ma figuratiIn origine postato da fedalmor
Ma penso che, se mai avessimo vinto le elezioni in Lombardia, il Leonka sarebbe stato il primo a subire questa sorte...
![]()
![]()
.........x fare cose simili dovremmo davvero tornare al ventennio, in tuttto e x tutto......



.........x fare cose simili dovremmo davvero tornare al ventennio, in tuttto e x tutto......
Rispondi Citando


2010:
Il vero, imminente pericolo (contingente) è il passaggio ad un'economia di consumo di quei Paesi che furono comunisti, semmai. Per la nostra economia (opinabile e contestabile quanto volete, ma pur sempre nostra...) una Cina che abbraccia il capitalismo è un'autentica catastrofe! Finché non ci sarà un brusco ri-assetto mondiale che decreti la fine del capitalismo, almeno così com'è concepito, ossia basato sullo sfruttamento intensivo e sbilanciato del terzo e quarto mondo, la crescita finanziaria di una regione come quella cinesesi presenterà come una sciagura dalla portata inarrestabile e devastante. Quello che oggi è un Paese che fornisce una forza-lavoro su cui lucrano le multinazionali, domani sarà uno Stato in cui un miliardo di consumatori pretenderanno il benessere occidentale, sconvolgendo quegli equilibri che ad oggi ci consentono di essere una potenza economica mondiale. Questo è il pericolo. Ce ne fossero, di Stati comunisti! Il comunismo di maniera o, d'avanspettacolo che è sorto e si è sviluppato in Italia si fa - tuttavia - garante di una certa difesa dello Stato sociale, con un potere contruattuale che noi non possiamo permetterci. Ciò ad un prezzo che, rispetto a quello pagato da Russia e Cina, è risibile. Poi è fuor di discussione che un campanilismo bolscevico sia deleterio, per non dire assassino, nei confronti della nostra identità, e cultura, e spiritualità (pagana o, cristiana che sia...). Ma, economicamente parlando, il comunismo di URSS e Cina ci ha fatto comodo, per decenni, e adesso la prospettiva più apocalittica è la riconversione di queste realtà in nuovi baluardi del capitalismo. 
