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Risultati da 21 a 30 di 46
  1. #21
    SimonSS
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    In origine postato da fedalmor
    Ma penso che, se mai avessimo vinto le elezioni in Lombardia, il Leonka sarebbe stato il primo a subire questa sorte...

    ma figurati .........x fare cose simili dovremmo davvero tornare al ventennio, in tuttto e x tutto......

  2. #22
    fedalmor
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    In origine postato da SimonSS
    ma figurati .........x fare cose simili dovremmo davvero tornare al ventennio, in tuttto e x tutto......
    Infatti ho scritto: ma come avremmo potuto?

    Semplicemente, oltre alla doverosa deprecazione dell'atto, non porrei troppa attenzione all'atteggiamento di Veltroni e accoliti circa le ONC: probabilmente i vertici avrebbero ignorato il problema, se non per le richieste di censura da parte delle forze dell'estrema sinistra, parlamentare e non, che ne hanno certo chiesto la capitolazione in cambio di chissà quali favori elettorali. Fa parte dello sporco gioco della democrazia. Infatti lo stesso Nolan non ha parlato di pericolo comunista, quanto di pericolo anti-fascista, che sostanzialmente è ciò che ho sottolineato anch'io in un altro intervento

  3. #23
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    In origine postato da Neonazionalista
    finalmente un pò di anticomunismo
    Se il comunismo non esistesse più non avresti più una ragione di vita, ti suicideresti.


  4. #24
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    I comunisti vanno combattuti ad oltranza, anche se sono sull'orlo dell'estinzione... perché sono nemici dell'umanità e della civiltà.
    2010:

  5. #25
    anticomunista
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    In origine postato da Ichthys
    I comunisti vanno combattuti ad oltranza, anche se sono sull'orlo dell'estinzione... perché sono nemici dell'umanità e della civiltà.
    morte al comunismo!


  6. #26
    Il Gran Camposanto
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    In origine postato da ariel
    morte al comunismo!

    QUOTO E STRAQUOTO!!!

  7. #27
    Cattolico Tradizionalista
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    IL COMUNISMO VA COMBATTUTO! Esso è assolutamente attuale! Non si spiegherebbe, diversamente, la grande vitalità di partiti come Rifondazione o "Comunisti Italiani", o i DS, che pur avendo "rotto" con il passato, conservano, fieri, la loro matrice!

    Non pensiamo al comunismo solo a Stalin, ma a quelle idee (prima di tutto il materialismo), che sono vive e vegete in questa società!!!

    Non facciamo, inoltre, l'errore di pensare che i comunisti siano, come noi, ma in maniera diversa, antagonisti al sistema! Il loro concetto di antiglobalizzazione, ad esempio, è solo economico, il nostro è molto di più: è economico e culturale!
    Non dimentichiamoci, poi, che il liberalismo e il comunismo, che apparentemente sembrano così diversi, sono due faccie della medesima medaglia! Non a caso sono nati, entrambi, dalla Rivoluzione francese!
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  8. #28
    TORINO E' GRANATA
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    BOUGIA NEN autentico, cioè come per l'Esercito Piemontese, io NON ARRETRO MAI !!
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    In origine postato da ITALIANO
    IL COMUNISMO VA COMBATTUTO! Esso è assolutamente attuale! Non si spiegherebbe, diversamente, la grande vitalità di partiti come Rifondazione o "Comunisti Italiani", o i DS, che pur avendo "rotto" con il passato, conservano, fieri, la loro matrice!

    Non pensiamo al comunismo solo a Stalin, ma a quelle idee (prima di tutto il materialismo), che sono vive e vegete in questa società!!!

    Non facciamo, inoltre, l'errore di pensare che i comunisti siano, come noi, ma in maniera diversa, antagonisti al sistema! Il loro concetto di antiglobalizzazione, ad esempio, è solo economico, il nostro è molto di più: è economico e culturale!
    Non dimentichiamoci, poi, che il liberalismo e il comunismo, che apparentemente sembrano così diversi, sono due faccie della medesima medaglia! Non a caso sono nati, entrambi, dalla Rivoluzione francese!
    E CHI LI DIMENTICA.......
    MA NON SONO PIU' IL MALE ASSOLUTO......

  9. #29
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    Secondo me fate confusione.
    Il problema oggi non è demonizzare i residuali regimi comunisti, che semmai sono dei piccoli ma utili baluardi contro il mondialismo americano, ma demonizzare, giustamente, il comunismo occidentale e italiano.
    Cioè quell'eredità politica e culturale post-comunista (ma antropologicamente comunista, visto che si tratta di gente che professava il comunismo fino a quindici anni fa e alcuni lo fanno ancora) che è la vera rovina dell'Italia e dell'Europa, perché è il vero blocco del conformismo politicamente corretto, buonista, multirazzialista e istericamente antifascista e antiidentitario.
    Se credete che i comunisti siano ancora quelli con la falce e il martello e col ritratto di lenin o di Togliatti, è ora che capiate che quello è folclore nostalgico che oggi fa sorridere.
    I comunisti oggi sono Rutelli, Prodi, Fassino, Pecoraro Scanio (ma anche Fini o Tabacci) che si stracciano le vesti quando si fa notare che l'immigrazione genera dei problemi, che gridano al nazismo ogni volta che qualcuno fa la più timida obiezione sugli ebrei e sulla loro influenza, che urlano e strepitano se qualcuno osa pacatamente accennare a qualche aspetto positivo del fascismo.
    E soprattutto, ribadisco, sono i difensori a spada tratta degli immigrati e della società multirazziale, cioè sono coloro che vogliono pervicacemente e con tutti i mezzi portare l'Italia e l'Europa all'autodistruzione etnica, civile, culturale e umana.
    Sostenere quindi che il comunismo (quello vero, attuale, non quello nostalgico da operetta) non è un pericolo è quindi, con tutto il rispetto, folle e irresponsabile.
    E nemmeno si può invocare l'argomento secondo cui non c'è continuità fra questi signori e il comunismo storicamente noto, non solo per la continuità personale delle dirigenze politiche e dei ceti intellettuali, ma anche perché il multirazzialismo politicamente corretto di oggi non è altro che una nuova espressione dell'internazionalismo marxista di ieri, cioè, indirettamente, della congiura ebraica contro i popoli e le nazioni della Terra.

