Pagina 11 di 18 PrimaPrima ... 101112 ... UltimaUltima
Risultati da 101 a 110 di 173

Discussione: Devolution

  1. #101
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Apr 2002
    Località
    Eris sos anneos, hoe s'ispera, cras s'albeschida et pustis sa pelea pro abbarrare in sa lughe
    Messaggi
    926
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da patriottu
    ha in parte gia risposto il sempre preciso Ribellu.
    La situazione del movimento NON è positiva;
    dal punto di vista numerico, del consenso , del radicamento sociale, dal punto di vista delal gestione e partecipazione democratica (parolina questa buona per tutte le stagioni ma di cui il significato è andato perso dietro "pragmatismi" e "leaderismi" vari...)
    I giovani entrano nelle sezioni e se ne fuggono.Non è solo colpa loro .Non è solo colpa dell'Italianismo , non solo... Il movimento per il momento non è ancora in grado di riuscire a tradurre la protesta e la rivendicazione in progetto comprensibile.
    In vista di problemi , se non vogliamo parlare di fallimenti elettorali e di consenso si dovrebbe sempre sedersi a un tavolo , discutere, rilanciare e ripartire. Ovviamente cio' implica la critica e autocritica senza personalismi.Quando una linea fallisce si presenta il conto e si cambia ,tenendo le cose positive, la tradizione e le esperienze , perchè ovviamente c'è tanto da conservare e tanto di cui essere orgogliosi.
    Dal mio punto di vista , l'interclassismo e il trasversalismo hanno fallito. Con questo non intendo certo dividere il fronte natzionalista in classi, per me è giusto comporre i conflitti di classe all'interno dell'unità popolare democratica, ma è necessario delineare un manifesto economico di liberazione sociale , socialista patriottico appunto, capace di dare risposte alla crisi dovuta al colonialismo e al neoliberismo.Tutto cio ' è in linea e sinonia con TUTTE le altre natzioni senza stato. E noi? . Vuoto di idee.
    Certamente l'unità popolare non deve essere mai un paravento per opportunisti, categorie sarde egoistiche, nuovi feudatari, politicanti unionisti o di qualsiasi congrega italianista, magari verniciati di "sardismo" , e tutta la genia di sardo-autocolonialisti ... la forza della nazione è sempre il popolo che lavora e lotta, chi lo sfrutta per conto di terzi si chiama automaticamente fuori .
    sotzialismu patrioticu pro s'indipendentzia.


    Condivido molti punti del del tuo intervento, specialmente nella parte che si sforza di trovare soluzioni sulla scarsa partecipazione nel movimento.
    Ma ribadisco la mia contrarietà alla proposta che tende a configurare il nostro progetto politico all’interno di uno schema rigidamente legato alle aspirazioni (pur condivisibili) di una sola parte del popolo , e che non tenga conto come obiettivo primario la lotta di emancipazione dai molteplici vincoli italiani i quali determinano l’importazione di modelli sociali ed economici ( tra cui anche recentemente il liberismo) i cui effetti non possono essere contrastati nella condizione di totale subalternità in cui si trova la Sardegna .I trascorsi storici che ci hanno visto subire i vari “ismi “ confermano in maniera inequivocabile il rapporto perverso che si crea quando a una comunità no è concesso di determinare le scelte per la costruzione del futuro secondo le proprie inclinazioni culturali.In quanto soggetti passivi per modelli maturati in contesti avulsi dalla nostra realtà sociale, spesso siamo portati a considerare insufficiente la nostra capacità di elaborare nuove soluzioni adatte alle nostre esigenze; ma con l’indipendentismo lo strappo a questa regola dettata dalla nostra rassegnazione secolare c’è stato. Il fenomeno indipendentista sardo è qualcosa di nostro. E’ qualcosa, se vogliamo, il cui significato prescinde da ogni considerazione politica, e si avvicina nella sua interpretazione a necessita antropologiche occulte del nostro essere, che tutto vuole tranne che scomparire.

    Ciao

  2. #102
    decolonizzare l'immaginario
    Data Registrazione
    09 Oct 2004
    Località
    Venezia
    Messaggi
    6,260
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Condivido molti punti del del tuo intervento, specialmente nella parte che si sforza di trovare soluzioni sulla scarsa partecipazione nel movimento.
    Ma ribadisco la mia contrarietà alla proposta che tende a configurare il nostro progetto politico all’interno di uno schema rigidamente legato alle aspirazioni (pur condivisibili) di una sola parte del popolo , e che non tenga conto come obiettivo primario la lotta di emancipazione dai molteplici vincoli italiani i quali determinano l’importazione di modelli sociali ed economici ( tra cui anche recentemente il liberismo) i cui effetti non possono essere contrastati nella condizione di totale subalternità in cui si trova la Sardegna .I trascorsi storici che ci hanno visto subire i vari “ismi “ confermano in maniera inequivocabile il rapporto perverso che si crea quando a una comunità no è concesso di determinare le scelte per la costruzione del futuro secondo le proprie inclinazioni culturali.In quanto soggetti passivi per modelli maturati in contesti avulsi dalla nostra realtà sociale, spesso siamo portati a considerare insufficiente la nostra capacità di elaborare nuove soluzioni adatte alle nostre esigenze; ma con l’indipendentismo lo strappo a questa regola dettata dalla nostra rassegnazione secolare c’è stato. Il fenomeno indipendentista sardo è qualcosa di nostro. E’ qualcosa, se vogliamo, il cui significato prescinde da ogni considerazione politica, e si avvicina nella sua interpretazione a necessita antropologiche occulte del nostro essere, che tutto vuole tranne che scomparire.

    Ciao
    Molto bello, complimenti veramente, sei al cuore della tematica. Ciao.

  3. #103
    democratzia & libertade
    Data Registrazione
    16 Feb 2005
    Località
    Agarthi
    Messaggi
    414
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Condivido molti punti del del tuo intervento, specialmente nella parte che si sforza di trovare soluzioni sulla scarsa partecipazione nel movimento.
    Ma ribadisco la mia contrarietà alla proposta che tende a configurare il nostro progetto politico all’interno di uno schema rigidamente legato alle aspirazioni (pur condivisibili) di una sola parte del popolo , e che non tenga conto come obiettivo primario la lotta di emancipazione dai molteplici vincoli italiani i quali determinano l’importazione di modelli sociali ed economici ( tra cui anche recentemente il liberismo) i cui effetti non possono essere contrastati nella condizione di totale subalternità in cui si trova la Sardegna .I trascorsi storici che ci hanno visto subire i vari “ismi “ confermano in maniera inequivocabile il rapporto perverso che si crea quando a una comunità no è concesso di determinare le scelte per la costruzione del futuro secondo le proprie inclinazioni culturali.In quanto soggetti passivi per modelli maturati in contesti avulsi dalla nostra realtà sociale, spesso siamo portati a considerare insufficiente la nostra capacità di elaborare nuove soluzioni adatte alle nostre esigenze; ma con l’indipendentismo lo strappo a questa regola dettata dalla nostra rassegnazione secolare c’è stato. Il fenomeno indipendentista sardo è qualcosa di nostro. E’ qualcosa, se vogliamo, il cui significato prescinde da ogni considerazione politica, e si avvicina nella sua interpretazione a necessita antropologiche occulte del nostro essere, che tutto vuole tranne che scomparire.

    Ciao

    Mi fa piacere che siamo daccordo su alcuni punti, io credo ancora che sia possibile migliorare e rilanciare e rinforzare il movimento, niente è perduto per sempre e le possibilità ci sono, sempre che ci sia la volontà nei vertici ...

    Capisco i tuoi dubbi, ma forse è meglio che chiarisca bene quale è la mia posizione, che poi è parte delle mozioni programmatiche portate da Boghe Natzionale a ghilarza ...

    Ritengo giusto portare avanti gli interessi anche dei datori di lavoro e imprenditori sardi, se questo è il dubbio, e non ritengo opportuno dividere ilavoratori dai datori di lavoro. Questo almeno per partito preso.Pero' se anche oggi pensiamo che sostenere la battaglia dei pastori è una scelta giusta di s.n.i. è altrettanto vero che facendo questo non si è proprio in sintonia con la linea di certi (non tutti!) industriali del comparto in questione...

    Insieme si puo' lottare contro il potere centrale, congiuntamente per l'indipendenza, in un percorso graduale che porti un giorno alla Repubblica Democratica Sarda.
    Ovviamente ciò sta a significare un discorso di unità democratica amplia e inclusiva, di forze e soggettualità indipendentiste, chiaramente indipendentiste.

    Cio' non esclude che alla parola Indipendentzia sia giusto dare dei contenuti, perchè è un contenitore ,un veicolo di idee, ma non essa stessa un ideologia o la cura di tutti i mali.

    Credo che il lato identitario antropologico debba compenetrarsi con quello sociale ed economico e viceversa, l'assenza di uno degli elementi indebolisce l'altro. Natzionale e sotziale sono due facce della stessa medaglia ...

    "Indipendentzia" potrebbe significare anche una zona franca deregolata con un inasprimento dello sfruttamento dei nostri lavoratori; potrebbe significare poca libertà e sudditanza a nuovi feudatari; potrebbe significare assenza di stato di diritto, di una giusta magistratura; potrebbe significare per stringere e farla in breve "repubblica delle banane"...Su questo penso che tutti siamo daccordo ( tutti a prescindere dall'organizzazione e movimento d'appartenenza) : nessuno credo che ambisca a una indipendenza tipo Panama, o la Thailandia ecc. ... Stati fantoccio dove il popolo è costretto a prostituirsi(e non è nemmeno tanto una metafora...) per sopravvivere...

    Se questo ragionamento è vero allora è altrettanto valido il discorso di porre delle regole e dei (tanto odiati,ma storicamente necessari) paletti. Non un imposizione, perche la mia è una posizione che esprimo in democrazia, piaccia oppure no. Queste regole corrispondono alla proposta che vede un ottica di fronte, dove non ci sono preclusioni, ma l'aggregazione è dovuta a un adesione programmatica di punti chiari, punti economici, identitari, sociali, culturali e politici. ...

    Nessuno ,dal mio punto di vista, deve essere escluso dal movimento, nemmeno il datore di lavoro o l'imprenditore perchè il mio socialismo non è un ferro vecchio ammuffito riesumato dalle nebbie dell'Ottocento. Però questo non toglie di una virgola il fatto che tra i punti programmatici di adesione a un fronte democratico debbano esserci scritto forte e chiaro : no alla precarizzazione, no alla distruzione del diritto al lavoro, no allo sfruttamento, no alla discriminazione di ogni tipo(sessuale,raziale,religosa e culturale...), no alla mobilità=emigrazione, no alla flessibilità=precarietà, insomma uguaglianza verso l'alto e non livellamento verso il basso.
    Se un industriale o grande imprenditore è in sintonia con questi principi(ne ho elencato solo alcuni ma ci siamo capiti..) e vuole sposare la causa natzionalista per me va bene.
    Innanzi tutto deve assolvere il compito di occupare i patrioti, in seconda analisi i Sardi in genere, deve contribuire nella sua maggiore possibilità allo sviluppo del movimento, senza fare il boss, ma lavorando in un ottica democratica.
    Spero sia chiara la mia posizione.
    Poi è ovvio , in democrazia ognuno porta acqua al suo mulino , e la mia visione è apertamente socialista, certo sarebbe bello coniare nuove parole e sostantivi, ma anche l'esigenza di farsi capire dalla propria gente è importante,
    percio' il ricorso alla parola socialismo, se chiaro e ben spiegato, non dovrebbe fare paura, pensiamo alla Catalunya ad esempio, o alle tesi costituve del moderno sean feinn ...

    populu unido!
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  4. #104
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Apr 2002
    Località
    Eris sos anneos, hoe s'ispera, cras s'albeschida et pustis sa pelea pro abbarrare in sa lughe
    Messaggi
    926
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi congratulo per la lucidità e la chiarezza delle tue esposizioni

    Noto con piacere che a seguito della tua analisi, questa volta è stata data la giusta interpretazione di ciò che realmente entrambi intendiamo per indipendentismo.
    Tuttavia voglio aggiungere questo:
    il mio sogno rimane quello di vedere, un giorno, una Sardegna libera di proporre al mondo un nuovo modello sociale che si basi sul diritto di vivere una condizione di dignità individuale principalmente sotto l’aspetto economico e del diritto.Una società dove il libero mercato è ammesso con quelle regole ferree, atte innanzi tutto a prevenire ogni violazione dei diritti dell’essere umano. Un sistema economico al servizio dell’uomo e non viceversa. Una società i cui principi di solidarietà sociale sono sanciti da un atto costituzionale, che consideri il lavoro per tutti una condizione irrinunciabile al pari dello studio e della salute.Uno stato-nazione libero di rinnegare tutte le forme aberranti della mondializzazione. Un popolo istituzionalmente libero di conformarsi alle regole delle istituzioni internazionale, secondo la propria convenienza .Un popolo che riscopra se stesso, e si proponga al mondo per ciò che realmente è: con la semplicità del suo stile di vita austero, e della sua cultura millenaria.Un sistema socialdemocratico alla sarda per un popolo di un isola di 1 600 000 abitanti al centro del mediterraneo.E' tutta qui la semplicità e l’unicità del mio sogno.
    Adesso però,la dura realtà in cui viviamo è ben lontana da tutto ciò. La difficoltà di conseguire questo obiettivo, ci impone di unire tutte le forze, dato che tra noi e il nostro sogno c'è lo stato italiano.

    Ciao e Buon Natale

  5. #105
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Jan 2005
    Località
    Tathari
    Messaggi
    261
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Mi congratulo per la lucidità e la chiarezza delle tue esposizioni

    Noto con piacere che a seguito della tua analisi, questa volta è stata data la giusta interpretazione di ciò che realmente entrambi intendiamo per indipendentismo.
    Tuttavia voglio aggiungere questo:
    il mio sogno rimane quello di vedere, un giorno, una Sardegna libera di proporre al mondo un nuovo modello sociale che si basi sul diritto di vivere una condizione di dignità individuale principalmente sotto l’aspetto economico e del diritto.Una società dove il libero mercato è ammesso con quelle regole ferree, atte innanzi tutto a prevenire ogni violazione dei diritti dell’essere umano. Un sistema economico al servizio dell’uomo e non viceversa. Una società i cui principi di solidarietà sociale sono sanciti da un atto costituzionale, che consideri il lavoro per tutti una condizione irrinunciabile al pari dello studio e della salute.Uno stato-nazione libero di rinnegare tutte le forme aberranti della mondializzazione. Un popolo istituzionalmente libero di conformarsi alle regole delle istituzioni internazionale, secondo la propria convenienza .Un popolo che riscopra se stesso, e si proponga al mondo per ciò che realmente è: con la semplicità del suo stile di vita austero, e della sua cultura millenaria.Un sistema socialdemocratico alla sarda per un popolo di un isola di 1 600 000 abitanti al centro del mediterraneo, e tutta qui la semplicità e l’unicità del mio sogno.
    Adesso però,la dura realtà in cui viviamo è ben lontana da tutto ciò. La difficoltà di conseguire questo obiettivo, ci impone di unire tutte le forze, dato che tra noi e il nostro sogno c'è lo stato italiano.

