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Discussione: pratica di latino

  1. #61
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    Predefinito Cap. 28

    La campagna contro i Morini e i Menapi.
    Riprendiamo il terzo libro del de bello gallico, a conclusione della tragica vicenda dell’ottimo Publio Crasso.

    Eodem fere tempore Quasi negli stessi giorni
    Caesar, Cesare,
    etsi anche se
    prope exacta iam aestas erat, l’estate era già quasi finita,
    tamen quod tuttavia poiché,
    omni Gallia pacata [pur] essendo rappacificata l’intera Gallia,
    Morini Menapiique (supererant) (erano rimasti) i Morini e i Menapi
    qui in armis essent, ad essere rimasti in armi,
    neque ad eum umquam legatos de pace misissent, e non gli avevano mandato mai ambasciatori di pace.
    arbitratus ritenendo
    id bellum celeriter confici posse, che quella guerra si potesse concludere velocemente,
    eo exercitum duxit. condusse lì l’esercito.
    qui I quali
    (1) presero a
    (2) far guerra
    longe alia ratione in un modo del tutto diverso
    ac reliqui Galli dagli altri Galli
    bellum gerere (2)
    coeperunt. (1).
    Nam Infatti
    quod intellegebant poiché avevano visto
    maximas nationes [che] nazioni grandissime
    quae proelio contendissent (che si erano battute in battaglia)
    pulsas superatasque (esse), (erano state) respinte e vinte,
    (continentes)que silvas ac paludes habebant, e avevano selve e paludi (a non finire),
    (3) portarono
    eo
    se se stessi
    sua(que) omnia (e) tutte le loro cose
    contulerunt. (3).
    (4) Giungendo Cesare
    ad (quarum) initium silvarum all'inizio delle foreste (di cui dicevamo sopra)
    Caesar pervenisset (4)
    castraque munire instituisset e avendo comandato di fortificare l'accampamento
    neque hostis interim visus esset, e non vedendosi nemico nel frattempo,
    dispersis in opere nostris essendo i nostri dispersi nei lavori,
    subito all'improvviso
    (5) sbucarono
    ex omnibus partibus silvae da tutti gli anfratti della foresta
    evolaverunt (5)
    et (in nostros) impetum fecerunt. e assalirono (i nostri).
    Nostri celeriter arma coeperunt I nostri presero velocemente le armi
    eosque in silvas repulerunt e li respinsero nelle foreste
    et e
    compluribus interfectis avendone uccisi molti
    (6) avendoli inseguiti
    longius oltre
    impeditioribus locis in luoghi più intricati
    secuti (6)
    (7) persero
    paucos ex suis alcuni dei loro [cioè, dei nostri, naturalmente]
    deperdiderunt. (7).

  2. #62
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    Predefinito Cap. 29

    Conclusione della campagna contro i Morini e i Menapi.
    Reliquis deinceps diebus Nei rimanenti giorni seguenti
    Caesar Cesare
    silvas (1)
    caedere instituit comandò di tagliare
    (1) le foreste
    et, e,
    ne quis affinché nessun
    (2) assalto potesse essere fatto
    (3) ai fianchi,
    inermibus (imprudentibus)que militibus mentre i soldati erano inermi e (senza poter dare la dovuta attenzione)
    ab latere (3)
    impetus fieri posset, (2)
    (4) fece collocare
    (5) in direzione del nemico
    omnem eam materiam tutto quel materiale
    quae erat caesa che era stato tagliato
    conversam ad hostem (5)
    conlocabat (4)
    et (6) e lo faceva disporre
    pro vallo come un vallo
    ad utrumque latus su entrambi i lati
    exstruebat. (6).
    (7) Avendo abbattutto
    (8) un grande spazio
    (9) in pochi giorni,
    incredibili celeritate ad incredibile velocità,
    magno spatio (8)
    paucis diebus (9)
    confecto, (7)...
    cum iam quando ormai
    (10) i nostri prendevano possesso [qui ho dovuto trasformare la frase da passiva ad attiva]
    pecus atque extrema inpedimenta del bestiame e dei primi bagagli [che, per i nemici, erano gli ultimi]
    ab nostris tenerentur (10)...
    ...e mi fermo qui, suspence a metà della frase: Cesare ha i nemici in pugno, c'ha quasi messo le mani addosso...ma..
    cosa succederà? Lo saprete nella prossima puntata, sempre sullo stesso thread!

