04 agosto 2005
L'esperienza
Volontari italiani, la carica dei mille
di Gianluigi De Palo
Saranno circa mille i volontari italiani che opereranno a Colonia dal 12 al 23 agosto in occasione della prossima Giornata mondiale della gioventù. Ottocento saranno a disposizione del comitato tedesco e, principalmente, svolgeranno il loro servizio in prossimità dei luoghi in cui ci sarà la maggiore concentrazione di pellegrini. Gli altri 200, invece, coordinati dal Servizio nazionale di Pastorale giovanile, dedicheranno tutte le loro energie agli oltre centomila italiani che già si sono iscritti. Questi ultimi alloggeranno a Casa Italia, il quartier generale degli italiani predisposto a risolvere ogni problema che possa riguardare i nostri connazionali e che ospiterà un servizio di pronto soccorso, il coordinamento della protezione civile nazionale, l’ufficio delle comunicazioni sociali della Cei e la redazione del sito gmg2005.it.
Così mille giovani, dai 18 ai 30 anni, hanno scelto di partecipare alla Gmg in modo diverso, mettendosi al servizio degli altri. Scegliendo di vivere tutti i momenti forti dandosi in pasto alle tante richieste che gli verranno fatte in quei giorni, spendendosi gratuitamente per i loro coetanei che avranno bisogno di aiuto. Ma chi sono questi giovani, provenienti da ogni parte d’Italia, che per realizzare questo loro desiderio si sono formati attraverso un corso online organizzato dalla Cei? Sono più maschi che femmine, anche se la differenza è di poche unità. Hanno in media tra i 21 e i 25 anni e hanno scelto di vivere la Gmg in questo modo dopo i racconti di chi ha prestato il suo servizio a Roma o Toronto.
E, per la prima volta, per la formazione si è deciso di utilizzare un corso interamente virtuale, strutturato in sei tappe, nel quale si era chiamati ad interagire rispondendo ai quiz che di volta in volta venivano proposti: «Abbiamo pensato – spiega don Giacomo Ruggeri, il responsabile del corso di formazione in e-learning e il coordinatore dei mille volontari italiani, – di valorizzare appieno le nuove possibilità tecnologiche. In questo modo non ci siamo conosciuti personalmente, ma ho ricevuto un’infinita di e-mail di giovani che si sono messi in gioco seriamente». E don Giacomo, insieme con Valentina, Paola e Giulia, tre ragazze della diocesi di Fano che lo hanno aiutato in questa impresa, hanno "corretto" tutte le riposte giunte via e-mail. «Le sei tappe – continua don Giacomo – sono state studiate per far comprendere ai ragazzi che il loro servizio non riguarda solo la Gmg, ma che devono trasformare tutta la loro vita in un servizio». C’è stato anche chi, come Maria di Genova, ha deciso di scaricare il corso e seguirlo insieme ai giovani della sua parrocchia per prepararsi meglio all’esperienza di Colonia.
Ma la formazione vera e propria si concluderà il 13 e 14 agosto a Colonia, quando, finalmente, tutti i volontari italiani non solo si conosceranno, ma riprenderanno i temi trattati virtualmente per approfondirli di persona. «Il volontario è uno che non ha paura di mettersi in gioco – conclude don Giacomo –. Vivere una Gmg da volontario, infatti, è, per prima cosa, una grande esperienza di fede che comincia con il servire le centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo e prosegue nella quotidianità delle proprie giornate, nella propria parrocchia, in famiglia. Per sempre».
tratto da Avvenire




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