Un movimento politico si giudica dalle sue tesi programmatiche.In origine postato da Rodolfo
Vis Animae purtroppo un movimento politico storico si giudica nella sua realizzazione e non sul "poteva essere" o "si voleva fare". E da questo punto di vista la MIA posizione é che il Fascismo non fu un movimento rivoluzionario salvo alcune riforme sociali encomiabili ma per cui non era certo necessaria una "rivoluzione".
Ma queste sono dispute "storiche" che alla fine trovano il tempo che trovano ma la mia posizione é quella affermata da Murelli nell'intervista:"che i fascisti smettano di fare i fascisti dopo aver smesso di fare gli anticomunisti e che i comunisti smettano di fare i comunisti dopo aver smesso di fare gli antifascisti".
Dalla genesi dei contenuti che ne consentono l'attualizzazione.
La realizzaizone dello stesso, deve passare necessariamente per l'azione dell'uomo che il più delle volte inficia, inquina e devia il percorso del movimento dalla strada tracciata in origine.
Tu, in tal modo giudichi i comportamenti degli uomini politici, non del movimento in se stesso e soprattutto delle sue tesi.
La perfetta sintesi di uomini che sappiano interpretare nella realtà le teorie programmatiche, è molto difficile da trovare.
Ma non deve impedire che ci si provi.


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