Pagina 5 di 15 PrimaPrima ... 456 ... UltimaUltima
Risultati da 41 a 50 di 142

Discussione: GMG 2005

  1. #41
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    04 agosto 2005

    L'esperienza
    Volontari italiani, la carica dei mille
    di Gianluigi De Palo

    Saranno circa mille i volontari italiani che opereranno a Colonia dal 12 al 23 agosto in occasione della prossima Giornata mondiale della gioventù. Ottocento saranno a disposizione del comitato tedesco e, principalmente, svolgeranno il loro servizio in prossimità dei luoghi in cui ci sarà la maggiore concentrazione di pellegrini. Gli altri 200, invece, coordinati dal Servizio nazionale di Pastorale giovanile, dedicheranno tutte le loro energie agli oltre centomila italiani che già si sono iscritti. Questi ultimi alloggeranno a Casa Italia, il quartier generale degli italiani predisposto a risolvere ogni problema che possa riguardare i nostri connazionali e che ospiterà un servizio di pronto soccorso, il coordinamento della protezione civile nazionale, l’ufficio delle comunicazioni sociali della Cei e la redazione del sito gmg2005.it.

    Così mille giovani, dai 18 ai 30 anni, hanno scelto di partecipare alla Gmg in modo diverso, mettendosi al servizio degli altri. Scegliendo di vivere tutti i momenti forti dandosi in pasto alle tante richieste che gli verranno fatte in quei giorni, spendendosi gratuitamente per i loro coetanei che avranno bisogno di aiuto. Ma chi sono questi giovani, provenienti da ogni parte d’Italia, che per realizzare questo loro desiderio si sono formati attraverso un corso online organizzato dalla Cei? Sono più maschi che femmine, anche se la differenza è di poche unità. Hanno in media tra i 21 e i 25 anni e hanno scelto di vivere la Gmg in questo modo dopo i racconti di chi ha prestato il suo servizio a Roma o Toronto.

    E, per la prima volta, per la formazione si è deciso di utilizzare un corso interamente virtuale, strutturato in sei tappe, nel quale si era chiamati ad interagire rispondendo ai quiz che di volta in volta venivano proposti: «Abbiamo pensato – spiega don Giacomo Ruggeri, il responsabile del corso di formazione in e-learning e il coordinatore dei mille volontari italiani, – di valorizzare appieno le nuove possibilità tecnologiche. In questo modo non ci siamo conosciuti personalmente, ma ho ricevuto un’infinita di e-mail di giovani che si sono messi in gioco seriamente». E don Giacomo, insieme con Valentina, Paola e Giulia, tre ragazze della diocesi di Fano che lo hanno aiutato in questa impresa, hanno "corretto" tutte le riposte giunte via e-mail. «Le sei tappe – continua don Giacomo – sono state studiate per far comprendere ai ragazzi che il loro servizio non riguarda solo la Gmg, ma che devono trasformare tutta la loro vita in un servizio». C’è stato anche chi, come Maria di Genova, ha deciso di scaricare il corso e seguirlo insieme ai giovani della sua parrocchia per prepararsi meglio all’esperienza di Colonia.

    Ma la formazione vera e propria si concluderà il 13 e 14 agosto a Colonia, quando, finalmente, tutti i volontari italiani non solo si conosceranno, ma riprenderanno i temi trattati virtualmente per approfondirli di persona. «Il volontario è uno che non ha paura di mettersi in gioco – conclude don Giacomo –. Vivere una Gmg da volontario, infatti, è, per prima cosa, una grande esperienza di fede che comincia con il servire le centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo e prosegue nella quotidianità delle proprie giornate, nella propria parrocchia, in famiglia. Per sempre».

    tratto da Avvenire

  2. #42
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    07 agosto 2005

    Le iniziative per permettere a tutti di esserci
    La solidarietà alla Gmg
    di Lorenzo Fazzini

    Gmg, scuola di solidarietà. Sì, perché con la Giornata mondiale della gioventù sono molti i giovani che scoprono la dimensione universale dell’essere cristiani, quella cattolicità che durante le Gmg si sperimenta nel mescolarsi di lingue, culture, tradizioni d’ogni dove. Ma il melting pot che si realizzerà a Colonia sarà possibile anche grazie all’impegno fattivo che molti giovani dell’Occidente hanno intessuto in questi mesi. Lo scopo: ricercare i diversi modi per raccogliere fondi in favore dei coetanei del Sud del mondo desiderosi d’esserci, in riva al Reno con Benedetto XVI, ma bloccati da condizioni di vita a causa delle quali – senza l’aiuto d’altri – la Gmg sarebbe restata per loro solo un sogno. Anzitutto c’è da dire che già nell’atto di iscriversi alla XX Giornata mondiale della gioventù – come di ogni Gmg – i partecipanti accordano un gesto di carità nella cosiddetta «quota di solidarietà» (circa 10 euro) che il Pontificio Consiglio per i laici destina in favore dei giovani dei Paesi più svantaggiati. Inoltre, in giro per il globo, non mancano i modi con cui i più abbienti cercano di darsi da fare per sostenere i fratelli meno benestanti.

    È il caso, ad esempio, dell’iniziativa Un biglietto per Colonia promossa dalla diocesi di Erfurt. Per tutto l’inverno alcuni giovani si sono ritrovati davanti al duomo della città tedesca per un gesto pratico e solidale: lustrando le scarpe ai fedeli che entravano a Messa, hanno racimolato 507,88 euro in favore di coetanei dell’Europa orientale, del Brasile e dell’Uganda. Soldi coi quali è stata pagata l’iscrizione a cinque pellegrini poveri, che si vanno ad aggiungere ai 50 mila euro che la diocesi dell’ex Germania dell’Est ha messo a disposizione per il viaggio di questi pellegrini "da Paesi lontani". «Desideriamo dare il nostro contributo affinché nessuno sia costretto a rimanere a casa perché non può permettersi di affrontare le spese per venire alla Gmg», ha dichiarato Stephanie Czernotta, responsabile della Gmg per Erfurt.

    Lo stesso ragionamento ha mosso il vescovo di Fulda –altra diocesi tedesca – Heinz Josef Algermissen, ad invitare i suoi fedeli a un’ingegnosa forma di solidarietà concreta: regalare a giovani di Paesi lontani le miglia di volo guadagnate nei tragitti aerei percorsi. L’iniziativa Miglia per la fede ha permesso di garantire l’arrivo alla Gmg di quattro giovani provenienti da India e Messico e di cinque dal Libano.

    Ancora in Germania: nella diocesi di Aachen – l’antica Aquisgrana di Carlomagno – sono stati addirittura i giocatori della locale squadra di calcio – l’Alemannia Aachen, che milita in serie B – a darsi da fare, mettendo all’asta una maglia del team con le loro firme. Il ricavato (300 euro) è stato devoluto all’organizzazione diocesana della Gmg per sostenere le spese dei vari gemellaggi. Un’iniziativa che ha trovato il plauso del vescovo Heinrich Mussinghoff, che, presente all’asta durante l’ultima partita di campionato, ha dichiarato: «Mi auguro che durante la Gmg sia presente lo stesso spirito eccezionale, come quello che c’è stato in questo stadio».

    Anche l’Italia non è stata da meno. Un esempio? La diocesi di Verona ha predisposto un vastissimo assortimento di gadget e capi d’abbigliamento firmati «WJT», naturalmente a scopo di beneficenza: si va dalle classiche t-shirt agli zainetti, dai calendari alle borse da viaggio fino ad un prodotto adatto per un regalo a mamme e nonne: il set completo da cucina (strofinaccio, guanto, presina e grembiule) col logo di Colonia 2005. Il tutto con lo scopo benefico di favorire la partecipazione alla Gmg di 35 giovani di vari Paesi di missione quali Repubblica Dominicana, Congo e Guinea Bissau.

    In Francia saranno addirittura 500 i giovani – provenienti da Africa del Sud, Burkina Faso, Madagascar, Cina, Filippine, Vietnam e Brasile – che, grazie alla solidarietà dei loro coetanei transalpini, si uniranno ai 40 mila pellegrini francesi che partiranno alla volta di Colonia. La Gmg, dunque, si conferma capace di suscitare nuovi legami di carità e di fraternità. Si colloca in questo alveo la sezione inglese dell’organizzazione Aiuto alla Chiesa che soffre, che ha predisposto l’acquisto di alcune decine di migliaia di rosari dai cristiani di Betlemme, così da sostenere il locale commercio di oggetti sacri, attualmente in stato di crisi a causa della situazione in Medio Oriente. I rosari verranno distribuiti ai giovani pellegrini a Colonia: in questo modo si creerà un invisibile ponte di preghiera e solidarietà tra la città della Natività e della stella cometa, e la città dove sono custodite le reliquie dei Magi.

    tratto da Avvenire

  3. #43
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    07 agosto 2005

    La croce della Gmg da Berlino a Buchenwald
    Germania, una vigilia nei luoghi simbolo
    di Lorenzo Fazzini

    Un viaggio in tutte le 27 diocesi tedesche, soffermandosi in luoghi carichi di tragica memoria con il suo messaggio di pace e riconciliazione, valori forti che hanno trovato nei numerosi momenti di preghiera ecumenici una delle loro più vitali espressioni. Questo il lungo pellegrinaggio in Germania della Croce delle Giornate mondiali della gioventù, un cammino ormai prossimo alla conclusione: l’approdo sarà a Colonia il 16 agosto, alla celebrazione eucaristica di apertura presieduta dal cardinale Joachim Meisner.

    A quell’appuntamento il simbolo delle Gmg arriverà carico dei chilometri percorsi, delle preghiere e degli sguardi oranti raccolti in questo anno abbondante in terra germanica. A partire dal 4 aprile 2004, domenica delle Palme, quando centinaia di giovani accolsero a Berlino la Croce – proveniente da Sarajevo – sotto una pioggia battente, per poi portarla in processione per le vie della capitale, fino alla Porta di Brandeburgo.Di lì partì idealmente il lungo viaggio della Croce: a maggio a Erfurt, nell’ex Germania Est, successivamente alla Giornata dei cattolici di Ulm, quindi ad agosto al Forum di Altötting, importante appuntamento ecclesiale. Poi a Bochum: qui venne adibito – a fianco della Croce – un singolare «muro del pianto» dove lasciar esprimere ai giovani e a tutti i fedeli le proprie preghiere e invocazioni; e via via nelle varie diocesi. A gennaio l’emblema delle Gmg fece tappa al Bundestag, il parlamento nazionale, portando nel luogo del potere politico un richiamo alla solidarietà tra i popoli.

    È stata anche "in trasferta", la Croce dei giovani: lo scorso mercoledì delle Ceneri era a Moresnet-Chapelle, un santuario mariano nei dintorni di Liegi, per un’iniziativa di concerto tra la diocesi belga e quella tedesca di Aachen, mentre a partire da Pasqua ottenne la sua residenza ufficiale a Colonia. Da dove si sarebbe spostata solo poche volte: una di queste, il 12 giugno, quando si è arrampicata sul "tetto" di Germania, ai 2990 metri dello Zugspitze, la montagna più alta del Paese, che sovrasta il famoso centro alpinistico di Garmisch-Partenkirchen.Intanto si veniva già a sapere del «dopo» Colonia: terminata la XX Gmg, la Croce andrà in Africa, precisamente in Zambia, su iniziativa del movimento Die Katholisce Landbewegung della diocesi di Paderborn. Sarà la prima volta che il simbolo delle Gmg toccherà il continente africano.

    Il percorso tedesco della Croce è stato intessuto da un filo rosso: l’ecumenismo, che ha visto il simbolo delle Giornate mondiali unire in presenza orante cristiani di diverse denominazioni. Così nel dicembre 2004 – ma pure in numerose altre occasioni – quando nel decanato di Rüttenscheid, a Bochum, la Croce si è fermata in una chiesa evangelica per un momento di riflessione dal titolo «La croce della divisione». Segno di contraddizione, la Croce dei giovani ha fatto anche visita ai luoghi simbolo del male nazista, per portare il suo messaggio d’amore e riconciliazione: ad esempio, nell’aprile del 2004, ha fatto tappa alla lapide che ricorda Anna Frank, la giovane ragazza ebrea deportata a Bergen-Belsen e diventata tragicamente nota in tutto il mondo grazie al suo «Diario».

    L’8 luglio 2004 la Croce è sostata invece a Norimberga, nell’area dove il partito nazista celebrava le sue "liturgie". A fine gennaio 2005, nel 60° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, è stata portata nel lager di Ravensbrück per un momento di riflessione e di preghiera sul mistero della sofferenza e della Risurrezione. Durante il cammino verso Colonia ha fatto tappa anche a Buchenwald, dove una cerimonia ecumenica ha ricordato il sacrificio del teologo evangelico Dietrich Bonhoeffer e di tutti i bambini vittima della violenza.
    Una sosta, quella di Buchenwald, effettuata durante il Kreuzspuren il pellegrinaggio Sulle tracce della Croce iniziato a Dresda l’8 luglio, ancora una volta con una preghiera interconfessionale, nella quale si sono ricordate le vittime degli attentati di Londra del giorno prima. Il Kreuzspuren sta portando nell’arco di 40 giorni – emblematico il riferimento biblico – il simbolo della Gmg a Colonia lungo un percorso di 750 chilometri, effettuati a piedi da diversi gruppi di giovani che si alternano di settimana in settimana, alla presenza di trenta vescovi.

    Un pellegrinaggio da Est a Ovest, «come quello dei Magi», hanno rimarcato gli organizzatori, lungo antiche vie medievali. E far quindi arrivare la Croce al suo approdo più importante, il padiglione 8.1 della Koelnmesse, ossia il Centro della riconciliazione della prossima Giornata, dove i giovani pellegrini andranno a ricevere l’abbraccio di una misericordia che si è fatta per tutti crocifissa.

    tratto da Avvenire

  4. #44
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ecco un articolo che raccoglie le testimonianze di alcuni giovani partecipanti provenienti dalle + disparate parti del mondo:

    10 agosto 2005

    Verso Colonia da tutto il mondo
    Nuovi Magi: destinazione Germania
    di Lorenzo Fazzini

    Come è stato scritto più volte quella di Colonia che sta per iniziare sarà la Giornata mondiale della Gioventù dei Magi. Fin dalla sua indizione, infatti, Giovanni Paolo II invitava a mettersi alla scuola di questi saggi venuti dall’Oriente a Betlemme per adorare il Bambino. Del resto proprio le loro reliquie sono il tesoro più prezioso custodito nella cattedrale di Colonia. E ancora domenica scorsa Benedetto XVI, durante l’Angelus da Castel Gandolfo, additava i Magi come esempio alle migliaia di giovani che si stanno preparando per questo appuntamento. Punti di riferimento innanzi tutto per quel loro verbo «adorare», da custodire nel cuore in questi giorni. Ma i Magi sono anche un’immagine molto bella di ciò che materialmente sta per succedere a Colonia: come duemila anni fa, anche oggi persone «da Paesi lontani» stanno convergendo verso un unico punto. È a loro, dunque, che lasciamo la parola in questa pagina. Con una serie di storie dipanatesi in zone lontane del mondo. Ai «nuovi Magi» abbiamo chiesto di provare a raccontare qual è stata la loro «stella», che cosa cioè li ha convinti (a volte dopo aver superato non poche difficoltà) a mettersi in viaggio per Colonia. Ne sono nate sei cartoline suggestive. Uno spaccato di ciò che chi dall’Italia sta partendo in queste ore troverà ad aspettarlo nella città dei Magi (quelli veri).

    Kristine (Filippine): l'eredità di Manila '95
    Aveva solo dodici anni, ma Kristine Joy Urbana ricorda bene la Giornata mondiale della gioventù di Manila, nel 1995, con i quattro milioni di persone intorno a Giovanni Paolo II. E oggi, a ventitré anni, non le par vero di essere in procinto di partecipare alla Giornata di Colonia: «Non vedo l’ora davvero di esserci» racconta, facendo trasparire un sano e legittimo orgoglio per «essere stata scelta come rappresentante» della parrocchia delle Cinque Piaghe, gestita dai missionari stimmatini a Las Piñas City, uno dei popolosi quartieri in cui è suddivisa l’immensa metropoli filippina. «È per me una vera benedizione essere stata prescelta per questo appuntamento nel quale, sono certa, farò esperienza di Cristo attraverso i giovani di tutto mondo che incontrerò a Colonia» prosegue la giovane, ricercatrice in un laboratorio e insegnante di biologia. «Come gruppo parrocchiale abbiamo preparato anche molti canti e balli che presenteremo agli ospiti che ci accoglieranno in Germania. Ma soprattutto aspetto il dono dei tanti giovani che incontrerò e quello della parola del nostro caro Papa Benedetto XVI». Kristine conclude dandosi un chiaro impegno: «Voglio restare aperta alla parola di Gesù che certamente parlerà al mio cuore in quelle meravigliose giornate che mi aspettano in Germania»

    Tamuna (Georgia): «Scoprire la fiducia di Dio nei giovani»
    È forte e intensa l’aspettativa che sulla Giornata della gioventù hanno i giovani georgiani in partenza per Colonia: «Voglio andare alla Gmg perché desidero conoscere quanto è grande la fiducia che Dio ha in noi giovani» afferma Tamuna Chilingarishvili, studentessa universitaria di Kutaisi. Gli fa eco Andro Suladze, infermiere e studente di Medicina a Tbilisi: «Ho scelto di andare a Colonia perché il tema della Giornata è rimasto impresso nella mia mente. Mi ha spinto il desiderio di condividere l’esperienza dell’adorare con altri giovani da tutto il mondo». Non che per i ragazzi del Caucaso, espressione di una piccolissima comunità cattolica, sia stato facile rispondere presente all’invito del Papa: «Con la mente penso già a questo incontro da tanto tempo, ma ho dovuto lavorare tanto per trovare i soldi necessari per il viaggio» ammette la ventenne Irma Chaghvaria, vent’anni, insegnante di musica ad Akalsheni. «Mi sono preparata anche spiritualmente, pregando spesso il Signore perché renda questo incontro utile per la mia vita». E Irma rilancia ancora: «Spero che questo incontro mi aiuti a sperimentare nella mia vita la forza della fede in Dio».

    Josemy, Vilma e Monica (Brasile): a nome della parrocchia
    Li accomuna una coscienza comune: il forte legame con la propria comunità parrocchiale, che ha dato loro la possibilità e la responsabilità di rappresentarli al grande incontro dei giovani di tutto il mondo con Benedetto XVI. Josemy Barbosa Da Silva, 28 anni, impiegato, Vilma Da Silva Santos, 27enne, educatrice, Monica Batista de Medeiros, 24 anni, segretaria, abitano tutti nella città di Bayeux (stato del Paraiba, nell’arretrato Nord-Est del Brasile). Saranno alla Gmg grazie «all’interessamento, la disponibilità e le indicazioni del nostro consiglio pastorale parrocchiale», oltre che alla generosità dei giovani di Verona. Ed è sulla ricchezza dei contatti con giovani di ogni dove che i tre puntano per vivere al meglio la Gmg di Colonia, e così poter arricchire anche la parrocchia che li ha inviati: «Proprio diventando amici di ragazzi di altre culture e di diversi Paesi è possibile dare inizio alla costruzione di un mondo migliore» afferma Josemy. E Vilam sottolinea: «Spero di poter portare a casa e condividere con la mia gente la ricchezza dell’esperienza che vivrò in Germania». Monica invece punta molto sulle giornate di Colonia per fare chiarezza nella propria vita: «La mia speranza è di vivere un momento di discernimento per trovare il giusto cammino per la mia vita e rafforzare la crescita della mia fede».

    Irene e Brina (Congo): «Dare voce all'Africa abbandonata» A Colonia perché «molti giovani sono tornati a casa entusiasti dalle Gmg precedenti e la loro vita è cambiata». Così Irene e Brina, due ragazze congolesi, motivano il loro lungo viaggio dal cuore dell’Africa nera alle sponde del Reno. Le due giovani sono impegnate in maniera attiva nell’azione della Chiesa locale, Irene nella Colamic (Comunità di laici missionari Comboniani), Brina come animatrice nella parrocchia Saint Amand di Kinshasa. Entrambe si aspettano dalla Gmg una nuova forza per portare la loro testimonianza cristiana nella difficile situazione del loro Paese: «Ci siamo preparate in particolare nella preghiera: abbiamo letto e meditato il messaggio del Papa in preparazione a questa giornata, e ora siamo pronte per ascoltare la parola di Benedetto XVI. Nel nostro Paese la gioventù è veramente abbandonata: questa gioventù, che è la speranza di un domani migliore, è lasciata a se stessa. Per questo vogliamo incontrare altri giovani, conoscere i loro ideali, sentire le loro esperienze e ricevere un appoggio spirituale». E con speranza le due ragazze di Kinshasa guardano già al dopo Colonia: «Vorremmo portare a casa un nuovo coraggio per dare senso alla nostra vita, una nuova carica di fede vissuta e nuove idee da condividere con i nostri amici qui in Congo».

    Lucia (Hong Kong): «Ho visto persone cambiate dalla Gmg»
    È giovanissima e alla sua prima Giornata, ma ha le idee ben chiare sul perché sarà a Colonia: «Voglio andarci per capire il perché tanta gente è così cambiata dopo essere tornata da una Gmg. Me lo hanno detto più volte mia sorella e mia mamma: è un fatto che mi ha sempre colpito e stupito, e voglio sperimentarlo in prima persona». Lucia Lam, diciottenne studentessa liceale di Hong Kong, partirà dalla lontana ex colonia inglese di Cina per essere presente al raduno in Germania. Vi prenderà parte con la comunità delle Beatutidini, con la quale si è preparata per mesi attraverso incontri e ritiri spirituali, in particolare «nel silenzio dell’adorazione eucaristica», come lei stessa sottolinea. «Ho chiesto spesso al Signore di aiutarmi a vivere al meglio questa esperienza». Lucia – che in lingua locale si chiama Lok See – si attende un frutto ben preciso dalla Giornata tedesca: «Spero di diventare più matura e adulta nella fede, e di crescere nella mia relazione con Dio».

    Hanaa (Terra Santa): «Da Nazareth come in famiglia»
    Vivere la Gmg come possibilità di «essere parte di una grande famiglia, quella di tutti i cristiani». Parla così dalla città della Sacra Famiglia, Nazareth, Hanaa Haj, 24 anni, neolaureata in Medicina, per la quale Colonia sarà la seconda Giornata dopo Roma 2000. E proprio la condivisione di «idee, pensieri e preghiere con giovani di altri Paesi» è l’elemento che Hanaa sente più forte dell’evento mondiale. Nel quale – afferma – lei si augura di poter «raccontare la mia fede ai giovani che incontrerò e di parlare con loro della mia Chiesa e della Terra Santa». Dall’incontro con tanti coetanei e con il Papa la giovane di Nazareth spera inoltre di «apprendere ancora di più il valore del cristianesimo e di rafforzare la mia fede, apprezzando sempre di più i doni che ho ricevuto: la mia famiglia, gli amici, la salute». Negli incontri di preparazione con alcuni dei 600 giovani che dalla Terra Santa saranno a Colonia, Hanaa – oltre ad aver meditato e pregato sui temi della Gmg – ha pure imparato il ritornello dell’inno ufficiale Venimus adorare eum: «Attendo con gioia questo incontro di giovani come me, che è davvero un evento spirituale unico».

    tratto da Avvenire

  5. #45
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    10 Agosto 2005

    Filippine, in trecento partono per la GMG di Colonia
    Una fede profonda e concreta è al centro dei desideri dei partecipanti filippini alla Gmg 2005. Molti non hanno ottenuto il visto dall’ambasciata tedesca a Manila.

    Manila (AsiaNews/Ucan) – I giovani filippini in partenza per la Germania per la Giornata mondiale della gioventù sperano di approfondire la loro fede, in quello che considerano un pellegrinaggio, proprio come quello dei Magi da Gesù (richiamando il titolo della gmg 2005, “Siamo venuti ad adorarlo”).

    I 300 delegati filippini si sono incontrati il 5 e 6 agosto nel seminario di San Carlo, a Makati, a sud-est di Manila. Alcuni hanno già partecipato ad altre Gmg. I giovani partiranno per Colonia il 9 e il 14 agosto in gruppi separati. Uno di loro, Jonathan Reyes, 30 anni analista di investimenti aziendali, ha partecipato ad altre 3 Gmg e considera l’appuntamento di Colonia un’occasione per approfondire il significato della fede. Egli ha coperto interamente le spese del suo viaggio, per il quale ha iniziato a risparmiare all’inizio del 2004, dato che ogni precedente partecipazione alla Gmg è costata circa 1200 dollari americani. Lui, come altri giovani della diocesi di Novaliches, saranno ospitati da una famiglia di Colonia.

    Reyes si chiede se le Giornate mondiali della gioventù continueranno anche dopo la morte di Giovanni Paolo II. La prima Gmg è del 1985 e queste celebrazioni sono considerate un’eredità di Papa Wojtyla.

    Weng Vallederos, dell’arcidiocesi di Manila, ha 21 anni e partecipa per la prima volta all’appuntamento. Studentessa di giornalismo con i postumi della poliomielite, percorrerà in sedia a rotelle i 17 km della Via Crucis del 19 agosto. Oltre alle preghiere, alle attività di gruppo e a conoscere nuovi amici, spera di poter recarsi in Italia per incontrare i finanziatori della sua borsa di studio. Varie vicissitudini legate alla sua partecipazione alla Gmg l’hanno convinta che è “la volontà di Dio” a determinare la realtà. Il prete della sua parrocchia, a Tondo – un tempo la baraccopoli più grande di Manila – l’ha scelta come delegata alla Gmg nonostante la sua difficoltà a camminare. In giugno l’ambasciata tedesca a Manila le ha negato il visto, concessole dopo una seconda richiesta a luglio.

    I partecipanti sono curiosi di incontrare Papa Benedetto XVI, che arriverà a Colonia il 18 agosto. Il Papa guiderà una veglia di preghiera la sera del 20, a cui farà seguito una nottata di canti e balli, e presiederà alla messa conclusiva del 21 agosto.

    Stephen Borja, della Commissione episcopale per la gioventù, ha dichiarato che il pellegrinaggio a Colonia implica “ricerca, incontro e conversione”. Il 6 agosto 2004 Giovanni Paolo II ha annunciato il tema della Gmg 2005, esortando i giovani “a seguire in spirito il cammino intrapreso dai Magi” e come loro “imparare ad ubbidire ai segni coi quali Dio ci chiama e ci guida”. Alla messa conclusiva della Gmg 1995 a Manila, nel Luneta Park, hanno partecipato 4 milioni e mezzo di persone. Anthony Yatco, padre salesiano, segretario esecutivo della Commissione episcopale per la gioventù, informa che molti potenziali partecipanti alla Gmg non hanno ottenuto il visto, per via del fatto che dalle Filippine emigrano clandestinamente molte persone. Nel 2002 erano 500 i filippini che hanno partecipato alla Gmg di Toronto, 200 in più di quest’anno. “Alcuni dovevano partire – nota padre Yatco – ma non hanno ottenuto il visto per ragioni che l’ambasciata tedesca non ha comunicato”. Ammette che, dopo la Gmg di Roma nel 2000, un certo numero filippini non è tornato in patria.

    In giugno, sul sito www.catholic.org, i delegati asiatici iscritti alla Gmg 2005 erano il 5% di 345 mila, oltre 17 mila.

    Le questioni di casa non sono estranee alla partecipazione, anche solo spirituale, di questi giovani alla Gmg. Ruel Aguirre, impegnato nella pastorale per il movimento "Gioventù per Cristo", spera che i giovani che partono possano ritornare con uno spirito patriottico ancora più forte, permeato dalla fede, per fare fronte ai problemi del paese. Maria Cristina Guevara, del Movimento cristiano degli studenti, ecumenico, ha dichiarato che la gioventù filippina ha “un futuro squallido” sotto l’attuale amministrazione. Spera che il pellegrinaggio alla Gmg spinga i giovani filippini ad essere portatori di un cambiamento.

    tratto da asianews.it

  6. #46
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    10 Agosto 2005

    Giovani cinesi dal papa, prima di andare alla GMG

    Città del Vaticano (AsiaNews) – Ancora un gruppo di cinesi dal papa. Anche quest’oggi, come la settimana scorsa, all’udienza di Benedetto XVI in aula Paolo VI è presente un gruppo di cinesi. Si tratta di 120 giovani dai 17 ai 30 anni che sono passati da Roma apposta per salutare il papa, prima di dirigersi verso Colonia e partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Ai saluti e alla presentazione al Papa (fatti in lingua italiana), i giovani hanno intonato un canto pasquale.

    Solo 20 di loro provengono dalla Cina Popolare; altri 15 vengono da Hong Kong e ben 60 da Taiwan. Hanno viaggiato per vie diverse per incontrarsi a Roma e poi proseguire insieme verso Colonia. Sacerdoti italiani che li ospitano sottolineano “l’unità che c’è fra loro, e il desiderio di condividere la fede cristiana”.

    All'udienza erano presenti anche altri giovani asiatici dal Giappone e dalla Corea.

    I giovani cinesi sono arrivati ieri e ripartiranno oggi nel pomeriggio. Essi sono tutti legati al cammino Neo-catecumenale di Kiko Arguello. Durante il viaggio per Colonia ogni gruppo si fermerà in una o due piazze d’Europa per “predicare il Vangelo”. Un sacerdote neo-catecumenale ha spiegato ad AsiaNews: “Tutti i giovani del cammino che si recano a Colonia faranno quest’esperienza: si raduneranno in una piazza, a Milano, Zurigo, Friburgo e lì con chitarre e canti annunceranno il Vangelo ai passanti. Anche i nostri amici cinesi faranno questo”.

    Il gruppo presente oggi all’udienza è il primo di cinesi della Cina Popolare che si reca a Colonia. Secondo informazioni di AsiaNews, molti cattolici cinesi hanno segnalato al Vaticano che si sarebbero recati a Colonia, ma non si hanno ancora conferme. Molti di loro si recheranno a Colonia con visti individuali e non organizzati come gruppi religiosi.

    Fra i giovani vi sono membri della chiesa ufficiale, riconosciuta dal governo e membri della chiesa sotterranea. Un gruppo di 50 giovani della Chiesa sotterranea, dal nord della Cina, è giunto a Colonia ieri. Tutti loro hanno chiesto un visto solo “per turismo in Europa”. I giovani hanno spiegato ad AsiaNews che a chiedere il visto per “motivi religiosi” si rischia il rifiuto.

    Nel ’95, per la GMG di Manila, la Chiesa ufficiale aveva inviato un gruppo di sacerdoti e fedeli della Chiesa ufficiale. La presenza della bandiera di Taiwan fra le bandiere esposte creò un problema politico: il segretario dell’Associazione Patriottica ordinò a tutti i fedeli di abbandonare la messa col papa Giovanni Paolo II a causa “dell’offesa ricevuta”. La maggioranza dei cattolici rimase di nascosto alla messa, disubbidendo all’ordine.

    tratto da asianews.it

  7. #47
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    11 Agosto 2005

    GMG: la prima volta della Chiesa sotterranea cinese
    di Gao Qingnian

    Roma (AsiaNews) – Per la prima volta giovani cinesi della Chiesa sotterranea prenderanno parte alla Giornata mondiale della gioventù. Un centinaio, infatti, è riuscito a giungere a Colonia per partecipare alla XX Gmg. Fra di essi vi sono studenti cattolici che già studiano all’estero e giovani provenienti direttamente dalla Repubblica popolare. Vi sono sacerdoti, suore e laici di diverse diocesi: Pechino, Tianjin, Hebei, Fujian, Mongolia interna.

    Arrivare fino a Colonia non è stato facile. In Cina infatti il governo permette la libertà di culto solo con personale e strutture registrate ufficialmente presso l’Amministrazione statale dell’ufficio Affari religiosi e controllate dall’Associazione patriottica. I fedeli che non accettano il controllo nelle strutture ufficiali e praticano la fede in strutture non registrate (non ufficiali, sotterranee) sono punibili per azioni “illegali” e “di disturbo dell’ordine pubblico”.

    Un giovane di Shanghai spiega: “La Chiesa clandestina in Cina è perseguitata. Ma i dettagli della persecuzione sono poco conosciuti all’estero. Pochi sanno, ad esempio che il governo di ogni grado (provincia, città, distretto o villaggio), a seconda delle situazioni, hanno elaborato vari regolamenti, segreti o pubblici”.

    “Uno di questi articoli dice che ‘la polizia non deve rilasciare il passaporto a un cattolico clandestino, senza il permesso del dipartimento di amministrazione religiosa’. Siccome i cattolici clandestini non sono iscritti nelle liste ufficiali, è molto difficile per noi venire all’estero per studiare, fare un pellegrinaggio, o venire alla Giornata Mondiale della Gioventù”.

    I gruppi presenti a Colonia non si sono scoraggiati e da mesi hanno chiesto il passaporto e il visto usando carte di identità false o dicendo che volevano andare all’estero per generico turismo.

    La loro presenza a Colonia rende felici gli organizzatori della Gmg, che saputo della loro presenza, stanno preparando un programma di catechesi apposta per loro.

    “É la prima volta – ha detto uno dei capigruppo - che la Chiesa clandestina della Cina riesce a partecipare alla Gmg. Vogliamo sfruttare questa occasione per conoscere di più i nostri coetanei che vivono la nostra stessa fede, sentirci parte della Chiesa universale e magari cercare di incontrare il Papa”.

    “Le nostre comunità – dice un altro di Tianjin – sono molto vive e attive. Purtroppo a causa del controllo del governo o per paura di farci scoprire, noi fedeli non comunichiamo all’estero informazioni sulla Chiesa sotterranea in Cina. Si viene a sapere solo che un vescovo è stato arrestato, un convento è stato chiuso, una chiesa è stata distrutta. Pochi sanno che l’evangelizzazione sta crescendo e che crescono le vocazioni. A causa delle poche informazioni è difficile stilare statistiche: una “Guida della Chiesa cattolica in Cina” , pubblicata nel 2004 afferma per esempio che una diocesi del nord ha solo 4 sacerdoti. Ma questo era così 10 anni fa. Adesso quella diocesi ha almeno 70 preti e 100 suore, frutto dell’evangelizzazione e della formazione mirata ai giovani”.

    Nei giorni scorsi un gruppo di sacerdoti della Chiesa ufficiale ha salutato il papa in udienza. Alcune ordinazioni episcopali della Chiesa ufficiale sono avvenute con l’approvazione del Vaticano. “Questi sono segni importanti – sottolinea un sacerdote sotterraneo – ma occorre ricordare che la politica religiosa del governo non è ancora cambiata. Molti vescovi e preti sono in prigione. Fra essi voglio ricordare i vescovi Su Zhimin e An Shuxin di Baoding; Shi Enxiang, di Yixian; Han Dingxian, di Yongnian. Bisogna che tutta la Chiesa li ricordi e preghi per loro”.

    Alla Gmg di Colonia saranno presenti anche giovani cinesi della Chiesa ufficiale. Anch’essi sono arrivati in Europa non in gruppi organizzati e con generici visti turistici.

    Nel ’95, per la Gmg di Manila, la Chiesa ufficiale aveva inviato un gruppo di sacerdoti e fedeli della Chiesa ufficiale. La presenza della bandiera di Taiwan fra le bandiere esposte creò un problema politico: il segretario dell’Associazione Patriottica ordinò a tutti i fedeli di abbandonare la messa col papa Giovanni Paolo II a causa “dell’offesa ricevuta”. La maggioranza dei cattolici rimase di nascosto alla messa, disubbidendo all’ordine.

    In Cina cresce sempre di più la collaborazione e l’integrazione fra i due rami della chiesa ufficiale e sotterranea.

    tratto da asianews.it

  8. #48
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    11 agosto 2005

    "Da Pechino la nostra prima Gmg"
    Giovanni Ruggiero

    La Cina è il Paese più lontano da Colonia. È più distante per i chilometri e per la fede. Da Pechino e da altre città cinesi è partito un piccolo fiume di cento persone. Ieri era a Roma per l’udienza del Papa, perché è qui la loro fede; da domani comincerà a scorrere verso la Francia e poi la Germania e Colonia. Tre gocce di questo fiume sono la famiglia Zhang: Giovanni, sua moglie Teresa e Giovanni, il figlio di 17 anni. Si chiamano così da quando sono stati battezzati. Il loro battesimo, il loro matrimonio, la fede, Gesù Cristo, Roma e il Papa: tutte le volte che Teresa Zhang, giovane medico a Pechino, parla di qualcosa che ritiene importante e che l’emoziona, congiunge le mani come in preghiera. Pare che faccia tutte le volte una riverenza. E sorride. È felice. Lei è stata battezzata da bambina: «Vengo da una famiglia che è cattolica da almeno cinque generazioni. – spiega – Credere ed essere felice è una sola cosa, essere cattolici in Cina chiede di trasmettere anche agli altri questa gioia». Il marito Giovanni, invece, ha ricevuto il battesimo a trent’anni: «Quando ho conosciuto lei – spiega –. È stata mia moglie a farmi conoscere Cristo e quindi la fede, ho così sentito che dovevo battezzarmi». Gli venne di pensare al Battista, e scelse di chiamarsi Giovanni; quando poi hanno avuto il bambino gli hanno imposto lo stesso nome. Che vuol dire essere cattolici a Pechino? Come manifestarlo nel quotidiano? «Se pecco e sono triste – dice Teresa – sperimento il perdono e l’amore di Cristo: porto agli altri il senso di questo perdono. È un concetto lontano da noi. Ma se qualcuno ha perdonato, posso perdonare anche io. Questo voglio insegnare a chi mi sta vicino, trasmettendo la gioia che viene dalla fede». Teresa Zhang ha parlato tenendo quasi sempre le mani giunte.
    A Giovanni che ha 17 anni non pare vero di stare a Roma. Siamo seduti sotto il Colonnato per rubare l’ombra al sole. Giovanni vorrebbe avere più occhi per non perdersi niente. A Roma spera di tornare da sacerdote. «Da piccolo – dice il giovane – mia madre mi ha offerto alla Madonna: mi ha affidato nelle sue mani. Non so come spiegartelo. Ma questo affidamento mi dà forza, mi fa vivere tutto in modo più intenso, e questa fede sento che cresce ogni giorno perché è aiutata nella crescita dalla comunità che frequento e dai sacerdoti che la animano».
    Per Giovanni, essere cattolici significa sentirsi appartenere ad una comunità vasta. A Colonia sa che incontrerà appunto una grande famiglia e non gli pare vero di poterne far parte. Immaginare Colonia da Pechino deve essere sembrato a Giovanni più grande perfino di un sogno. Tanto è lontana Pechino. «I cristiani cinesi vogliono far parte della comunità più grande che è la Chiesa che Cristo unisce. Abbiamo visto il Papa. Anche io sono riuscito a prendergli la mano al termine dell’udienza». Giovanni ha fatto di più, gli ha detto: «Noi siamo nella tua Chiesa.» Ma poteva dirglielo solo in cinese. «Tutti noi – dice la mamma – ci siamo sentiti accolti dal Papa, e avremmo voluto dirgli che siamo la sua Chiesa in Cina che ha una grande voglia di evangelizzare per portare a tutti la felicità che abbiamo cominciato ad assaporare noi per primi.» L’udienza è appena terminata, i cento pellegrini cinesi sciamano per piazza San Pietro. Per non perdersi, c’è il riferimento dell’obelisco. Da lì viene verso di noi la più giovane del gruppo. È Anna Lin: ha poco meno di sedici anni. A Colonia occorre avere 16 anni per potersi iscrivere formalmente alla Giornata mondiale della gioventù. Nessun problema: Anna Lin ha fatto i conti. Spegnerà le candeline fra due giorni in Francia. Dunque, giusto in tempo per Colonia.

    tratto da Avvenire

  9. #49
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tre ragazze dal'India per un sogno chiamato pace

    Si sono messe sulle spalle lo zaino della Gmg, come tanti altri giovani provenienti da ogni parte del mondo, e sono sbarcate in Germania dal lontano Gujarat in India per portare il loro messaggio di pace e di tolleranza tra le religioni e le caste, e per raccontare la condizione della donna nella loro terra. È la storia di tre ragazze indiane, Beena cristiana, Roseina musulmana e Kamna indù, già soprannominate il «trio della pace». Insieme partecipano, in questi giorni a Nurnberg, al progetto di formazione «L’arca di Noè», organizzato dai gesuiti tedeschi, che coinvolge più di 70 giovani provenienti da 25 Paesi del mondo. Metà finale del viaggio in Germania sarà ovviamente la partecipazione alla Giornata mondiale della Gioventù a Colonia.
    «Abbiamo invitato queste tre ragazze dall’India – spiega il gesuita padre Cedric Prakash, responsabile del centro di diritti umani, giustizia e pace di Gujarat – perché raccontassero le condizioni inumane e le violenze subite dalle donne in una società dominata dai maschi. Tutte e tre queste ragazze operano, infatti, nel campo dei diritti umani e del dialogo interreligioso». Una missione quella delle tre ragazze in terra di Germania che vuole essere in particolare un ponte di dialogo tra Occidente e Oriente per abbattere ogni forma di estremismo e intolleranza religiosa. «Siamo venute qui proprio per questo – sorride la giovane Kamna –, per raccontare il nostro impegno nel campo dei diritti umani e della pace sociale nel Gujarat, una regione ancora suddivisa in quartieri e aree per religioni, e descrivere la nostra povertà e confrontarla con l’esperienza degli altri giovani a Nurnberg».
    Non a caso in questi giorni la missione dei gesuiti nella cittadina tedesca è divenuta come una reale "arca di Noé", un crocevia di incontri tra giovani di ogni razza e credo religioso. «È sicuramente una grande occasione anche per queste tre ragazze – racconta orgoglioso il gesuita tedesco Peter Balleis –. Qui possono confrontarsi con le esperienze di povertà e di privazioni di altri giovani provenienti ad esempio dal Paraguay o dalla Cina, per capire dal di dentro che cos’è la globalizzazione. Quasi tutti questi ragazzi provengono dai Paesi più poveri del mondo e senza il sostegno economico del nostro progetto non avrebbero potuto partecipare alla Gmg di Colonia».
    I diritti umani, l’incontro con la popolazione e la Chiesa locale e gli altri coetanei sono i momenti salienti degli appuntamenti di Beena, Roseina e Kamna a Nurnberg. «Abbiamo avuto modo di spiegare – prosegue la giovane indù – il nostro impegno per la pace nelle scuole della nostra città per allentare le tensioni religiose, in particolare tra indù e musulmani, e come grazie anche al progetto umanitario dei gesuiti di Prashant cerchiamo lentamente di cambiare la condizione delle donne».
    In questi giorni la macchina organizzativa della missione dei gesuiti a Nurnberg è a pieno ritmo per mettere a punto ogni particolare del viaggio finale a Colonia. «Stiamo organizzando in tre gruppi tre viaggi separati, che percorreremo in treno. Nei quattro giorni che precedono la Gmg – annota ancora padre Balleis – visiteremo solo piccole città della Germania. L’obiettivo sarà quello di portare l’annuncio della Parola di Dio a tutti. Tra gli incontri forti ci saranno quelli con gli handicappati, gli anziani e i carcerati. In una parola le persone ai margini delle nostre società».
    Kamna porta con sé infine un sogno nel cassetto, legato all’evento di Colonia. «Mi auguro – confida – che il nuovo Papa possa trasmettere un grande messaggio di pace al mondo. Un messaggio di speranza e di conciliazione che vorrei riconsegnare io personalmente alla mia disastrata gente del Gujarat e dare così testimonianza di ciò che ho visto».

    tratto da Avvenire

  10. #50
    memoria storica
    Data Registrazione
    17 Feb 2005
    Messaggi
    2,680
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Un mosaico per dire: "Grazie Giovanni Paolo II"

    «Grazie, Giovanni Paolo II». «Thank You, John Paul II». È lo slogan che i giovani di Colonia 2005 hanno scelto per ringraziare il Papa inventore delle Gmg. Lo faranno con un mosaico gigante di Karol Wojtyla appeso davanti al Duomo. Gli autori saranno loro stessi, trasmettendo per via digitale le fotografie del Pontefice. «Nessun volto al mondo è vivo nella memoria di così tante persone come quello di Papa Giovanni Paolo II – afferma un comunicato dei promotori – Così è venuto spontaneo pensare a questa iniziativa». Le foto stanno arrivando via Internet da tutto il mondo a www.thank-you-JPII.net e tutti coloro che avranno messo a disposizione la loro foto digitale riceveranno un link, in modo da poter ritrovare in qualsiasi momento nella versione internet del mosaico la propria foto del Papa. «Con questa iniziativa desideriamo dimostrare che l’amore è più forte della morte e che il messaggio di Giovanni Paolo II continua a vivere in tantissime persone», affermano Ingo Brüggenjürgen, Lutz Langel e Ralf Walter. L’iniziativa è realizzata di concerto con il Comitato tedesco della Gmg ed è sponsorizzata da Fujifilm.

    tratto da Avvenire

 

 
Pagina 5 di 15 PrimaPrima ... 456 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. F1 2005
    Di Nirvana nel forum Tuttosport
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 10-03-05, 16:34
  2. Ila 2005
    Di Stefano BZ nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 05-01-05, 09:06
  3. Il 2005 per la Cdl....
    Di Gianfranco nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 04-01-05, 01:08
  4. 365 2005
    Di Brad Pitt nel forum Fondoscala
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 31-12-04, 21:34
  5. Nel 2005....
    Di nordista nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 14-12-04, 23:35

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito