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Discussione: Devolution e Sardegna

  1. #21
    w i punkillonis
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    Predefinito Re: Re: Re: Re

    In Origine Postato da emiliu

    1. Scusate la franchezza, ma a una scuola di questo genere preferisco di gran lunga l'italiana. D'altra parte, per chi vuole tirare su "una generatzione de Sardos Natzionalistas", sono premesse perfettamente coerenti alle conseguenze. Io spero che nè in Sardegna nè altrove si tirino su generazioni di Nazionalisti, tanto più su basi di chiusura culturale di questo genere; che mi ricordano tanto il famoso memoriale dell'Accademia Serba delle Scienze, a partire dal quale è partito un processo storico che ai popoli dell'ex Jugoslavia è costato tanti morti quanti l'Italia ne ha avuti in tutta la prima guerra mondiale, con la differenza che questi erano militari e quelli sono per lo più civili.

    2. Dal punto di vista di chi studia e insegna storia, e storia sarda, tesi di questo genere fanno solo sorridere, non hanno il minimo fondamento in quelle "regole dell'arte" che ci sono per chi fa storia come per chi fa il medico o il falegname. Riprendo una domanda posta nel forum qualche settimana fa: cherimus leare po culu sa zente ?

    3. Insegno da vent'anni, e da vent'anni insegno storia e cultura sarda insieme alla storia e cultura italiana ed europea (fino a che ci riesco, nelle condizioni della scuola italiana e, peggio ancora, sarda) perchè ritengo che per i giovani sardi conoscere la loro storia e cultura di appartenenza in un canale di formazione ufficiale come la scuola sia un modo fondamentale per sentirle vitali e preziose, e quindi non svendibili, e per sentirsi portatori di un patrimonio di fronte a sè e al mondo. In questo ho avuto due avversari implacabili:
    .... lo Stato centralista italiano e la sua burocrazia in Sardegna ??? Ma manco per idea: la maggior parte dei miei alunni e dei miei colleghi (sardi gli uni e gli altri, almeno dai tempi di Amsicora), ostilissimi gli uni e gli altri a occuparsi di cose che ritenevano fermamente essere non solo inutili, ma dannose. L'ultima volta che, in una scuola di superiore di Sassari, ho proposto come esempio di ottava un testo di Peppino Mereu anzichè il solito Ariosto, è scoppiata una mezza rivoluzione: provare per credere.
    Dopodichè chi vuol far le cose le fa e gli spazi li ha sempre avuti, alla faccia dello Stato centralista; ma non è un caso che la Regione sarda abbia da sessant'anni competenza in materia scolastica e tutto quello che sia riuscita a partorire è la legge 26. Se la necessità di certe cose non entra ben bene nella testa della gente (e quando dico la gente parlo anche di Sassari e Cagliari, dove vivono migliaia di persone che sono nate nell'isola ma si sentono meno sarde che londinesi... su che basi poi non si sa), non faremo mai un passo avanti. E non ce la faremo sicuramente sostituendo Zuanne Maria Angioy a Garibaldi.

    4. Credo che post di questo genere pongano seriamente il problema di quale consapevolezza storica debba essere alla base di un processo di indipendenza o comunque di autodeterminazione. Le risposte date finora dal movimento autonomista-indipendentista (leggi PSDA e Sardigna Natzione, ma non solo) sono quanto di più sconfortante: IRS su quale strada si vuole mettere ? Spero non su quella della fanta-storia. Salude.
    non credo proprio che noi vogliamo formare una scuola nazionalista serba.

    si tratta di interpretare quello che viene detto e di sfrondare un pò gli eccessi....

    io non conosco il mondo della scuola, o meglio lo conosco molto bene perchè mi sono subito anni di "educazione" italiana e ricordo ancora che l'unica volta che in classe si è parlato della sardegna a lezione di storia è scoppiato un boato.

    una liberazione psicosessuale dopo anni di oscurantismo...

    ti rispondo quindi da profano dell' insegnamento delle politiche e delle tecniche educative del mondo della scuola e di quant altro.

    secondo me oggi come oggi basterebbe che dall' alto si imponesse alle scuole medie superiori e inferiori 4 ore di storia sarda. poi in più per i licei (esistono ancora? 4 ore di linguistica suddivisi in 2 di linguistica generale, 1 di lingusitica italiana + 1 di linguistica sarda)

    parlare di progetti futuri e di aprocci a problemi che non possiamo risovere mi sembra prematuro.

    salude

  2. #22
    Meda sabios paris
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    Predefinito Re: Re: Re: Re

    In Origine Postato da emiliu
    [Sa cultura Sarda tenet de SOSTITUIRE cussa italiana in sas iscolas Natzionales! Amsicora a palte de Cangrande della Scala, Lyionore de Arvaree a palte de Masaniello, Zommaria Anzoe a palte de Garibaldi...... S'istoria italiana tenet de isparire dae s'iscola Sarda!
    Sos programmas tenen de esse Sardos e Europeos, cun calki paragrafeddu a subra s'Italia, ma solu po cosas in sas cales b'aiat Sardos direttamente impegnados, o cosas ki fini de rilevanza Europea!
    Praticamente de Italia bastat ki sos fizzos nostros imparene su ki imparana sos Ispagnolos, sos Isvizzeros, sos Tedescos, ecc.....
    Nois no semus italianos, e sos fizzos nostros tenen de esse pesados dae Sardos, custu mancari babbos meda no ana a esse de accordu......
    Solu goi si podet pesare una generatzione de Sardos Natzionalistas ki gherrat po s'Indipendentzia!
    S'iscola est un'arma in sa cale sos italianos no deven pius tenne perunu potere!
    1. Scusate la franchezza, ma a una scuola di questo genere preferisco di gran lunga l'italiana. D'altra parte, per chi vuole tirare su "una generatzione de Sardos Natzionalistas", sono premesse perfettamente coerenti alle conseguenze. Io spero che nè in Sardegna nè altrove si tirino su generazioni di Nazionalisti, tanto più su basi di chiusura culturale di questo genere; che mi ricordano tanto il famoso memoriale dell'Accademia Serba delle Scienze, a partire dal quale è partito un processo storico che ai popoli dell'ex Jugoslavia è costato tanti morti quanti l'Italia ne ha avuti in tutta la prima guerra mondiale, con la differenza che questi erano militari e quelli sono per lo più civili.

    2. Dal punto di vista di chi studia e insegna storia, e storia sarda, tesi di questo genere fanno solo sorridere, non hanno il minimo fondamento in quelle "regole dell'arte" che ci sono per chi fa storia come per chi fa il medico o il falegname. Riprendo una domanda posta nel forum qualche settimana fa: cherimus leare po culu sa zente ?

    3. Insegno da vent'anni, e da vent'anni insegno storia e cultura sarda insieme alla storia e cultura italiana ed europea (fino a che ci riesco, nelle condizioni della scuola italiana e, peggio ancora, sarda) perchè ritengo che per i giovani sardi conoscere la loro storia e cultura di appartenenza in un canale di formazione ufficiale come la scuola sia un modo fondamentale per sentirle vitali e preziose, e quindi non svendibili, e per sentirsi portatori di un patrimonio di fronte a sè e al mondo. In questo ho avuto due avversari implacabili:
    .... lo Stato centralista italiano e la sua burocrazia in Sardegna ??? Ma manco per idea: la maggior parte dei miei alunni e dei miei colleghi (sardi gli uni e gli altri, almeno dai tempi di Amsicora), ostilissimi gli uni e gli altri a occuparsi di cose che ritenevano fermamente essere non solo inutili, ma dannose. L'ultima volta che, in una scuola di superiore di Sassari, ho proposto come esempio di ottava un testo di Peppino Mereu anzichè il solito Ariosto, è scoppiata una mezza rivoluzione: provare per credere.
    Dopodichè chi vuol far le cose le fa e gli spazi li ha sempre avuti, alla faccia dello Stato centralista; ma non è un caso che la Regione sarda abbia da sessant'anni competenza in materia scolastica e tutto quello che sia riuscita a partorire è la legge 26. Se la necessità di certe cose non entra ben bene nella testa della gente (e quando dico la gente parlo anche di Sassari e Cagliari, dove vivono migliaia di persone che sono nate nell'isola ma si sentono meno sarde che londinesi... su che basi poi non si sa), non faremo mai un passo avanti. E non ce la faremo sicuramente sostituendo Zuanne Maria Angioy a Garibaldi.

    4. Credo che post di questo genere pongano seriamente il problema di quale consapevolezza storica debba essere alla base di un processo di indipendenza o comunque di autodeterminazione. Le risposte date finora dal movimento autonomista-indipendentista (leggi PSDA e Sardigna Natzione, ma non solo) sono quanto di più sconfortante: IRS su quale strada si vuole mettere ? Spero non su quella della fanta-storia. Salude. [/B][/QUOTE]


    Cun permissu.....Fantastoria est cussa italiana de oe, iscritta dae fanaticos partigianos comunistas o blusas nieddas fascistas e insegnadas dae maccoccos sessantottinos ki no cumprenden nudda e no iskin nudda!
    Garibaldi fidi unu terrorista, unu bandidu e gai devet esse lassadu!
    Su Risorgimento tenet de esse cancelladu o mentuadu solu po sos sardos bettados in sos campos de gherra e moltos igue...... Bastat!

    Mesa rebellione cando insegnas istoria sarda?
    Tzertu cando sos piccioccos suni manipolados dae pitzinnos!
    Ma no si la insegnas dae sas elementares....Ca sos pitzinnos imparana e bo, e su ki imparana lu ponene in attu......

    S'Istoria Sarda no est istoria locale, e no tenet nudda e itte faghere cun cussa italiana!

    E la fino, ca intendere su solitu disfattismu pienu de cumplessos de inferioridade mi faghet a buttare!

    Liberos de istoria po elementares:
    Melis, Leonardo: Shardana: I Popoli del Mare!
    Bellieni Camillo: Eleonora d'Arborea!
    Carta Raspi: Storia della Sardegna (Oltadu in sardu)

  3. #23
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    Arrow A Kornus

    Ma certo che la storia sarda non è storia "locale"
    Ma per lo stato centrale lo è.
    Questo non ci impedisce di poter integrare (data l'espansione ligislativa in ambito costituzionale della materia) alla storia italiana la ns storia.
    NON ci sarà mai modo altrimenti di insegnare alle nuove generazioni ciò che non sanno.

  4. #24
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    Predefinito Re: A Kornus

    In Origine Postato da repubricanu
    Ma certo che la storia sarda non è storia "locale"
    Ma per lo stato centrale lo è.
    Questo non ci impedisce di poter integrare (data l'espansione ligislativa in ambito costituzionale della materia) alla storia italiana la ns storia.
    NON ci sarà mai modo altrimenti di insegnare alle nuove generazioni ciò che non sanno.
    Si s'integratzione est solu unu passaju tattico...... Mi andat puru bene, soe de accordu......
    Ma s'atteru forumista no fit faeddende de passaju solu tatticu...... Fit faeddende de istoria italiana comente Verbo e de sa Sarda comente melda..... Custu mi faghet incazzare, ca kentukimbant'annos de gherra cuntra sos Aragonesos e milli annos de gherra cuntra sos romanos no suni...... "chiusura mentale!"

    Paret ki nemmancu sos mastros de istoria connoscan s'istoria issoro..... Solu cussa contada dae sos binkidores, e bi cretten puru!

  5. #25
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    Arrow Re

    Allora siamo d'accordo.
    Io parlo di passaggio tattico.
    Rientra in un quadro più ampio di strategia che l'indipendentismo deve cogliere.
    Ciao

    Repubricanu

  6. #26
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    Emiliu perou hat postu su problema de sa mancanza in nosu Sardus e totu de interessi po s'imparu de sa storia nosta in s'iscola. Su ki 'ollu nai est ca jai immoi cun sa lei 26 immu potziu fai meda, ma po immoi nudda est stetiu fattu, po mancantzia de voluntadi de sa classi dirigenti nosta. Mancai su federalismi s'hat 'onai mesus superioris de is ki teneus immoi, seus nosu e totu ki no dus 'oleus imperai. Intzndus su problema ki si deppi risolvi immoi est cussu de intrai in s'apposentu de is buttonis de sa politiga sarda e imperai totus in mesus (debilis o fortis ki siant) po lompi a su risultau de tenni finalmenti su sardu e sa storia sarda in is iscolas. A sa facci de is sardus ki no 'olint sçiri nudda de sa storia intsoru.

  7. #27
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    In Origine Postato da Noraxi
    Emiliu perou hat postu su problema de sa mancanza in nosu Sardus e totu de interessi po s'imparu de sa storia nosta in s'iscola. Su ki 'ollu nai est ca jai immoi cun sa lei 26 immu potziu fai meda, ma po immoi nudda est stetiu fattu, po mancantzia de voluntadi de sa classi dirigenti nosta. Mancai su federalismi s'hat 'onai mesus superioris de is ki teneus immoi, seus nosu e totu ki no dus 'oleus imperai. Intzndus su problema ki si deppi risolvi immoi est cussu de intrai in s'apposentu de is buttonis de sa politiga sarda e imperai totus in mesus (debilis o fortis ki siant) po lompi a su risultau de tenni finalmenti su sardu e sa storia sarda in is iscolas. A sa facci de is sardus ki no 'olint sçiri nudda de sa storia intsoru.
    S'interessu faltat no solu po s'istoria Sarda ma po s'istoria e sa cultura in zenerale.......
    Sa zente atzettat su ki sa ditta imponet e in custu mamentu sa ditta est italiana, tando imponet sas cosas italianas! Si una die at a esse salda at a imponnere sas cosas Sardas, e penso ki, a palte de calki mugugnu, sa majoria assoluda las at a atzettare kena problemas......

    Pustis deo no kelzo tancare s'iscola Sarda a sos influssos istranzos, kelzo però ki custos influssos no sien solu italianos, ma de totta Europa......
    Puitte pelder tempus cun Parini, Alfieri e Foscolo cando b'at Victor Hugo, Balzac, Cervantes, Kafka, Verne, Hemingway, Schakespeare, Dostojewski e goi sighinde?
    Puitte no iere s'istoria de Sardinnya Judikale comente palte de s'Impero Romanu Tedescu Sagradu, saltiende guelfos e ghibellinos italianos?

    Cola de Rienzo, sos Borgias, sos Isforzas, sos Comunes de Toscana po unu piccioccu Sardu suni tempus peldidu e noia pedrale, bi los faghere istudiare a memoria keret narrere li fagher odiare s'istoria e los cazzare de iscola!
    Si imbesse imparana sas cosas de domo issoro paris cun cussas Europeas e Universales, b'at meda pius possibilidade ki s'appassionenen e cumprendana!

    Como semus tancados! Como! Ca semus provincia de sa provincia.......
    Si oltare a Istadu, e reconnoske de esse Natzione, keret narrer in primis a si abberrere!

    E po a mie sa cultura imposta como in Sardinnya est meda similada a cussa de s'Accademia Serba....... Nois a su contrariu, semus ke sos Croatos!

  8. #28
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    In Origine Postato da Kornus
    S'interessu faltat no solu po s'istoria Sarda ma po s'istoria e sa cultura in zenerale.......
    Sa zente atzettat su ki sa ditta imponet e in custu mamentu sa ditta est italiana, tando imponet sas cosas italianas! Si una die at a esse salda at a imponnere sas cosas Sardas, e penso ki, a palte de calki mugugnu, sa majoria assoluda las at a atzettare kena problemas......

    Pustis deo no kelzo tancare s'iscola Sarda a sos influssos istranzos, kelzo però ki custos influssos no sien solu italianos, ma de totta Europa......
    Puitte pelder tempus cun Parini, Alfieri e Foscolo cando b'at Victor Hugo, Balzac, Cervantes, Kafka, Verne, Hemingway, Schakespeare, Dostojewski e goi sighinde?
    Puitte no iere s'istoria de Sardinnya Judikale comente palte de s'Impero Romanu Tedescu Sagradu, saltiende guelfos e ghibellinos italianos?

    Cola de Rienzo, sos Borgias, sos Isforzas, sos Comunes de Toscana po unu piccioccu Sardu suni tempus peldidu e noia pedrale, bi los faghere istudiare a memoria keret narrere li fagher odiare s'istoria e los cazzare de iscola!
    Si imbesse imparana sas cosas de domo issoro paris cun cussas Europeas e Universales, b'at meda pius possibilidade ki s'appassionenen e cumprendana!

    Como semus tancados! Como! Ca semus provincia de sa provincia.......
    Si oltare a Istadu, e reconnoske de esse Natzione, keret narrer in primis a si abberrere!

    E po a mie sa cultura imposta como in Sardinnya est meda similada a cussa de s'Accademia Serba....... Nois a su contrariu, semus ke sos Croatos!
    giustissimo!!!

  9. #29
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    Lo sò, ma la gradualità nel sistema in cui ci ritroviamo è l'unico modo per ottenere passo per passo i ns obiettivi.
    Non è pensabile fare altrimenti.

    Repubricanu

  10. #30
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    Predefinito devolution...

    Sono trascorsi due mesi dal mio primo ed unico intervento, peraltro di presentazione, in questo forum.
    C’è un motivo che in qualche modo si verrà a conoscere…anche perché trovo imbarazzante occupare uno spazio politico sentendosi “ospite”.
    L’importanza dell’argomento mi induce a riportare un intervento che mi appartiene, pubblicato sull’Unione Sarda del 9 aprile ’05 nella pagina “Lettere & Opinioni”, passato in sordina forse perché era il giorno successivo ai funerali di Papa Giovanni Paolo II.
    Il caro Itzoccor ne è al corrente, e non avendone parlato “cara a cara”, potremmo iniziare qui, eccolo:

    LA “NAZIONALITA” OBIETTIVO DEI SARDI.

