Domenica 18 dicembre 2016: IV Domenica d’Avvento o Rorate (v. pure qui: IV Domenica di Avvento o Rorate) e terzo giorno della Novena di Natale…
http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom4.htm
"QUARTA DOMENICA DI AVVENTO"
4° d'Avvento- Santa Messa don Floriano
https://www.youtube.com/watch?v=L7NrP2ytksM
SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
http://www.traditio.com/office/masstext.htm
Oggi l'IMBC festeggia i 31 anni di fondazione: 18 dicembre 1985 - 18 dicembre 2016...
Auguri ed ecco un bel video dell'anno scorso sulla sua storia per festeggiare l'anniversario:
L'Istituto Mater Boni Consilii Una storia cominiciata 31 anni fa... - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/listituto-...ciata-31-anni/
"L’Istituto Mater Boni Consilii Una storia cominiciata 31 anni fa…"
[DA LEGGERE] Perchè diciamo la Messa in latino | Radio Spada
Lista delle Sante Messe del periodo natalizio celebrate dai sacerdoti dell'IMBC:
S. Messe natalizie 2016/17 - Sodalitium
http://www.sodalitium.biz/s-messe-natalizie-2016-17/“Istituto Mater Boni Consilii – S. Messe natalizie
Domenica 25 dicembre 2016, Natività di N. S. Gesù Cristo;
Domenica 1° gennaio 2017, Circoncisione di N. S. Gesù Cristo
venerdì 6 gennaio 2017, Epifania di N. S. Gesù Cristo.
Domenica 8 gennaio 2017, Sacra Famiglia.”
Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium
http://www.agerecontra.it/public/pre...atale-01-1.jpg
“Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
Preghiera al Santo del giorno.
In nómine Patris
et Fílii
et Spíritus Sancti.
Eterno Padre, intendo onorare i santi Martiri Vitturo, Vittóre, Vittorino, Adiutóre, Quarto ed altri trenta, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi veri Martiri della vera fede, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Martiri Vitturo, Vittóre, Vittorino, Adiutóre, Quarto ed altri trenta possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
#sdgcdpr”
Radio Spada
“18 dicembre 2016 QUARTA DOMENICA DI AVVENTO.”
“Il 18 dicembre 1352 Papa Innocenzo VI Aubert viene esaltato al Sommo Pontificato.”
“Il 18 dicembre 1931 muore S.E.R. il cardinale Louis Billot SJ, già dimissionario il 13 settembre 1927.”
[MATTIA ROSSI] La IV domenica d?Avvento: germogli il Salvatore (alla faccia dell?ecologismo panteista)! | Radio Spada
“La IV domenica d’Avvento di Mattia Rossi
La IV domenica d’Avvento, rispetto alle tre precedenti, presenta un taglio leggermente più caratterizzante anche se, a ben leggere il repertorio di questo giorno, non è totalmente svincolato da quello delle prime tre. A fare da cerniera tra i due “temi” presenti nell’ultima domenica d’Avvento è la prima sezione del Proprium Missae: introio, graduale e alleluia.
Diciamo subito che questa domenica conserva una colorazione prettamente mariana (e lo vedremo a breve), ma nella prima parte del repertorio qualche riferimento alle tematiche delle domeniche precedenti è ancora presente.
La I domenica è stata tutta incentrata sull’“Universi qui te exspectant non confundentur”, tutti coloro che aspettano il Salvatore non saranno confusi. Un’accentazione, quella di questa domenica, escatologica e universale, che intende abbracciare tutti coloro che attendono con fiducia la venuta del Salvatore.
Un piccolo crescendo ha, poi, instaurato la II domenica laddove, nell’introito “Populus Sion, ecce Dominus veniet ad salvandas gentes” (“Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare le genti”) si è fornita una sostanziale risposta al tema della I domenica: chi attende il Signore non resterà confuso – si è cantato nell’Ad te levavi della I domenica d’Avvento – perché, ecco, il Signore verrà a donare la salvezza e a salvare le genti – si è cantato nella II domenica.
Ulteriore climax crescente, infine, nella scorsa domenica, la III, detta non a caso “Gaudete” dall’incipit dell’introito che è tratto da san Paolo (unito testo paolino inserito nel tempo d’Avvento) e, più precisamente, dalla Lettera ai Filippesi (4, 4-5): “Gaudete in Domino semper, iterum dico, gaudete […] Dominus propre est. Nihil solliciti sitis, sed in omni oratione petitiones vestrae innotescant apud Deum”. La gioia e la letizia che caratterizzano la III d’Avvento sono, naturalmente, la diretta conseguenza della semplice speranza nella venuta (I domenica), e della certezza della redenzione per chi crede (II).
Ecco, in questo crescendo si inserisce la IV domenica d’Avvento. “Rorate coeli desuper et nubes pluant justum: aperiatur terra et germinet Salvatorem” (Stillate, cieli, dall’alto la vostra rugiada e le nuvole piovano il giusto: si apra la terra e germini il Salvatore): nell’introito si corona l’attesa maturata nelle domeniche precedenti attraverso le metaforiche parole del profeta Isaia nelle quali si attinge a piene mani dalla natura (in declinazioni ben lungi dal neo-panteismo bergogliano). I simboli dell’Avvento diventano la rugiada e la pioggia che fecondano la terra dalla quale germoglierà il Salvatore: questa terra feconda è Maria e il frutto che da quella terra germoglierà sarà Nostro Signore Gesù Cristo.
Ecco, dunque, che la vocazione mariana della IV domenica d’Avvento, ancorché figurata, è già contenuta in nuce nell’introito. E’ una colorazione mariana che diventerà esplicita a partire dall’offertorio: “Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui”.
Il testo – che è lo stesso, non a caso, del giorno dell’Annunciazione – raccoglie le parole dell’arcangelo Gabriele e quelle di Elisabetta in un’unica antifona offerta alla Vergine Maria nell’ultima domenica che precede la celebrazione liturgica del mistero dell’Incarnazione, il Natale, a nove mesi di distanza dall’Annuncio dell’arcangelo.
Il testo di quest’offertorio, però, ci permette anche una singolare riflessione sull’atteggiamento della Chiesa nei confronti della liturgia e del canto sacro: l’arcangelo Gabriele, salutando la Vergine, non pronuncia il suo nome, ma la saluta solamente con il «piena di grazia». La Chiesa, invece, attraverso la sua “catechesi” musicale quale è il canto gregoriano, tra l’«Ave» e il «gratia plena» decide di inserire il nome della Vergine, Maria. E proprio sul nome aggiunto, «Maria», il canto gregoriano, dopo un inizio su un registro intermedio, innalza la propria melodia raggiungendo una tessitura vocale acuta che desta immediatamente l’attenzione.
Ecco, allora, che la “forzatura” del testo evangelico attraverso l’arbitrario inserimento del nome proprio della Vergine – il quale, lo ricordiamo, viene addirittura sottolineato ed esaltato melodicamente rispetto all’esordio dell’antifona – ha una motivazione retorica: accentuare la novità e la centralità di quel “sì” che la Madre di Gesù pronunciò ai piedi dell’arcangelo Gabriele. E tutto questo, come dicevamo, viene proposto nell’ultima domenica d’Avvento, quella più vicina temporalmente al Natale.
Il repertorio della IV d’Avvento si conclude, infine, con un’altra antifona mariana: “Ecce Virgo concipiet, et pariet filium: et vocabitur nomen eius Emmanuel”. Nella stupenda melodia, il notatore gregoriano interviene anche retoricamente mediante un poderoso rallentamento ritmico sul «concipiet» a sottolineare l’avvenuto concepimento divino, sull’«et» seguente che introduce il secondo verbo, «pariet», anch’esso fortemente allargato e amplificato, fino ad arrivare, attraverso un robusto climax espressivo, al secondo pesante «et» che prelude al terzo significativo verbo, «vocabitur», nel quale ogni nota esige un risalto ritmico.
Un affresco, quello della IV d’Avvento, costellato della presenza della Madre di Colui che, da qui a pochi giorni, si farà uomo per la nostra salvezza. E in pochi brani contenuti in poche Messe, il gregoriano compendia concetti teologici e bibliche profezie.
E’ bello, bellissimo, il gregoriano, certamente, ma è chiaro perché esso è ontologicamente il canto della Chiesa (cattolica)?
avvento, canto gregoriano, domenica, Liturgia, Maria Vergine, Mattia Rossi, messale romano, santa Messa”
Quarta domenica di Avvento
Guéranger, L'anno liturgico - Quarta Domenica di Avvento
“QUARTA DOMENICA DI AVVENTO
(Se questa Domenica cade il 24 dicembre, si omette in tale anno, e si recita l'ufficio della Vigilia di Natale, come appresso)
Eccoci entrati nella Settimana che precede immediatamente la Nascita del Messia: fra sette giorni al più tardi, egli verrà; e secondo la lunghezza del tempo dell'Avvento, la quale varia ogni anno, può accadere che la venuta tanto desiderata abbia luogo fra sei giorni, fra tre giorni o anche domani. La Chiesa conta le ore di attesa; veglia giorno e notte, e i suoi Uffici hanno preso una solennità insolita dal 17 dicembre. Alle Laudi, essa varia ogni giorno le Antifone; ai Vespri, esprime con tenerezza e maestà i suoi desideri di Sposa con brucianti esclamazioni verso il Messia, nelle quali gli da per ciascun giorno un titolo magnifico attinto dal linguaggio dei Profeti.
Oggi [1] essa da gli ultimi tocchi per commuovere i suoi figli. Li trasporta nella solitudine e mostra loro Giovanni Battista, sulla cui missione li ha già istruiti nella terza Domenica. La voce di quell'austero Precursore risuona nel deserto e si fa sentire fin nelle città, predicando la penitenza, la necessità di purificarsi nell'attesa di colui che sta per apparire. Ritiriamoci in disparte durante questi giorni; o se non possiamo farlo a causa delle nostre occupazioni esteriori, ritiriamoci nel segreto del nostro cuore e confessiamo la nostra iniquità, come quei veri Israeliti che venivano, pieni di compunzione e di fede nel Messia, a completare ai piedi di Giovanni Battista l'opera di preparazione per riceverlo degnamente quando fosse apparso.
Ora, ecco la santa Chiesa che, prima di aprire il libro del Profeta, ci dice all'ordinario, ma con solennità sempre maggiore:
Lettura del Profeta Isaia
Liberazione e trionfo d'Israele.
Gioiranno il deserto e il sabbione,
esulterà la steppa e sarà florida;
qual narciso in fiore fiorirà
ed esulterà con tripudio e con giubilo.
Le è conferita la gloria del Libano,
la magnificenza del Carmelo e del Saron.
Questi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Rafforzate le mani infiacchite
e le ginocchia cascanti rinfrancate.
Dite agli smarriti di cuore: "Fatevi animo,
non temete; ecco il vostro Dio,
apporta la vendetta, la divina ricompensa;
Egli stesso ve l'apporta, e così vi salva”.
Allora si apriranno gli occhi ai ciechi,
e si schiuderanno le orecchie al sordi.
Via sacra aperta agli scampati dall'esilio.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
e si scioglierà al canto la lingua del muto,
perché sgorga l'acqua nel deserto,
e i rivi corrono per la steppa;
si cambierà il sabbione in acquitrino,
e il suolo arido in vene d'acqua;
dov'era un covile di draghi
sarà un recinto per greggi e cammelli.
Ci sarà ivi un sentiero battuto,
che verrà chiamato "la via sacra";
non ci passerà persona immonda;
esso è scorta al cammino,
e sin gl'insensati non si smarriranno.
Non sarà quivi alcun leone
e nessun brigante vi monterà;
non vi s'incontrerà bestia feroce,
la percorreranno i riscattati.
Torneranno i redenti dal Signore
e giungeranno a Sion con giubilo,
di perpetua letizia coronati;
allegrezza e letizia li inonderanno,
e fuggiranno mestizia e gemito [2].
(Is 35,1-10)
Sarà dunque veramente grande, o Gesù, la gioia della tua venuta, se deve risplendere per sempre sulla nostra fronte come una corona! Ma come potrebbe non essere così? Il deserto stesso, al tuo avvicinarsi, fiorisce come un giglio, e acque vive sgorgano dal seno della terra più riarsa. O Salvatore, vieni presto a darci quest'Acqua di cui il tuo Cuore è la fonte, e che la Samaritana, la quale è l'immagine di noi peccatori, ti chiedeva con tanta insistenza. Quest'Acqua è la tua grazia; irrori dunque essa la nostra aridità, e fioriremo anche noi; spenga la nostra sete, e correremo anche noi i sentieri dei tuoi precetti e dei tuoi esempi, o Gesù, con fedeltà, sui tuoi passi. Tu sei la nostra Via e il nostro sentiero verso Dio; e Dio sei tu stesso: tu sei dunque anche il termine del nostro cammino. Noi avevamo perduta la via, ci eravamo sbandati come pecore erranti. Quanto e grande il tuo amore per venire così vicino a noi! Per insegnarci la via del ciclo, tu non sdegni di discendere, e vuoi lare con noi la strada che vi conduce. No, ormai le nostre braccia non sono più stanche; le nostre ginocchia non tremano più; sappiamo che tu vieni nell'amore. Una sola cosa ci rattrista: vedere cioè che la nostra preparazione non è perfetta. Abbiamo ancora molti legami da spezzare; aiutaci, o Salvatore degli uomini! Vogliamo ascoltare la voce del tuo Precursore, e raddrizzare tutto ciò che potrebbe ostacolare i tuoi passi sul cammino del nostro cuore, o divino Bambino! Che siamo battezzati con il Battésimo d'acqua della penitenza; tu verrai quindi a battezzarci nello Spirito e nell'amore.
MESSA
EPISTOLA (1Cor 4,1-5). - Fratelli: Così ci consideri ognuno come servitori di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio. Or quel che si richiede nei dispensatori è che ciascuno sia trovato fedele. A me poi pochissimo importa di essere .giudicato da voi o da un tribunale umano, anzi neppure da me stesso mi giudico; perché sebbene io non mi senta colpevole di cosa alcuna, non per questo sono giustificato, essendo il mio giudice il Signore. Quindi non giudicate avanti il tempo, finché non venga il Signore, il quale metterà in luce ciò che è nascosto nelle tenebre, e manifesterà i consigli dei cuori; allora ciascuno avrà da Dio la lode (che gli spetta).
La Chiesa pone nuovamente sotto gli occhi dei popoli, in questa Epistola, la dignità del Sacerdozio cristiano, in occasione dell'Ordinazione che si è celebrata la vigilia, e ricorda nello stesso tempo ai sacri Ministri l'obbligo che hanno contratto di mostrarsi fedeli nell'ufficio che e stato loro imposto. Del resto, non spetta alle pecore giudicare il pastore: tutti, sacerdoti e popolo, debbono vivere nell'attesa del giorno della venuta del Salvatore, di quell'ultima venuta il cui spavento sarà tanto grande quanto è attraente la dolcezza della prima e della seconda alla quale prepariamo le nostre anime.
VANGELO (Lc 3,1-6). - L'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, essendo, governatore .della Giudea Ponzio Pilato, tetrarca di Galilea Erode, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide Filippo suo fratello, e tetrarca di Abilene Lisania, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio fu diretta a Gióvainni figlio di Zaccaria nel deserto. Ed egli andò per tutta la regione del Giordano, predicando il battesimo di penitenza in remissione dei peccati: come sta scritto nel libro dei sermoni del profeta Isaia: Voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni valle sarà colmata, ogni monte e colle sarà abbassato, e le vie tortuose saran fatte diritte, e le scabre appianate, ed ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
Tu sei vicino, o Signore, perché l'eredità del tuo popolo è passata nelle mani dei Gentili, e la terra che avevi promessa ad Abramo non e più oggi che una provincia di quel vasto impero che deve precedere il tuo. Gli oracoli dei profeti si avverano di giorno in giorno; la predizione dello stesso Giacobbe è compiuta: Lo scettro è stato tolto a Giuda. Tutto si prepara per il tuo arrivo, o Gesù! È così che tu rinnoverai la faccia della terra: degnati di rinnovare anche il mio cuore, e sostenere il suo coraggio in queste ultime ore che precedono la tua venuta. Esso sente il bisogno di ritirarsi nel deserto, d'implorare il battesimo della penitenza, di raddrizzare le sue vie: fa' tutto questo in esso, o divin Salvatore, affinché il giorno in cui discenderai il suo gaudio sia pieno e perfetto.
PREGHIAMO
Risveglia, Signore, la tua potenza e vieni a soccorrerci con la forza della tua grazia, affinché la tua bontà ci dia più presto quegli aiuti che i nostri peccati fanno ritardare.
[1] La quarta Domenica di Avvento è chiamata Rorate dalle prime parole dell'Introito; ma per lo più la si denomina Canite tuba, che sono le parole con cui inizia il primo Responsorio del Mattutino, e la prima Antifona delle Laudi e dei Vespri.
[2] "Le grandiose promesse di questo capitolo hanno ricevuto un parziale compimento all'epoca del ritorno dall'esilio (VI secolo a. C.) e del ristabilimento politico d'Israele. Ma il pensiero del profeta si eleva più in alto e giunge più lontano, la restaurazione nazionale non è che il punto di partenza e la figura della conversione del mondo al vero Dio e del regno del Messia sulla terra, particolarmente alla fine del tempi. Parecchi punti di questa descrizione sono stati realizzati alla lettera da Gesù Cristo (Mt 11,5), e avranno tutti una realizzazione più completa nella nuova creazione che sostituirà l'antica alla fine del tempi (Crampon)" Tobac, Les Prophètes, II, p. 121.
da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 75-78.”
MISSALE ROMANUM - Dominica Quarta Adventus
http://www.unavoce-ve.it/mr-adv-dom4=lat.htm
Sermoni compendiati: testo - IntraText CT
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/__P317.HTM
"SERMONE IV. - PER LA DOMENICA IV. DELL'AVVENTO
Dell'amore che ci porta Gesù Cristo e dell'obbligo che noi abbiamo di amarlo.
Et videbit omnis caro salutare Dei. (Luc. 3. 6.)"
Strumenti: Canti: Rorate coeli desuper
“Rorate Coeli desuper (Canto d'Avvento)
Rorate Coéli desúper,
Et nubes plúant justum.
Ne irascáris Dómine, ne ultra memíneris iniquitátis:
Ecce cívitas Sancti facta est desérta:
Sion desérta facta est: Jerúsalem desoláta est:
Domus sanctificatiónis tuae et gloriae tuae,
Ubi laudavérunt Te patres nostri.
Rorate Coéli desúper,
Et nubes plúant justum.
Paccávimus et facti sumus quam immúndus nos,
Et cecídimus quasi fólium univérsi:
Et iniquitátes nostrae quasi ventus abstulérunt nos:
Abscondísti fáciem tuam a nobis,
Et allisísti nos in mánu iniquitátis nostrae.
Rorate Coéli desúper,
Et nubes plúant justum.
Víde, Dómine, afflictiónem pópuli tui,
Et mitte quem missúrus es:
Emítte Agnum dominatórem terrae,
De pétra desérti ad montem fíliae Sion:
Ut áuferat ipse jugum captivitátis nostrae.
Rorate Cœli desúper,
Et nubes plúant justum.
Consolámini, consolámini, pópule meus:
Cito véniet salus tua:
Quare moeróre consúmeris, quia innovávit te dolor?
Salvábo te, noli timére,
Ego énim sum Dóminus Deus túus Sánctus Israël, Redémptor túus.
Rorate Cœli desúper,
Et nubes plúant justum."
https://forum.termometropolitico.it/...-o-rorate.html
IV Domenica di Avvento o Rorate
Novena di Natale
Luca, Sursum Corda!








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