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Risultati da 61 a 70 di 109

Discussione: ''Lebensborn''?

  1. #61
    Arthur I
    Ospite

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    In origine postato da Felix
    beh, l'astensione é dovuta anzitutto all'impostazione capziosa ed oscura della redazione del testo: un insulto all'elettore. Inoltre diffido istintivamente delle forze che stanno appoggiando il Si, che includono progressisti e nichilisti. Infine, la temperie storica decadenziale in cui ci troviamo a vivere, mi fa indulgere a posizioni piú restrittive e conservatrici. Non sia mai che l'idiozia del politicamente corretto (=suicidio della stirpe), porti a trafficare coi geni in vista della creazione di quella (sotto)razza meticcia che sembra l'ideale delle oligarchie cosmopolite al potere.
    Se le condizioni storiche, l'impostazione del referendum e la geometria delle forze che appoggiano il cambio della legge fossero diverse, forse propenderei per il Si.
    Ecco, uso il tuo post invece per chiarire la mia posizione espressa velocemente ieri. Io vedo, sia in un fronte che nell'altro, nichilisti e progressisti. Entrambe le forze in gioco lo sono, con sfumature e preoccupazione differenti, ma alla fine il risultato è (e sarà) lo stesso. Che sia la genetica o che sia l'immigrazione selvaggia associata alla tecnologia (che ne permette il farsi e ne giustifica le ragioni), rimane comunque il confronto con due aree culturali che hanno fatto del disinteresse per l'espressione piena dell'éthnos uno dei loro, se non il principale, punto di vanto.
    Dov'è che mi sorge il dubbio? Nel fatto che la tecnologia e la ricerca che la fonda sono estremamente specialistiche. Quindi sfuggenti alla gran parte degli individui. Ragione per "fuggire" di fronte ad essa o porre grossi freni e ostacoli come molti chiedono? No, perchè non abbiano garanzie che non vi siano nel mondo (e potrei riferirmi solo al Nord America o uno o due paesi dell'Estremo Oriente) laboratori che lavoreranno, anche giungendo a risultati "contro" tutto ciò a cui tengo.
    L'ingegneria genetica, quasi allo stesso modo delle armi nucleari, o prolifera ovunque o dovrebbe sparire in modo indubbitabile. Non dovrebbe nemmeno sussistere il dubbio che qualcuno possa lavorarci ancora.
    Questo proprio per le paure di molti (me compreso): con essa, almeno potenzialmente e se dobbiamo credere a certe prospettive futuribili, si può fare letteralmente tutto. Ma se appunto tutto si può fare, allora meglio, se non esiste possibilità di dar conto, con certezza, della sua dismissione universale, aprire infinite strade il più possibile conosciute, anche se sommariamente, da tutti.
    Ossia, meglio la proliferazione, perchè per un laboratorio che crea il "veleno", potremmo trovarne uno che crea l'"antidoto".
    Il "no" (o peggio l'astensione) al referendum è, per quanto mi riguarda, comunque sospetto, perchè salvaguarda un aspetto, ma poi fa seguire battute del tipo "La maternità non è un diritto" o "Vuoi un figlio tuo? Adotta un bambino, magari africano", oppure non inizia una campagna altrettanto virulenta contro le ragioni che portano gli abitanti di certe aree del mondo a percentuali alte di sterilità (come ha giustamente fatto notare Beppe Grillo nel suo Blog).
    So benissimo chi ci sta dalla parte del "sì", ma so anche chi sta dalla parte del "no/astensione" (Rutelli... Ferrara... Ratzinger...). Quindi, stavolta mi turo il naso e voto "sì".

  2. #62
    Arthur I
    Ospite

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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Per me la tecnologia è importante, ma reputo la Tradizione superiore al punto che non dubito che la seconda possa controllare e sottomettere la prima.... né vedo perché dovrebbe rinunciare a controllarla... anzi a ridurla ad ancilla Traditionis...
    Attinente alla questione ho aperto un topic sul forum politeista:
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=171625

  3. #63
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Ma questo dipende da te... Io, mutatis mutandis e ben consapevole delle differenze, converso a meraviglia sia con il nipponico sia con il mio concittadino... Anzi, i colloqui con gente molto distante da me per identità e collocazione geografica hanno favorito e migliorato le mie conversazioni e le mie potenzialità di socializzazione "reali"...

    E' inutile e vano dar la colpa al "villaggio globale" (che, comunque, è una realtà, a noi piaccia o non piaccia)... Può essere una cosa davvero meravigliosa come può diventare un inferno, dipende dall'uso che sappiamo farne noi... Da quanto noi sappiamo restare controllori e non diventare controllati.

    Mah, credo tu mi abbia frainteso.
    Il mio voleva essere un discorso di tipo generalista, poichè trovo poco interessante, e pregnante, il riferirmi solamente alla mia esperienza personale quando si tratta di problemi di tale portata.
    Certo è che invidio sinceramente il candore col quale esprimi una ferma fiducia nella capacità della cosiddetta "massa" d'interagire, con maturità e consapevolezza, nei confronti di ciò che al giorno d'oggi certo mondo ipertecnologico, ed iperconsumistico, propone. Io sinceramente sono d'avviso contrario. Chè sempre più mi pare l'atteggiamento più diffuso sia quello passivo delle coscienze addormentate. Sarò io che son pessimista? Speriamo...

  4. #64
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Non è questione di epoca e di contingenze, cara Yggdrasill, ma di spirito futurista... E quello, come insieme virtuoso di sensazioni e suggestioni, potrebbe essere valido sempre, oggi come nel tremila... Anzi magari gli scienziati conteporanei, fra le tante cose di cui difettano, avessero almeno un tantino di piglio dannunziano...

    Insomma, il "nuovo" come definito prima avanza e il progresso tecnico-scientifico può davvero generare mostri... O lo rifiutiamo in blocco, ma in blocco sul serio per coerenza, oppure cavalchiamo la tigre (Paul inorridirà... ) e cerchiamo di farlo andare almeno un po' nel senso che auspicheremmo noi... La prima ipotesi è di attuazione impossibile, la seconda forse pure ma sempre meno della prima... e comunque provarci a me appare l'unica soluzione.

    Non è mai accaduto? O lo facciamo accadere adesso o siamo perduti...
    Non può accadere? Vedremo, intanto io ci voglio provare...


    Temo che attualmente "lo spirito futurista" rischierebbe di prendere le sembianze dell' "archeofuturismo" di Faye, tanto per riprendere una dotta citazione di Paul. Inutile dire che questa è un'alternativa che mi fa rabbrividire.

  5. #65
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    In origine postato da Yggdrasill
    Mah, credo tu mi abbia frainteso.
    Il mio voleva essere un discorso di tipo generalista, poichè trovo poco interessante, e pregnante, il riferirmi solamente alla mia esperienza personale quando si tratta di problemi di tale portata.
    Certo è che invidio sinceramente il candore col quale esprimi una ferma fiducia nella capacità della cosiddetta "massa" d'interagire, con maturità e consapevolezza, nei confronti di ciò che al giorno d'oggi certo mondo ipertecnologico, ed iperconsumistico, propone. Io sinceramente sono d'avviso contrario. Chè sempre più mi pare l'atteggiamento più diffuso sia quello passivo delle coscienze addormentate. Sarò io che son pessimista? Speriamo...
    Al contrario, temo che tu mi abbia frainteso... Io ho una Weltanschauung altamente aristocratica (aristocrazia dello spirito) e, quindi, della massa ho un concetto terribile...

    E' logico che la massa faccia un uso pessimo del Web... Ma non è certo colpa di Internet (strumento), è colpa della massa che non lo sa usare... o meglio, lo usa applicando le sue scarse e misere categorie...

    Quel che dico è ovviamente riferito a chi è capace di farlo, mica tutti possono asservire la tecnologia alla Tradizione... Sono discori elitari, comprensibili da chi, innanzitutto, la Tradizione la conosce e la sente prima di applicarla...

    Parlo di me stesso perché io riesco a farne quest'uso... Il che dimostra che è possibile, che come lo faccio io potrebbero farlo altri... Ma non tutti gli altri, è evidente.

  6. #66
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    In origine postato da Yggdrasill
    Temo che attualmente "lo spirito futurista" rischierebbe di prendere le sembianze dell' "archeofuturismo" di Faye, tanto per riprendere una dotta citazione di Paul. Inutile dire che questa è un'alternativa che mi fa rabbrividire.
    "Rischierebbe", certo (e sta a noi fare in modo che non accada)... Quella che si sta aprendo, anzi che si è aperta, è una fase storica delicatissima e pericolosissima, stracolma di pericoli e insidie... mica ho detto che son tutte rose e fiori...

    Eppure va affrontata, pena l'inerzia... Ogni giorno rischiamo di prendere un cornicione in testa, andando in giro, ma non per questo restiamo chiusi in casa...

  7. #67
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Al contrario, temo che tu mi abbia frainteso... Io ho una Weltanschauung altamente aristocratica (aristocrazia dello spirito) e, quindi, della massa ho un concetto terribile...

    E' logico che la massa faccia un uso pessimo del Web... Ma non è certo colpa di Internet (strumento), è colpa della massa che non lo sa usare... o meglio, lo usa applicando le sue scarse e misere categorie...

    Quel che dico è ovviamente riferito a chi è capace di farlo, mica tutti possono asservire la tecnologia alla Tradizione... Sono discori elitari, comprensibili da chi, innanzitutto, la Tradizione la conosce e la sente prima di applicarla...

    Parlo di me stesso perché io riesco a farne quest'uso... Il che dimostra che è possibile, che come lo faccio io potrebbero farlo altri... Ma non tutti gli altri, è evidente.

    Lo strumento è però strutturato in una maniera ben precisa, ed è ben contestualizzato. Non è corretto attribuire alla massa colpe e responsabilità che non le appartengono, anche perchè, per quanto tu possa rivendicare un uso elitario, in realtà stai parlando d'uno strumento di massa. Quindi come tale devi considerarlo, altrimenti rischi di fuorviare tutto il discorso in dipendenza d'una pretesa visione personalistica del problema.

  8. #68
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    In origine postato da Yggdrasill
    Lo strumento è però strutturato in una maniera ben precisa, ed è ben contestualizzato. Non è corretto attribuire alla massa colpe e responsabilità che non le appartengono, anche perchè, per quanto tu possa rivendicare un uso elitario, in realtà stai parlando d'uno strumento di massa. Quindi come tale devi considerarlo, altrimenti rischi di fuorviare tutto il discorso in dipendenza d'una pretesa visione personalistica del problema.
    Lo strumento è di massa nel senso che è diffuso capillarmente e la massa lo usa... E' l'uso corretto e tradizionale a essere elitario...

    E' ovvio che il PC è lo stesso per tutti... poi io lo userò in un modo e nel frattempo lo controllerò, mentre la signora Maria appassionata di telenovele lo userà in un altro e probabilmente ne resterà schiava... e così via...

    Lo strumento di per sé è neutro (come lo è la tecnologia tutta)... e se è adoperato male la colpa è, appunto, di chi lo adopera...

    Se io non so guidare però mi metto al volante di una Ferrari in perfetta efficienza e mi schianto dopo un paio di metri la colpa non sarà certo dell'automobile... Se un chirurgo è incapace e la mano gli trema, la colpa non sarà certo del bisturi...

  9. #69
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    In origine postato da Tomás de Torquemada

    Lo strumento di per sé è neutro (come lo è la tecnologia tutta)... e se è adoperato male la colpa è, appunto, di chi lo adopera...

    Ogni cosa, ogni strumento, è caratterizzato dalle proprie qualità intrinseche.
    Nessuna cosa equivale ad un'altra. Nessuna cosa è uguale ad un'altra.
    Comunque il problema di fondo resta immutato. E' ingiusto anzi attribuire a chi non le ha, e non le deve avere, più responsabilità di quanto meriti. Altrimenti si avalla quella, quantomeno curiosa e sospetta, concezione (veicolata spesso e per ogni mezzo a più riprese), secondo la quale colpa di determinati comportamenti devianti, o comunque "decadenti", è da attribuirsi alla "gente". La quale, ovviamente, in nome dei più alti ideali democratici ed egualitaristi, viene senpre dipinta quale "entità" senziente di grande capacità discernitiva.
    Che poi le cose stiano in tutt'altro modo lo sappiamo entrambi, come lo sanno quei poteri che delle "masse democratiche" sono gli occulti pastori.

  10. #70
    Paul Atreides
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    Aggiungo a quanto detto da Yggdrasill tre cose

    1) l'utensile è comprensibile solo all'interno di una ratio strumentale, con tutto quel che ne consegue.

    2) la presunta neutralità di qualsivoglia strumento è un puro mito. Vedere alla voce ''mitragliatrice''

    3) uno strumento di massa è di massa. Non se n'esce. Quando Marcuse teorizzava negli anni '60 un uso emancipativo dei media come alternativo alla ''industria culturale'' degli altri francofortesi Adorno-Horkheimer, arrivò uno che lo prese a badilate sui denti. Si chiamava Guy Debord. Una sorta di ibrido mostruoso, visto che si trattava di un marxista geniale. Il tizio aveva scritto un libretto dal titolo quasi innocuo: ''La società dello spettacolo''...

 

 
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