In realta' Ricolfi non prende tanto di mira i politici di sinistra, quanto il cosiddetto ceto intellettuale (o pseduo tale).
I cosiddetti radical chic per intenderci, quelli che (tanto per fare un esempio banale ma che rende l'idea) fanno i compagni, ma girano in Mercedes ed hanno la villa al mare e che alla resa dei conti sono quanto di piu' distante c'e' dagli ambienti popolari. O i moralisti a senso unico, quelli che (altro esempio per rendere l'idea) se in Sicilia trionfa Orlando con l'80% di voti parlano di vittoria della societa' civile, se pochi anni dopo vince la destra allora e' merito della mafia.
E' di questa sinistra infantile che Ricolfi mette in evidenza l'antipatia. Non della sinistra in generale.
Il vecchio PCI, dice Ricolfi, un tempo stava davvero dalla parte del popolo, oggi non rappresentando piu' la sinistra un blocco sociale si e' reinventata come protrettrice di una sorta di "blocco etico", con effetti che spesso sono quasi comici. Cosi',se non sei come loro (come i nostrani radical chic), se non ascolti solo musica impegnata, se non guardi solo barbosissimi film d'essai ecc. ecc. allora sei un bieco reazionario, rozzo e incolto che vive solo di veline e Costantini..........
Sono tesi in verita' non nuove, che anzi nel suo recente libro (La guerra civile) il diessino Pellegrino tratta anche con maggiore ampiezza, specie in relazione al fatto che in tutti questi anni è stato proprio l'eccesso di demonizzazione dell'avversario il principale limite della sinistra e una delle ragioni della fortuna della destra. Anzi, sostiene Pellegrino, e' proprio la sinistra che si ritiene colta che in tutti questi anni si è dimostrata alla resa dei fatti la piu' sciocca se non perfino stupida, giacche' è in gran parte anche ad essa che deve le sue fortune Berlusconi.........




Rispondi Citando