  3. #63
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    Predefinito

    ipsi densiores silvas peterent [quando ormai] essi si rifugiavano in foreste sempre più fitte
    (eius modi) sunt tempestates consecutae, seguitarono (tali) tempeste,
    uti che
    opus i lavori
    necessario intermitteretur furono necessariamente interrotti
    et continuatione imbrium e, a causa delle continue pioggie,
    (1) non (fu)
    diutius più
    (2) possibile
    sub pellibus (3)
    milites contineri che i soldati fossero tenuti
    (3) sotto le tende
    non (1)
    possent. (2).
    Itaque E così
    vastatis omnibus (eorum) agris, [dopo] aver devastato tutti i (loro) campi,
    vicis aedificiisque (incensis), (dopo aver incendiato) villaggi ed edifici,
    Caesar exercitum (reduxit) Cesare (ritirò) l'esercito
    (4) e lo collocò
    (5) nei quartieri invernali
    in Aulercis Lexoviisque, nei [territori degli] Aulerci e dei Lexovi,
    reliquis item civitatibus e degli altri popoli
    quae che
    proxime (6)
    bellum fecerant avevano fatto guerra
    (6), di recente,
    in hibernis (5)
    conlocavit. (4).

  4. #64
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    post di shelburn del 27-06-2001, 01:27

    Finisce qui il terzo libro del "de bello gallico".

    Ma, prima di passare al capitolo quarto, che contiene la spedizione in Germania, in cui il nostro inviato speciale, sor Cesare, con tutto l'allegro seguito della buontempona comitiva, ci racconterà quest'allegra scampagnata, che costituisce una preziosissima testimonianza della civiltà germanica del primo secolo avanti Cristo, vista con gli occhi loro, e quindi degna di fede,..prima, dicevo, vorrei che qualcuno commentasse questa spedizione contro i Morini e i Menapi, raccontata nei capitoli 28 e 29. Io non aggiungo altro, per ora

  5. #65
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    Esaminiamo cosa ci dice Cesare in concreto:

    1 - mi sono fatto sorprendere da un attacco improvviso
    2 - al contrattacco le ho pure prese, e ho dovuto desistere
    3 - ho preso le contromisure
    4 - mi sono dovuto ritirare senza avere combinato niente

    Insomma, un mezzo disastro. Perché parlarne? Perché non tacere una campagna così inconcludente e priva di importanza?
    Io vedo in questo la grandezza e l’onestà intellettuale di Cesare, che parla dei suoi insuccessi con naturalezza e senza nascondere nulla.

  6. #66
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    Predefinito Libro Quarto Cap. 1

    Gli Usipeti e i Tenteri attraversano il Reno.
    Ea Quell'
    (1) inverno
    quae secuta est che seguì
    hieme, (1),
    qui fuit annus che fu l'anno
    Cn. Pompeio M. Crasso (consulibus), [in cui furono] (consoli) Gneo pompeo [e] Marco Crasso, [cioè il 55 aC.]
    Usipetes Germani gli Usipeti, popolo germanico,
    et item Tenctheri ed anche i Tenteri,
    magna (cum) multitudine (con) una grande moltitudine
    hominum di uomini
    flumen Rhenum (transierunt), (attraversarono) il fiume Reno,
    non longe non lontano
    a mari dal mare [il mare del Nord]
    quo nel quale
    Rhenus influit. sfocia il Reno.
    Causa transeundi fuit La causa dell'attraversamento fu
    quod perché
    ab Suebis (2)
    conplures annos da svariati anni
    (3) erano sottoposti alla pressione
    (2) da parte degli Svevi
    exagitati bello che li tormentavano con i loro assalti [lett. con una guerra tormentosa]
    premebantur (3)
    et (agricultura) prohibebantur ed erano tenuti lontani (dall'agricoltura).
    Sueborum gens Gli Svevi
    est longe sono di gran lunga
    maxima et bellicosissima i più numerosi e bellicosi [al femminile singolare perché concorda con "gens"]
    Germanorum omnium. di tutti i Germani.

  7. #67
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    (si parlava degli Svevi)
    (1) Si dice che
    hi questi
    (2) abbiano
    centum pagos cento villaggi
    habere (2)
    dicuntur, (1),
    ex quibus dai quali
    quotannis ogni anno
    (3) tirano fuori
    (4) per portarli a combattere
    (5) fuori dai loro territori
    singula milia armatorum mille armati
    bellandi causa (4)
    ex finibus (5)
    educunt. (3).
    Reliqui, Gli altri,
    qui domi mansuerunt, rimasti a casa,
    se atque illos (alunt); (mantengono) se stessi e quelli;
    hi questi
    rursus in vicem a loro volta
    anno post l'anno dopo
    in armis sunt sono in armi,
    illi [mentre] quelli
    (domi) remanent. rimangono (a casa). "domi", caso locativo..
    Sic Così
    (6) [non] vengono interrotte
    neque agricultura né l'agricoltura
    nec ratio atque usus belli né la teoria né la pratica della guerra
    intermittitur. (6).