    Ciao e Buon Natale
    Bellissimo questo tuo intervento.
    Bella questa frase "un Popolo che riscopra se stesso, e si proponga al mondo...con la semplicità del suo stile austero, e della sua cultura millenaria".
    Una sintesi potente.
    Ho letto da pochissimo un testo di Mialinu Pira che esprimeva più o meno lo stesso concetto, domani lo posto.
    Condivido la tua analisi Sergio al 95%, ed ovviamente son le utlime 3 righe a non convincermi.
    Le giuste premesse portano a conclusioni sbagliate.
    Personalmente ritengo motivo principale dello scarso seguito ed, ahimè, della scarsa credibiltà dell'indipendetismo di oggi proprio l'aver voluto abbandonare il progetto di essere portatore ed espressione di una reale alternativa sarda di società.
    Si è voluta abbandonare la via sicuramente più lunga, ma che consentiva di scorgere all'orizzonte i contorni della vittoria, per quella più breve, quella di una goffa e litigiosa, ed alla fin fine effimera, unità dell'area indipendentista ,sacrificando sull'altare del "trasversalismo" la progettualità più ardita e l'idealità più giovane e rivoluzionaria.
    Non è un caso che SNI sia un partito di vecchi (con tutto il rispetto ovviamente), non potrà mai essere una forza giovane e realmente dirompente fin quando sarà un movimento spiritualmente vecchio, portato al compromesso (...subalternità?) con gli autonomisti-unionisti del psd'az e senza una forte identità ideale e rivoluzionaria (...e non si dica che SNI è tutto questo perchè l'unico effetto che si otterrebbe sarebbe quello di una risata generale )
    Condivido le analisi e le proposte di Patriottu, ovviamente (visto che le abbiamo discusse per mesi assieme), l'unica cosa che non condivido è il fatto che SN possa evolvere e cambiare.
    Per quanto mi riguarda, dopo averlo constatato amaramente, SN non cambierà mai.
    Totalmente assente è la volontà del cambiamento.
    ...son tra gli indipendentisti, penso la maggioranza, che non si sentono rappresentati ne da uno ne dall'altro movimento.
    Un saluto fraterno Sergio

  6. #106
    democratzia & libertade
    Data Registrazione
    16 Feb 2005
    Località
    Agarthi
    Messaggi
    414
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Mi congratulo per la lucidità e la chiarezza delle tue esposizioni

    Noto con piacere che a seguito della tua analisi, questa volta è stata data la giusta interpretazione di ciò che realmente entrambi intendiamo per indipendentismo.
    Tuttavia voglio aggiungere questo:
    il mio sogno rimane quello di vedere, un giorno, una Sardegna libera di proporre al mondo un nuovo modello sociale che si basi sul diritto di vivere una condizione di dignità individuale principalmente sotto l’aspetto economico e del diritto.Una società dove il libero mercato è ammesso con quelle regole ferree, atte innanzi tutto a prevenire ogni violazione dei diritti dell’essere umano. Un sistema economico al servizio dell’uomo e non viceversa. Una società i cui principi di solidarietà sociale sono sanciti da un atto costituzionale, che consideri il lavoro per tutti una condizione irrinunciabile al pari dello studio e della salute.Uno stato-nazione libero di rinnegare tutte le forme aberranti della mondializzazione. Un popolo istituzionalmente libero di conformarsi alle regole delle istituzioni internazionale, secondo la propria convenienza .Un popolo che riscopra se stesso, e si proponga al mondo per ciò che realmente è: con la semplicità del suo stile di vita austero, e della sua cultura millenaria.Un sistema socialdemocratico alla sarda per un popolo di un isola di 1 600 000 abitanti al centro del mediterraneo.E' tutta qui la semplicità e l’unicità del mio sogno.
    Adesso però,la dura realtà in cui viviamo è ben lontana da tutto ciò. La difficoltà di conseguire questo obiettivo, ci impone di unire tutte le forze, dato che tra noi e il nostro sogno c'è lo stato italiano.

    Ciao e Buon Natale


    Perfetto Sergio ! sono daccordo! Questa è una discussione con la D maiuscola!!! Buon Natale e Buone feste anche a te e tutti i Patrioti in ascolto!

    Credo che se lo vogliamo possiamo arrviare a quanto prefigurato, certo per ora è solo un sogno...
    amus a binker!
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  7. #107
    democratzia & libertade
    Data Registrazione
    16 Feb 2005
    Località
    Agarthi
    Messaggi
    414
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Condivido le analisi e le proposte di Patriottu, ovviamente (visto che le abbiamo discusse per mesi assieme), l'unica cosa che non condivido è il fatto che SN possa evolvere e cambiare.
    Per quanto mi riguarda, dopo averlo constatato amaramente, SN non cambierà mai.
    Totalmente assente è la volontà del cambiamento.
    ...son tra gli indipendentisti, penso la maggioranza, che non si sentono rappresentati ne da uno ne dall'altro movimento.
    Un saluto fraterno Sergio[/QUOTE]

    Si capisco bene cio che dici, ed è l'esempio lampante dell'incapacità del movimento di mantenere al suo interno i giovani , o comunque i più giovani. L'età media è paurosamente alta, ovviamente le persone più grandi d'età sono preziose e devono esserci ..ma è allarmante la fuga e l'assenza dei giovani! Fare finta di niente davanti a questa realtà continuand oa dire che s.n.i. va a gonfie vele, che in pochi si lavora meglio e che siamo andati bene alle elezioni è clamorosamente ridicolo.

    Io credo invece che s.n.i. cambierà, come tutto cambia e si evolve nel corso degli eventi nella vita... niente è immutabile. Certo io mi prefiggo dei tempi molto più brevi e imminenti ...

    La più breve e immediata scadenza sono le prossime elezioni politiche, in cui voglio vedere che programma si presenterà e che candidati. Voglio anche vedere un Congresso, appena dopo le elezioni... Se questo avverrà e se avrà un buon esito allora il test successivo saranno le prossime elezioni Regionali.
    Altrimenti se non vedrò segnali positivi lungo tuttta questa serie di scadenze (prima fra tutte quella vicina delle politiche) allora trarro' le mie conclusioni definitive.

    La cosa che più mi preoccupa è che in seguito all'allontanamento di tanti giovani validi come Ribellu, il movimento nei suoi vertici non abbia fatto un millimetro di autocritica e non si curi di quali possono essere le istanze di chi si è letteralmente rotto le balle ... chissà magari tra cio ' che hanno in mente molti giovani che si sono allontanati ci sono soluzioni e buone proposte... capaci di rilanciare il movimento,perchè passarci sopra aprioristicamente?

    Se non ci si mette in testa che i ragazzi oggi non entreranno mai in una sezione solo per cio' che sni fa o per cio che ha rappresentato , o almeno non in un numerro rilevante allora non si va da nessuna parte; se non si prende coscienza del fatto che chi oggi, giovane, entra nel movimento porta delle idee NUOVE, DIVERSE,ORIGINALI, giuste o sbagliate ma che devono trovare momenti di dibattito e di dialogo , e non delle assolute farse e inutili campagne di reclutamento dove non si cambia di una virgola.
    Cio sta a significare che il movimento non è al momento in grado di accogliere la gioventu' , questa guarda ad altre organizzazioni indipendentiste. Io per quanto possibile queste cose non smettero' mai di dirle ,come ho sempre fatto perchè sono mosse dall'interesse di far crescere il movimento. Certo che tutto ha un limite e forse ho solo un po' piu' di pazienza di altri patrioti ...
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  8. #108
    decolonizzare l'immaginario
    Data Registrazione
    09 Oct 2004
    Località
    Venezia
    Messaggi
    6,260
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tento di dare un mio contributo.
    Avete una enorme cultura indipendentista, ora, avete dei media che la diffondano sul territorio e chiamino le persone ad una attiva partecipazione al dibattito?
    Noi abbiamo una radio (RPL, Radio Padania Libera), che trasmette in tutto il Nord e si è rivelato uno strumento formidabile in crescita continua. Con questo strumento possiamo fare una corretta informazione e controcultura.
    Siamo partiti con dei volontari ed ora molte persone vi lavorano ed all'interno della struttura è stato creato anche un asilo aziendale per i bambini degli animatori della radio e no, è aperto a tutti fino ad esaurimento posti.

    Oltre a ciò, sempre autofinanziandoci, abbiamo affittato circa tre ore al giorno di programmi TV, con un nostro notiziario molto seguito ed in grado di fare quella che noi riteniamo vera informazione.
    Personalmente, corrispondo cento euro all'anno sia alla radio che alla TV, ed all'occorrenza sono disponibile anche a versamenti una tantum.

    Il lavoro più grosso svolto dal nostro movimento in questi ultimi 15 anni è stato prevalentemente culturale, qiuando decidemmo di boicottare il canone rai, circa duecentomila persone hanno disdetto l'abbonamento ( io tra questi, dal 1997). Sono soldi che indirizzo al movimento.

    Penso che dobbiate adoperarvi sempre di più per diffondere le vostre eccellenti idee e programmi, tutti ne trarranno giovamento e si ridurrà il potere dei grandi gruppi imperialisti.
    Tutto il potere alle popolazioni.
    Ciao e Buon Natale a tutti voi.

  9. #109
    democratzia & libertade
    Data Registrazione
    16 Feb 2005
    Località
    Agarthi
    Messaggi
    414
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Grazie Genyo per il contributo positivo!
    La radio è un grande mezzo e un potente obbiettivo.
    Noi avremmo bisogno di nostri giornali, radio, tv via cavo , locali, circoli, associazioni ,insomma tutta una rete sociale da costruire e radicare .
    Purtroppo la situazione occupazionale ed economiche ci rende difficili certe scelte chesenza autofinanziamento non possono decollare.Ma credo che con una maggior cultura delal cooperazione, del mutuo soccorso e dell'auto finanziamento e autorganizzazione si possa fare ancora molto.
    kentu concas una BOGHE NATZIONALE

  10. #110
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Apr 2002
    Località
    Eris sos anneos, hoe s'ispera, cras s'albeschida et pustis sa pelea pro abbarrare in sa lughe
    Messaggi
    926
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Genyo
    Tento di dare un mio contributo.
    Avete una enorme cultura indipendentista, ora, avete dei media che la diffondano sul territorio e chiamino le persone ad una attiva partecipazione al dibattito?
    Noi abbiamo una radio (RPL, Radio Padania Libera), che trasmette in tutto il Nord e si è rivelato uno strumento formidabile in crescita continua. Con questo strumento possiamo fare una corretta informazione e controcultura.
    Siamo partiti con dei volontari ed ora molte persone vi lavorano ed all'interno della struttura è stato creato anche un asilo aziendale per i bambini degli animatori della radio e no, è aperto a tutti fino ad esaurimento posti.

    Oltre a ciò, sempre autofinanziandoci, abbiamo affittato circa tre ore al giorno di programmi TV, con un nostro notiziario molto seguito ed in grado di fare quella che noi riteniamo vera informazione.
    Personalmente, corrispondo cento euro all'anno sia alla radio che alla TV, ed all'occorrenza sono disponibile anche a versamenti una tantum.

    Il lavoro più grosso svolto dal nostro movimento in questi ultimi 15 anni è stato prevalentemente culturale, qiuando decidemmo di boicottare il canone rai, circa duecentomila persone hanno disdetto l'abbonamento ( io tra questi, dal 1997). Sono soldi che indirizzo al movimento.

    Penso che dobbiate adoperarvi sempre di più per diffondere le vostre eccellenti idee e programmi, tutti ne trarranno giovamento e si ridurrà il potere dei grandi gruppi imperialisti.
    Tutto il potere alle popolazioni.
    Ciao e Buon Natale a tutti voi.

    Riproponiamo questo argomento.

    Occasioni di crescita mancate, semplici ma importanti come l’ultimo referendum, forse dovranno essere analizzate in chiave retrospettiva analizzando i meriti dei vincitori piuttosto che gli errori dei vinti, evitando così di cadere in giudizi di tipo sociologico che sarebbero oltre che sterili, una vera perdita di tempo. Cerchiamo di farlo, stabilendo a priori un concetto incontrovertibile: chi vince non necessariamente ha ragione, ma dato che ha vinto impone il modello vincente.
    L’ influenza sulla società sarda di queste diverse entità vincenti ci dimostra quale debba essere il metodo da prendere ad esempio per potere controllare il consenso, che in Sardegna non è mai stato interamente espressione consapevole di identificazione politica e sociale, ma piuttosto un corporativismo militante (stampa, industriali, sindacati, partiti) che fa delle sue teorie il postulato di una formidabile risorsa di pressione politica che diventa fruibile qualora se ne presenti la necessità .Combattiamoli con le loro stesse armi!

    Stampa e Tv

    Sperperiamo grandi energie per proporci in veste di liberatori della Sardegna dal giogo colonialista italiano, ma vi siete mai domandati se i destinatari di questi messaggi siano mai abbastanza maturi per recepirli? Certamente la stragrande maggioranza del popolo no!
    Proprio per questo e arrivato il momento di cambiare strategia.
    Spesso, profondendo le nostre energie in infruttuose partecipazioni elettorali, non facciamo altro che andare a contendere un consenso già consolidato, che si è sempre espresso in termini di percentuali praticamente immutabili da anni.
    La crescita complessiva della coscienza nazionale passa necessariamente attraverso la possibilità di gestire l’informazione. In via prioritaria vanno individuate e acquisiti tutti quegli strumenti che tendano all’appropriazione di spazi che possano rendere fortemente visibile non solo la parte esteriore del movimento, ma sopratutto il progetto politico che dovrà impregnare di concetti sull’ indipendenza la coscienza di un popolo completamente ignaro sul suo stato di sudditanza. Per molti di voi sembrerebbe che io voglia sfondare una porta aperta, tuttavia ritengo che in questa proposta vada inserito un elemento cruciale che in passato è stato scarsamente considerato, e cioè: sfruttare in maniera sinergica la nostra natura associativa, e quella dei movimenti simili al nostro.

    Le risorse?

    Proprio perché siamo un movimento formato da un gran numero di persone, possiamo sfruttare il principio associazionistico oppure societario per finanziare grandi progetti per l’ acquisizioni di tv, radio, e giornali che operino già strutturati.
    Avete mai pensato che cifra si raccoglierebbe con una società di gestione, se 15 mila dei ventimila indipendentisti mettessero 150 € a testa. Sarebbero miliardi delle vecchie lire; una cifra modesta, ma con la grande possibilità di creare uno strumento di propaganda di cui siamo fortemente carenti e che avrebbe un effetto dirompente ai fini divulgativi. Esenziale per fronteggiare lo strapotere dei poteri filo italiani che oggi monopolizzano tutti i sistemi di informazione nei momenti cruciali di elezioni referendum e non solo . Naturalmente per la gestione ci si avvarrà non solo delle forze indipendentiste ma di tutta quella parte della società che è interessata ai valori della sardità, lingua e storia inclusi . E’ inutile ricordare che ogni movimento avrebbe i suoi spazi secondo le proprie caratteristiche.
    Se ci affrettiamo, anche l’ipotesi del digitale terrestre offre varie possibilità essendo alcune licenze ancora disponibili.
    Ricordiamoci che nel referendum, il sostegno dell’informazione televisiva e della carta stampata è stata determinante per la vittoria del no.

    P.s : il referendum citato, è quello ottenuto da SNI con una raccolta di firme, che chiedeva l' abolizione delle legge regionale che permette l'importazione in Sardegna di fumi d'acciaieria, per essere lavorati e smalti.

    Ciao

 

 
Pagina 11 di 18 PrimaPrima ... 101112 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. IRS e la Devolution
    Di repubricanu nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 07-03-06, 14:30
  2. Devolution.
    Di Gallo Senone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 05-03-06, 23:46
  3. Devolution su rpl
    Di Gianluca J nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-10-05, 10:43
  4. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-04-03, 18:33
  5. Devolution
    Di Aug83 nel forum Toscana
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 05-01-03, 18:59

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito