Ecco, uso il tuo post invece per chiarire la mia posizione espressa velocemente ieri. Io vedo, sia in un fronte che nell'altro, nichilisti e progressisti. Entrambe le forze in gioco lo sono, con sfumature e preoccupazione differenti, ma alla fine il risultato è (e sarà) lo stesso. Che sia la genetica o che sia l'immigrazione selvaggia associata alla tecnologia (che ne permette il farsi e ne giustifica le ragioni), rimane comunque il confronto con due aree culturali che hanno fatto del disinteresse per l'espressione piena dell'éthnos uno dei loro, se non il principale, punto di vanto.In origine postato da Felix
beh, l'astensione é dovuta anzitutto all'impostazione capziosa ed oscura della redazione del testo: un insulto all'elettore. Inoltre diffido istintivamente delle forze che stanno appoggiando il Si, che includono progressisti e nichilisti. Infine, la temperie storica decadenziale in cui ci troviamo a vivere, mi fa indulgere a posizioni piú restrittive e conservatrici. Non sia mai che l'idiozia del politicamente corretto (=suicidio della stirpe), porti a trafficare coi geni in vista della creazione di quella (sotto)razza meticcia che sembra l'ideale delle oligarchie cosmopolite al potere.
Se le condizioni storiche, l'impostazione del referendum e la geometria delle forze che appoggiano il cambio della legge fossero diverse, forse propenderei per il Si.
Dov'è che mi sorge il dubbio? Nel fatto che la tecnologia e la ricerca che la fonda sono estremamente specialistiche. Quindi sfuggenti alla gran parte degli individui. Ragione per "fuggire" di fronte ad essa o porre grossi freni e ostacoli come molti chiedono? No, perchè non abbiano garanzie che non vi siano nel mondo (e potrei riferirmi solo al Nord America o uno o due paesi dell'Estremo Oriente) laboratori che lavoreranno, anche giungendo a risultati "contro" tutto ciò a cui tengo.
L'ingegneria genetica, quasi allo stesso modo delle armi nucleari, o prolifera ovunque o dovrebbe sparire in modo indubbitabile. Non dovrebbe nemmeno sussistere il dubbio che qualcuno possa lavorarci ancora.
Questo proprio per le paure di molti (me compreso): con essa, almeno potenzialmente e se dobbiamo credere a certe prospettive futuribili, si può fare letteralmente tutto. Ma se appunto tutto si può fare, allora meglio, se non esiste possibilità di dar conto, con certezza, della sua dismissione universale, aprire infinite strade il più possibile conosciute, anche se sommariamente, da tutti.
Ossia, meglio la proliferazione, perchè per un laboratorio che crea il "veleno", potremmo trovarne uno che crea l'"antidoto".
Il "no" (o peggio l'astensione) al referendum è, per quanto mi riguarda, comunque sospetto, perchè salvaguarda un aspetto, ma poi fa seguire battute del tipo "La maternità non è un diritto" o "Vuoi un figlio tuo? Adotta un bambino, magari africano", oppure non inizia una campagna altrettanto virulenta contro le ragioni che portano gli abitanti di certe aree del mondo a percentuali alte di sterilità (come ha giustamente fatto notare Beppe Grillo nel suo Blog).
So benissimo chi ci sta dalla parte del "sì", ma so anche chi sta dalla parte del "no/astensione" (Rutelli... Ferrara... Ratzinger...). Quindi, stavolta mi turo il naso e voto "sì".


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) e cerchiamo di farlo andare almeno un po' nel senso che auspicheremmo noi... La prima ipotesi è di attuazione impossibile, la seconda forse pure ma sempre meno della prima... e comunque provarci a me appare l'unica soluzione.
