Comunque, anche a te, caro Massimo, suggerisco di darti un'occhiatina al sito già segnalato al precedente interlocutore di ieri.


Comunque, anche a te, caro Massimo, suggerisco di darti un'occhiatina al sito già segnalato al precedente interlocutore di ieri.


Ho aperto un Argomento "denuncia su questa miniserie televisiva di Rai 1, riporto qua sotto ciò che ho scritto sul Forum "Savoia - Monarchia Oggi"
per quanto riguarda la figura di De Gasperi, resta per me, una figura negativa, un grande statista, ma comunque negativa !
**********************
Speriamo !
Speriamo sia davvero finita la Serie dei Films Televisivi di Rai 1 con profumo di “Anniversario Liberazione e revisionismo storico interessato”, che con il raccontino sulle “Foibe” e “Cefalonia” prima ed infine “De Gasperi”, hanno segnato l’ulteriore rialzo del limite della gratuita e pericolosa falsità Storica…
Stendiamo un velo pietoso, su “Cefalonia”, dove il solo ed unico lato positivo è rappresentato dal veder sventolare per 10 secondi circa la bandiera della nostra Patria (quella vera). In questo “serial” siamo riusciti a calpestare con le falsità anche le parole dell’attuale Capo dello Stato, che di recente aveva affermato tra le polemiche generali che S.M. il Re Vittorio Emanuele III con il suo trasferimento a Brindisi, aveva rappresentato la salvezza e la continuità dello Stato e quindi di fatto la rinascita dell’Italia libera.
Ma è sul racconto di “De Gasperi” che vorrei soffermarmi un momento, esso infatti, già in contraddizione con le puntate sui fatti delle “Foibe”, in quanto è Storicamente provato (ma taciuto nelle due puntate dedicate), che questo pur grande Statista, ha le sue grosse responsabilità (da dividere al 50 % con Togliatti). Poi arrivando al periodo ed ai fatti che portarono alla frode del Referendum Istituzionale… saltano tutto il capitolo, mistificando quel poco … che non potevano proprio cancellare.
Di esso ricordo, la ricostruzione di un incontro, tra lo Statista, e i responsabili dell’ordine pubblico, in cui l’attore che impersona De Gasperi dice più o meno : “ dovete vigilare, in modo particolare al nord, in quanto se dovesse prevalere la Monarchia, scoppierebbero dei tumulti “, poi, la scena dopo, vede un discreto numero di persone, tra le quali sempre De Gasperi, che attendono penosamente in un grande stanzone…
Magia ! di lì a poco appare un omino che dice euforico : “è fatta, ha vinto la repubblica !!”.
Subito doto si vede De Gasperi, in auto deve attraversare una folla festante di un corteo allegro e scampagnante con tanto di bandiere (senza stemma sabaudo) e striscioni calcistici riportanti la scritta “Viva la Repubblica”
Disgustoso, …semplicemente disgustoso, soprattutto sul Referendum Istituzionale, dove è il caso di far notare che ancora dopo 59 anni, le falsità continuano a sommarsi, nell’impossibile tentativo di legalizzare la truffa che è stata !!!
Ora… riassumiamo :
per Rai 1, De Gasperi, dava per scontata una “giusta” vittoria repubblicana, i tumulti erano un segno negativo, un colpo di coda Monarchico su cui occorreva “vigilare”
per Rai 1, De Gasperi, pur essendo Presidente del Consiglio, nulla ha a che fare e nulla sa dell’esito che si andava a costruire con risultati falsi ed incompleti su cui si basa lo Stato repubblicano
per Rai 1, De Gasperi, non ha mai scritto lettere al Ministro della Real Casa, per informare che la vittoria repubblicana non è più possibile, ingnorando documenti scritti
per Rai 1, De Gasperi, non è responsabile del colpo di stato del 12/13 giugno, in attesa dell’esito definitivo dato dalla Corte di Cassazione del 18 giugno, (in quanto del tutto nascosto al pubblico)
per Rai 1, le manifestazioni di protesta di “Via Medina” non esistono, meglio proporre un corteo pro repubblica, con striscioni riciclati forse all’attuale “CGIL”
per Rai 1, le volanti “rosse” degli ausiliari all’ordine pubblico inviati dal Nord per “controllare” il corretto svolgimento delle operazioni di scrutinio al sud, devono evidentemente essere state scambiate con auto dei VV.FF. e quindi, non menzionate perché fuori argomento
Ma dico, …è possibile, che un ente di servizio pubblico, che utilizza contributi pubblici come la Rai possa essere tanto fazioso, falso e servo di questo sistema ?
La risposta viene forse dal fatto che appartiene anch’essa al sistema, ma …allora i giornalisti, e coloro che ci lavorano ?
Non voglio pensare o credere che la coscienza di tutte queste persone sia “integrata” nel sistema !
Speriamo !
