa
    petunt. (7).
    qua re impetrata Chiesta la qual cosa,
    arma tradere (iussi) (comandati) di consegnare le armi,
    faciunt. lo fanno.

  9. #39
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    post di Albot del 06-05-2001, 194
    Lettere originale scritta da shelburn
    Annibale aveva, sì, circondato l’esercito Romano, ma addirittura in minoranza numerica (il suo esercito era circa la metà di quello Romano). Per Canne vanno cercate altre ragioni per spiegare quella catastrofica sconfitta. Ed io insisto a pensare che il principale motivo, al di là della esemplare manovra tecnica splendidamente eseguita da Annibale, sia nell’impreparazione dei soldati Romani, frettolosamente ed irresponsabilmente impegnati contro un avversario temibile ed esperto.

    Per la battaglia di Canne sono stati scritti tanti libri. Tanti esperti militari si sono cimentati a spiegare... forse concorsero diversi elementi e l'impreparazione delle legioni, da sola, non spiega sufficentemente la disfatta.


    post di shelburn del 06-05-2001, 20 : 52
    Lettere originale scritta da Albot
    Per la battaglia di Canne sono stati scritti tanti libri. Tanti esperti militari si sono cimentati a spiegare... forse concorsero diversi elementi e l'impreparazione delle legioni, da sola, non spiega sufficentemente la disfatta.

    La mia idea si basa solo sulla mia personale esperienza di lettura dei classici. Lettura si, ma ragionata, interessata a capire, senza pregiudizi. Naturalmente mi farebbe piacere sapere cosa hanno scritto gli esperti militari, e gli altri studiosi in genere, perché potrei anche essermi formato un'idea sbagliata.
    Mi sono sempre domandato perché un esercito abituato a vincere anche in condizioni di inferiorità numerica si sia fatto annientare pur essendo in tale situazione di vantaggio numerico.
    E quando qualcosa non mi torna, continuo a domandarmi quale possa essere la vera ragione, ed ogni volta che trovo qualcosa che possa aiutare a far chiarezza, aggiungo una tessera al puzzle, che diventa sempre un po' più chiaro.
    Il de bello gallico presenta ben due esempi di imboscata (questa e l'episodio dei Nervi) andate a buon fine sul piano della sorpresa, e ciò nonostante trasformatesi in disfatte per gli avversari. Non perché avessero contro Cesare (nel caso dei Nervi fu Labieno a capovolgere la situazione; in questo caso Cesare era da tutt'altra parte, e Publio Crasso se la dovette veder da solo).
    Ne deduco che l'imboscata (ottimo espediente militare, di per sé) non è sufficiente, in sé, a determinare la vittoria. Comunque resta un elemento importante, chi lo nega. Nel caso di Canne, Annibale riuscì ad accerchiare i Romani, con una manovra definita straordinaria, che certamente è stata importante per la vittoria finale. A questa io ci aggiungo l'inesperienza dei soldati, a cui, personalmente, sulla base di quanto ho letto, mi sono fatto la personale idea che si tratti di un elemento molto importante. Sarà perché anni di palestra mi hanno insegnato che l'allenamento, l'esercizio (lo studio per altri campi, ma anche per questo), determinano profondi cambiamenti nella qualità degli applicanti.
    Cosa che, insieme all'organizzazione, conta molto, al momento dello scontro reale, e spiega alla fine (secondo me) la differenza tra un guerriero Gallo ed uno Romano, e perché si dicesse che una proporzione di 1 a 6 consentisse ancora la vittoria dei Romani (in fondo entrambi avevano due mani, no? Così mi dicevano quando salivo sul ring, che il mio avversario aveva due mani come me, ma ti assicuro che se sali contro un professionista, come ho fatto io, come sparring partner, più volte, non sembra che ci sia questo tipo di matematica..qualcosa non torna..sarà la maggiore scuola, la maggiore esperienza? Conterà qualcosa? Io ho l'impressione di si)

  10. #40
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    Predefinito Cap. 22

    Adiatuano fa una sortita coi suoi.
    Si sarebbe potuto saltare tranquillamente questo capitolo, senza perdere nulla della comprensione del resto, ma l’ho voluto mantenere perché illustra una tradizione celtica caratteristica, ed assente in quella romana.


    Atque E
    in ea re (1)
    omnium nostrorum (2)
    (intentis) animis (2) [mentre] gli animi di tutti i nostri (erano intenti)
    (1) in quella occupazione,
    alia (ex) parte (da) un’altra parte
    oppidi della città
    Adiatuanus, Adiatuano,
    qui summam imperii (tenebat) che aveva il supremo comando
    cum DC devotis con seicento “devoti” [si sarebbe potuto dire “fedeli”, ma ho voluto conservare questo termine perché qui si sta introducendo un’usanza celtica, estranea al mondo romano, per cui funge da definizione. Una curiosità, sapevate che DC voleva dire 600 ?..eh eh!]
    quos illi soldurios (appellant) che quelli (chiamano) “solduri”
    quorum haec est condicio dei quali questa è la condizione
    uti che
    omnibus (in vita) commodis (2)
    una cum iis (fruantur) fruiscano insieme
    (2) di ogni vantaggio (in vita)
    quorum se amicitiae dederint, di quelli alla cui amicizia si siano dedicati,
    siquid his (per vim) accidat, se gli succeda qualcosa (di violento),
    aut eundem casum una ferant o condividano quella stessa sorte
    aut sibi mortem consciscant; o si diano la morte;
    neque adhuc né finora
    hominum (memoria) (a memoria) d’uomo
    repertus est quisquam si è [mai] trovato alcuno
    qui che
    eo interfecto, essendo stato ucciso quello, [cioè l’amico, il protettore]
    cuius se amicitiae devovisset, alla cui amicizia si fosse dedicato,
    mortem recusaret - rifiutasse la morte -
    cum his Adiatuanus con questi Adiatuano
    eruptionem facere (conatus) (avendo tentato) di fare una sortita
    clamore ad ea parte munitionis (sublato) (essendosi alzato) un clamore da quella parte delle fortificazioni
    cum ad arma milites concurrissent accorrendo i soldati alle armi
    vehementerque ibi pugnatum esset, ed essendosi combattuto lì con veemenza,
    repulsus in oppido essendo stato respinto in città
    tamen tuttavia
    (3) ottenne
    (4) da Crasso
    uti di usufruire
    eadem (deditionis) condicione di quella stessa condizione (di resa)
    uteretur [di cui] avrebbe [comunque] usufruito
    a Crasso (4)
    impetravit. (3).

 

 
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