  8. #68
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    Sed Ma
    (1) non ci sono,
    (2) presso di loro,
    privati ac separati (agri) (campi) privati e separati
    apud eos (2)
    nihil est, (1),
    neque
    (3) è lecito
    longius anno (4)
    remanere rimanere
    uno in loco in un solo luogo [notate la preposizione "in" messa in mezzo per separare "uno" da "loco"..]
    (4) più a lungo di un anno
    colendi causa per coltivare [perché i campi non si impoveriscano, si usa alternare il tipo di coltivazione, tecnica che i Germani, evidentemente, non conoscevano, per cui erano costretti ad abbandonare i campi dopo averli coltivati un solo anno]
    licet. (3).
    Neque E non
    (5) si nutrono
    multum frumento, molto di frumento,
    sed maximam partem ma in massima parte
    lacte atque pecore di latte e di [carne di] pecora
    vivunt (5)
    multumque sunt in venationibus; e si dedicano molto alla caccia;
    quae res la qual cosa,
    et cibi genere sia per il tipo di alimentazione,
    et cotidiana exercitatione sia per l'esercitazione quotidiana,
    et libertate vitae, sia per la vita libera, [lett.: per la libertà della vita]
    quod (perché,
    (6) abituati
    a pueris [fin] da piccoli
    nullo officio aut disciplina [a non sottostare] a nessun dovere o disciplina
    adsuefacti (6),
    nihil omnino contra voluntatem faciunt, non fanno assolutamente nulla contro la [loro] volontà),
    et vires alit alimenta sia le loro forze
    et (7) sia [li] rende
    (8) uomini
    immani (corporum magnitudine) dall'enorme (corporatura)
    homines (8)
    efficit. (7)
    Atque e
    in eam se consuetudinem adduxerunt, si sono indotti ad una tale consuetudine [costruzione: adduxerunt se in eam consuetudinem; ma, come vedete, gli suona proprio brutto tenere "eam" e "consuetudinem" vicine, e così le ha separate infilandoci quel "se"..]
    ut che
    locis frigidissimis [pur vivendo] in luoghi freddissimi
    neque vestitus praeter pellis haberent quicquam [non] indossano nulla al di fuori di alcune pelli,
    (quarum) propter exiguitatem [ma] a causa della (loro) piccolezza,
    magna est corporis pars aperta, la maggior parte del corpo viene lasciata scoperta,
    et lavarentur in fluminibus. e si lavano nei fiumi.

  9. #69
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    Predefinito Cap. 2

    I Germani e i mercanti
    Mercatoribus est aditus Ai mercanti vien dato accesso
    magis eo, ut più che altro per
    (1) avere
    (2) a chi vendere
    quae (bello) coeperint, le cose che hanno preso (in guerra)
    quibus vendant (2)
    habeant, (1),
    quam quo piuttosto che
    (3) desiderino
    ullam rem (4)
    ad se (5)
    importari che sia importato
    (4) alcunché
    (5) presso di loro
    desiderent. (3).
    (6) I Germani
    (7) non usano
    quin etiam nemmeno
    iumentis cavalli
    (8) importati,
    quibus maxime Galli delectantur dei quali sono massimamente appassionati i Galli
    quaeque inpenso (parant) pretio, e che i Galli (si procurano) a caro prezzo,
    Germani (6)
    importatis (8)
    non utuntur, (7),
    sed quae sunt apud eos (nata) ma, quelli che sono (nati) presso di loro,
    parva atque deformia piccoli e sgraziati,
    haec quelli,
    cotidiana exercitatione con esercizi quotidiani,
    (9) rendono
    summi ut sint laboris [tali] da essere efficientissimi per ogni lavoro
    efficiunt (9).

  10. #70
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    Predefinito

    equestribus proeliis nelle battaglie di cavalleria
    saepe spesso
    ex equis (desiliunt) (saltano giù) dai cavalli
    ac pedibus (proeliantur), e (combattono) a piedi, [combattere a piedi era considerato molto più efficace che a cavallo, tanto che Livio racconta che in una battaglia, essendo la fanteria romana in difficoltà, i cavalieri scesero da cavallo e dettero una mano]
    equos- (1)
    -que e
    (2) abituano
    (1) i cavalli
    eodem (3)
    remanere a rimanere
    (3) vestigio allo stesso posto [cioè a non allontanarsi da loro]
    adsuefaciunt, (2),
    ad quos presso i quali [cavalli]
    se (4) si mettono in salvo
    celeriter velocemente
    cum usus est quando ce n'è bisogno
    recipiunt. (4).

 

 
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