OkIn Origine Postato da Fenicio
Non so nulla di legge, quindi mi fido di te e Augas.
Per far capire cosa intendo io vi faccio questo esempio.
Io sono in grado di intendere e di volere. Io non voglio mangiare. Che diritto hai tu di obbligarmi a mangiare? Io dico nessuno, quindi se muoio di fame non sei tu che hai ucciso me, ma sono io che decido cosa fare con e della mia vita.
(stesso caso della donna diabetica col piede incancrenito)
Su questo non cìè pèroblema.
Il problema nasce quando c'è la necessità della collaborazione di un'altra perona per morire (il caso del tetraplegio, o di un ammalato di SLA, la malattia di Diane Pretty, di Luca Coscioni e del fisico Hopkins) o semplicemente per morire senza (o con poche) sofferenze.
In questo caso, in Italia, c'è la condanna per una ipotesi propria di reato, l'omicidio del consenziente (art. 579 c.p.), che ha una pena che va dai 6 ai 15 anni.
Pensiamo poi alla possibile incriminazione dio chi fornisce inform,azioni a chi vuole suicidarsi, punibile con l'istigazione al suicidio (art. 580 c.p.), punito con pena da 5 a 12 anni.
Altro problema è quello di chi è in stato vegetativo permanente, ossia è privo di coscienza. E' un uomo una persona che non ha alcun contatto con la realtà, che non ha sofferenze e gioie, non ha emozioni, speranze ecc? Per me non è un essere umano.
capisco l'emozione di una persona a vedersi un figlio ij quello stato e non voler abbandonare qual corpo senza anima.
Ma si deve capire anche la situazione dei familiari di chi si trova a dover assistere al disfacimento fisico di un familiare senza poter far nulla per rianimarlo. A questo proposito vi invito a a una breve ricerca su Emilio Vesce, ex deputato radicale, che per quasi un anno, tra il 2000 e il 2001 è stato in stato vegetativo permanente senza che i familiari avessero potuto far niente per determinarne la morte fisica (essendo quella cerebrale già ampiamente terminata). Immaginate lo strazio di una moglie e di un figlio che deve assistere al disfacimento del corpo di un familiare senza poter far nulla? E di Emilio Vesce era certa l'intenzione di volere la morte anche fisica in quella situazione.
La vita è quella di chi sente, gioisce, soffre, spera e si dispera, non di un corpo inanimato.




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2010:
