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  1. #21
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    Originally posted by -ART-
    Stai commettendo lo stesso errore di forma di cui parlavo con Gundam.
    Non è l'UE (istituzione UE) che si pulisce il c*lo con la società civile, ma chi controlla l'UE (i governi nazionali) che la sfruttano anche come scappatoia per pulirsi il c*ulo con la società civile. L'UE è quello che i suoi padroni vogliono che sia. Per farla cambiare bisogna prendere a calci in c*lo il burattianio, non il burattino.
    Art io quando parlo di UE parlo degli stati ,l'UE come istituzione autonoma non esiste
    O si fa l'Europa unita o si muore .
    Basta con i Trattati.Si a un 'Assemblea Costituente.

  2. #22
    analista militare
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    Devi specificarlo allora: se parli di "UE" e basta con quel termine sono comunemente intese le istituzioni comunitarie in generale (l'istituzione UE di cui parlavo).

  3. #23
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    Ma non pensate, complotto-pluto-giudo-massonico a parte, che con il perfezionarsi delle tecniche di produzione, e l'accumulazione dei massicci saperi e capitali necessari a metterle in opera, in poche mani, lenostre democrazie sono diventati dei burattini in mano a dette mani?

    ora, prendendo per serio questo problema, in che maniera le istituzioni europee, e ancora piu la abortita costituzione viene in aiuto dei cittadini che reclamano di essere rappresentati ?

    Si puo intravedere un miglioramento oppure un consolidamento della attuale condizione di servitu? ( domanda retorica visto da chi sono state scritte le istituzioni )

  4. #24
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    Originally posted by turbolenza

    ora, prendendo per serio questo problema, in che maniera le istituzioni europee, e ancora piu la abortita costituzione viene in aiuto dei cittadini che reclamano di essere rappresentati ?

    * io il concetto del complotto giudo-massonico-pluto-pippo... non lo condivido tanto. Piu' che di un vero complotto si tratta della pressione esercitata dai mass media sulle menti umane. Questo avviene, piu' o meno, in tutta Europa (eccettuerei p.es. la Spagna) e porta ad accettare inconsciamente certi concetti di parte come verita' assolute. Prendiamo ad esempio la cifra dogmatizzata di 6 Mio di Ebrei, Trieste e Trento italianissime, la Resistenza fatta solo di eroi (Porzus?), l' Istria "restituita alla madrepatria slovena" (lo ha detto Jansa e la gente ci crede ), "non esiste piu' il posto fisso", l' ineluttabilita' della NATO, la vittoria definitiva dell' economia di mercato, la "flessibilita'" esaltata proprio da chi e' flessibile solo con 10 paracaduti...

    Osservo che molto spesso tali dogmi si collocano in aree che fanno comodo ai governi nazionali, anche se quasi sempre si tratta di discussioni che interessano tutti gli Europei.
    Pertanto spero che un giorno non lontano saranno fondati dei Partiti Europei, magari con le denominazioni di quelli attuali, ma sganciati completamente dai rapporti con politici degli Stati nazionali (divieto di doppia tessera). A questo punto l' EU potrebbe dare il suo contributo per stimolare una discussione, sia politica che culturale, Europea, senza le concessioni alle campagne elettorali nazionali.

    La logica conseguenza finale dovrebbe essere una Commissione Europea eletta dal Parlamento Europeo, eletto a sua volta con liste transnazionali (che non tengano conto dello stato nazionale di provenienza dei candidati). Ecco, cosi' mi sogno l' Europa Unita

  5. #25
    in silenzio
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    Question utopia o progetto?

    Originally posted by Mitteleuropeo
    *Pertanto spero che un giorno non lontano saranno fondati dei Partiti Europei, magari con le denominazioni di quelli attuali, ma sganciati completamente dai rapporti con politici degli Stati nazionali (divieto di doppia tessera). A questo punto l' EU potrebbe dare il suo contributo per stimolare una discussione, sia politica che culturale, Europea, senza le concessioni alle campagne elettorali nazionali.

    La logica conseguenza finale dovrebbe essere una Commissione Europea eletta dal Parlamento Europeo, eletto a sua volta con liste transnazionali (che non tengano conto dello stato nazionale di provenienza dei candidati). Ecco, cosi' mi sogno l' Europa Unita
    Credi che il tuo sia un'utopia, oppure un progetto?
    di necessità virtù

  6. #26
    email non funzionante
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    Predefinito Re: utopia o progetto?

    Originally posted by MariaVittoria C
    Credi che il tuo sia un'utopia, oppure un progetto?
    *sarebbe grave se fosse solo un' utopia. Pensi anche tu che sia un progetto, vero?

  7. #27
    in silenzio
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    Re: utopia o progetto?

    Originally posted by Mitteleuropeo
    *sarebbe grave se fosse solo un' utopia. Pensi anche tu che sia un progetto, vero?
    Io sono laureata in Architettura: so solo fare progetti

    di necessità virtù

  8. #28
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    Predefinito Re: Re: Re: in rete

    Originally posted by -ART-
    I Federalisti europei sono organizzati in un movimento apolitico d'opinione.
    http://www.mfe.it
    Originally posted by turbolenza
    APOLITICO,
    che brutta parola, ...
    Più che brutta, "apolitico" è la parola sbagliata!
    Il MFE - che è nato ne 1943 e non ha mai cambiato nome - è un movimento propriamente politico, anche più dei partiti!. Ma ART intendeva che non persegue la conquista del potere politico e nemmeno partecipazione al potere politico. Insomma:
    a) Non si presenta alle elezioni di nessun tipo, non è fiancheggiatore di alcun partito nelle campagne elettorali, non simpatizza né per la ‘destra’ né per la ‘sinistra’. Ciò non toglie che, per esempio, ora come ora non giudichi molto bene questo nostro governo (che si dice di ‘destra’) in quanto non lo vede operare secondo la prospettiva politica che sarebbe consona ad un sano europeismo (ovviamente federalista!).
    b) I suoi programmi politici non corrispondono a nessuna "linea politica" che in qualche modo abbia dei connotati "ideologici".

    E', tuttavia, un movimento politico (se per "politica" si intende l'organizzazione della "cosa pubblica").

    I "federalisti", in generale, (e non sto più parlando solo del MFE) fanno politica in quanto si occupano proprio di come occorrerebbe organizzare le "società politiche" (rappresentate da enti autoritativi: comuni, regioni, stati, federazioni ..., ONU).
    Ho già fatto altre volte il seguente paragone tra politica e sport. I partiti sono le "squadre sportive" in competizione, i personaggi politici sono gli "atleti" che gareggiano. Ma prima di tutto ciò viene la "scienza della politica" che è - nel paragone - l'arte e la tecnica di costruire gli impianti sportivi e di promuovere gli enti che li gestiscono in modo da garantire il meglio nella attività sportiva. E poi ... vincano i migliori!

    I "federalisti" pretendono di aver da ridire molto (anzi: moltissimo) su come è organizzato lo "sport della politica" e propongono tutt'altro metodo di organizzarlo.

    Fuori della metafora (ed in soldoni): anziché la rivalità tra gli enti autoritativi, i federalisti propongono una collaborazione irreversibile basata su patti costituzionali. Si sa che l'ente autoritativo per eccellenza è lo Stato. Da un paio di secoli esso si è arrogato il nome di Stato Nazionale e pretende di avere una esclusività assoluta di competenze, di essere assolutamente indipendente e illimitatamente sovrano. In tal modo, tra gli Stati, sulla carta essi dovrebbero essere tutti "uguali" per diritto, e non esserci nessun “primus inter pares”. Il vocabolo "anarchia", etimologicamente vuol dire assenza di un "primo", di qualcuno "davanti agli altri". La situazione di Sati-nazionali-sovrani è dunque una situazione di "Anarchia Internazionale" (Kant).
    Ecco allora emergere, dal federalismo generico, il federalismo in senso stretto: la dottrina che dice di limitare - non già di cancellare - la sovranità del singolo stato in favore di un ente autoritativo superiore (la Federazione, ossia lo 'Stato Federale') autorevole sugli stessi Stati nazionali e sui rispettivi cittadini.

    Il federalismo, nella storia, non ha solo fatto nascere forme di organizzazione statale avanzate (tipicamente gli USA alla fine del 700 e la Svizzera del 1848 - dopo molti secoli di ... gestazione), ma ha concorso determinatamente alla nascita dello 'Stato di diritto" e all'affermazione dei principi democratici. Ma a differenza delle ideologie politiche, le motivazioni federaliste nascono da bisogni sociali più profondi perché universali e indipendenti dalle particolari fasi storiche. Le motivazioni del federalismo sono anzitutto: il "diritto internazionale vero" (che non è quello attuale che di fatto è 'prepotenza' dal momento che lo Stato si arroga il diritto di farsi giustizia da sé con ultimatum, rappresaglie e guerre) e la "pace" intesa non come "assenza di guerra" (che significa soltanto "tregua", per lunga che possa essere), ma come complesso di condizioni politiche che rendano la guerra "impossibile" (se non come fatto eccezionale al pari del "crimine" in uno stato democratico e ben organizzato).

    Ovviamente, l'area geo-politica più idonea alla promozione del federalismo (a livello di 'federare' stati) è stata, nel secolo scorso, l'Europa occidentale: un insieme di Stati nazionali, legato intimamente dalla stessa medesima cultura, passato per secoli e secoli di intrecci politici, religiosi, commerciali, ecc.; un complesso modello socio-politico-economico che, nel bene e nel male, è stato vincente a livello planetario (esportando ovunque modi di vita, cultura, strutture sociali, organizzazione della politica, ...).
    La stessa area geo-politica è stata anche teatro delle più catastrofiche guerre fratricide.
    E' allora proprio su quest'area che i federalisti si proposero, fin dai primi anni '40 (ed in piena guerra) di dar vita, a guerra finita, ad una Federazione di stati per "un'Europa libera e pacifica" (dove ‘pacifica’, etimologicamente, significa anche "pacificatrice").
    Successivamente, la CEE (e poi l'UE) è diventata la piattaforma più idonea per impiantarvi una moderna Federazione.
    Oggi, con l'allargarsi dell'Unione ad un'area pressoché continentale e con la prospettiva di esorbitare dai confini geografici dell’Europa (incominciando dall'accettare in UE la Turchia), tocchiamo con mano quanto l'UE è in ritardo nel trasformarsi da "confederazione" (in cui gli Stati mantengono intatta la sovranità anche se i loro governi pattuiscono alleanze politiche ed economiche) in "Federazione".
    I Federalisti Europei lottano perciò - come han sempre fatto - su due fronti.
    Da un lato sul fronte del "gradualismo federale" per consolidare e aumentare sempre più quel tanto di federale che in nuce ha l'UE; dall'altro nell'auspicare e nel favorire la formazione di un "nucleo di stati pionieri" che, dall'interno della stessa UE (ormai elefantiaca ma rimasta "nano politico") compiano finalmente il salto di qualità con il federarsi e quindi auto-limitarsi costituzionalmente la sovranità formale (ché quella effettiva è ormai - come ben sappiamo - pura velleità!).

    Il come stanno le cose adesso ... non sembra aprire la strada al successo delle idee dei federalisti europei. Non sempre, nella storia, ha vinto chi aveva più ragione! Ma la battaglia politica contro il "principio dello Stato Nazionale" (ossia la pretesa di questo di essere la suprema autorità politica) e a favore del "Principio dello Stato Federale" (dall'Europa al mondo intero, trasformando l'ONU in un seme di Governo Mondiale) merita senz'altro di essere combattuta: per lo meno da chi ha una coscienza politica che trascenda l'angusto quadro nazionale dove, spesso, la politica diventa "politichetta" e anche "politica del botteghino" e degli interessi non squisitamente 'politici' in senso proprio).

    Chiedo scusa della lunghezza del mio 'post'. La cosa ... mi è venuta così, scrivendo, (motivata in principio dal chiarire l'equivoco della parola "apolitico" usata da ART). Poi ... mi son lasciato prendere la mano... Ma ormai, "quod scripsi scripsi!"

    Ciao a tutti
    Erasmus
    «NO a nuovi trattati intergovernativi!»
    «SI' alla "Costituzione Europea", federale, democratica, trasparente!»

  9. #29
    in silenzio
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    Lightbulb Re: in rete

    Grazie, Erasmus.

    Se Belgio, Francia, Germania ed Italia formassero il nucleo storico dell?Europa politica, credo tutti ne riceverebbero un grande beneficio; in termini di legalità e di educazione all'altro, in primis

    di necessità virtù

  10. #30
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    Dimentichi il Lussemburgo, piccolo quanto vuoi ma anche lui fondatore, e i Paesi Bassi
    Si, Erasmus ha spiegato bene ciò che ho tentato con disastrosi risultati di riassumere in due righe.

 

 
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