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  1. #31
    Quod licet Jovi, non licet bovi
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    Testo originale scritto da avversario
    Credo di intuire di cosa parli Cornelio, e non mi sembra sia una cazzata.
    Poi magari lo spiegherà lui nel dettaglio, ma se quello che vuole dire è di essere maggiormente realisti, mi vede perfettamente d'accordo.
    Un qualcosa che si avvicina all'analisi di Freda all'inizio de "La disintegrazione del sistema".

    Comunque, se si voleva mirare ad altro, noi di quest’«altro», finora, non abbiamo mai realmente, compiutamente parlato. E io sono sicuro che se avessimo veramente considerato e posseduto quest’«altro», noi non avremmo a questo contenuto fornito un contenente, o, meglio, un’etichetta, o, meglio ancora, una «immagine di marca» rappresentata dalla parola ?«Europa». ?Sono affiorate tali e tante componenti spurie, da respingere, da sotterrare; sono intervenuti tanti — oso dire: troppi — fattori, che hanno adulterato e corrotto questo liquido europeo sino a renderlo liquame, perché esso possa ancora subire positivamente un processo di decantazione. L’Europa e una vecchia baldracca che ha puttaneggiato in tutti i bordelli e che ha contratto tutte le infezioni ideologiche — da quelle delle rivolte medievali dei Comuni a quelle delle monarchie nazionali antimperiali; dall’illuminismo al giacobinismo, alla massoneria, al giudaismo, al sionismo, al liberalismo, al marxismo. Una baldracca, il cui ventre ha concepito e generato la rivoluzione borghese e la rivolta proletaria; la cui ?anima e stata posseduta dalla violenza dei mercanti e dalla ribellione degli schiavi. E ?noi, a questo punto, vorremmo redimerla, sussurrandole parole magiche: dicendole, per ?esempio, che essa deve concedersi esclusivamente agli «europei”... da Brest a Bucarest??!! ?Noi abbiamo alzata la bandiera dell’Europa senza comprendere che questa non poteva rappresentare per noi alcun significato valido e ?omogeneo: senza osservare quanti fossero i fili e i lacci da cui era composto il suo tessuto stracciato e quanto sterco esso nascondeva! ?Abbiamo preferito, insomma, nascondere la nostra incapacità di voler scegliere ciò che per noi vi era di autentico e vero, e di saper respingere quanto vi era di spurio e di equivoco in seno alla ?tradizione (cioè, in questo caso, alla storia) europea, illudendoci di colmare tale vuoto col ricorso alla formula, alla parola «Europa». ?

    Mi sembrano parole attualissime, oggi più che mai.

    Come sostenevo nel mio precedente 3d, benchè anche il Professore fosse perfettamente conscio della inarrestabile decadenza e dello stato di avanzata necrosi dell'Europa, non per questo si è messo da parte o ha avallato l'immigrazione per accelerare lo sfacelo: nessuno ricorda le vicende del Fronte Nazionale di Freda e il suo infelice epilogo giudiziario?
    L'attività primaria e centrale del Fronte Nazionale era la politica antimmigratoria, per la quale Freda+49 furono inquisiti (vedi "L'albero e le radici", ed. AR).
    Essere convinti che l'Europa, l'Occidente, l'Italia stanno andando inesorabilmente alla deriva, non può essere usato come alibi da nessuno per restare con le mani in mano o ancor peggio accettare e accelerare la disfatta.
    Almeno da nessuno che si ritenga un camerata.

  2. #32
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    Testo originale scritto da aureliano88
    Come sostenevo nel mio precedente 3d, benchè anche il Professore fosse perfettamente conscio della inarrestabile decadenza e dello stato di avanzata necrosi dell'Europa, non per questo si è messo da parte o ha avallato l'immigrazione per accelerare lo sfacelo: nessuno ricorda le vicende del Fronte Nazionale di Freda e il suo infelice epilogo giudiziario?
    L'attività primaria e centrale del Fronte Nazionale era la politica antimmigratoria, per la quale Freda+49 furono inquisiti (vedi "L'albero e le radici", ed. AR).
    Essere convinti che l'Europa, l'Occidente, l'Italia stanno andando inesorabilmente alla deriva, non può essere usato come alibi da nessuno per restare con le mani in mano o ancor peggio accettare e accelerare la disfatta.
    Almeno da nessuno che si ritenga un camerata.
    Il discorso su un presunto attendismo di Evola (vedo che hai citato il kali-yuga, cavalcare la tigre, ecc ecc) va avanti da parecchio. Tuttavia non si tratta affatto di starsene con le mani in mano, piuttosto proprio del contrario.
    Per essere efficaci, secondo me, non si può prescindere da un'analisi lucida della realtà, un'analisi che metta da parte retorica e slogan, per concentrarsi sui fatti veri, sul preciso momento storico.
    Da molti post che leggo qui, ciò non avviene.
    Le formule ad effetto: "L'immigrazione è il cancro, noi siamo la cura" a mio parere non solo non servono a nulla ma sono controproducenti.
    Una frase simile (prendo questa come esempio ma ce ne sono molte altre) non tiene conto del contesto: l'immagine di un'Italia bianca che si sente invasa da un esercito occupante è solo nella testa di qualcuno, non sicuro in quella della gente, che anzi vede nell'immigrato (quello regolare, non il clandestino delinquente, ma ad esempio nella badante ucraina, nell'operaio senegalese) una risorsa umana se non necessaria, almeno utile.
    Che poi l'immigrazione sia in realtà un progetto che nasconde altro, lo sappiamo noi.
    Ma se noi non riusciamo a comunicarlo con efficacia alle persone, non otterremo nulla a parte lo sgradevole effetto collaterale di passare per un branco di coglioni xenofobi.

  3. #33
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    Testo originale scritto da avversario
    Il discorso su un presunto attendismo di Evola (vedo che hai citato il kali-yuga, cavalcare la tigre, ecc ecc) va avanti da parecchio. Tuttavia non si tratta affatto di starsene con le mani in mano, piuttosto proprio del contrario.
    Per essere efficaci, secondo me, non si può prescindere da un'analisi lucida della realtà, un'analisi che metta da parte retorica e slogan, per concentrarsi sui fatti veri, sul preciso momento storico.
    Da molti post che leggo qui, ciò non avviene.
    Le formule ad effetto: "L'immigrazione è il cancro, noi siamo la cura" a mio parere non solo non servono a nulla ma sono controproducenti.
    Una frase simile (prendo questa come esempio ma ce ne sono molte altre) non tiene conto del contesto: l'immagine di un'Italia bianca che si sente invasa da un esercito occupante è solo nella testa di qualcuno, non sicuro in quella della gente, che anzi vede nell'immigrato (quello regolare, non il clandestino delinquente, ma ad esempio nella badante ucraina, nell'operaio senegalese) una risorsa umana se non necessaria, almeno utile.
    Che poi l'immigrazione sia in realtà un progetto che nasconde altro, lo sappiamo noi.
    Ma se noi non riusciamo a comunicarlo con efficacia alle persone, non otterremo nulla a parte lo sgradevole effetto collaterale di passare per un branco di coglioni xenofobi.

    Perfettamente d'accordo, non trovo alcuna contraddizione tra quanto ho affermato io e quanto stai dicendo tu.
    In ogni caso sono convinto che ci troviamo nella situazione descritta da Bernardo di Chartres nel XII secolo: nani sulle spalle dei giganti. Siamo piccoli e pochi ma vediamo meglio e più lontano degli altri.

  4. #34
    Massimiliano71
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    Testo originale scritto da avversario
    Il discorso su un presunto attendismo di Evola (vedo che hai citato il kali-yuga, cavalcare la tigre, ecc ecc) va avanti da parecchio. Tuttavia non si tratta affatto di starsene con le mani in mano, piuttosto proprio del contrario.
    Per essere efficaci, secondo me, non si può prescindere da un'analisi lucida della realtà, un'analisi che metta da parte retorica e slogan, per concentrarsi sui fatti veri, sul preciso momento storico.
    Da molti post che leggo qui, ciò non avviene.
    Le formule ad effetto: "L'immigrazione è il cancro, noi siamo la cura" a mio parere non solo non servono a nulla ma sono controproducenti.
    Una frase simile (prendo questa come esempio ma ce ne sono molte altre) non tiene conto del contesto: l'immagine di un'Italia bianca che si sente invasa da un esercito occupante è solo nella testa di qualcuno, non sicuro in quella della gente, che anzi vede nell'immigrato (quello regolare, non il clandestino delinquente, ma ad esempio nella badante ucraina, nell'operaio senegalese) una risorsa umana se non necessaria, almeno utile.
    Che poi l'immigrazione sia in realtà un progetto che nasconde altro, lo sappiamo noi.
    Ma se noi non riusciamo a comunicarlo con efficacia alle persone, non otterremo nulla a parte lo sgradevole effetto collaterale di passare per un branco di coglioni xenofobi.
    Hai perfettamente ragione, il problema è che nel nostro ambiente quando si portano avanti le battaglie contro l'immigrazione si vanno sempre a toccare i tasti che non posso definire sbagliati ma comunque meno utili.
    Parlare di rischi per la nostra cultura, per le nostre tradizioni e addirittura per le nostre origini raziali non solo non suscita interesse nella gente comune ma addirittura crea disagio se non irritazione facendoci passare, come dici giustamente te, per un branco di coglioni xenofobi.
    I discorsi sulla cultura e sulla razza vanno bene per chi, come noi, ha un'impostazione culturale e politica ben precisa, mentre nel resto dei casi lasciano il segno come l'acqua fresca.
    Se invece proponessimo un'analisi ed una denuncia seria ed approfondita del fenomeno sotto molteplici aspetti (economico, sociale, di ordine pubblico) la cosa cambierebbe, e di molto. Poniamo in evidenza come gli immigrati sono la leva con la quale i datori di lavoro puntano a far perdere potere contrattuale ai lavoratori, evidenziamo come alcune comunità di allogeni costituiscono un pericolo per l'economia locale (ad esempio i cinesi), facciamo capire che gli immigrati in Italia costituiscono più un costo (per l'accoglienza, l'assistenza sanitaria, i reati, le carceri ecc. ecc.) che non un guadagno visto che, oltretutto, buona parte del loro reddito non viene speso in Italia ma inviato all'estero come rimessa di emigrante. Documentiamo tutto con cifre, statistiche e grafici e vedrete che la gente comincerà ad ascoltare.
    L'ho detto e lo ripeto: per combattere questo sistema dobbiamo iniziare a lottare sul suo stesso terreno. Se i giornali e le tv dicono che gli immigrati sono una risorsa noi dovremo controbattere colpo su colpo dimostrando che in realtà sono solo un peso. Una volta, poi, che avremo smontato le teorie buoniste prevalenti aggiungeremo i nostri contenuti di salvaguardia della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra razza.

  5. #35
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Hai perfettamente ragione, il problema è che nel nostro ambiente quando si portano avanti le battaglie contro l'immigrazione si vanno sempre a toccare i tasti che non posso definire sbagliati ma comunque meno utili.
    Parlare di rischi per la nostra cultura, per le nostre tradizioni e addirittura per le nostre origini raziali non solo non suscita interesse nella gente comune ma addirittura crea disagio se non irritazione facendoci passare, come dici giustamente te, per un branco di coglioni xenofobi.
    I discorsi sulla cultura e sulla razza vanno bene per chi, come noi, ha un'impostazione culturale e politica ben precisa, mentre nel resto dei casi lasciano il segno come l'acqua fresca.
    Se invece proponessimo un'analisi ed una denuncia seria ed approfondita del fenomeno sotto molteplici aspetti (economico, sociale, di ordine pubblico) la cosa cambierebbe, e di molto. Poniamo in evidenza come gli immigrati sono la leva con la quale i datori di lavoro puntano a far perdere potere contrattuale ai lavoratori, evidenziamo come alcune comunità di allogeni costituiscono un pericolo per l'economia locale (ad esempio i cinesi), facciamo capire che gli immigrati in Italia costituiscono più un costo (per l'accoglienza, l'assistenza sanitaria, i reati, le carceri ecc. ecc.) che non un guadagno visto che, oltretutto, buona parte del loro reddito non viene speso in Italia ma inviato all'estero come rimessa di emigrante. Documentiamo tutto con cifre, statistiche e grafici e vedrete che la gente comincerà ad ascoltare.
    L'ho detto e lo ripeto: per combattere questo sistema dobbiamo iniziare a lottare sul suo stesso terreno. Se i giornali e le tv dicono che gli immigrati sono una risorsa noi dovremo controbattere colpo su colpo dimostrando che in realtà sono solo un peso. Una volta, poi, che avremo smontato le teorie buoniste prevalenti aggiungeremo i nostri contenuti di salvaguardia della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra razza.
    Sono d'accordo con te.
    Unica cosa: ti ho posto una domanda sulla questione "perdità d'identità" in un altro 3d, quindi è inutile che la riposto qui...

