Pagina 5 di 10 PrimaPrima ... 456 ... UltimaUltima
Risultati da 41 a 50 di 95

Discussione: Devolution e Sardegna

  1. #41
    Registered User
    Data Registrazione
    09 Dec 2004
    Località
    Sardinnia
    Messaggi
    103
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Unhappy

    E’ una scelta di campo imprescindibile. Con implicazioni culturali, sociali...

    Per esempio:
    Franciscu Mannu vs Mameli
    Mossa vs Gavino Ledda (nel senso “come eravamo prima di integrarci”)


    In un caso si valorizzerebbe il meglio della nostra cultura autoctona, come cultura sarda a se stante, di nessuna ispirazione straniera, quindi con soggettività e diritto all’esistenza in quanto tale… d’altra parte si valorizzerebbero le deviazioni dalla nostra cultura nazionale, a favore di quelle che divertano, varino con il retrogusto del folkloristico o semplicemente intercettino il gusto e riprendano la moda delle espressioni culturali straniere, in questo caso italiane, valutandole in base all’osservanza del modello e al grado di imperfezione manieristica (arte e letteratura dei leccacelo ad uso delle guide indiane organiche al potere); e si vitupererebbero facilmente le espressioni autoctone negandone valore, legittimità e soggettività.


    Hiostu

  2. #42
    Registered User
    Data Registrazione
    09 Dec 2004
    Località
    Sardinnia
    Messaggi
    103
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Talking

    L’istituzionalizzazione della storia sarda, a mio avviso, dovrebbe essere subordinata all’insegnamento della stessa in lingua sarda.

    “historia sarda in limba sarda”




  3. #43
    Registered User
    Data Registrazione
    09 Sep 2005
    Messaggi
    15
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Re

    QUOTE]In Origine Postato da Kornus
    [Pustis, a palte de criticare sempere e nde ogare a pitzu s'Accademia de Milosevic po dogni cazzada, nara tue sos programmas ki keres, nara tue itte devimos faghere, propone...... Ca kie critica e bo, keret solu cunservare s'Istatus Quo! [/B][/QUOTE]

    Allora Kornus, ti accontento subito, o almeno ci provo, lasciando stare gli spaghetti che, se vivi in Sudtirol si spiegano già in un contesto diverso.

    1. "Naras ki sa culpa pius manna de s'indottirnamento italianista in sas iscolas sardas est de sos mastros Sardos e tottu (e tando puru sa tua, ca mastru sese)..." A parte che esiste la responsabilità individuale e che, come e più di me, molti insegnanti in Sardegna remano a fatti contro la concezione coloniale della scuola (coloniale non solo per quel che riguarda storia, lingua, etc. ma soprattutto per la bassissima qualità della preparazione generale, molto peggiore delle scuole italiane che mi è capitato di vedere), il problema è un altro. Voglio solo dire che il problema più grosso nell'insegnamento della storia sarda (e della lingua, della cultura etc.) non è a mio giudizio la politica oppressiva dello Stato italiano, ma la scarsa volontà di molti, troppi sardi (non TUTTI, Juanna e altri, non mi fraintendete), dovuta a scarso auto-riconoscimento del valore del proprio essere sardi.

    2. A testimonianza di questo voglio rapidamente citare:
    a) il fatto che la Regione sarda non abbia PER DECENNI utilizzato neanche le competenze in materia di istruzione concesse (il termine è voluto) dallo Statuto del 1948, quello del discorso famoso di Lussu sul gatto e il leone...
    b) che quando lo ha fatto (Legge 26, p.es. e per riprendere l'intervento di Noraxi, mi pare), è stata molto più attenta a distribuire prebende in corsi e progetti di scarsa incidenza, piuttosto che far passare il principio che storia (e cultura) sarda si deve studiare da Teulada a S.Teresa, senza se e senza ma, dall'asilo al liceo;
    c) che una spinta SERIA perchè questo avvenisse non è venuta nè dagli uomini di scuola e di cultura (troppo comodo definirli tutti collaborazionisti... malgado la tendenza di molti tavolinistas a lucrare su corsi, progetti etc.) nè in generale, e quel che più importa, dal popolo sardo nel suo complesso, che se avesse mostrato determinazione in questo sarebbe riuscito a ottenere i risultati che corsi, catalani etc etc hanno ottenuto da anni, e da stati di ben più feroce centralismo che l'italiano.

    3. Porre il problema in questi termini è più complicato che individuare il "cattivo" nel dominatore esterno, partendo dal presupposto infondato che noi sardi siamo "buoni" e oppressi. Le contraddizioni sono purtroppo molto più aggrovigliate; ma se non si inquadrano correttamente non si comprendono e non se ne tira fuori un'azione chiara e incisiva, sia contro l'esterno che soprattutto contro le guide indiane.

    4. Cosa fare (e taglio per non allungare troppo):
    a) anzitutto promuovere una pratica costante e continua della storia (etc etc) sarda nella scuola sarda; senza stare ad aspettare leggi 26, progetti, definizioni di che lingua insegnare, se quella di Samugheo o quella di Seneghe, ogni insegnante degno di questo nome (e ce ne sono) cominci a inserire stabilmente questi temi nei suoi programmi e nella sua pratica. Gli strumenti ci sono, sia per la storia che per il resto, non è vero che la storia sarda non sia studiata, si può dissentire sul taglio di certe opere, ma nulla vieta di utilizzarle almeno per porre il problema;
    b)gli alunni e le famiglie CHIEDANO E PRETENDANO che questo venga fatto, scuola per scuola di paese e di città, e se qualche maestro o prof dice che non gli interessano la storia e la lingua dei billoi lo prendano a pernacchie come merita. Se l'insegnante è continentale si metta a studiare, tu Kornus che vivi in SudTir. sicuramente sai che questo lì succede. Non si può chiedere e pretendere, a scuola, solo il riscaldamento acceso e la gita annuale;

    5, e chiudo: tutto questo secondo me va fondato su un atteggiamento di apertura nei confronti della storia e della cultura degli altri (ed è questo che non trovo, Kornus, in quel che scrivi) e su fondamenti metodologici solidi. Indichi come possibili testi "Bellieni Camillo: Eleonora d'Arborea!, Carta Raspi: Storia della Sardegna". Sono libri di sessant'anni fa e li dimostrano tutti, in tutti i sensi, compreso il taglio scopertamente ideologico.

    Spero almeno di non meritare la critica di non essere costruttivo. Sul resto, dissentire è normale. Un saluto in pache e amistade.

  4. #44
    www.urn-indipendentzia.com
    Data Registrazione
    18 Oct 2005
    Località
    URN Sardinnya
    Messaggi
    1,648
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Arrow Re

    Convengo con Emiliu sul fatto che le colpe o le mancanze del ns sistema scolastico regionale sui ritardi inerenti la NS cultura non possono certo essere esclusivamente imputati all'imposizione italianista.
    E' ovvio che anche a livello sociale-regionale si è ricreato un'ambiente in vari strati della popolazione (anche nel settore dell'istruzione) in qualche misura ostile all'introduzione di elementi riconducibili alla ns cultura.
    Sia esso ad opera del singolo docente, od organo scolastico fino al livello politico regionale.

    Ma questo non ci impedisce di continuare a battersi per invertire tale tendenza.

    Repubricanu

  5. #45
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 May 2009
    Messaggi
    7,923
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Kornus
    Sa Badissa apologetica mi difennet sempere, o sas pius boltas......

    Duas cosas:
    Sardinnya Judikale bintrat cun s'Impero ca assora tottu sos "regnantes" de Europa, e tando fintzamenta sos Juighes, fini influentzados dae su ki pensiat su Paba o s'Imperadore...... Pensa ki in Sardinnya su Paba dezidiat sos isposorios e sas eredidades...... Po dolu no b'at bistada una riforma protestante....
    Unu pagu rebelles fini Lyonore e Ugone, ma pius de tantu no podian, ca obiettivu issoro fit fraigare unu Istadu Sardu e kena su cunsensu de su Paba o de S'Impero fit impossibile (unu pagu comente oe kena su sunsensu de s'ONU o de atteros Istados potentes)......
    E ammenta ki Lyonore fidi de sos Templares, cussos ki aiana fattu sas gherras po "Terra Santa"....

    Oe sa cultura orale est possibile solu cun medios televisivos o radiofonicos e s'Indipendentismu ancora no los tenet...... Una cultura solu orale in s'iscola la io unu pagu difficile....




    ...jeo ti difenno semper?...difenno su contu chi ses terminanne! ammenta!


    ...a proposito de culturale orale...non cheriapo narrere chi devimus restre "orali" ...ma chi chi "insegna" devet arere su "dono" de ischire comente "trasmettere" sas cosas...isomma canno idet sos pizinnos a bucca aberta...e chi narana...e pustis?...cheret narrere chi atta"trasmesso" su chi cherit narrere...comprendido?

  6. #46
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 May 2009
    Messaggi
    7,923
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re

    In Origine Postato da emiliu
    QUOTE]In Origine Postato da Kornus
    [Pustis, a palte de criticare sempere e nde ogare a pitzu s'Accademia de Milosevic po dogni cazzada, nara tue sos programmas ki keres, nara tue itte devimos faghere, propone...... Ca kie critica e bo, keret solu cunservare s'Istatus Quo!
    Allora Kornus, ti accontento subito, o almeno ci provo, lasciando stare gli spaghetti che, se vivi in Sudtirol si spiegano già in un contesto diverso.

    1. "Naras ki sa culpa pius manna de s'indottirnamento italianista in sas iscolas sardas est de sos mastros Sardos e tottu (e tando puru sa tua, ca mastru sese)..." A parte che esiste la responsabilità individuale e che, come e più di me, molti insegnanti in Sardegna remano a fatti contro la concezione coloniale della scuola (coloniale non solo per quel che riguarda storia, lingua, etc. ma soprattutto per la bassissima qualità della preparazione generale, molto peggiore delle scuole italiane che mi è capitato di vedere), il problema è un altro. Voglio solo dire che il problema più grosso nell'insegnamento della storia sarda (e della lingua, della cultura etc.) non è a mio giudizio la politica oppressiva dello Stato italiano, ma la scarsa volontà di molti, troppi sardi (non TUTTI, Juanna e altri, non mi fraintendete), dovuta a scarso auto-riconoscimento del valore del proprio essere sardi.

    2. A testimonianza di questo voglio rapidamente citare:
    a) il fatto che la Regione sarda non abbia PER DECENNI utilizzato neanche le competenze in materia di istruzione concesse (il termine è voluto) dallo Statuto del 1948, quello del discorso famoso di Lussu sul gatto e il leone...
    b) che quando lo ha fatto (Legge 26, p.es. e per riprendere l'intervento di Noraxi, mi pare), è stata molto più attenta a distribuire prebende in corsi e progetti di scarsa incidenza, piuttosto che far passare il principio che storia (e cultura) sarda si deve studiare da Teulada a S.Teresa, senza se e senza ma, dall'asilo al liceo;
    c) che una spinta SERIA perchè questo avvenisse non è venuta nè dagli uomini di scuola e di cultura (troppo comodo definirli tutti collaborazionisti... malgado la tendenza di molti tavolinistas a lucrare su corsi, progetti etc.) nè in generale, e quel che più importa, dal popolo sardo nel suo complesso, che se avesse mostrato determinazione in questo sarebbe riuscito a ottenere i risultati che corsi, catalani etc etc hanno ottenuto da anni, e da stati di ben più feroce centralismo che l'italiano.

    3. Porre il problema in questi termini è più complicato che individuare il "cattivo" nel dominatore esterno, partendo dal presupposto infondato che noi sardi siamo "buoni" e oppressi. Le contraddizioni sono purtroppo molto più aggrovigliate; ma se non si inquadrano correttamente non si comprendono e non se ne tira fuori un'azione chiara e incisiva, sia contro l'esterno che soprattutto contro le guide indiane.

    4. Cosa fare (e taglio per non allungare troppo):
    a) anzitutto promuovere una pratica costante e continua della storia (etc etc) sarda nella scuola sarda; senza stare ad aspettare leggi 26, progetti, definizioni di che lingua insegnare, se quella di Samugheo o quella di Seneghe, ogni insegnante degno di questo nome (e ce ne sono) cominci a inserire stabilmente questi temi nei suoi programmi e nella sua pratica. Gli strumenti ci sono, sia per la storia che per il resto, non è vero che la storia sarda non sia studiata, si può dissentire sul taglio di certe opere, ma nulla vieta di utilizzarle almeno per porre il problema;
    b)gli alunni e le famiglie CHIEDANO E PRETENDANO che questo venga fatto, scuola per scuola di paese e di città, e se qualche maestro o prof dice che non gli interessano la storia e la lingua dei billoi lo prendano a pernacchie come merita. Se l'insegnante è continentale si metta a studiare, tu Kornus che vivi in SudTir. sicuramente sai che questo lì succede. Non si può chiedere e pretendere, a scuola, solo il riscaldamento acceso e la gita annuale;

    5, e chiudo: tutto questo secondo me va fondato su un atteggiamento di apertura nei confronti della storia e della cultura degli altri (ed è questo che non trovo, Kornus, in quel che scrivi) e su fondamenti metodologici solidi. Indichi come possibili testi "Bellieni Camillo: Eleonora d'Arborea!, Carta Raspi: Storia della Sardegna". Sono libri di sessant'anni fa e li dimostrano tutti, in tutti i sensi, compreso il taglio scopertamente ideologico.

    Spero almeno di non meritare la critica di non essere costruttivo. Sul resto, dissentire è normale. Un saluto in pache e amistade. [/B][/QUOTE]



    ..duncas mi das rejone! sa "gurpa" est sos mastros!...una cosa..tra sos libros chi citate...mancat "la civiltà dei Sardi" di tale Tziu Juanne Lilliu...chi non est "anacronista"...e si non bastat ...ponebi "Sentidu de Liberatade"...e picatibilos sos pizzonnos a idere sos Gigantes...valet prus de 2 oras de paraulas


    chin amistade

  7. #47
    Meda sabios paris
    Data Registrazione
    02 Dec 2004
    Località
    Atlantide
    Messaggi
    5,063
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re

    In Origine Postato da juanna maria
    Allora Kornus, ti accontento subito, o almeno ci provo, lasciando stare gli spaghetti che, se vivi in Sudtirol si spiegano già in un contesto diverso.

    1. "Naras ki sa culpa pius manna de s'indottirnamento italianista in sas iscolas sardas est de sos mastros Sardos e tottu (e tando puru sa tua, ca mastru sese)..." A parte che esiste la responsabilità individuale e che, come e più di me, molti insegnanti in Sardegna remano a fatti contro la concezione coloniale della scuola (coloniale non solo per quel che riguarda storia, lingua, etc. ma soprattutto per la bassissima qualità della preparazione generale, molto peggiore delle scuole italiane che mi è capitato di vedere), il problema è un altro. Voglio solo dire che il problema più grosso nell'insegnamento della storia sarda (e della lingua, della cultura etc.) non è a mio giudizio la politica oppressiva dello Stato italiano, ma la scarsa volontà di molti, troppi sardi (non TUTTI, Juanna e altri, non mi fraintendete), dovuta a scarso auto-riconoscimento del valore del proprio essere sardi.

    2. A testimonianza di questo voglio rapidamente citare:
    a) il fatto che la Regione sarda non abbia PER DECENNI utilizzato neanche le competenze in materia di istruzione concesse (il termine è voluto) dallo Statuto del 1948, quello del discorso famoso di Lussu sul gatto e il leone...
    b) che quando lo ha fatto (Legge 26, p.es. e per riprendere l'intervento di Noraxi, mi pare), è stata molto più attenta a distribuire prebende in corsi e progetti di scarsa incidenza, piuttosto che far passare il principio che storia (e cultura) sarda si deve studiare da Teulada a S.Teresa, senza se e senza ma, dall'asilo al liceo;
    c) che una spinta SERIA perchè questo avvenisse non è venuta nè dagli uomini di scuola e di cultura (troppo comodo definirli tutti collaborazionisti... malgado la tendenza di molti tavolinistas a lucrare su corsi, progetti etc.) nè in generale, e quel che più importa, dal popolo sardo nel suo complesso, che se avesse mostrato determinazione in questo sarebbe riuscito a ottenere i risultati che corsi, catalani etc etc hanno ottenuto da anni, e da stati di ben più feroce centralismo che l'italiano.

    3. Porre il problema in questi termini è più complicato che individuare il "cattivo" nel dominatore esterno, partendo dal presupposto infondato che noi sardi siamo "buoni" e oppressi. Le contraddizioni sono purtroppo molto più aggrovigliate; ma se non si inquadrano correttamente non si comprendono e non se ne tira fuori un'azione chiara e incisiva, sia contro l'esterno che soprattutto contro le guide indiane.

    4. Cosa fare (e taglio per non allungare troppo):
    a) anzitutto promuovere una pratica costante e continua della storia (etc etc) sarda nella scuola sarda; senza stare ad aspettare leggi 26, progetti, definizioni di che lingua insegnare, se quella di Samugheo o quella di Seneghe, ogni insegnante degno di questo nome (e ce ne sono) cominci a inserire stabilmente questi temi nei suoi programmi e nella sua pratica. Gli strumenti ci sono, sia per la storia che per il resto, non è vero che la storia sarda non sia studiata, si può dissentire sul taglio di certe opere, ma nulla vieta di utilizzarle almeno per porre il problema;
    b)gli alunni e le famiglie CHIEDANO E PRETENDANO che questo venga fatto, scuola per scuola di paese e di città, e se qualche maestro o prof dice che non gli interessano la storia e la lingua dei billoi lo prendano a pernacchie come merita. Se l'insegnante è continentale si metta a studiare, tu Kornus che vivi in SudTir. sicuramente sai che questo lì succede. Non si può chiedere e pretendere, a scuola, solo il riscaldamento acceso e la gita annuale;

    5, e chiudo: tutto questo secondo me va fondato su un atteggiamento di apertura nei confronti della storia e della cultura degli altri (ed è questo che non trovo, Kornus, in quel che scrivi) e su fondamenti metodologici solidi. Indichi come possibili testi "Bellieni Camillo: Eleonora d'Arborea!, Carta Raspi: Storia della Sardegna". Sono libri di sessant'anni fa e li dimostrano tutti, in tutti i sensi, compreso il taglio scopertamente ideologico.

    Spero almeno di non meritare la critica di non essere costruttivo. Sul resto, dissentire è normale. Un saluto in pache e amistade.


    ..duncas mi das rejone! sa "gurpa" est sos mastros!...una cosa..tra sos libros chi citate...mancat "la civiltà dei Sardi" di tale Tziu Juanne Lilliu...chi non est "anacronista"...e si non bastat ...ponebi "Sentidu de Liberatade"...e picatibilos sos pizzonnos a idere sos Gigantes...valet prus de 2 oras de paraulas


    chin amistade [/B][/QUOTE]



    Mi lu fio immentrigadu, lu keria ponnere, ma m'as antcipadu.....

  8. #48
    Registered User
    Data Registrazione
    15 Feb 2005
    Messaggi
    82
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da cràudiu
    quoto in pieno, penso che quello sia il problema fondamentale, perchè di fatto con quel cavillo loro parlano di federalismo, ma la realtà è che possono bloccare qualsiasi cosa, quella frase gli permette di impuganare alla corte costituzionale anche un paino urbanistico

    al referendum andrò a votare no, perchè se prima stavo male, cn questo starò molto peggio
    Salve a tutti,
    essendo un italiano sardo cagliaritano ho idee diverse dalle Vostre....

    Permettemi di dire che Crabu parla per sentito dire....
    lo conosco bene...
    sono in tanti che lo conoscono al bar....
    dove staziona tutto il giorno e beve e non fa un accidenti tutto il giorno...
    dopo sul forum esprime le impressioni da sbornia...


    Cordialissimi saluti!

  9. #49
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 May 2009
    Messaggi
    7,923
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ...bla bla et bla


    ....provanne sò....

  10. #50
    Trigu, terra, traballu
    Data Registrazione
    11 Mar 2004
    Località
    Casteddu - Sardinia
    Messaggi
    1,315
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Salve a tutti,
    essendo un italiano sardo cagliaritano ho idee diverse dalle Vostre....

    Permettemi di dire che Crabu parla per sentito dire....
    lo conosco bene...
    sono in tanti che lo conoscono al bar....
    dove staziona tutto il giorno e beve e non fa un accidenti tutto il giorno...
    dopo sul forum esprime le impressioni da sbornia...


    Cordialissimi saluti!
    eya son fisso al bar, imbriagu pèrdiu, ed ora che sto piangendo come una fontana per le tue frasi pungenti puoi anche tornartene a giocare con le figurine di Garibaldi e Mazzini

    il mio augurio per te è sempre lo stesso
    ESTINGUITI

 

 
Pagina 5 di 10 PrimaPrima ... 456 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 19-12-12, 21:39
  2. Risposte: 88
    Ultimo Messaggio: 31-12-08, 15:12
  3. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 22-02-05, 21:16
  4. Cubeddu: la devolution e la Sardegna
    Di tziu flat eric nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-04-03, 10:56
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-04-03, 18:33

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito