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  1. #1
    laico progressista
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    Predefinito Il collasso del bipolarismo

    Per Romano Prodi e il suo sistema bipolare si preannuncia un futuro a tinte fosche.

    Prima la trovata delle primarie, che ha tenuto banco nel dibattito del centrosinistra per un anno intero, caldeggiata dal Professore come ineluttabile e necessaria, brandita come un'arma (non si sa se per fare harakiri o cos'altro...), presentata come una svolta epocale, ed infine liquidata dall'Unione come mera idiozia. (Rileggere i dibattiti sull'argomento, e in particolare le cose scritte in merito da me e da Alberich, sin dal primo minuto).

    Ora la Fed che vacilla di nuovo. Dopo la grande convention in pompa magna con tanto di solenni giuramenti e di firme svolazzanti, il progetto torna in seria discussione. Non si sono mai riuniti gli stati generali dell'alleanza, non ha ancora funzionato la collegialità. E la Margherita, che dovette inghiottire un boccone indigesto all'epoca, oggi comincia a vomitare.

    Le forzature contronatura, prima o poi, si rivelano un boomerang.
    E' ciò che sta accadendo al nostro sistema bipolare. Il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti. Sono bastati dieci anni di precarietà governativa, su un fronte e sull'altro, a dimostrarlo. Tanto che si è giunti ad un bivio: o forzare sul bipolarismo, tentando di correggerne le ambiguità e di arrivare al bipartitismo secco; o mollare tutto e cambiare strada.
    Il percorso che i leader di entrambi i poli hanno intrapreso è il primo. Un percorso disperato che spinge sull'acceleratore a manetta, proprio mentre la macchina arranca e dà segnali di cedimento, e che sta portando a fondere il motore.
    A destra, infatti, l'idea di un partito unico, ma anche di una federazione, non ha scaldato gli animi. La caldeggia Berlusconi e il suo partito che, come noto, pende dalle labbra del padrone. Ma trova contraria la Lega, tiepida An e, malgrado la diplomazia di rito, sostanzialmente ostile l'UdC.
    A sinistra, invece, si profila una situazione di vero e proprio stallo. Prodi e i prodiani vanno avanti, i Ds spingono, ma esistono due problemi di fondo: la Margherita e i partitini. La formazione di Rutelli è animata da una fortissima vocazione all'identità e visibilità dei cattolici e dalle ambizioni personali del suo leader. E' inoltre incoraggiata dalla strepitosa crescita elettorale del proprio simbolo. I partitini invece vivono la dicotomia tra la rosea prospettiva politica dei loro leader e il digiuno sempre più difficile delle rispettive basi, costrette ad umilianti frustrazioni elettorali.

    A tutto questo si aggiunga il fatto che appare chiaro oramai ad entrambi i poli, che oggi insistere sul bipolarismo equivale a dare linfa alla presenza politica di Silvio Berlusconi.
    E' chiaro infatti che la caduta del Cavaliere, la sua uscita di scena e lo sfaldamento di Forzitalia, fa troppa gola a tutti. E la corsa alla spartizione del patrimonio elettorale azzurro non può che favorire la scommessa sui partiti, piuttosto che sui monoblocchi.
    Per questo Berlusconi si fa scudo con il compattamento e la fusione bipartitica. In altri termini, si dimostra quanto vado sostendo da tempo: Prodi e Berlusconi sono le due facce della stessa medaglia, e il progetto di Prodi non fa altro che tenere in piedi berlusconismo e antiberlusconismo.
    Ma l'Italia di sinistra, e finalmente anche quella di destra, sono stanche di Berlusconi. Ne sono a vario titolo asfissiate.

    Dunque tutto lascia pensare che stiamo assistendo ai colpi di coda (e di mano) finali.
    Non resterà che la seconda strada. Quella della rinascita democristiana (una manna per la politica, disintossicabile così dalla corsa diffusa e indistinta al voto cattolico) con tutto ciò che ne conseguirà a livello istituzionale e politico.
    Aspettiamo sulla riva del fiume. Da lontano, la puzza di cadavere si sente già.

  2. #2
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    la tesi di Paolo Arsena è suggestiva, devo dire che la nostalgia di quando i democristiani stavano tutti in un posto la sento spesso anch' io, anche perchè ce n' erano molti meno in parlamento.
    ma basterebbe superare il bipolarismo per avere questo risultato ?
    E ne varrebbe la pena ?

    Tutti i paesi evoluti delle dimensioni (anagrafiche, economiche e sociali) simili all' italia sono bipolari o bipartitici.

    Certo c'è questa positiva evoluzione britannica, con l' affermazione dei demoliberali su posizioni in tema di guerra e tasse più che interessanti.
    Ma è un evoluzione verso un , ancora ipotetico, tripartitismo , che parte non da uno sfaldamento del bipartitismo ma da un anomalo riposizionamento dei partiti che lo componevano

    Per il resto si fa fatica a trovare un quadro simile a quello a cui sembra pensare P.A.

    D' altra parte il bipartitismo italiano funziona ( per quanto possono funzionare le cose in questo momento di storia italiana)a livello di governi locali e questo sicuramente non spinge ad un suo superamento a livello nazionale.

    Certo la mia opinione è viziata dal fatto che mi sono avvicinato al MRE proprio in occasione della nascita della FEd ( o come si chiama).
    Personalmente essere in una corrente di idee , magari minoritaria, ma in un ambito che decide qualcosa mi interessa.
    Far parte di un partitino più o meno isolato che aspiri a raggiungere le dimensioni dell' Italia dei valori mi eccita molto poco ( sia chiaro non attribuisco questa prospettiva ai piani di nessuno, è un chiarimento su ciò che non voglio)


    PER LUCIO: CERTO CHE CI CONOSCIAMO CI CHIAMIAMO ANCHE NELLO STESSO MODO, (IL NOME OVVIAMENTE , IL COGNOME E' DIVERSO). AVREI POTUTO USARE L' ESPRESSIONE PIU' CONCISA: "ABBIAMO LO STESSO NOME DI BATTESIMO", MA SPERO CHE GLI AMICI CAPISCANO LA MIA RILUTTANZA

  3. #3
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    . . . PER LUCIO: CERTO CHE CI CONOSCIAMO CI CHIAMIAMO ANCHE NELLO STESSO MODO, (IL NOME OVVIAMENTE , IL COGNOME E' DIVERSO) . . .
    Farò subito una ricerca nel database dei tesserati MRE di Bologna, capirai non è facile

  4. #4
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    Com'è noto, io sono favorevole al bipolarismo e credo anche che sarebbe pazzesco, per il centrosinistra, presentarsi agli elettori con una carovana di nove partiti alle elezioni politiche dello scorso anno, fatta salva la necessità di non squagliarci in un partito unico.

    Credo anche che le polemiche di questi giorni attestino che nel centrosinistra c'è ancora molto da fare per presentarsi al Paese con serietà.

    Il prossimo anno si presenterà come una partita all vinciperdi, con due coalizioni che faranno di tutto per dare il peggio di sé.

  5. #5
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    Predefinito Re: Il collasso del bipolarismo

    Citazione da Intervento Principale di by lucrezio
    nostalgia di quando i democristiani stavano tutti in un posto

    Bei tempi... San Vittore era pieno...

    Tutti i paesi evoluti delle dimensioni (anagrafiche, economiche e sociali) simili all' italia sono bipolari o bipartitici.

    E la maggiorparte sono anche delle monarchie...

    Ripenso a quando vi fu la battaglia refendaria con Mariotto Segni e il LaMalfino che battagliavano sul maggioritario... ricordo perché fu abbandonato il proporzionale, l'ingovernabilità del Paese, l'impossibilità della programmazione a medio termine, l'ingessatura scudocrociata... e non vorrei tornare indietro.

    Ma non voglio trovarmi ingessato tra Prodi e il Biscione.
    Riformare l'attuale sistema sì, evitando la dispersione del voto, dando stabilità, ma anche visibilità alle forze minori e possibilità di alleanze programmatiche... ripeto,ci vuole soprattutto una soglia di sbarramento che costringa ad unirsi forze che sono simili, in tre-quattro poli... sinistra estrema, sinistra storica, cattolici, destra sociale. E quei rompiballe della Lega..
    --
    long life and prosper
    =/\= Stella Solitaria
    il guardiano del faro

  6. #6
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    Predefinito

    Citazione da Intervento Principale di by lucrezio

    Tutti i paesi evoluti delle dimensioni (anagrafiche, economiche e sociali) simili all' italia sono bipolari o bipartitici.

    Certo c'è questa positiva evoluzione britannica, con l' affermazione dei demoliberali su posizioni in tema di guerra e tasse più che interessanti.
    Ma è un evoluzione verso un , ancora ipotetico, tripartitismo , che parte non da uno sfaldamento del bipartitismo ma da un anomalo riposizionamento dei partiti che lo componevano

    Per il resto si fa fatica a trovare un quadro simile a quello a cui sembra pensare P.A.
    Lasciamo perdere l'Inghilterra, che pur costituisce un'eccezione, per te. Il mondo anglosassone, come quello americano, è politicamente lontano anni luce dal nostro.
    Guardiamo ai Paesi simili al nostro: Francia e Germania, per esempio. Più vicini a noi, geograficamente e storicamente.
    Non c'è traccia di un bipolarismo congenito e pregiudiziale in quei paesi. In Francia, il doppio turno del sistema elettorale favorisce una base di partenza assolutamente libera e priva di schematismi. Tutti uguali, tutti con le stesse possibilità, tutti contro tutti, ai nastri di partenza. Quello che succede dopo lo veicola l'elettore. In Germania, invece, c'è il proporzionale e il Cancellierato.
    Dove lo vedi un sistema come quello italiano? In Inghilterra, appunto, cioè sulla luna, e per di più con un tasso di rappresentatività perfino superiore (tre poli invece di due).


    Citazione da Intervento Principale di by lucrezio

    Certo la mia opinione è viziata dal fatto che mi sono avvicinato al MRE proprio in occasione della nascita della FEd ( o come si chiama).
    Personalmente essere in una corrente di idee , magari minoritaria, ma in un ambito che decide qualcosa mi interessa.
    Far parte di un partitino più o meno isolato che aspiri a raggiungere le dimensioni dell' Italia dei valori mi eccita molto poco ( sia chiaro non attribuisco questa prospettiva ai piani di nessuno, è un chiarimento su ciò che non voglio)
    Se per te appartenere ad un simbolo significa appendere una spilletta sulla giacca, è un conto. Se significa ambire ad una politica laico-progressista fondata sui valori e sulla storia di cui ti ritieni portatore, non capisco come possa tu riconoscerti nel pasticcio catto-socialista di cui Prodi è promotore.

  7. #7
    laico progressista
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    Predefinito Re: Re: Il collasso del bipolarismo

    Citazione da Intervento Principale di by StellaSolitaria


    Ripenso a quando vi fu la battaglia refendaria con Mariotto Segni e il LaMalfino che battagliavano sul maggioritario... ricordo perché fu abbandonato il proporzionale, l'ingovernabilità del Paese, l'impossibilità della programmazione a medio termine, l'ingessatura scudocrociata... e non vorrei tornare indietro.
    Ricordo anche a te, caro Stella Solitaria, che quando si parla di proporzionale, si parla al futuro, non al passato. Si intende (o almeno io intendo) un sistema neo-proporzionale, con sbarramento e premio di maggioranza, da coniarsi eventualmente con l'elezione diretta del premier o del Capo dello Stato.

    Citazione da Intervento Principale di by StellaSolitaria
    Ma non voglio trovarmi ingessato tra Prodi e il Biscione.
    Riformare l'attuale sistema sì, evitando la dispersione del voto, dando stabilità, ma anche visibilità alle forze minori e possibilità di alleanze programmatiche... ripeto,ci vuole soprattutto una soglia di sbarramento che costringa ad unirsi forze che sono simili, in tre-quattro poli... sinistra estrema, sinistra storica, cattolici, destra sociale. E quei rompiballe della Lega..
    Lo schema politico multipolare a cui ambisci è anche il mio. Col piccolo problema che è impossibile da ottenersi col maggioritario uninominale che vige da noi.
    Quanto agli sbarramenti, ti ricordo che la soglia del 4% esiste, ed è efficace, nella residua quota proporzionale del nostro sistema.
    I partitini semmai sopravvivono anche con lo 0,2 proprio nel maggioritario, dove le candidature nei collegi si decidono a tavolino in base ad accordi di potere tra i partiti. Il caso Di Pietro docet: non essendosi candidato nell'Ulivo a suo tempo e avendo quindi logicamente perso tutti i confronti maggioritari, e avendo mancato d'un soffio il 4% nella quota proporzionale, non gode di rappresentanza parlamentare. Se avesse fatto l'accordo con Rutelli, sarebbe in parlamento grazie al maggioritario col suo 3,9, e avremmo avuto un partito in più a rompere le scatole (anche se a quest'ora saremmo stati al governo, ma questa è un'altra storia...)

  8. #8
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    .
    Guardiamo ai Paesi simili al nostro: Francia e Germania, per esempio. Più vicini a noi, geograficamente e storicamente.
    Non c'è traccia di un bipolarismo congenito e pregiudiziale in quei paesi. In Francia, il doppio turno del sistema elettorale favorisce una base di partenza assolutamente libera e priva di schematismi. Tutti uguali, tutti con le stesse possibilità, tutti contro tutti, ai nastri di partenza. Quello che succede dopo lo veicola l'elettore. In Germania, invece, c'è il proporzionale e il Cancellierato.

    Scusa: non ho capito se contesti il sistema bipolare o la legge maggioritaria ad un turno, nel secondo caso sono abbastanza d' accordo con te: il doppio turno uninominale o un sistema simile alle comunali sarebbe meglio, ma sempre di sistema bipolare si tratta,.
    Per mestiere ho contatti con politici locali europei: ti posso assicurare che tutti ( a parte lepenisti, neonazi, nostalgici della DDR...) danno per scontato il proprio sistema bipolare
    ovviamente senza fondamentalismi e dogmaticità ( ad esempio per ciò che riguarda i liberali tedeschi)

    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena

    Se per te appartenere ad un simbolo significa appendere una spilletta sulla giacca, è un conto. Se significa ambire ad una politica laico-progressista fondata sui valori e sulla storia di cui ti ritieni portatore, non capisco come possa tu riconoscerti nel pasticcio catto-socialista di cui Prodi è promotore.

    Aspiro a dare un contributo ad una politica con fondamenti in linea con tutta la storia della sinistra laica e progressista italiana ed europea. Proprio perchè sono laico mi ritrovo anche in alcune impostazioni della scuola socialista e , con qualche fatica, del cattolicesimo sociale:Mi trovo invece lontanissimo da molte impostazioni di certi ambienti liberali quali la divinizzazione del mercato o l' esaltazione del "Fardello dell' uomo bianco".
    Per tutto ciò credo che poter portare il mio contributo in un organismo politico pluriculturale sia più produttivo che isolarsi in una piccola riserva dove magari per crescere un pò si raccattano anche personaggi come Sgarbi,
    Francamente preferirei che le nostre idee cercassero una sintesi con quelle di Valdo Spini, Bersani o Cacciari o Letta.
    Sia chiaro: mi rendo conto della preoccupazione di "perdita di identità" che è alla base della tua impostazione e la rispetto- ci mancherebbe se qui incominciamo a disprezzarci fra di noi abbiamo chiuso- ma mi preoccupa di più la prospettiva dell' impotenza

    Nota per un amico che mi legge, che nessuno faccia ironia sul fatto che passata la cinquantina mi preoccupo più dell' impotenza che dell' identità

  9. #9
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    Citazione da Intervento Principale di by lucrezio

    Scusa: non ho capito se contesti il sistema bipolare o la legge maggioritaria ad un turno, nel secondo caso sono abbastanza d' accordo con te: il doppio turno uninominale o un sistema simile alle comunali sarebbe meglio, ma sempre di sistema bipolare si tratta.
    Ti ringrazio per la domanda (come si usa dire nella politica televisiva).
    Io contesto anzitutto questo sistema elettorale vigente in Italia, il maggioritario uninominale a turno unico. La mia critica si estende però anche al sistema maggioritario in genere, perché la battaglia politica nei collegi finalizzata all'elezione di una sola persona, costringe giocoforza ad aggregazioni bipolari. Se si inserisse infatti un terzo candidato, esso finirebbe per indebolire principalmente uno dei due schieramenti, e garantirebbe la vittoria dell'altro. Può anche succedere che si arrivi ad un sistema tripolare, se le terze candidature sono forti e sanno pescare da entrambi poli, ma qui ci si ferma, con tutte le conseguenze nefaste che un terzo polo può portare (ma qui ci allontaniamo dalla questione). Certamente però non si va oltre, perché l'esistenza di quattro o più candidati, favorirebbe la corsa al riaccorpamento per vincere, e si tornerebbe allo schema bipolare.
    In buona sostanza, il maggioritario contiene nei fatti il germe del bipolarismo.

    Quanto al doppio turno, le cose non stanno esattamente come dici tu. Lascia stare le nostre amministrative, che sono viziate sempre da una mentalità bipolare. Consideriamo piuttosto il doppio turno in sé.
    Se stabilisci che passino solo i due candidati che hanno avuto più voti, è chiaro che torniamo al bipolarismo, ed è appunto ciò che succede da noi.
    Ma se stabilisci invece che al secondo turno passino tutte le forze che hanno superato, ad esempio, il 10-15 per cento, favorisci un sistema multipolare.
    Dunque vedi che la discussione sui sistemi elettorali è apertissima, non si può ridurre al semplice schematismo preconcetto tra maggioritario e vecchio proporzionale. Esistono varianti infinite che andrebbero approfondite, per arrivare ad un sistema efficace, ma che si coniughi col pluralismo politico congenito alla nostra società.


    Citazione da Intervento Principale di by lucrezio
    Aspiro a dare un contributo ad una politica con fondamenti in linea con tutta la storia della sinistra laica e progressista italiana ed europea. Proprio perchè sono laico mi ritrovo anche in alcune impostazioni della scuola socialista e , con qualche fatica, del cattolicesimo sociale:Mi trovo invece lontanissimo da molte impostazioni di certi ambienti liberali quali la divinizzazione del mercato o l' esaltazione del "Fardello dell' uomo bianco".
    Per tutto ciò credo che poter portare il mio contributo in un organismo politico pluriculturale sia più produttivo che isolarsi in una piccola riserva dove magari per crescere un pò si raccattano anche personaggi come Sgarbi,
    Francamente preferirei che le nostre idee cercassero una sintesi con quelle di Valdo Spini, Bersani o Cacciari o Letta.
    Secondo me questo equivale ad attaccarsi una spilletta sulla giacca. C'è una politica laica che chiede di essere svolta, in Italia, e che non trova veicoli. C'è una società che cambia e che va ripensata, in senso laico. C'è un progresso che incalza e che chiede regole e indirizzi politici.
    Non si tratta di fare alcuna riserva indiana. Si tratta di rilanciare tematiche e proposte coerenti con una visione laica e di progresso (in tema di famiglia e nuclei sociali, di multietnicità sociale, di Europa e di identità nazionale) che un contenitore variopinto, di cui siamo componente marginalissima, non potrà mai esprimere.
    Se si crede nella specificità della propria proposta politica e del potenziale che essa avrebbe nella società (e io ci credo molto) bisognerebbe sentire la necessità forte di giocare la partita con chi ci assomiglia, non con le Bindi, i Castagnetti, i Mastella, e il neocattolicesimo dilagante nelle file degli ex comunisti.

  10. #10
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    Predefinito Mi pare,

    che il buon Lucrezio,nonostante le sue frequentazioni,faccia un pò di confusione tra realtà politica e sistema elettorale.
    Nelle grandi democrazie europee(compresa la Gran Bretagna pur con le sue specificità), il bipolarismo di fatto e cioè la contrapposizione tra una grande forza popolare o conservatrice che dir si voglia ed una grande forza socialdemocratica,è dato non dal sistema elettorale, ma dalla cultura politica maturata in quei paesi e consolidatasi nei decenni dai consensi elettorali espressi dai cittadini di quei Paesi.Ciò vale per la Francia che ha un sistema elettorale e per la Germania e la Spagna che ne hanno un altro, peraltro di stampo proporzionale.
    Per fare un esempio,pensiamo alla Spagna dove la polarizzazione del confronto politico tra popolari e socialisti non è imposta dalla legge elettorale,ma dal fatto che questi due partiti percepiscono un consenso elettorale liberamente espresso dai cittadini spagnoli che si aggirà per ciascuno intorno addirittura al 40°o giù di lì....Stesso discorso dicasi forse con percentuali un pò più basse, per la Germania.In parole più povere, sono i processi della politica e le libere scelte dei cittadini che determinano l'eventuale semplificazione del quadro politico o la sua sostanziale riassumibilità in due grandi formazioni politiche.Detto questo,non esiste in Europa nessuna legge elettorale che impedisca ad altre forze politiche anche minori, di presentarsi alle elezioni e di venire rappresentate in Parlamento cosa che avviene mi pare dovunque.
    Il bipartitismo, non mi risulta che esista in nessun Paese nemmeno in Gran Bretagna,in compenso lo si vorrebbe creare qui da noi in modo peraltro del tutto forzato e del tutto estraneo alla tradizione politica delle grandi famiglie europee, ad opera di qualche testa bacata presente in entrambi gli schieramenti che vuole così perpetuare la nostra decennale anomalia rispetto al contesto europeo.
    omar proietti

 

 
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