  6. #36
    Massimiliano71
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    Testo originale scritto da avversario
    Sono d'accordo con te.
    Unica cosa: ti ho posto una domanda sulla questione "perdità d'identità" in un altro 3d, quindi è inutile che la riposto qui...
    Già risposto sull'altro 3d......

  7. #37
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Già risposto sull'altro 3d......
    Visto. ok!

  8. #38
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Hai perfettamente ragione, il problema è che nel nostro ambiente quando si portano avanti le battaglie contro l'immigrazione si vanno sempre a toccare i tasti che non posso definire sbagliati ma comunque meno utili.
    Parlare di rischi per la nostra cultura, per le nostre tradizioni e addirittura per le nostre origini raziali non solo non suscita interesse nella gente comune ma addirittura crea disagio se non irritazione facendoci passare, come dici giustamente te, per un branco di coglioni xenofobi.
    I discorsi sulla cultura e sulla razza vanno bene per chi, come noi, ha un'impostazione culturale e politica ben precisa, mentre nel resto dei casi lasciano il segno come l'acqua fresca.
    Se invece proponessimo un'analisi ed una denuncia seria ed approfondita del fenomeno sotto molteplici aspetti (economico, sociale, di ordine pubblico) la cosa cambierebbe, e di molto. Poniamo in evidenza come gli immigrati sono la leva con la quale i datori di lavoro puntano a far perdere potere contrattuale ai lavoratori, evidenziamo come alcune comunità di allogeni costituiscono un pericolo per l'economia locale (ad esempio i cinesi), facciamo capire che gli immigrati in Italia costituiscono più un costo (per l'accoglienza, l'assistenza sanitaria, i reati, le carceri ecc. ecc.) che non un guadagno visto che, oltretutto, buona parte del loro reddito non viene speso in Italia ma inviato all'estero come rimessa di emigrante. Documentiamo tutto con cifre, statistiche e grafici e vedrete che la gente comincerà ad ascoltare.
    L'ho detto e lo ripeto: per combattere questo sistema dobbiamo iniziare a lottare sul suo stesso terreno. Se i giornali e le tv dicono che gli immigrati sono una risorsa noi dovremo controbattere colpo su colpo dimostrando che in realtà sono solo un peso. Una volta, poi, che avremo smontato le teorie buoniste prevalenti aggiungeremo i nostri contenuti di salvaguardia della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra razza.

    Io personalmente ho svegliato decine di menti, proprio adducendo ad argomenti come la razza e l'identita'del popolo ed ora queste persone sono con noi.
    Certo che a livello politico e mediatico non si possono forse usare certi argomenti cosi'puri e crudi, per quanto reali.
    Comunque attenzione perche' sussiste un subdolo pericolo, gia'usato dalla sinistra. Ovvero far passare il messaggio che se l'immigrato non e'pericoloso, non ci cava dei diritti e si integra nella societa', allora questi e'una risorsa per il paese.
    E'come prenderlo in culo (scusate!) con la vasellina, piano piano senza fare male.
    Bisogna far capire invece che la SOLA presenza sul suolo italiano di un allogeno, (escluso un turista direi) e'gia' di per se un pericolo.
    Wallace_60

  9. #39
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    Testo originale scritto da "Caenazzo"
    non dirlo neanche che da qualche tempo su questo forum si sono affacciati coccolanegri ultraislamisti e fautori del dialogo con le care zeccucce...
    Probabilmente esulteranno, poi sono io il "liberale"... Puah.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  10. #40
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    Testo originale scritto da Wallace_60
    Nel film Rocky 5, nella scena finale, Stallone si accascia a terra abbattuto dai colpi dell'avversario. Questi convinto che Stallone sia KO si allontana spavaldo, ma Stallone si rialza in piedi e dice: NON HO ANCORA SENTITO LA CAMPANA DI FINE ROUND!
    NOn e' ancra finita!.
    Resistere e lottare!.
    Saluti a tutti i camerati.
    Giusto un modello americano potevi citare a difesa delle tue posizioni politiche...

    Giampaolo Cufino
    Giampaolo Cufino

 

 
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