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Discussione: Libertà di eutanasia.

  1. #61
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da blob21
    Ma perchè continui a fare questa distinzione?

    Vuoi capire che la distinzione tra comportamenti attivi e omissivi non ha alcun senso se in entrambi i casi determinano in base al rapporto di causalità la morte di una persona?

    Facciamo l'esempio ,che secondo me è emblematico ,di un tetraplegico.Uno paralizzato dal collo in giù,tanto per intenderci.
    Come l'ex -attore di Superman o Ambrogio Fogar...

    Premesso che io in quei casi sono favorevolissimo all'eutanasia se c'è il consenso della persona,la tua distinzione tra comportamenti attivi e omissioni(per te lecite)porterebbe nella fattispecie a conseguenze assurde.

    E cioè che sarebbe da ritenersi lecito se in seguito alla volontà manifestata del tetraplegico di morire,lo lasciassero morire per denutrizione(non essendo in grado di mangiare da solo).

    Mentre dovrebbe considerarsi reato ,e non lecito ,se per accontentare la sua volontà,gli somministrassero del veleno....

    Ebbene questa distinzione non ha alcun fondamento nè logico ,nè giuridico.
    Non so nulla di legge, quindi mi fido di te e Augas.
    Per far capire cosa intendo io vi faccio questo esempio.
    Io sono in grado di intendere e di volere. Io non voglio mangiare. Che diritto hai tu di obbligarmi a mangiare? Io dico nessuno, quindi se muoio di fame non sei tu che hai ucciso me, ma sono io che decido cosa fare con e della mia vita.
    (stesso caso della donna diabetica col piede incancrenito)
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

  2. #62
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    In Origine Postato da Fenicio
    Non so nulla di legge, quindi mi fido di te e Augas.
    Per far capire cosa intendo io vi faccio questo esempio.
    Io sono in grado di intendere e di volere. Io non voglio mangiare. Che diritto hai tu di obbligarmi a mangiare? Io dico nessuno, quindi se muoio di fame non sei tu che hai ucciso me, ma sono io che decido cosa fare con e della mia vita.
    (stesso caso della donna diabetica col piede incancrenito)
    Ma chi ti dice che qualcuno ti obbliga a mangiare? Qua si sta parlando del caso esattamente opposto, tu vuoi smettere di mangiare e morire per denutrizione, io acconsento e smetto di nutrirti, tu muori. Risultato: io vado in galera. E perchè? Non ho fatto altro che esaudire un tuo desiderio.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  3. #63
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da Fenris
    E se una persona malata decide di morire non sottraendosi alla cura, ma facendosi fare un'iniezione di veleno, mi spieghi che differenza c'è? Non a livello legale, ma pratico. Se un atto come l'omissione di soccorso provoca la morte, così come la provoca l'iniezione di veleno, commettere su richiesta di una persona l'uno o l'altro, che hanno lo stesso effetto, che differenza può fare? Se una persona muore perchè il medico, su sua richiesta, commette un'omissione di cura, o perchè il medico, su sua richiesta, commette un'iniezione letale, che differenza c'è? Io non la vedo.
    La differenza è che nessuno può essere costretto a subire ciò che non vuole subire. Quindi se io mi rifiuto di subire unca cura, non è il medico che uccide (cioè non è una persona terza) ma è il paziente che si oppone. In sostanza non è omissione di cura, perchè non c'è responsabilità dell'omossione da parte della persona esterna.
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
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  4. #64
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    In Origine Postato da Fenicio
    Non so nulla di legge, quindi mi fido di te e Augas.
    Per far capire cosa intendo io vi faccio questo esempio.
    Io sono in grado di intendere e di volere. Io non voglio mangiare. Che diritto hai tu di obbligarmi a mangiare? Io dico nessuno, quindi se muoio di fame non sei tu che hai ucciso me, ma sono io che decido cosa fare con e della mia vita.
    (stesso caso della donna diabetica col piede incancrenito)
    Ma questo è un fatto di logica,perchè non capisci?

    Se io sono paralizzato dal collo in giù,sono COMUNQUE dipendente in tutto e per tutto dagli altri.

    Se io esprimo il desiderio di morire,e gli altri mi aiutano a farlo,che differenza c'è se il loro aiuto si concreta in comportamenti omissivi (non nutrirmi)o attivi (somministrarvi qualcosa).In entrambi i casi gli altri mi aiutano a morire...Nel secondo caso mi evitano sofferenze atroci

  5. #65
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da Fenris
    Ma chi ti dice che qualcuno ti obbliga a mangiare? Qua si sta parlando del caso esattamente opposto, tu vuoi smettere di mangiare e morire per denutrizione, io acconsento e smetto di nutrirti, tu muori. Risultato: io vado in galera. E perchè? Non ho fatto altro che esaudire un tuo desiderio.
    Assolutamente non vado in galera, anzi, vado in galera nel caso faccia ciò che il paziente non mi ha permesso di fare (almeno credo, ripeto, non so nulla di legge).
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  6. #66
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da blob21
    Ma questo è un fatto di logica,perchè non capisci?

    Se io sono paralizzato dal collo in giù,sono COMUNQUE dipendente in tutto e per tutto dagli altri.

    Se io esaudisco il desiderio di morire,e gli altri mi aiutano a farlo,che differenza c'è se il loro aiuto si concreta in comportamenti omissivi (non nutrirmi)o attivi (somministrarvi qualcosa).In entrambi i casi gli altri mi aiutano a morire...Nel secondo caso mi evitano sofferenze atroci
    Io capisco perfettamente che i risultati finali siano identici, solo che trovo più accetabile un comportamento passivo di uno attivo. Mah, a logica pura non c'è motivo di fare distinzioni, ma (è vero, per un discorso etico) io non accetterei mai di di fare una siringata di cianuro a un parente, mentre potrei benissimo "staccare la spina".
    Tuttavia se si avvelena una persona, non c'è niente da dire, sei TU che l'hai uccisa e sei un assassino. Mentre se NON hai curato una persona, perchè essa rifiuta le cure, tu hai fatto il tuo dovere, e NON sei un assassino.
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  7. #67
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    In Origine Postato da Fenicio
    La differenza è che nessuno può essere costretto a subire ciò che non vuole subire. Quindi se io mi rifiuto di subire unca cura, non è il medico che uccide (cioè non è una persona terza) ma è il paziente che si oppone. In sostanza non è omissione di cura, perchè non c'è responsabilità dell'omossione da parte della persona esterna.
    E chi l'ha detto che non c'è omissione? L'omissione è oggettiva, indipendentemente dalla volontà di chi la subisce. Il comportamento omissivo del medico è causa diretta di morte, anche su volontà del paziente, l'omissione c'è comunque. Dunque, non c'è nessuna differenza con l'iniezione letale, che è un comportamento causa di morte tanto quanto l'omissione di cura,

    Il fatto è che tu capovolgi ogni volta la logica del discorso e vai avanti per sillogismi. Un assassino è una persona che provoca la morte di un'altra persona, in qualsiasi modo, contro la sua volontà L'eutanasia è il provocare la morte ad una persona, in qualsiasi modo, in esecuzione della sua volontà.

    La differenza è tutta qua, tutti i tuoi sillogismi non servono. Tu basi la differenza sul modo in cui una persona viene aiutata a morire, ma non è questa la differenza, mentre la differenza la fa il DESIDERIO di questa persona di morire, desiderio che può essere realizzato in diversi modo (iniezione, sospensione delle cure, o altro).

    Finchè non capirai questo, non ci sarà modo di intendersi.
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  8. #68
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    In Origine Postato da Fenris
    E chi l'ha detto che non c'è omissione? L'omissione è oggettiva, indipendentemente dalla volontà di chi la subisce. Il comportamento omissivo del medico è causa diretta di morte, anche su volontà del paziente, l'omissione c'è comunque. Dunque, non c'è nessuna differenza con l'iniezione letale, che è un comportamento causa di morte tanto quanto l'omissione di cura,

    Il fatto è che tu capovolgi ogni volta la logica del discorso e vai avanti per sillogismi. Un assassino è una persona che provoca la morte di un'altra persona, in qualsiasi modo, contro la sua volontà L'eutanasia è il provocare la morte ad una persona, in qualsiasi modo, in esecuzione della sua volontà.

    La differenza è tutta qua, tutti i tuoi sillogismi non servono. Tu basi la differenza sul modo in cui una persona viene aiutata a morire, ma non è questa la differenza, mentre la differenza la fa il DESIDERIO di questa persona di morire, desiderio che può essere realizzato in diversi modo (iniezione, sospensione delle cure, o altro).

    Finchè non capirai questo, non ci sarà modo di intendersi.
    Il fatto che ci sia dolo o meno è un sillogismo?
    (sperando che "dolo" sia il termine corretto).
    Cmq ci tengo a precisare che dubito veramente che il numero di casi il cui l'eutanasia si possa fare semplicemente sospendendo le cure mediche e che ciò non si possa fare in totale assenza di dolore per la persona sia rilevante.
    Mi piacerebbe sentire un medico per convalidare questa mia tesi.
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  9. #69
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    In Origine Postato da Fenicio
    Il fatto che ci sia dolo o meno è un sillogismo?
    (sperando che "dolo" sia il termine corretto).
    Cmq ci tengo a precisare che dubito veramente che il numero di casi il cui l'eutanasia si possa fare semplicemente sospendendo le cure mediche e che ciò non si possa fare in totale assenza di dolore per la persona sia rilevante.
    Mi piacerebbe sentire un medico per convalidare questa mia tesi.
    Guarda che il dolo c'è anche nell'omissione di cura. "Dolo" mica vuol dire reato, vuol dire volontà di commettere un atto. Quello di cui dubiti non ha rilevanza, perchè, per la centesima volta, se una persona desidera morire ed il suo desiderio viene esaudito sospendendo le cure o iniettandogli del cianuro, non c'è nessuna dofferenza. In ogni caso si commette attivamente un atto che ne provoca la morte. Nei casi di omicidio, mica fa differenza se ammazzi una persona rubandogli le medicine che gli servono per sopravvivere, sparandogli o dandogli una coltellata in gola, vieni comunque condannato per omicidio, quello che conta è che la conseguenza diretta del tuo comportamento è stata la morte di una persona contro la sua volontà. Perchè dovrebbe essere diverso per l'eutanasia? L'unica cosa che cambia è la volontà di morire, tutti gli altri fattori restano identici.
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  10. #70
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    In Origine Postato da Fenris
    Guarda che il dolo c'è anche nell'omissione di cura. "Dolo" mica vuol dire reato, vuol dire volontà di commettere un atto. Quello di cui dubiti non ha rilevanza, perchè, per la centesima volta, se una persona desidera morire ed il suo desiderio viene esaudito sospendendo le cure o iniettandogli del cianuro, non c'è nessuna dofferenza. In ogni caso si commette attivamente un atto che ne provoca la morte. Nei casi di omicidio, mica fa differenza se ammazzi una persona rubandogli le medicine che gli servono per sopravvivere, sparandogli o dandogli una coltellata in gola, vieni comunque condannato per omicidio, quello che conta è che la conseguenza diretta del tuo comportamento è stata la morte di una persona contro la sua volontà. Perchè dovrebbe essere diverso per l'eutanasia? L'unica cosa che cambia è la volontà di morire, tutti gli altri fattori restano identici.
    Ma è davvero irrilevante se una persona vuole uccidere oppure no?
    Il medico che non cura perchè il paziente si oppone mica vuole uccidere, non ci può fare niente, mentre il medico che uccide iniettando un veleno, VUOLE UCCIDERE.
    Che poi voglia uccidere in entrambi i casi, è vero, però non c'è volontà assassini intrinseca nel gesto.
    E' come il caso già citato della donna con la cancrena al piede. I medici hanno fatto di tutto per convincerla a farsi operare, e avrebbero fatto di tutto pur di operarla. Ma la donna si è rifiutata. Io non ce la faccio a considerare quei medici assassini, hanno fatto semplicemente il loro dovere.
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