  10. #30
    fedalmor
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    In origine postato da Peucezio
    Secondo me fate confusione.
    Il problema oggi non è demonizzare i residuali regimi comunisti, che semmai sono dei piccoli ma utili baluardi contro il mondialismo americano, ma demonizzare, giustamente, il comunismo occidentale e italiano.
    Cioè quell'eredità politica e culturale post-comunista (ma antropologicamente comunista, visto che si tratta di gente che professava il comunismo fino a quindici anni fa e alcuni lo fanno ancora) che è la vera rovina dell'Italia e dell'Europa, perché è il vero blocco del conformismo politicamente corretto, buonista, multirazzialista e istericamente antifascista e antiidentitario.
    Se credete che i comunisti siano ancora quelli con la falce e il martello e col ritratto di lenin o di Togliatti, è ora che capiate che quello è folclore nostalgico che oggi fa sorridere.
    I comunisti oggi sono Rutelli, Prodi, Fassino, Pecoraro Scanio (ma anche Fini o Tabacci) che si stracciano le vesti quando si fa notare che l'immigrazione genera dei problemi, che gridano al nazismo ogni volta che qualcuno fa la più timida obiezione sugli ebrei e sulla loro influenza, che urlano e strepitano se qualcuno osa pacatamente accennare a qualche aspetto positivo del fascismo.
    E soprattutto, ribadisco, sono i difensori a spada tratta degli immigrati e della società multirazziale, cioè sono coloro che vogliono pervicacemente e con tutti i mezzi portare l'Italia e l'Europa all'autodistruzione etnica, civile, culturale e umana.
    Sostenere quindi che il comunismo (quello vero, attuale, non quello nostalgico da operetta) non è un pericolo è quindi, con tutto il rispetto, folle e irresponsabile.
    E nemmeno si può invocare l'argomento secondo cui non c'è continuità fra questi signori e il comunismo storicamente noto, non solo per la continuità personale delle dirigenze politiche e dei ceti intellettuali, ma anche perché il multirazzialismo politicamente corretto di oggi non è altro che una nuova espressione dell'internazionalismo marxista di ieri, cioè, indirettamente, della congiura ebraica contro i popoli e le nazioni della Terra.
    Ma questo col comunismo non c'entra un c*zzo, con tutto il rispetto... Quello che tu giustamente condanni è il mondialismo, movimento trasversale per la globalizzazione economica, della produzione e del consumo. Ci vuole una grande capacità astrattiva per porre le multinazionali a capo della dittatura popolare e concepire la massificazione dei trust come sorta di nuovo monopolio statale (su scala planetaria)... Il vero, imminente pericolo (contingente) è il passaggio ad un'economia di consumo di quei Paesi che furono comunisti, semmai. Per la nostra economia (opinabile e contestabile quanto volete, ma pur sempre nostra...) una Cina che abbraccia il capitalismo è un'autentica catastrofe! Finché non ci sarà un brusco ri-assetto mondiale che decreti la fine del capitalismo, almeno così com'è concepito, ossia basato sullo sfruttamento intensivo e sbilanciato del terzo e quarto mondo, la crescita finanziaria di una regione come quella cinesesi presenterà come una sciagura dalla portata inarrestabile e devastante. Quello che oggi è un Paese che fornisce una forza-lavoro su cui lucrano le multinazionali, domani sarà uno Stato in cui un miliardo di consumatori pretenderanno il benessere occidentale, sconvolgendo quegli equilibri che ad oggi ci consentono di essere una potenza economica mondiale. Questo è il pericolo. Ce ne fossero, di Stati comunisti! Il comunismo di maniera o, d'avanspettacolo che è sorto e si è sviluppato in Italia si fa - tuttavia - garante di una certa difesa dello Stato sociale, con un potere contruattuale che noi non possiamo permetterci. Ciò ad un prezzo che, rispetto a quello pagato da Russia e Cina, è risibile. Poi è fuor di discussione che un campanilismo bolscevico sia deleterio, per non dire assassino, nei confronti della nostra identità, e cultura, e spiritualità (pagana o, cristiana che sia...). Ma, economicamente parlando, il comunismo di URSS e Cina ci ha fatto comodo, per decenni, e adesso la prospettiva più apocalittica è la riconversione di queste realtà in nuovi baluardi del capitalismo.

 

 
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