    La discussione in Parlamento sulla riforma in senso “federale” della Costituzione, approvata in seconda lettura al Senato, è stata ancora una volta una occasione mancata, per far sentire la voce di quella parte della società sarda che si riconosce nell’area nazionalitaria, indipendentista, federalista.
    Poche e isolate parole sono state spese per sostenere la necessità di sciogliere il nodo storico della dipendenza politico-istituzionale tra lo Stato e la Sardegna, ovvero il riconoscimento della “nazionalità” sarda, pur nell’ambito della Costituzione italiana.
    L’equivoco di fondo del rapporto Stato-Regione Autonoma infatti, non si esaurisce di certo con l’adozione di un nuovo “Statuto di Autonomia”.
    Tralasciando il fatto che ciò debba avvenire attraverso la Costituente, cosa che la maggioranza al governo della Regione ha respinto, la revisione dello Statuto non è il solo strumento che può far modificare l’attuale sudditanza e dipendenza dallo Stato.
    Il dispositivo, che precede e sovrintende lo Statuto, và ricercato proprio nella Costituzione della Repubblica e consiste nel riconoscimento della “nazionalità” sarda come soggetto giuridico istituzionale.
    Nella lettura del Testo approvato dalla Camera dei Deputati il 15 ottobre 2004 ed essenzialmente riconfermato al Senato, è interessante verificare, sia prima che dopo le modifiche, quante volte ed in quali contesti è presente il termine “Nazione” e l’attributo “nazionale”.
    E’ noto che nella Carta costituzionale il termine “Nazione” è sinonimo di Stato, pertanto non si trova una esplicita definizione di “Nazione” italiana, e questa parola compare solo 4 volte: Artt. 9, 67, 87, 98. Per quanto riguarda l’attributo “nazionale”, questo è presente 15 volte.
    Risulta assente il concetto di “nazionalità” sotto qualsiasi accezione.
    A questo proposito l’Art. 114. definisce i soggetti istituzionali ed amministrativi della articolazione dello Stato: Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato.
    In sostanza, affinché il concetto di identità e delle conseguenti aspirazioni ad una reale autodeterminazione abbiano valore giuridico, sarebbe ora di cancellare dal vocabolario istituzionale la terminologia di “Regione Autonoma della Sardegna”, introducendo quella di Nazionalità sarda, anche per non confliggere sul piano lessicale con la Nazione – Stato italiana.
    Tale passaggio si rende indispensabile per agevolare il cammino verso l’autogoverno della Sardegna ed eliminare alla radice le inevitabili conflittualità con lo Stato e spianare la strada ad un vero Statuto della nazionalità sarda.
    L'Art.127 infatti, relativo alla questione di legittimità delle Leggi regionali con l’interesse “nazionale” della Repubblica, regola l’esercizio delle competenze regionali che dovranno passare al vaglio del Governo, della Corte costituzionale, del Parlamento, del Presidente della Repubblica.
    Pertanto, l’invito rivolto alle forze politiche e sociali che si richiamano ai valori “identitari”, è quello di trovare le forme e i modi affinché nella prosecuzione dell’iter parlamentare della riforma costituzionale, tali concetti e aspirazioni siano avanzati da chi ha “voce in capitolo”.
    Ciò potrebbe essere un ulteriore banco di prova per saggiare l’effettivo sentimento nazionalitario che, a parole, le formazioni politiche che si richiamano a tali valori declamano.
    Un’ultima nota sulla Costituzione. A chi abbia letto le recenti modifiche non sarà certo sfuggito il fatto che tra le cinque Regioni a Statuto speciale, la Valle d’Aosta ed il Trentino Alto Adige, ogni qualvolta sono citate, possiedono la dicitura bilingue: Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste e Trentino Alto Adige/Südtirol.
    Chissà se i “nostri” parlamentari abbiano pensato anche per la Sardegna la dizione bilingue, o forse non si è trovato l’accordo sulla variante ortografica: Sardigna, Saldigna, Sardinnia o Sardinna?


    A questo intervento ne sono poi seguiti altri che hanno ripreso solo l’ultima parte, relativa al nome della nostra Terra, a firma di: Vincenzo Sanna Randaccio (09.04.05); Michele Columbu (22.04.05); Massimo Pittau (30.04.05); Matteo Porru (04.05.05).
    (A proposito, io sarei per “Sardinnya”).


    Una analisi più articolata della “riforma” della Costituzione è stata esplicitata in una delle due tesi presentate al X° Congresso della Federazione di Oristano del PSd’Az., il 29 ottobre scorso, dal titolo abbastanza evocativo: “In caminu po s’Indipendentzia”…

    Fortza paris.

 

 
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