**********************


Conterio, hai ragione, ma non dimentichiamo che una fiction così breve non poteva parlare di tutto ciò!![]()


Giovanni Paolo II su de Gasperi, l'uomo a cui dobbiamo la prosperità e la democrazia nel nostro paese:
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI ALLE CELEBRAZIONI
PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI ALCIDE DE GASPERI
Giovedì 2 aprile 1981
Illustri signori,
1. Sono lietissimo di porgere il mio cordiale benvenuto a voi, responsabili dei Partiti e Movimenti d’ispirazione cristiana di Europa e di altri Continenti, che siete convenuti a Roma per commemorare la figura di un grande statista, quale fu Alcide De Gasperi, nel centenario della sua nascita. È una commemorazione la vostra, tanto opportuna ed importante, perché riguarda un cattolico di grande statura spirituale e di insigne prestigio politico che ha lasciato una nobile testimonianza nella storia d’Italia e d’Europa dell’ultimo dopoguerra, in virtù di un’illuminata coscienza cristiana.
Non è mio proposito illustrare la formazione e l’ambiente culturale, come pure l’impegno politico di Alcide De Gasperi, la cui personalità è oggetto, del resto, di un’indagine sempre più intensa di studio e di interpretazione da parte di esperti, e di persone a lui legate da vincoli familiari o ideali.
Vorrei qui rendere omaggio soprattutto alla fisionomia spirituale dell’uomo e dello statista che in virtù della sua fede coerente ha assolto una missione che è additata ad esempio. In lui la fede fu centro ispiratore, forza coesiva, criterio di valori, ragione di scelta, come egli stesso si esprimeva ancora ventenne con l’entusiasmo della giovinezza: “Il cattolicesimo è qualcosa di più integrale, non estraneo a niente di bene, avverso a qualunque male, una regola fissa che deve seguire l’uomo dalla culla alla bara, l’anima e il midollo di tutte le cose”. È sorprendente che un giovanissimo avesse già una visione così chiara e vibrante del messaggio cristiano.
La sua fu una fede scaturita in famiglia e maturata in un ambiente, quello ecclesiastico del Trentino del secolo scorso, saturo di convinzioni e di dinamismo cristiano; nutrita di cultura, non senza slanci di finezza ascetica e mistica; testimoniata in pubblico e in privato senza esitazioni, guadagnando stima e rispetto anche di molti non credenti.
2. Giovane uomo politico, fu mosso nella sua azione dall’ideale sociale cristiano, studiato nelle intuizioni dei primi pionieri europei e nell’enciclica di Leone XIII Rerum Novarum, che novanta anni fa espresse in modo organico il primo alto insegnamento del Magistero sulla questione sociale.
Dopo la prima guerra mondiale fu a fianco di Don Luigi Sturzo in Italia, combattendo per le libertà essenziali della persona, delle coscienze, della famiglia, della scuola, degli enti e corpi intermedi, delle associazioni e dei sindacati e, al prevalere del regime autoritario, soffrì persecuzione e carcere.
Accolto da Pio XI a lavorare nella Biblioteca Vaticana, ebbe modo di intrecciare amicizie con illustri personalità della cultura ed approfondire, nel silenzio umile di quegli anni, gli studi di sociologia cristiana, affinandone le possibilità di applicazione. Alla fine della seconda guerra mondiale, divenuto Capo del Governo della risorta democrazia, guidò l’Italia nella fase faticosa della ricostruzione e della rinascita.
L’esperienza originaria in una regione con pluralismo etnico e culturale, e la meditazione storica sulle tragedie arrecate da due tremende guerre mondiali, ambedue scatenate da esasperato nazionalismo, accesero in De Gasperi una passione viva per l’ideale dell’unificazione europea, a fianco di insigni statisti, come Robert Schuman e Konrad Adenauer. Con loro, egli intese tale traguardo ideale come riconciliazione di popoli che si erano tanto combattuti, e soprattutto come collaborazione che, salvaguardando le identità storiche e culturali dei singoli Paesi, conferisse all’Europa stessa il senso di una missione spirituale e storica, aperta all’amicizia con tutti gli altri popoli.
3. È nella complessità di questa vastissima azione che rifulge maggiormente la sua fede cristiana, la quale ispirò costantemente l’impegno politico, lo sostenne e lo giustificò, come egli stesso confidava: “Se non sentissi di adempiere ad un dovere cristiano e di meritarmi l’aiuto di Dio, non starei a questo posto un giorno di più”.
Nel corso della sua vita il rapporto con Dio fu continuo e profondo. Rinchiuso in carcere, volle la Bibbia come primo libro e la citava nei suoi scritti, traendone forza e coraggio. Suscita commozione ciò che scrisse dopo la condanna a quattro anni di prigione: “Dio ha un disegno imperscrutabile di fronte al quale mi inchino adorando... mi sforzo di uguagliare la mia volontà a quella di Dio”.
La sua vita interiore lo teneva in contatto col Signore, come ne fanno prova le lettere alla figlia religiosa e i vari pensieri che vergava talvolta frettolosamente. In uno di essi si legge: “Perdonami, Signore, ma porto con me nelle mie occupazioni la Tua preghiera; penetra tutta la mia attività, prega tu nel mio lavoro e in tutta la donazione di me stesso”.
Anche la sua fiducia e il suo ottimismo, in mezzo al turbinio delle umane vicende, sono radicati nella fede, come appare da queste affermazioni: “Non abbiamo il diritto di disperare dell’uomo, né come individuo, né come collettività, non abbiamo il diritto di disperare della storia, poiché Dio lavora non solo nelle coscienze individuali, ma anche nella vita dei popoli”. Così pure, il suo profondo senso della giustizia sociale promana dalla stessa fonte: “Che valore avrebbe il senso sostanziale della civiltà che è l’applicazione nella realtà sociale del principio evangelico, se non riuscissimo a rendere giustizia al povero, se noi cattolici non applicassimo lo spirito del Vangelo?”.
4. De Gasperi intese l’autorità come un servizio per il bene comune e l’accettò come croce e sofferenza, e non come traguardo e strumento di personale interesse. Avvertiva fino allo spasimo la limitatezza dei piani e delle risorse per giungere in aiuto a tutti i cittadini, per realizzare un’autentica giustizia sociale, per salvaguardare la democrazia e la libertà, senza decadere nell’arbitrio e nel relativismo morale. Uomo di pace e di concordia, provò lacerante il tormento della responsabilità nella gigantesca e misteriosa lotta tra il bene e il male, e sentiva perciò il bisogno della preghiera, come nutrimento spirituale essenziale, indispensabile, ed affermava che per sperare efficacemente è necessario “marciare verso la luce e mettere la propria mano in quella di Dio”.
Giustamente perciò Robert Schuman disse di lui: “La vita religiosa, la democrazia, l’Italia, l’Europa erano per Lui dei postulati di una fede profonda e indefettibile. Egli aveva l’anima di un apostolo; De Gasperi è stato per tutta la vita, un esempio della fedeltà che sopravvive alle prove più dure. Restiamo fedeli alla sua memoria e al suo grande esempio”.
5. Illustri signori, il riverente omaggio verso un uomo politico ed uno statista, come Alcide De Gasperi, ci mette di fronte al problema, talvolta tormentoso, della testimonianza del credente nel servizio della vita pubblica.
Uno Stato, ed in particolare uno Stato democratico, che si fonda sul libero consenso dei cittadini, potrà svolgere la sua essenziale funzione in ordine all’attuazione del bene comune, solo se a sostegno delle sue istituzioni e leggi, vi sarà nei cittadini, ed in coloro che legittimamente li rappresentano, una forte tensione morale e il deciso intendimento di difendere e di promuovere i più alti valori etici. In altre parole, una politica si misura certo sul programma sociale che sa esprimere e sull’efficacia e tempestività con cui sa tradurlo in atto; per una sua valutazione globale, tuttavia, resta decisivo conoscere quale pensiero sull’uomo la ispira, quale posto vi si assegna al rispetto dei suoi diritti e della sua dignità, alla sua responsabilità ed alle sue esigenze spirituali.
Per attingere un alto livello di efficienza, la vostra azione dovrà scaturire da una provata capacità di offrire soluzioni aderenti alle urgenze dei tempi in continua e talvolta tumultuosa evoluzione; ma essa, al tempo stesso, non potrà non ispirarsi ad un’adesione senza reticenze ai valori essenziali del messaggio cristiano, quali la trascendente dignità della persona e quindi la difesa della vita fin dal suo primo apparire, la realizzazione della giustizia sociale, e la conseguente difesa dei più umili.
Non sfugge ad alcuno la difficoltà in cui viene a trovarsi il cristiano, impegnato nell’attività politica, nell’affrontare il compito – per usare le parole del Concilio – di “inscrivere la legge divina nella vita della città terrena” (Gaudium et Spes, 43). Tuttavia, anche in considerazione del fatto che: “il cristianesimo – come affermava De Gasperi – ha lasciato ormai nella storia tali impronte ch’esso agisce come elemento ambientale e vitale anche per chi non lo professa”, l’uomo di fede non sarà mai rinunciatario di fronte al suo impegno di tradurre in atto le proprie motivazioni ideali, ciò in cui crede, i valori che difende. È necessario allora fare appello costante ad una forte ed illuminata spiritualità; ad una capacità creativa di proposte attuali ed incisive, alimentata da visioni scevre da egoismi e personali interessi; ad una forza di persuasione ed attrazione, tanto più efficace quanto più è testimoniata da integrità e spirito di servizio.
In questa prospettiva, la figura di Alcide De Gasperi si profila chiaramente come un’interpellanza ed un monito. Rimane vero, infatti, particolarmente nel campo della vita pubblica, che nessuna idea potrà apparire convincente se non è avvalorata dalla coerenza di vita di colui che la professa.
Incoraggiandovi a lavorare senza sosta secondo tali ideali, imploro su di voi e sui vostri cari, ed in modo particolare sulla diletta consorte e sulla famiglia di Alcide De Gasperi, i doni della divina assistenza, ed accompagno questo ardente voto con la mia benedizione apostolica.
Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0