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Discussione: Novena di Natale

  1. #41
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    Domenica 18 dicembre 2016: IV Domenica d’Avvento o Rorate (v. pure qui: IV Domenica di Avvento o Rorate) e terzo giorno della Novena di Natale…






    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom4.htm
    "QUARTA DOMENICA DI AVVENTO"







    4° d'Avvento- Santa Messa don Floriano
    https://www.youtube.com/watch?v=L7NrP2ytksM
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815

    http://www.traditio.com/office/masstext.htm







    Oggi l'IMBC festeggia i 31 anni di fondazione: 18 dicembre 1985 - 18 dicembre 2016...
    Auguri ed ecco un bel video dell'anno scorso sulla sua storia per festeggiare l'anniversario:




    L'Istituto Mater Boni Consilii Una storia cominiciata 31 anni fa... - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/listituto-...ciata-31-anni/
    "L’Istituto Mater Boni Consilii Una storia cominiciata 31 anni fa…"

    [DA LEGGERE] Perchè diciamo la Messa in latino | Radio Spada



    Lista delle Sante Messe del periodo natalizio celebrate dai sacerdoti dell'IMBC:



    S. Messe natalizie 2016/17 - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/s-messe-natalizie-2016-17/“Istituto Mater Boni Consilii – S. Messe natalizie
    Domenica 25 dicembre 2016, Natività di N. S. Gesù Cristo;
    Domenica 1° gennaio 2017, Circoncisione di N. S. Gesù Cristo
    venerdì 6 gennaio 2017, Epifania di N. S. Gesù Cristo.
    Domenica 8 gennaio 2017, Sacra Famiglia.”

    Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium








    http://www.agerecontra.it/public/pre...atale-01-1.jpg
















    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Martiri Vitturo, Vittóre, Vittorino, Adiutóre, Quarto ed altri trenta, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi veri Martiri della vera fede, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Martiri Vitturo, Vittóre, Vittorino, Adiutóre, Quarto ed altri trenta possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr









    Radio Spada

    “18 dicembre 2016 QUARTA DOMENICA DI AVVENTO.”








    “Il 18 dicembre 1352 Papa Innocenzo VI Aubert viene esaltato al Sommo Pontificato.”

    “Il 18 dicembre 1931 muore S.E.R. il cardinale Louis Billot SJ, già dimissionario il 13 settembre 1927.”






    [MATTIA ROSSI] La IV domenica d?Avvento: germogli il Salvatore (alla faccia dell?ecologismo panteista)! | Radio Spada
    “La IV domenica d’Avvento di Mattia Rossi
    La IV domenica d’Avvento, rispetto alle tre precedenti, presenta un taglio leggermente più caratterizzante anche se, a ben leggere il repertorio di questo giorno, non è totalmente svincolato da quello delle prime tre. A fare da cerniera tra i due “temi” presenti nell’ultima domenica d’Avvento è la prima sezione del Proprium Missae: introio, graduale e alleluia.
    Diciamo subito che questa domenica conserva una colorazione prettamente mariana (e lo vedremo a breve), ma nella prima parte del repertorio qualche riferimento alle tematiche delle domeniche precedenti è ancora presente.
    La I domenica è stata tutta incentrata sull’“Universi qui te exspectant non confundentur”, tutti coloro che aspettano il Salvatore non saranno confusi. Un’accentazione, quella di questa domenica, escatologica e universale, che intende abbracciare tutti coloro che attendono con fiducia la venuta del Salvatore.
    Un piccolo crescendo ha, poi, instaurato la II domenica laddove, nell’introito “Populus Sion, ecce Dominus veniet ad salvandas gentes” (“Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare le genti”) si è fornita una sostanziale risposta al tema della I domenica: chi attende il Signore non resterà confuso – si è cantato nell’Ad te levavi della I domenica d’Avvento – perché, ecco, il Signore verrà a donare la salvezza e a salvare le genti – si è cantato nella II domenica.
    Ulteriore climax crescente, infine, nella scorsa domenica, la III, detta non a caso “Gaudete” dall’incipit dell’introito che è tratto da san Paolo (unito testo paolino inserito nel tempo d’Avvento) e, più precisamente, dalla Lettera ai Filippesi (4, 4-5): “Gaudete in Domino semper, iterum dico, gaudete […] Dominus propre est. Nihil solliciti sitis, sed in omni oratione petitiones vestrae innotescant apud Deum”. La gioia e la letizia che caratterizzano la III d’Avvento sono, naturalmente, la diretta conseguenza della semplice speranza nella venuta (I domenica), e della certezza della redenzione per chi crede (II).
    Ecco, in questo crescendo si inserisce la IV domenica d’Avvento. “Rorate coeli desuper et nubes pluant justum: aperiatur terra et germinet Salvatorem” (Stillate, cieli, dall’alto la vostra rugiada e le nuvole piovano il giusto: si apra la terra e germini il Salvatore): nell’introito si corona l’attesa maturata nelle domeniche precedenti attraverso le metaforiche parole del profeta Isaia nelle quali si attinge a piene mani dalla natura (in declinazioni ben lungi dal neo-panteismo bergogliano). I simboli dell’Avvento diventano la rugiada e la pioggia che fecondano la terra dalla quale germoglierà il Salvatore: questa terra feconda è Maria e il frutto che da quella terra germoglierà sarà Nostro Signore Gesù Cristo.
    Ecco, dunque, che la vocazione mariana della IV domenica d’Avvento, ancorché figurata, è già contenuta in nuce nell’introito. E’ una colorazione mariana che diventerà esplicita a partire dall’offertorio: “Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum: benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui”.
    Il testo – che è lo stesso, non a caso, del giorno dell’Annunciazione – raccoglie le parole dell’arcangelo Gabriele e quelle di Elisabetta in un’unica antifona offerta alla Vergine Maria nell’ultima domenica che precede la celebrazione liturgica del mistero dell’Incarnazione, il Natale, a nove mesi di distanza dall’Annuncio dell’arcangelo.
    Il testo di quest’offertorio, però, ci permette anche una singolare riflessione sull’atteggiamento della Chiesa nei confronti della liturgia e del canto sacro: l’arcangelo Gabriele, salutando la Vergine, non pronuncia il suo nome, ma la saluta solamente con il «piena di grazia». La Chiesa, invece, attraverso la sua “catechesi” musicale quale è il canto gregoriano, tra l’«Ave» e il «gratia plena» decide di inserire il nome della Vergine, Maria. E proprio sul nome aggiunto, «Maria», il canto gregoriano, dopo un inizio su un registro intermedio, innalza la propria melodia raggiungendo una tessitura vocale acuta che desta immediatamente l’attenzione.
    Ecco, allora, che la “forzatura” del testo evangelico attraverso l’arbitrario inserimento del nome proprio della Vergine – il quale, lo ricordiamo, viene addirittura sottolineato ed esaltato melodicamente rispetto all’esordio dell’antifona – ha una motivazione retorica: accentuare la novità e la centralità di quel “sì” che la Madre di Gesù pronunciò ai piedi dell’arcangelo Gabriele. E tutto questo, come dicevamo, viene proposto nell’ultima domenica d’Avvento, quella più vicina temporalmente al Natale.
    Il repertorio della IV d’Avvento si conclude, infine, con un’altra antifona mariana: “Ecce Virgo concipiet, et pariet filium: et vocabitur nomen eius Emmanuel”. Nella stupenda melodia, il notatore gregoriano interviene anche retoricamente mediante un poderoso rallentamento ritmico sul «concipiet» a sottolineare l’avvenuto concepimento divino, sull’«et» seguente che introduce il secondo verbo, «pariet», anch’esso fortemente allargato e amplificato, fino ad arrivare, attraverso un robusto climax espressivo, al secondo pesante «et» che prelude al terzo significativo verbo, «vocabitur», nel quale ogni nota esige un risalto ritmico.
    Un affresco, quello della IV d’Avvento, costellato della presenza della Madre di Colui che, da qui a pochi giorni, si farà uomo per la nostra salvezza. E in pochi brani contenuti in poche Messe, il gregoriano compendia concetti teologici e bibliche profezie.
    E’ bello, bellissimo, il gregoriano, certamente, ma è chiaro perché esso è ontologicamente il canto della Chiesa (cattolica)?
    avvento, canto gregoriano, domenica, Liturgia, Maria Vergine, Mattia Rossi, messale romano, santa Messa
















    Quarta domenica di Avvento
    Guéranger, L'anno liturgico - Quarta Domenica di Avvento
    “QUARTA DOMENICA DI AVVENTO
    (Se questa Domenica cade il 24 dicembre, si omette in tale anno, e si recita l'ufficio della Vigilia di Natale, come appresso)
    Eccoci entrati nella Settimana che precede immediatamente la Nascita del Messia: fra sette giorni al più tardi, egli verrà; e secondo la lunghezza del tempo dell'Avvento, la quale varia ogni anno, può accadere che la venuta tanto desiderata abbia luogo fra sei giorni, fra tre giorni o anche domani. La Chiesa conta le ore di attesa; veglia giorno e notte, e i suoi Uffici hanno preso una solennità insolita dal 17 dicembre. Alle Laudi, essa varia ogni giorno le Antifone; ai Vespri, esprime con tenerezza e maestà i suoi desideri di Sposa con brucianti esclamazioni verso il Messia, nelle quali gli da per ciascun giorno un titolo magnifico attinto dal linguaggio dei Profeti.
    Oggi [1] essa da gli ultimi tocchi per commuovere i suoi figli. Li trasporta nella solitudine e mostra loro Giovanni Battista, sulla cui missione li ha già istruiti nella terza Domenica. La voce di quell'austero Precursore risuona nel deserto e si fa sentire fin nelle città, predicando la penitenza, la necessità di purificarsi nell'attesa di colui che sta per apparire. Ritiriamoci in disparte durante questi giorni; o se non possiamo farlo a causa delle nostre occupazioni esteriori, ritiriamoci nel segreto del nostro cuore e confessiamo la nostra iniquità, come quei veri Israeliti che venivano, pieni di compunzione e di fede nel Messia, a completare ai piedi di Giovanni Battista l'opera di preparazione per riceverlo degnamente quando fosse apparso.
    Ora, ecco la santa Chiesa che, prima di aprire il libro del Profeta, ci dice all'ordinario, ma con solennità sempre maggiore:

    Lettura del Profeta Isaia
    Liberazione e trionfo d'Israele.
    Gioiranno il deserto e il sabbione,
    esulterà la steppa e sarà florida;
    qual narciso in fiore fiorirà
    ed esulterà con tripudio e con giubilo.
    Le è conferita la gloria del Libano,
    la magnificenza del Carmelo e del Saron.
    Questi vedranno la gloria del Signore,
    la magnificenza del nostro Dio.
    Rafforzate le mani infiacchite
    e le ginocchia cascanti rinfrancate.
    Dite agli smarriti di cuore: "Fatevi animo,
    non temete; ecco il vostro Dio,
    apporta la vendetta, la divina ricompensa;
    Egli stesso ve l'apporta, e così vi salva”.
    Allora si apriranno gli occhi ai ciechi,
    e si schiuderanno le orecchie al sordi.
    Via sacra aperta agli scampati dall'esilio.
    Allora lo zoppo salterà come un cervo,
    e si scioglierà al canto la lingua del muto,
    perché sgorga l'acqua nel deserto,
    e i rivi corrono per la steppa;
    si cambierà il sabbione in acquitrino,
    e il suolo arido in vene d'acqua;
    dov'era un covile di draghi
    sarà un recinto per greggi e cammelli.
    Ci sarà ivi un sentiero battuto,
    che verrà chiamato "la via sacra";
    non ci passerà persona immonda;
    esso è scorta al cammino,
    e sin gl'insensati non si smarriranno.
    Non sarà quivi alcun leone
    e nessun brigante vi monterà;
    non vi s'incontrerà bestia feroce,
    la percorreranno i riscattati.
    Torneranno i redenti dal Signore
    e giungeranno a Sion con giubilo,
    di perpetua letizia coronati;
    allegrezza e letizia li inonderanno,
    e fuggiranno mestizia e gemito [2].
    (Is 35,1-10)

    Sarà dunque veramente grande, o Gesù, la gioia della tua venuta, se deve risplendere per sempre sulla nostra fronte come una corona! Ma come potrebbe non essere così? Il deserto stesso, al tuo avvicinarsi, fiorisce come un giglio, e acque vive sgorgano dal seno della terra più riarsa. O Salvatore, vieni presto a darci quest'Acqua di cui il tuo Cuore è la fonte, e che la Samaritana, la quale è l'immagine di noi peccatori, ti chiedeva con tanta insistenza. Quest'Acqua è la tua grazia; irrori dunque essa la nostra aridità, e fioriremo anche noi; spenga la nostra sete, e correremo anche noi i sentieri dei tuoi precetti e dei tuoi esempi, o Gesù, con fedeltà, sui tuoi passi. Tu sei la nostra Via e il nostro sentiero verso Dio; e Dio sei tu stesso: tu sei dunque anche il termine del nostro cammino. Noi avevamo perduta la via, ci eravamo sbandati come pecore erranti. Quanto e grande il tuo amore per venire così vicino a noi! Per insegnarci la via del ciclo, tu non sdegni di discendere, e vuoi lare con noi la strada che vi conduce. No, ormai le nostre braccia non sono più stanche; le nostre ginocchia non tremano più; sappiamo che tu vieni nell'amore. Una sola cosa ci rattrista: vedere cioè che la nostra preparazione non è perfetta. Abbiamo ancora molti legami da spezzare; aiutaci, o Salvatore degli uomini! Vogliamo ascoltare la voce del tuo Precursore, e raddrizzare tutto ciò che potrebbe ostacolare i tuoi passi sul cammino del nostro cuore, o divino Bambino! Che siamo battezzati con il Battésimo d'acqua della penitenza; tu verrai quindi a battezzarci nello Spirito e nell'amore.

    MESSA

    EPISTOLA (1Cor 4,1-5). - Fratelli: Così ci consideri ognuno come servitori di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio. Or quel che si richiede nei dispensatori è che ciascuno sia trovato fedele. A me poi pochissimo importa di essere .giudicato da voi o da un tribunale umano, anzi neppure da me stesso mi giudico; perché sebbene io non mi senta colpevole di cosa alcuna, non per questo sono giustificato, essendo il mio giudice il Signore. Quindi non giudicate avanti il tempo, finché non venga il Signore, il quale metterà in luce ciò che è nascosto nelle tenebre, e manifesterà i consigli dei cuori; allora ciascuno avrà da Dio la lode (che gli spetta).

    La Chiesa pone nuovamente sotto gli occhi dei popoli, in questa Epistola, la dignità del Sacerdozio cristiano, in occasione dell'Ordinazione che si è celebrata la vigilia, e ricorda nello stesso tempo ai sacri Ministri l'obbligo che hanno contratto di mostrarsi fedeli nell'ufficio che e stato loro imposto. Del resto, non spetta alle pecore giudicare il pastore: tutti, sacerdoti e popolo, debbono vivere nell'attesa del giorno della venuta del Salvatore, di quell'ultima venuta il cui spavento sarà tanto grande quanto è attraente la dolcezza della prima e della seconda alla quale prepariamo le nostre anime.

    VANGELO (Lc 3,1-6). - L'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, essendo, governatore .della Giudea Ponzio Pilato, tetrarca di Galilea Erode, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide Filippo suo fratello, e tetrarca di Abilene Lisania, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio fu diretta a Gióvainni figlio di Zaccaria nel deserto. Ed egli andò per tutta la regione del Giordano, predicando il battesimo di penitenza in remissione dei peccati: come sta scritto nel libro dei sermoni del profeta Isaia: Voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni valle sarà colmata, ogni monte e colle sarà abbassato, e le vie tortuose saran fatte diritte, e le scabre appianate, ed ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.

    Tu sei vicino, o Signore, perché l'eredità del tuo popolo è passata nelle mani dei Gentili, e la terra che avevi promessa ad Abramo non e più oggi che una provincia di quel vasto impero che deve precedere il tuo. Gli oracoli dei profeti si avverano di giorno in giorno; la predizione dello stesso Giacobbe è compiuta: Lo scettro è stato tolto a Giuda. Tutto si prepara per il tuo arrivo, o Gesù! È così che tu rinnoverai la faccia della terra: degnati di rinnovare anche il mio cuore, e sostenere il suo coraggio in queste ultime ore che precedono la tua venuta. Esso sente il bisogno di ritirarsi nel deserto, d'implorare il battesimo della penitenza, di raddrizzare le sue vie: fa' tutto questo in esso, o divin Salvatore, affinché il giorno in cui discenderai il suo gaudio sia pieno e perfetto.

    PREGHIAMO
    Risveglia, Signore, la tua potenza e vieni a soccorrerci con la forza della tua grazia, affinché la tua bontà ci dia più presto quegli aiuti che i nostri peccati fanno ritardare.

    [1] La quarta Domenica di Avvento è chiamata Rorate dalle prime parole dell'Introito; ma per lo più la si denomina Canite tuba, che sono le parole con cui inizia il primo Responsorio del Mattutino, e la prima Antifona delle Laudi e dei Vespri.
    [2] "Le grandiose promesse di questo capitolo hanno ricevuto un parziale compimento all'epoca del ritorno dall'esilio (VI secolo a. C.) e del ristabilimento politico d'Israele. Ma il pensiero del profeta si eleva più in alto e giunge più lontano, la restaurazione nazionale non è che il punto di partenza e la figura della conversione del mondo al vero Dio e del regno del Messia sulla terra, particolarmente alla fine del tempi. Parecchi punti di questa descrizione sono stati realizzati alla lettera da Gesù Cristo (Mt 11,5), e avranno tutti una realizzazione più completa nella nuova creazione che sostituirà l'antica alla fine del tempi (Crampon)" Tobac, Les Prophètes, II, p. 121.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 75-78.”

    MISSALE ROMANUM - Dominica Quarta Adventus
    http://www.unavoce-ve.it/mr-adv-dom4=lat.htm







    Sermoni compendiati: testo - IntraText CT
    http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/__P317.HTM
    "SERMONE IV. - PER LA DOMENICA IV. DELL'AVVENTO
    Dell'amore che ci porta Gesù Cristo e dell'obbligo che noi abbiamo di amarlo.
    Et videbit omnis caro salutare Dei. (Luc. 3. 6.)"




    Strumenti: Canti: Rorate coeli desuper
    “Rorate Coeli desuper (Canto d'Avvento)
    Rorate Coéli desúper,
    Et nubes plúant justum.

    Ne irascáris Dómine, ne ultra memíneris iniquitátis:

    Ecce cívitas Sancti facta est desérta:
    Sion desérta facta est: Jerúsalem desoláta est:
    Domus sanctificatiónis tuae et gloriae tuae,
    Ubi laudavérunt Te patres nostri.

    Rorate Coéli desúper,
    Et nubes plúant justum.

    Paccávimus et facti sumus quam immúndus nos,
    Et cecídimus quasi fólium univérsi:
    Et iniquitátes nostrae quasi ventus abstulérunt nos:
    Abscondísti fáciem tuam a nobis,
    Et allisísti nos in mánu iniquitátis nostrae.

    Rorate Coéli desúper,
    Et nubes plúant justum.

    Víde, Dómine, afflictiónem pópuli tui,
    Et mitte quem missúrus es:
    Emítte Agnum dominatórem terrae,
    De pétra desérti ad montem fíliae Sion:
    Ut áuferat ipse jugum captivitátis nostrae.

    Rorate Cœli desúper,
    Et nubes plúant justum.

    Consolámini, consolámini, pópule meus:
    Cito véniet salus tua:
    Quare moeróre consúmeris, quia innovávit te dolor?
    Salvábo te, noli timére,
    Ego énim sum Dóminus Deus túus Sánctus Israël, Redémptor túus.

    Rorate Cœli desúper,
    Et nubes plúant justum."





    https://forum.termometropolitico.it/...-o-rorate.html
    IV Domenica di Avvento o Rorate


    Novena di Natale





    Luca, Sursum Corda!


    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  2. #42
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    19 dicembre 2016: Santi Martiri Dario, Zosimo, Paolo e Secondo, Beato Urbano V Papa (v. qui: 19 dicembre - Beato Urbano V, papa), Lunedì della quarta settimana d'Avvento e quarto giorno della Novena di Natale…




    Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del-s-natale-16-24-dicembre/


    S. Messe natalizie 2016/17 - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/s-messe-natalizie-2016-17/


    San Dario - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-dario/
    “19 dicembre, San Dario Martire.
    “A Nicca, nella Bitinia, i santi Martiri Dario, Zosimo, Paolo e Secondo”.
    Invochiamo i santi festeggiati in questa ultima settimana d’Avvento per preparare adeguatamente la festa del Santo Natale.”










    "Omelia della IV domenica d’Avvento
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26528
    Segnalazione Oratorio Sant’Ambrogio
    L’Omelia tenuta da don Piero Fraschetti domenica 18 Dicembre 2016 – quarta domenica d’Avvento – è disponibile per l’ascolto ->
    https://oratoriosantambrogiomilano.w...nica-davvento/"













    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare il Beato Urbàno quinto, Papa, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Papa, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, il Beato Urbàno quinto, Papa, possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr


















    Radio Spada

    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com"

    “19 dicembre 2016: Lunedì della quarta settimana d'Avvento.”







    “Il 19 dicembre 401 muore Sant'Anastasio I, Sommo Pontefice.”


    “Il 19 dicembre 1187 Papa Clemente III Scolari viene esaltato al Sommo Pontificato.”









    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - 19 dicembre. Terza Antifona
    http://www.unavoce-ve.it/pg-19dic.htm






    19 dicembre - Beato Urbano V, papa
    "Dal sito SANTI E BEATI:
    Beato Urbano V, Papa
    19 dicembre
    Linguadoca, 1310 - 19 dicembre 1370
    (Papa dal 06/11/1362 al 19/12/1370)

    Di famiglia nobile, divenuto benedettino fu insegnante, poi nominato vescovo ed Avignone eletto papa. Due furono i suoi obiettivi primari: riunire la Chiesa greca a quella latina e riportare la sede apostolica a Roma, cosa che fece con un’azione di forza. Purtroppo in seguito fu costretto per disordini negli stati pontifici, a ritornare ad Avignone.
    Etimologia: Urbano = abitatore della città, garbato dal latino
    Martirologio Romano: Ad Avignone nella Provenza in Francia, beato Urbano V, papa, che, dopo essere stato monaco, fu elevato alla cattedra di Pietro e si adoperò per riportare quanto prima la Sede Apostolica a Roma e ristabilire l’unità nella Chiesa.
    Martirologio tradizionale (19 dicembre): Ad Avignone il Beato Urbano quinto, Papa, il quale, restituita a Roma la Sede Apostolica, fatta l'unione dei Greci coi Latini, e repressi gli infedeli, fu sommamente benemerito della Chiesa. I1 suo antico culto fu ratificato e confermato dal Sommo Pontefice Pio nono.
    Guglielmo de Grimoard è uno studiosissimo nobile francese, monaco benedettino, abate, nunzio apostolico a Napoli, eletto Papa il 28 settembre 1362 con il nome di Urbano V, ad Avignone, che è sede dei pontefici dal 1308. Uomo di penitenza, obbediente alla regola monastica fino alla morte, decide di ritornare a Roma dopo che nei territori pontifici la legalità è stata ristabilita da uno spagnolo energico e avveduto: Egidio d’Albornoz, cardinale e uomo d’armi: l’unico che fronteggia bene l’aggressività spregiudicata del milanese Bernabò Visconti contro i domini papali.
    Il ritorno non piace alla gente di Curia. I cardinali francesi minacciano di abbandonare papa Urbano, ma lui resiste. Così, il 16 ottobre 1367, rieccolo a Roma. Viene però il tempo della sfortuna, aiutata pure da certe sue ingenuità. Muore il preziosissimo Albornoz; ma lui lo aveva già destituito, su istigazione del Visconti. Progetta una crociata che non si farà mai. E tenta invano di ripulire la “cloaca”, cioè di spazzare via avidità e corruzione dalla Curia romana. Ma non basta l’esempio della sua vita austerissima. E restano inapplicate le sue bolle moralizzatrici. Addirittura c’è chi lo critica, come già ad Avignone, per il denaro che destina a scuole e studenti poveri: ne aiuta troppi! E lui risponde meravigliosamente: "Anche se alcuni di questi giovani faranno poi un mestiere manuale, sarà sempre utile per loro avere studiato": e Urbano, almeno qui, è avanti di qualche secolo.
    Così, si trova solo nella sua fedeltà. È solo, anche, nel rifiutare l’uso della forza contro nuove sommosse. Ed eccolo perciò ritornare ad Avignone: malgrado le esortazioni di Francesco Petrarca e le funeste profezie di una futura santa, Brigida di Svezia: "Se il Papa lascia Roma, non vivrà a lungo". Ma non è il coraggio che manca a Urbano. Minacce e “profezie” non l’hanno mai piegato. Ai primi di ottobre del 1370 rientra ad Avignone; e meno di tre mesi dopo è morto. Vestito del suo saio monastico, viene deposto nella cattedrale di Avignone, da dove è traslato più tardi nel monastero marsigliese di S. Vittore, che l’ha avuto per abate. Dice di lui il poeta Francesco Petrarca: "La colpa dell’abbandono di Roma non fu sua, ma degli autori di una fuga così vergognosa".
    Nel 1870, Pio IX lo onora come Beato. Autore: Domenico Agasso"
    19 dicembre - Beato Urbano V, papa






    Luca, Sursum Corda!



    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  3. #43
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    20 dicembre 2016: martedì della quarta settimana di Avvento, Vigilia di San Tommaso Apostolo e quinto giorno della Novena di Natale…







    Novena del S. Natale (16-24 dicembre)
    http://www.sodalitium.biz/novena-del-s-natale-16-24-dicembre/






    Radio Spada

    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com"

    “20 dicembre 2016: Vigilia di San Tommaso Apostolo”







    “Il 20 dicembre 217 muore San Zefirino, Sommo Pontefice”

    “Il 20 dicembre 897 muore, dopo brevissimo pontificato, Papa Teodoro II, Sommo Pontefice”

    “Il 20 dicembre 1334 Papa Benedetto XII Fournier viene esaltato al Sommo Pontificato”

    “Muore il 20 dicembre 1887 S.E.R. il cardinale Lorenzo Ilarione Randi, prete, operoso ministro della Polizia contro i moti rivoluzionari del 1859 e governatore di Roma dal 1865 sino all'occupazione piemontese, elevato alla Sacra Porpora nel 1875, cardinale protodiacono.”













    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare i santi Martiri Eugénio e Macàrio Preti, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi Martiri ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i santi Martiri Eugénio e Macàrio Preti, possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
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    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore

    Istituto Mater Boni Consilii – S. Messe (in latino e NON una cum gli ultraluterani Berginger) natalizie
    https://oratoriosantambrogiomilano.w...sse-natalizie/















    "Dom Guéranger, L'anno liturgico - 20 dicembre. Quarta Antifona
    http://www.unavoce-ve.it/pg-20dic.htm



    20 DICEMBRE
    IV ANTIFONA
    O chiave di David e scettro della casa d'Israele, che apri, e nessuno può chiudere; che chiudi, e nessuno può aprire: vieni e trai dalla prigione il misero che giace nelle tenebre e nell'ombra della morte.
    O figlio di David, erede del suo trono e della sua potenza, tu percorri, nella tua marcia trionfale, una terra sottomessa un tempo al tuo avo, e oggi asservita dai Gentili. Riconosci da ogni parte, sul tuo cammino, tanti luoghi testimoni delle meraviglie della giustizia e della misericordia di Dio tuo Padre verso il suo popolo, nel tempo di quell'antica Alleanza che volge verso la fine. Presto, tolta la virginea nube che ti ricopre, intraprenderai nuovi viaggi su quella stessa terra, vi passerai beneficando e guarendo ogni languore ed ogni infermità, e tuttavia senza avere dove posare il capo. Oggi almeno il seno materno ti offre ancora un asilo dolce e tranquillo nel quale non ricevi che le testimonianze dell'amore più tenero e più rispettoso. Ma, o Signore, bisogna che tu esca da quel beato ritiro; bisogna che tu, o Luce eterna, risplenda in mezzo alle tenebre, poiché il prigioniero che sei venuto a liberare languisce nella sua prigione. Egli giace nell'ombra della morte, e vi perirà se non vieni prontamente ad aprirne le porte con la tua Chiave onnipotente! Il prigioniero, o Gesù, è il genere umano, schiavo dei suoi errori e dei
    312
    suoi vizi. Vieni a spezzare il giogo che l'opprime e lo degrada! Il prigioniero è il nostro cuore troppo spesso asservito a tendenze che esso sconfessa. Vieni, o divino Liberatore, a riscattare tutto ciò che ti sei degnato di rendere libero con la tua grazia,e a risollevare in noi la dignità di fratelli tuoi.

    ANTIFONA DELL' ARCANGELO GABRIELE
    O Gabriele, messaggero dei cieli, tu sei entrato da me a porte chiuse e mi hai detto quelle parole: Concepirai e partorirai un figlio e sarà chiamato Emmanuele.

    * * *
    Oggi ricorreva anche la vigilia di san Tommaso, soppressa dal decreto della Congregazione dei Riti del 23 marzo 1955. Conserviamo quanto il Guéranger espose sullo sviluppo storico delle vigilie, notando soltanto che, a tenore dello stesso decreto (n. 8-9), oggi le vigilie sono di due specie: privilegiate (vigilie del Natale e di Pentecoste) e comuni (vigilie dell'Assunzione della Beata Vergine, di san Giovanni Battista, dei santi Pietro e Paolo e di san Lorenzo). Tutte le altre sono soppresse.
    Nei primi tempi, il termine di Vigilia designava le riunioni dei cristiani nella chiesa durante la notte dal sabato alla domenica. Tali riunioni datano verosimilmente dall'era apostolica. Presto si formò l'abitudine di prevenire con una intera notte di preghiere le grandi solennità: quella di Pasqua o gli anniversari dei Martiri in particolare. Ci si riuniva nella serata e si trascorreva la notte al canto dei Salmi e leggendo la Sacra Scrittura o le Passioni dei martiri. Essendo poi sorti degli abusi, la Chiesa fu costretta a sopprimere in parte quelle vigilie fin dal XIII secolo. Tuttavia ne esistevano ancora nel XVI secolo e perfino nel XVIII secolo alcune chiese delle Gallie avevano una vigilie per le loro grandi solennità, come quella di san Martino a Tours e di san Giuliano a Le Mans. Alle prime luci del giorno, si cantava la Messa che poneva termine alla Vigilia. A poco a poco la Messa fu anticipata e attualmente la celebriamo la mattina del giorno che precede la festa.

    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 311-312.









    Luca,
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  4. #44
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    21 dicembre 2016: San Tommaso Apostolo (v. pure qui: 21 dicembre (3 luglio) - S. Tommaso, apostolo) e sesto giorno della Novena di Natale…






    Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium


    San Tommaso Apostolo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-tommaso-apostolo/
    “21 dicembre, San Tommaso Apostolo.
    Per quel favore distiutissimo che voi, o glorioso s. Tommaso, riceveste da Gesù Cristo, allorquando per accertarvi della sua risurrezione vi degnò d’una apposita apparizione,invitandovi a metter il vostro dito nelle sue piaghe e la vostra mano nel suo costato; e per quella fede vivissima onde voi, pentito della passata incredulità, Lo confessaste per vostro Signore e vostro Dio, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre fermi nella credenza di tutte le cattoliche verità, e di riconoscere sempre in Gesù Cristo l’unico nostro maestro e l’unico nostro padrone, onde seguir con inalterabile fedeltà la via dei suoi comandamenti. Così sia.”







    S. Messe natalizie 2016/17 - Sodalitium


    https://oratoriosantambrogiomilano.w...sse-natalizie/







    Vi consiglio di ordinare al più presto
    Effedieffe e le Edizioni Radio Spada hanno rinnovato l’offerta natalizia anche in questo 2016…
    Già ordinato da Effedieffe perché le offerte scadevano prima entro Natale, da Radio Spada ordinerò ad inizi gennaio…
    Il 13 dicembre sera per Santa Lucia ho appunto fatto l’ordine sul sito Effedieffe e mi è arrivato il pacco dei libri già il 16 dicembre pomeriggio; 4 libri su 6 ancora incartati ed anche gli altri due in buone condizioni, davvero molto professionali e garanzia di serietà oltre che di cattolicità indubbiamente…
    Ecco i libri che ho ordinato sul sito Effedieffe:

    COFANETTI NATALIZI EFFEDIEFFE

    COFANETTO LANDUCCI
    http://www.effedieffeshop.com/produc...LANDUCCI~.html
    COFANETTO RELIGIOSO
    http://www.effedieffeshop.com/produc...ELIGIOSO~.html

    Monsignor Pier Carlo Landucci (Santa Vittoria in Matenano, 1º dicembre 1900 – Roma, 28 maggio 1986)



    http://www.effedieffeshop.com/catego...FEDIEFFE~.html







    Consiglio soprattutto il "COFANETTO LANDUCCI" coi 3 libri sopra riportati di Monsignor Pier Carlo Landucci (Santa Vittoria in Matenano, 1º dicembre 1900 – Roma, 28 maggio 1986)...
    Consiglio anche il "COFANETTO RELIGIOSO" in particolar modo perchè include il nuovo libro su Padre Pio e la recentissima ristampa ulteriormente aggiornata ed approfondita di "Per Padre il Diavolo" di Don Curzio Nitoglia (sicuramente una summa ed un classico del pensiero cattolico controrivoluzionario in Italia, anche se non condivido il fatto che l'autore abbia tolto alcuni precisi riferimenti alla sua precedente posizione ispirata alla "Tesi di Cassiciacum", chiaramente presenti nei suoi vecchi articoli pubblicati in origine su "Sodalitium"); invece lascia parecchio perplesso l'altrettanto recente "Il Primato del Papa" (praticamente una raccolta dei suoi ultimi scritti già pubblicati sul sito ufficiale) del medesimo Don Curzio...
    Malgrado il titolo, che farebbe pensare ad un fiero elogio del Papato, è in realtà una sorta di contorta ed un po' patetica e grottesca giustificazione aprioristrica del fallibilismo eretico vaticano-secondista pseudo-papale...Si salvano e sono perfettamente da approvare soltanto i capitoli IV e V, mentre negli altri i contenuti validi sono resi sterili e falsati dalla spicciola propaganda anti-sedevacantista finalizzata a far credere in maniera gravemente erronea che "il papa eretico, persino se lo fosse formalmente, resta papa sempre e comunque e nessuno può azzardarsi a ritenerlo illegittimo" (questo è il succo del suo discorso, sia pure sintetizzato alla mia maniera) spacciando il tutto per presunta teologia dogmatica (e la bolla papale "Cum ex apostolatus officio" di Paolo IV del 1559 ed il Magistero ufficiale che ammette da sempre la possibilità della "Sede Vacante" per "apostasia, eresia o scisma" e le posizioni di tanti altri teologi?! Cioè è assurdo negare oggi a priori addirittura la possibilità stessa della Sede Vacante, mentre già Mons. Lefebvre all'epoca la prendeva seriamente in considerazione, pure di fronte alla sempre maggiore evidenza...); sia detto con tutto il rispetto che continuo a nutrire per il sacerdote in questione, ma è innegabile che per certi versi mostrava assai più lucidità intellettuale nei suoi scritti del passato sinceramente...
    Peccato a tal proposito che sia ormai esaurito e fuori catalogo il monumentale "Apologia del Papato" del 2014 di Carlo di Pietro, una tra i migliori libri editi da "Effedieffe", che ad oltre 2 anni di distanza dalla sua uscita attende ancora una seria risposta...



    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
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    “21 DICEMBRE 2016: San Tommaso apostolo.













    Dom Guéranger, L'anno liturgico - 21 dicembre. San Tommaso Apostolo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-21dic.htm
    “21 DICEMBRE
    Nell'Ufficio delle Laudi la voce della Chiesa fa risonare oggi questo solenne avvertimento:
    "Non temete: il Signore nostro verrà a voi fra cinque giorni".
    SAN TOMMASO APOSTOLO
    Ecco l'ultima festa che celebrerà la Chiesa prima della Natività del suo Signore e Sposo. Essa interrompe le Ferie maggiori per onorare san Tommaso, Apostolo di Cristo, il cui glorioso martirio, consacrando per sempre questo giorno, procurò al popolo cristiano un potente intercessore presso il divino Messia. Spettava a questo grande Apostolo apparire nel Ciclo in questo giorno, poiché la sua protezione aiutasse i fedeli a credere e a sperare nel Dio che ancora non vedono e che viene ad essi senza rumore e senza splendore, per provare la loro fede. San Tommaso dubitò un giorno, e non comprese la necessità della Fede se non dopo essere passato attraverso le ombre dell'incredulità: è giusto che venga ora in aiuto ai figli della Chiesa, e li fortifichi contro le tentazioni che potrebbero assalirli da parte d'una orgogliosa ragione. Rivolgiamoci dunque a lui con fiducia; e dal seno della luce in cui l'ha posto il suo pentimento ed il suo amore, egli chiederà per noi la docilità di mente e di cuore che ci è necessaria per vedere e riconoscere Colui che costituisce l'attesa delle genti, e che, destinato a regnare su di esse, annuncerà la sua venuta solo con i deboli vagiti di un bimbo, e non con la voce tonante d'un maestro. Ma leggiamo innanzitutto il racconto degli Atti del nostro santo Apostolo. La Chiesa ha ritenuto bene presentarcelo sotto la forma più breve.

    VITA. - Tommaso Apostolo, chiamato anche Didimo, era della Galilea. Dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, andò a predicare il Vangelo in molte province. Insegnò i precetti della fede e della vita cristiana ai Parti, ai Medi, ai Persiani, agli Ircaniani e ai Battri. Si diresse infine verso le Indie, ed ammaestrò quei popoli nella religione cristiana. In questo paese si fece ammirare da tutti per la santità della vita e della dottrina e per lo splendore dei miracoli, e accese alto il fuoco dell'amore di Gesù Cristo nei cuori. Il re della regione s'infiammò d'ira, poiché era zelante dell'idolatria, e il santo apostolo, condannato a morte per ordine di lui, fu lapidato a Calamina, e accrebbe l'onore del suo apostolato con la corona del martirio [1].

    Glorioso Apostolo, che hai condotto a Cristo un così gran numero di genti infedeli, è a te che ora si rivolgono le anime fedeli perché le introduca presso lo stesso Cristo che fra cinque giorni si manifesterà alla sua Chiesa. Per meritare di comparire alla sua divina presenza, abbiamo bisogno, innanzitutto, d'una luce che ci guidi fino a lui. Questa luce è la Fede. Chiedi per noi la fede. Un giorno il Signore si degnò di accondiscendere alla tua debolezza, e di assicurarti nel dubbio che provavi sulla verità della sua Resurrezione. Prega dunque, affinché si degni pure di sostenere la nostra debolezza, e di farsi sentire al nostro cuore. Tuttavia, o santo Apostolo, non è già una chiara visione che noi chiediamo, ma la Fede semplice e docile, poiché Colui che viene anche per noi ti ha detto mostrandotisi: Beati coloro che credono senza vedere! Noi vogliamo essere del numero di questi. Ottienici dunque quella Fede che è propria del cuore e della volontà, affinché davanti al divino Bambino avvolto in fasce e posto nella mangiatoia, possiamo esclamare anche noi: Mio Signore e mio Dio! Prega o santo Apostolo, per le genti che tu hai evangelizzate e che sono ricadute nelle ombre della morte. Che venga presto il giorno in cui il Sole di giustizia splenderà nuovamente per esse! Benedici gli sforzi degli uomini apostolici che consacrano sudori e sangue all'opera delle Missioni; fa che siano abbreviati i giorni delle tenebre, e che le regioni irrorate del tuo sangue vedano infine cominciare il regno del Dio che hai annunciato e che noi aspettiamo.



    [1] In difetto degli Acta Thomae rigettati dal Padri del IV secolo, parecchie testimonianze, fra le quali quella di Origene, permettono di situare nelle regioni orientali che circondano la Mesopotamia il campo d'apostolato di san Tommaso. La tradizione della sua missione nell'India potrebbe avere un appoggio sul fatto che l'India avrebbe ricevuto il Vangelo fin dall'età apostolica. Ma gli Indù del rito siro-malabarico furono probabilmente evangelizzati da un missionario nestoriano omonimo dell'apostolo. È noto che le sue reliquie si trovavano, fin dal III secolo, a Edessa dove le venerò, verso il 400, l'autore della Peregrinatio Sylviae. Dal 1268 si trovano a Ortona e un braccio del santo è conservato nella Collegiata di S. Nicola a Bari.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 312-314.”


    MISSALE ROMANUM - Die 21 Decembris. S. Thomæ Apostoli
    “DIE 21 DECEMBRIS SANCTI THOMÆ APOSTOLI”








    21 dicembre (3 luglio) - S. Tommaso, apostolo
    21 dicembre (3 luglio) - S. Tommaso, apostolo







    Luca, Sursum Corda!

    Ultima modifica di Giò; 22-12-16 alle 00:27
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  5. #45
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    22 dicembre 2016 Santa Francesca Saverio Cabrini (v. pure qui: 22 dicembre - S. Francesca Saverio Cabrini, fondatrice) e settimo giorno della Novena di Natale…






    Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del...6-24-dicembre/


    Santa Francesca Saverio Cabrini - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-fran...verio-cabrini/
    “22 dicembre, Santa Francesca Saverio Cabrini, Vergine (Sant’Angelo Lodigiano, 15 luglio 1850 – Chicago, 22 dicembre 1917).
    “A Chicago, santa Francesca Saverio Cabrini, Vergine Fondatrice dell’Istituto delle Missionarie del Sacratissimo Cuore di Gesù, insigne per l’esima carità, l’invitta fortezza d’animo e l’umiltà, dal Papa Pio dodicesimo ascritta nel catalogo delle Sante e costituita celeste Patrona di tutti gli emigranti”.
    O Signore Gesù Cristo, che avendo accesa S. Francesca Saverio con la fiamma del Tuo Cuore Divino, la conducesti tra molte nazioni per conquistarti anime; e per suo mezzo arricchisti le Tua Chiesa d’una nuova famiglia di Vergini; che per la sua intercessione. rivestiti delle virtù del Tuo Sacro Cuore, giungano al porto delle beatitudine eterna. Tu che vivi e regni.”












    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
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    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Francésca Savério Cabrini, Vergine, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Francésca Savério Cabrini, Vergine, possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
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    #DonneDiSuccesso.”






















    Radio Spada
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    “Il 22 dicembre 1917 moriva Santa Francesca Saverio Cabrini, beatificata nel 1938, canonizzata infallibilmente nel 1946, dichiarata patrona degli emigranti nel 1950”






    “Il 22 dicembre 401 Sant'Innocenzo I viene esaltato al Sommo Pontificato”

    “Il 22 dicembre 1961 muore S.E.R. Cardinale Elia Dalla Costa, Arcivescovo di Firenze dal 1931, cardinale dal 1933.”













    Dom Guéranger, L'anno liturgico - 22 dicembre. Sesta Antifona
    http://www.unavoce-ve.it/pg-22dic.htm



    “22 DICEMBRE

    VI ANTIFONA
    O re delle genti, oggetto dei loro desideri! Pietra angolare che riunisci in te i due popoli! Vieni e salva l'uomo che hai formato dal fango.
    O Re delle genti! Tu ti avvicini sempre più a quella Betlemme in cui devi nascere. Il viaggio volge al termine, e la tua augusta Madre, che il dolce peso consola e fortifica, conversa senza posa con te lungo il cammino. Adora la tua divina maestà e ringrazia la tua misericordia; si rallegra d'essere stata scelta per la sublime missione di servire da Madre a un Dio. Brama e teme insieme il momento in cui finalmente i suoi occhi ti contempleranno. Come potrà renderti i servigi degni della tua somma grandezza, quando si ritiene l'ultima delle creature? Come ardirà sollevarti fra le braccia, stringerti al cuore, allattarti al suo seno mortale? Eppure, quando pensa che si avvicina l'ora in cui, senza cessare d'essere suo figlio, uscirai da lei ed esigerai tutte le cure della sua tenerezza, il suo cuore vien meno e mentre l'amore materno si confonde con l'amore che porta verso Dio, è sul punto di spirare in quella lotta troppo impari della fragile natura umana contro i più forti e i più potenti di tutti gli affetti riuniti in uno stesso cuore. Ma tu la sostieni, o Desiderato delle genti, perché vuoi che giunga al felice termine che deve dare alla terra il suo Salvatore, e agli uomini la Pietra angolare che li riunirà in una sola famiglia. Sii benedetto nelle meraviglie della tua potenza e della tua bontà, o divino Re, e vieni presto a salvarci, ricordandoti che l'uomo ti è caro poiché l'hai formato con le tue stesse mani. Oh, vieni, poiché l'opera tua è degenerata, è caduta nella perdizione, e la morte l'ha invasa: riprendila nelle tue potenti mani, rifalla, salvala, perché l'ami sempre, e non arrossisci della tua creazione.
    GRANDE ANTIFONA IN ONORE DI CRISTO
    O Re Pacifico, tu che sei nato prima dei secoli, affrettati ad uscire dalla porta d'oro: visita coloro che devi riscattare, e falli risalire al luogo donde il peccato li ha precipitati.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 315-316.”







    https://forum.termometropolitico.it/...ori-ii-59.html
    22 dicembre - S. Francesca Saverio Cabrini, fondatrice
    22 dicembre - S. Francesca Saverio Cabrini, fondatrice




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  6. #46
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    23 dicembre 2016: Santa Vittoria, Vergine e Martire (v. pure qui: 23 dicembre (10 luglio) - S. Vittoria, vergine e martire) ed ottavo giorno della Novena di Natale…






    Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del...6-24-dicembre/


    Santa Vittoria - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-vittoria/
    “23 dicembre, Santa Vittoria, Vergine e Martire.
    A Roma santa Vittoria, Vergine e Martire, la quale, nella persecuzione dell’Imperatore Decio, essendo promessa sposa del pagano Eugenio, e non volendo maritarsi né sacrificare agli idoli, dopo avere operato molti miracoli, coi quali aveva guadagnato a Dio moltissime Vergini, dal carnefice fu percossa con la spada nel cuore, ad istanza dello sposo di lei.”











    Sante Messe Natalizie “non una cum”
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26610
    Sante Messe Natalizie ?non una cum? « www.agerecontra.it
    S. Messe natalizie 2016/17 dal sito Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
    Celebrate dai sacerdoti I.M.B.C. in Italia, “NON UNA CUM” l’occupante conciliare (non in comunione con…):
    Per i VENETI che lo trovano più agevole:
    S. Messa tradizionale “non una cum” a Rovereto il 25 Dicembre alle ore 18.00 (Confessioni dalle ore 17.30). Per chi parte da Verona, ritrovo ore 16.45 al parcheggio delle Sorelle Ramonda di Bussolengo previo contatto su christusrex@libero.it oppure telefonare a Simone.”


    LA CITTÀ DEL PRESEPE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26606
    LA CITTÀ DEL PRESEPE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO « www.agerecontra.it
    “(…) L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele
    Come si vede c’è una lunga strada da ripercorrere per tornate alla resilienza cattolica e mariana. Essa può ben cominciare da una devota meditazione sulla manifestazione divina della CITTÀ DI DIO, dove splende il PRESEPE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. Che sempre sia amato e lodato!”


    “Christus Rex – Traditio” porge a tutti i migliori Auguri di un Santo Natale
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26613
    ?Christus Rex ? Traditio? porge a tutti i migliori Auguri di un Santo Natale « www.agerecontra.it
    “Il Circolo “Christus Rex-Traditio” informa che chi volesse rinnovare la tessera del 2017 può rivolgersi a christusrex@libero.it (al momento, il gruppo è costituito da circa 130 iscritti, quasi tutti veronesi). Abbiamo la grazia di disporre di una struttura importante per la militanza, che ha dei costi, che copriamo con l’autofinanziamento o con donazioni volontarie. Ogni donazione liberale è ben accetta, a copertura di queste spese di militanza cattolica. (PER LE MODALITA’, VEDI A LATO)”
    http://www.agerecontra.it/public/pre...2/image003.jpg










    Radio Spada
    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com"

    “23 dicembre 2014: Venerdì della IV settimana d'Avvento”





    “il 23 dicembre 619 Papa Bonifacio V viene esaltato al Sommo Pontificato”









    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare santa Vittoria, Vergine e Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine e Martire, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Vittoria, Vergine e Martire, possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr
    #DonneDiSuccesso.”









    “Dal sito SANTI E BEATI:
    Santa Vittoria, Martire
    10 luglio
    Patronato: Monteleone Sabino (RI)
    Emblema: spada, palma
    Martirologio Romano: In Sabina nel Lazio, sante Anatolia e Vittoria, martiri.
    Martirologio tradizionale (23 dicembre): A Roma santa Vittoria, Vergine e Martire, la quale, nella persecuzione dell'Imperatore Decio, essendo promessa sposa del pagano Eugenio, e non volendo maritarsi né sacrificare agli idoli, dopo avere operato molti miracoli, coi quali aveva guadagnato a Dio moltissime Vergini, dal carnefice fu percossa con la spada nel cuore, ad istanza dello sposo di lei.
    ANATOLIA, AUDACE E VITTORIA, santi martiri.
    Una prima menzione di Anatolia è nel De Laude Sanctorum (Cap.XI,in PL.XX,col.453) composto verso il 396 da Vittrice di Rouen (330-409). La Santa vi figura tra i taumaturghi. All'inizio del sec. VI troviamo Anatolia e Vittoria ricordate insieme nel Martirologio Geronimiano al 10 luglio:"VI idus iulii in Savinis Anatholiae Victoriae"; Vittoria è anche ricordata sola al 19 dicembre:"In Savinis civitate Tribulana Victoriae".
    Poco dopo le due Sante compaiono effigiate nei mosaici di S.Apollinare Nuovo in Ravenna, l'una a fianco dell'altra, in mezzo alle martiri più illustri dell'Occidente, avendo a sinistra S.Paolina, a destra S.Cristina, in quel corteggio maestoso che fa omaggio a Cristo delle proprie corone. Abbiamo, infine, databile al VI o VII sec., una Passio ss.Anatoliae et Audacis et s. Victoriae, che fu letta da Adelmo (m.709) e poi da Beda (m. 735),i quali ne derivarono, il primo il carme in lode delle due Sante, il secondo gli elogi, per Anatolia e Audace al 9 luglio, per Vittoria al 23 dicembre, nel suo martirologio. Gli elogi di Beda, riassunti in Adone e in Usuardo, furono accolti quasi per intero dal Baronie nel Martyrologio Romano, che colloca appunto Anatolia ed Audace al 9 luglio e Vittoria al 23 dicembre. La Passio è un vero centone, dove riaffiorano spunti e dettagli delle "passioni" di Nereo e Achilleo,Calogero e Partenio, Rufina e Seconda, Giovanni e Paolo e di molti altri,come ha ben dimostrato il Raschini. Secondo la Passio, Anatolia e Vittoria, giovani romane di nobile famiglia, rifiutarono le nozze con due patrizi perché consacrate a Dio. I due aspiranti, allora, col favore imperiale, le relegarono nei loro possedimenti di Sabina, Vittoria presso Trebula Mutuesca (l’odierna Monteleone Sabino sulla via Salaria), Anatolia presso Tora. Dopo varie vicende, in cui si sbizzarrisce la fantasia dell’agiografo,Vittoria venne uccisa e sepolta in una caverna: Anatolia sopravvisse di poco. Un soldato, Audace, fu incaricato di ucciderla, rinchiudendola in una stanza con un serpente. Il rettile lasciò incolume la Santa, mentre si avventò su Audace entrato, l'indomani, nella stanza per accertarne la morte. Ma Anatolia salvò Audace dal serpente e Audace si fece cristiano; quindi, ambedue furono uccisi di spada. Il martirio delle due Sante e di Audace è fissato dalla Passio al tempo di Decio(249-51).
    Per quanto scarso sia il valore di questo testo,il culto delle due Sante è antichissimo e, a partire dal sec. VI-VII, ad esse è congiunto Audace, del quale non è possibile, però, garantire se sia un personaggio reale o una creazione dell'agiografo. Centro del culto è sempre stata, la Sabina,dove dovette avvenire il martirio: Trebula Mutuesca (Monteleone Sabino) per Vittoria, Tora per Anatolia e Audace. Più tardi il culto si propagò in altri luoghi in seguito a traslazioni di reliquie. Il corpo di S.Vittoria fu trasferito nell'anno 827 dall'abate Pietro di Farfa, in fuga davanti ai Saraceni, nel Piceno, sul Monte Matenano: fu poi riportato a Farfa il 20 giugno 931 dall'abate farfense Ratfredo, ma nel Piceno rimase assai vivo il culto della Santa . I corpi di Anatolia e di Audace verso la metà del sec. X furono ritrovati nelle campagne di Tora dall'abate sublacense Leone e trasferiti a Subiaco. In epoca imprecisata un braccio di S.Anatolia fu trasportato nelle diocesi di Camerino, in un paese che si chiamò da allora Santa Anatolia (oggi Esanatoglia) in prov. di Macerata. I Documenti del Regesto Farfense, Sublacense, Tiburtino, nominano frequentemente chiese e contrade recanti il nome delle due Sante. E ancora oggi nella campagna Sabina, nel Tiburtino e nel Sublacense la devozione popolare per le due Sante è notevole.
    I corpi dei ss. Anatolia e Audace riposano ancora a Subiaco nella basilica di S.Scolastica, sotto l'altare del Sacramento. Al di sopra un bel quadro secentesco rappresentante la Santa nell'atto di liberare Audace dal serpente. Il capo di S.Anatolia, come pure quello di S.Vittoria sono conservati, però, nel Sacro Speco. E l'immagine delle due Sante, che compare sull'arco di ingresso alla Santa Grotta in un affresco di scuola romana del sec.XIII, sembra guidare il fedele al mistico luogo santificato dalla presenza del grande Santo di Norcia. Altra immagine di Anatolia, di scuola senese del sec. XIV, è sulla parete di destra della Scala Santa dello stesso Santuario, presso la Grotta dei pastori.
    Autore: Benedetto Cignitti”






    23 dicembre (10 luglio) - S. Vittoria, vergine e martire
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html





    Dom Guéranger, L'anno liturgico - 23 dicembre. Settima Antifona
    http://www.unavoce-ve.it/pg-23dic.htm



    “23 DICEMBRE
    Oggi, nell'Ufficio delle Laudi, la Chiesa canta la seguente antifona:
    Ecco che si sono adempiute tutte le cose che l'Angelo aveva dette, riguardo alla Vergine Maria.
    VII ANTIFONA
    O Emmanuele, nostro Re e nostro Legislatore, attesa delle genti e loro salvatore, vieni a salvarci, Signore Dio nostro!
    O Emmanuele, Re della Pace, tu entri oggi in Gerusalemme, la città da te scelta, perché è là che hai il tuo Tempio. Presto vi avrai la tua Croce e il tuo Sepolcro, e verrà il giorno in cui costituirai presso di essa il tuo terribile tribunale. Ora tu penetri senza rumore e senza splendore in questa città di David e di Salomone.
    Essa non è che il luogo del tuo passaggio, mentre ti rechi a Betlemme. Tuttavia Maria Madre tua e Giuseppe, suo sposo, non l'attraversano senza salire al Tempio per offrire al Signore i loro voti e i loro omaggi; e si compie allora, per la prima volta, l'oracolo del Profeta Aggeo il quale aveva annunciato che la gloria del secondo Tempio sarebbe stata maggiore di quella del primo. Quel Tempio, infatti, si trova in questo momento in possesso d'un'Arca d'Alleanza molto più preziosa di quella di Mosè, e soprattutto non paragonabile a nessun altro santuario e anche al cielo, per la dignità di Colui che essa racchiude. Vi è il Legislatore stesso, e non più soltanto la tavola di pietra su cui è scritta la Legge. Ma presto l'Arca vivente del Signore discende i gradini del Tempio, e si dispone a partire per Betlemme, dove la chiamano altri oracoli. Noi adoriamo, o Emmanuele, tutti i tuoi passi attraverso questo mondo, e ammiriamo con quanta fedeltà osservi quanto è stato scritto di te, affinché nulla manchi ai caratteri di cui devi essere dotato, o Messia, per essere riconosciuto dal tuo popolo. Ma ricordati che sta per suonare l'ora, tutto è pronto per la tua Natività, e vieni a salvarci. Vieni, per essere chiamato non più soltanto Emmanuele, ma Gesù, cioè Salvatore.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 316-317.”






    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    24 dicembre 2016: Vigilia di Natale, nono ed ultimo giorno della Novena di Natale…




    Novena del Natale (16-24 dicembre) - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del...6-24-dicembre/







    Vigilia di Natale - Sodalitium

    http://www.sodalitium.biz/vigilia-di-natale/
    “24 dicembre, Vigilia di Natale (digiuno e astinenza).
    “Entriamo nello spirito della santa Chiesa, e prepariamoci, con tutta la gioia dei nostri cuori, ad andare incontro al Salvatore che viene a noi. Osserviamo fedelmente il digiuno che deve alleggerire i nostri corpi e facilitarci il cammino; e fin dal mattino pensiamo che non sentiremo più riposo finché non avremo visto nascere, nella ora santa, Colui che viene ad illuminare ogni creatura; perché è un dovere per ogni figlio fedele della Chiesa Cattolica, celebrare con essa questa felice Notte durante la quale, nonostante il raffreddamento della pietà, l’universo intero veglia ancora all’arrivo del suo Salvatore: ultime vestigia della pietà degli antichi giorni che si cancellerebbero solo per terribile sventura della terra” (dom Prosper Guéranger).
    O Signore, che ci allieti con l’annua attesa della nostra redenzione, fa si che l’Unigenito tuo, che ora accogliamo festanti come Redentore, l’accogliamo pure con coscienza tranquilla allorchè verrà quale giudice, il Signor nostro Gesù Cristo: il quale teco vive.”






    Catechismo Maggiore di San Pio X – Del santo Natale

    http://www.sodalitium.biz/catechismo-maggiore-san-pio-x-del-santo-natale/
    "Catechismo Maggiore di San Pio X – Del santo Natale
    4 D. Che festa è il santo Natale?

    R. Il santo Natale è la festa istituita per celebrare la memoria della nascita temporale di Gesù Cristo.
    5 D. Che cosa ha di particolare il santo Natale tra tutte le altre feste?
    R. Il santo Natale tra tutte le altre feste ha due cose di particolare:
    che si celebrano gli uffici divini nella notte precedente, secondo l’uso antico della Chiesa nelle vigilie;
    che si celebrano tre messe da ogni sacerdote.

    6 D. Perché la Chiesa ha voluto ritenere l’uso di celebrare nella notte del Natale i divini uffizi?
    R. La Chiesa ha voluto ritenere l’uso di celebrare nella notte del Natale i divini uffizi per rinnovare con viva riconoscenza la memoria di quella notte, in cui, nascendo il divin Salvatore, cominciò l’opera della nostra redenzione.

    7 D. Quali cose ci propone la Chiesa a considerare nelle tre Messe del Natale?
    R. Nel vangelo della prima Messa del Natale la Chiesa ci propone a considerare che la santissima Vergine, recatasi in compagnia di S. Giuseppe da Nazaret a Betlemme per far ivi registrare il loro nome, secondo l’ordine dell’imperatore, né avendo ritrovato altro alloggio, diede alla luce Gesù Cristo dentro una stalla e lo ripose nel presepio, cioè in una mangiatoia d’animali. Nel vangelo della seconda ci propone a considerare la visita fatta a Gesù Cristo da alcuni poveri pastori, che erano stati avvisati da un Angelo della nascita di esso. Nel vangelo della terza ci propone a considerare che questo fanciullo, che si vede nascere nel tempo da Maria Vergine, è ab eterno Figliuolo di Dio.

    8 D. Che cosa intende la Chiesa nel proporci a considerare i misteri delle tre Messe del Natale?
    R. Nel proporci a considerare i misteri delle tre Messe del Natale la Chiesa intende che ringraziamo il divin Redentore d’essersi fatto uomo per la nostra salute, che lo riconosciamo insieme ai pastori, e lo adoriamo qual vero Figliuolo di Dio, ascoltando le istruzioni ch’Egli tacitamente ci dà colle circostanze della sua nascita.

    9 D. Che cosa c’insegna Gesù Cristo colle circostanze della sua nascita?
    R. Colle circostanze della sua nascita Gesù Cristo c’insegna a rinunciare alle vanità del mondo e ad apprezzare la povertà e le sofferenze.

    10 D. Nella festa del Natale siamo noi obbligali ad ascoltare tre Messe?
    R. Nella festa del Natale siamo obbligati ad ascoltare soltanto una Messa, ma è però bene ascoltarle tutte e tre per conformarci meglio alle intenzioni della Chiesa.

    11 D. Che cosa dobbiamo noi fare nel santo Natale per secondare pienamente le intenzioni della Chiesa?
    R. Nel santo Natale, per secondare pienamente le intenzioni della Chiesa, dobbiamo fare queste quattro cose:
    prepararci la vigilia con unire al digiuno un raccoglimento maggiore del solito;
    apportarvi una grande purità per mezzo di una buona confessione e un grande desiderio di ricevere il Signore;
    assistere, se si può, agli uffizi divini nella notte precedente, e alle tre Messe, meditando il mistero che si celebra;
    impiegare questo giorno, per quanto possiamo, in opere di cristiana pietà."







    S. Messe natalizie 2016/17
    - Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii



    San Pio V. Intervista a don Ugolino Giugni - Sodalitium













    Don Floriano Abrahamowicz celebrerà la Santa Messa natalizia a Paese (TV) stasera alle ore 22.30 e domani mattina alle 10.30, poi anche a Bolzano verso il pomeriggio/sera; diretta qui sul suo canale:
    don Floriano -
    DOMUSMARCEL

    http://www.domusmarcellefebvre.it/seguire-la-s.messa.php
    "Spiegazione delle preghiere per seguire la Santa Messa (latino- italiano)"


    Qui invece trovate l’elenco delle Sante Messe natalizia celebrate dai sacerdoti dell’I.M.B.C. in varie città e regioni italiane:


    Sante Messe Natalizie ?non una cum? « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26610
    Sante Messe Natalizie “non una cum”
    Sante Messe Natalizie ?non una cum? « www.agerecontra.it
    S. Messe natalizie 2016/17 dal sito Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
    Celebrate dai sacerdoti I.M.B.C. in Italia

    LA CITTÀ DEL PRESEPE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTOhttp://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26606
    “Christus Rex – Traditio” porge a tutti i migliori Auguri di un Santo Natale
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=26613
    ?Christus Rex ? Traditio? porge a tutti i migliori Auguri di un Santo Natale « www.agerecontra.it








    Radio Spada
    “24 DICEMBRE 2016: VIGILIA DELLA NATIVITA' (astinenza e digiuno - vigilia gaudiosa)”






    "Il 24 dicembre 640 Papa Giovanni IV viene esaltato al Sommo Pontificato"
    "Il 24 dicembre 1046 Papa Clemente II dei signori di Morsleben e Hornburg viene esaltato al Sommo Pontificato"
    "Il 24 dicembre 1294 Papa Bonifacio VIII Caetani, gloria del Papato romano, viene esaltato al Sommo Pontificato"











    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Il numero 40 del settimanale di formazione teologica cattolica SVRSVM CORDA® del 25 dicembre 2016 sarà a colori.




    Sursum Corda Associazione - Editore

    Indice:
    - Comunicato numero 40. Solennità del Santo Natale;
    - Breve omelia: il Tempo di Natale;
    - Omelia di Natale: Evangelizo vobis gaudium magnum, quia natus est vobis hodie, Salvator mundi!;
    - Omelia di Natale: Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonæ voluntatis;
    - Omelia di Natale: La culla di Betlemme è una cattedra;
    - Omelia di Natale: Visita nel pensiero e nella fede a Betlemme;
    - Omelia di Natale: La chiamata dei pastori alla culla di Gesù Bambino;
    - Omelia di Natale: Il modo con cui i pastori cercano il neonato Salvatore;
    - Omelia di Natale: I Pastori ci insegnano a corrispondere alle chiamate del Signore;
    - Omelia di Natale: La culla di Gesù è il perno del mondo, la sorgente, il trono;
    - Omelia di Natale: Il gran giorno dopo quaranta secoli di notte;
    - Omelia di Natale: Et Verbum caro factum est;
    - Brevi cenni. Anno, luogo di nascita di Gesù e la sua origine davidica.


    Comunicato numero 40. Solennità del Santo Natale
    Comunicato numero 40. Solennità del Santo Natale
    Breve omelia: il Tempo di Natale
    Breve omelia: il Tempo di Natale
    Omelia di Natale: Evangelizo vobis gaudium magnum, quia natus est vobis hodie, Salvator mundi!
    Omelia di Natale: Evangelizo vobis gaudium magnum, quia natus est vobis hodie, Salvator mundi!
    Omelia di Natale: Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonæ voluntatis
    Omelia di Natale: Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonæ voluntatis
    Omelia di Natale: La culla di Betlemme è una cattedra
    Omelia di Natale: La culla di Betlemme è una cattedra
    Omelia di Natale: Visita nel pensiero e nella fede a Betlemme
    Omelia di Natale: La chiamata dei pastori alla culla di Gesù Bambino
    Omelia di Natale: Il modo con cui i pastori cercano il neonato Salvatore
    Omelia di Natale: I Pastori ci insegnano a corrispondere alle chiamate del Signore




    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare santa Tarsilla Vergine, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa santa Vergine, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Tarsilla Vergine possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr












    Guéranger, L'anno liturgico - Vigilia di Natale
    http://www.unavoce-ve.it/pg-natale-vigil.htm
    “24 DICEMBRE
    VIGILIA DI NATALE
    Finalmente - dice san Pier Damiani nel suo sermone per questo giorno - eccoci giunti dall'alto mare nel porto, dalla promessa alla ricompensa, dalla disperazione alla speranza, dal lavoro al riposo, dalla vita alla patria. Gli araldi della divina promessa si erano succeduti uno dietro l'altro; ma non portavano nulla con sé, se non il rinnovamento di quella stessa promessa. Perciò il nostro Salmista si era lasciato andare al sonno, e le ultime note della sua arpa sembravano accusare il ritardo del Signore. Tu ci hai respinti - diceva - ci hai trascurati, e hai rimandato l'arrivo del tuo Cristo (Sal 88). Quindi, passando dal lamento all'audacia, aveva esclamato con voce imperiosa: Mostrati dunque, tu che sei assiso sui Cherubini! (Sal 79). Assiso sul trono della tua potenza, circondato da squadre volanti di Angeli, non ti degnerai di abbassare gli sguardi sui figli degli uomini, vittime d'un peccato commesso da Adamo, è vero, ma permesso da te medesimo? Ricordati di quello che è la nostra natura; tu l'hai creata a tua immagine e somiglianza; e se ogni uomo vivente è vanità, lo è anche nell'essere fatto a tua immagine e somiglianza. Abbassa dunque i cieli e scendi: abbassa i cieli della tua misericordia sugli infelici che ti supplicano, e almeno non dimenticarci in eterno.
    Isaia a sua volta, nella violenza dei suoi desideri, diceva: A causa di Sion non tacerò; a causa di Gerusalemme, non mi riposerò, finché il giusto che essa attende non si alzi finalmente nel suo splendore. Forza dunque i cieli, e scendi! Finalmente, tutti i profeti, stanchi da una troppo lunga attesa, non hanno cessato di far risuonare di volta in volta le suppliche, i lamenti e spesso anche le grida d'impazienza. Quanto a noi, li abbiamo ascoltati abbastanza; abbiamo ripetuto per abbastanza tempo le loro parole. Si ritirino ora; non c'e più gioia e consolazione per noi, fino a quando il Salvatore, onorandoci di baciare la sua bocca, non ci dica egli stesso: Siete esauditi.
    Ma che cosa abbiamo sentito? Santificatevi, figli d'Israele, e siate pronti: perché domani scenderà il Signore. Il resto di questo giorno e appena la metà della notte ci separano ancora da quel glorioso incontro, ci nascondono ancora il Bambino divino e la sua meravigliosa nascita. Correte, o brevi ore; compite rapidamente il vostro corso, perché possiamo presto vedere il Figlio di Dio nella sua culla e rendere i nostri omaggi a questa Natività che salva il mondo. Penso o Fratelli, che siate dei veri figli d'Israele, purificati da tutte le brutture della carne e dello spirito, pronti per i misteri di domani e pieni di sollecitudine a testimoniare la vostra devozione. È almeno quanto io posso giudicare, secondo il modo in cui avete trascorso i giorni consacrati ad aspettare la venuta del Figlio di Dio. Ma se tuttavia qualche goccia del fiume della mortalità ha toccato il vostro cuore, affrettatevi oggi a tergerla, e a coprirla con il bianco velo della Confessione. Io posso promettervelo dalla misericordia del Bambino che sta per nascere, per colui che confesserà i propri peccati con pentimento, la luce del mondo nascerà in lui; le tenebre ingannevoli svaniranno, e gli sarà dato il vero splendore. Perché come potrà essere rifiutata agli infelici la misericordia, nella notte stessa in cui nasce il Signore misericordioso? Scacciate dunque l'orgoglio dai vostri sguardi, la temerità dalla vostra lingua, la crudeltà dalle vostre mani, la voluttà dai vostri reni; ritraete i piedi dalle strade tortuose e quindi venite e giudicate il Signore se, in questa notte, non forza i cieli, se non scende fino a voi, se non getta in fondo al mare tutti i vostri peccati".
    Questo giorno santo è, infatti, un giorno di grazia e di speranza, e dobbiamo passarlo in una pia e religiosa letizia. La Chiesa, derogando a tutte le usanze abituali, vuole che se la Vigilia di Natale viene a cadere di Domenica, l'Ufficio e la Messa della Vigilia prevalgano sull'Ufficio e sulla Messa della quarta Domenica di Avvento: tanto queste ultime ore che precedono immediatamente la Natività le sembrano solenni! Nelle altre Feste, per quanto importanti possano essere, la solennità non comincia che ai primi Vespri; fino ad allora la Chiesa si tiene nel silenzio, e celebra i divini Uffici e il Sacrificio secondo il rito quaresimale. Oggi, al contrario, fin dallo spuntare del giorno, all'Ufficio delle Laudi, sembra già cominciare la grande Festa. L'intonazione solenne di questo Ufficio del mattino annuncia il rito Doppio; e le Antifone sono cantate prima e dopo ciascun Salmo o Cantico. Alla Messa, si usa ancora il color; viola, ma non si flettono le ginocchia come nelle altre Ferie dell'Avvento; e non vi è più che una sola Colletta, invece delle tre che caratterizzano una messa meno solenne.
    Entriamo nello spirito della santa Chiesa, e prepariamoci, con tutta la gioia dei nostri cuori, ad andare incontro al Salvatore che viene a noi. Osserviamo fedelmente il digiuno che deve alleggerire i nostri corpi e facilitarci il cammino; e fin dal mattino pensiamo che non sentiremo più riposo finché non avremo visto nascere, nella ora santa, Colui che viene ad illuminare ogni creatura; perché è un dovere per ogni figlio fedele della Chiesa Cattolica, celebrare con essa questa felice Notte durante la quale, nonostante il raffreddamento della pietà, l'universo intero veglia ancora all'arrivo del suo Salvatore: ultime vestigia della pietà degli antichi giorni che si cancellerebbero solo per terribile sventura della terra.
    Percorriamo nello spirito di preghiera le principali parti dell'Ufficio di questa Vigilia. Innanzitutto, la santa Chiesa comincia con un grido di avvertimento che serve di Invitatorio al Mattutino, d'Introito e di Graduale alla Messa. Sono le parole di Mosè che annuncia al popolo la Manna celeste che Dio manderà l'indomani. Anche noi aspettiamo la nostra Manna, Gesù Cristo, Pane di vita, che nascerà in Betlemme, la Casa del Pane.

    INVITATORIO
    Sappiate oggi che il Signore verrà; e fin dal mattino vedrete la sua gloria.
    I Responsori sono pieni di maestà e di dolcezza. Niente di più lirico o di più commovente della loro melodia, in questa notte che precede la notte in cui viene il Signore in persona.
    R/. Santificatevi oggi, e siate pronti: perché domani verrà * la Maestà di Dio in mezzo a voi. V/. Sappiate oggi che il Signore sta per venire; e domani vedrete * la Maestà di Dio in mezzo a voi.
    R/. Siate costanti; vedrete venire su di voi l'aiuto del Signore. O Giudea e Gerusalemme, non temete! * Domani sarete liberate, e il Signore sarà con voi. V/. Santificatevi, figli d'Israele, e siate pronti. * Domani sarete liberati, e il Signore sarà con voi.
    R/. Santificatevi, figli d'Israele, dice il Signore; perché domani il Signore scenderà. * Ed egli toglierà da voi ogni languore. V/. Domani, l'iniquità della terra sarà cancellata; e il Signore del mondo regnerà su di noi. * E toglierà da voi ogni languore.
    A Prima, nei Capitoli e nei Monasteri, si da in questo giorno l'annuncio della festa di Natale, con una solennità straordinaria. Il Lettore che è una delle dignità del Coro, canta su un tono pieno di magnificenza la seguente lezione del Martirologio, che gli assistenti ascoltano in piedi, fino al momento in cui la voce del Lettore fa risuonare il nome di Betlemme. A questo nome, tutti si inginocchiano, fino a che la grande notizia sia stata completamente annunciata.

    OTTAVO GIORNO PRIMA DELLE CALENDE DI GENNAIO
    L'anno della creazione del mondo, quando Dio all'inizio creò il cielo e la terra, cinquemilacentonavantanove: dal diluvio l'anno duemilanovecentocinquantasette: dalla nascita d'Abramo l'anno mille e quindici: da Mosè e dall'uscita del popolo d'Israele dall'Egitto l'anno millecinquecentodieci: dall'unzione del re Davide l'anno mille e trentadue: nella sessantacinquesima Settimana, secondo la profezia di Daniele: nella centonovantaquattresima Olimpiade: dalla fondazione di Roma l'anno settecentocinquantadue: da Ottaviano Augusto l'anno quarantaduesimo: tutto l'universo essendo in pace: alla sesta età del mondo: Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell'eterno Padre, volendo consacrare questo mondo con la sua misericordiosissima Venuta, essendo stato concepito di Spirito Santo, ed essendo passati nove mesi dalla concezione, nasce, fatto uomo, dalla Vergine Maria; in Betlemme di Giuda: LA NATIVITÀ DI NOSTRO SIGNORE GESÙ
    CRISTO SECONDO LA CARNE!

    Così tutte le generazioni sono comparse successivamente davanti a noi [1]. Interrogate se avessero visto passare Colui che noi aspettiamo, hanno taciuto, fino a quando, essendosi fatto sentire il nome di Maria, è stata proclamata la Natività di Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo. "Una voce d'allegrezza è risuonata sulla terra nostra - dice a questo proposito san Bernardo nel suo primo sermone sulla Vigilia di Natale - una voce di trionfo e di salvezza sotto le tende dei peccatori. Abbiamo sentito una parola buona, una parola di consolazione, un discorso pieno di bellezza, degno d'essere raccolto con la maggiore sollecitudine. O monti, fate risuonare la lode; battete le mani, alberi delle foreste, davanti al volto del Signore; perché eccolo che viene. O cieli, ascoltate; o terra, presta l'orecchio; creature, state nello stupore e nella lode; ma soprattutto tu o uomo! GESÙ CRISTO FIGLIO DI DIO, NASCE IN BETLEMME DI GIUDA! Quale cuore, fosse anche di pietra, quale anima non si scioglie a queste parole? Quale più dolce annunzio? Quale più gradito avvertimento? Si è mai sentito nulla di simile. Ha mai ricevuto il mondo un simile dono? GESÙ CRISTO FIGLIO DI DIO, NASCE IN BETLEMME DI GIUDA! O brevi parole che ci annunciano il Verbo nel suo abbassamento! Ma di quale soavità non sono ripiene! L'attrattiva di questa dolcezza di miele ci porta a cercare degli sviluppi a queste parole; ma mancano i termini. Tale è infatti la grazia di questo discorso, che se provassi a cambiarne un solo iota, ne diminuirei il sapore: GESÙ CRISTO FIGLIO DI DIO, NASCE IN BETLEMME DI GIUDA!".

    MESSA
    Nell'Epistola, l'Apostolo san Paolo, rivolgendosi ai Romani, annuncia loro la dignità e la santità del Vangelo, cioè di quella buona novella che gli Angeli faranno risonare nella notte che si avvicina. Ora, l'argomento di questo Vangelo è il Figlio che è nato a Dio dalla stirpe di Davide secondo la carne, e che viene per essere nella Chiesa il principio della grazia e dell'apostolato, mediante i quali egli fa in modo che dopo tanti secoli noi siamo ancora associati al gaudio di sì grande Mistero.

    EPISTOLA (Rm 1,1-6). - Paolo servo di Gesù Cristo, chiamato apostolo, segregato pel Vangelo di Dio, Vangelo che Dio aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture, intorno al suo Figliolo (fatto a lui dal seme di David, secondo la carne, predestinato Figliolo di Dio per propria virtù, secondo lo spirito di santificazione, per la risurrezione da morte), Gesù Cristo Signor nostro, per cui abbiamo ricevuto la grazia e l'apostolato, per trarre in suo nome all'obbedienza della fede tutte le genti, tra le quali siete anche voi chiamati (ad essere) di Gesù Cristo.

    Il Vangelo della Messa riporta il passo nel quale san Matteo narra le inquietudini di san Giuseppe e la visione dell'Angelo. Era giusto che tale storia, uno dei preludi della Nascita del Salvatore, non fosse omessa nella Liturgia; e fin qui non si era ancora presentata l'occasione di porvela. D'altra parte, questa lettura conviene anche alla Vigilia di Natale, a motivo delle parole dell'Angelo, il quale indica il nome di Gesù come quello che deve essere dato al Figlio della Vergine, e il quale annuncia che questo figlio meraviglioso salverà il suo popolo dal peccato.

    VANGELO (Mt 1,18-21). - Essendo Maria, la madre di lui, sposata a Giuseppe, avanti che convivessero si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, essendo giusto e non volendo esporla all'infamia, pensò di rimandarla occultamente. Mentre egli stava sopra pensiero per queste cose, ecco un angelo del Signore gli apparve in sogno dicendo: Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere teco Maria, la tua consorte, perché ciò che è nato in lei è dallo Spirito Santo. Partorirà un figlio cui porrai nome Gesù, poiché sarà lui che salverà il popolo suo dai peccati.


    [1] La Chiesa, in questo solo giorno e in questa sola circostanza, adotta la Cronologia dei Settanta, che colloca la nascita del Salvatore dopo l'anno cinquemila, mentre la Volgata non da che quattromila anni fino a tale evento: in questo essa concorda con il testo ebraico. Non è qui il caso di spiegare tale divergenza di cronologia; basta riconoscere il fatto come una prova della libertà che ci è lasciata dalla Chiesa su questa materia
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 88-92.”


    Guéranger, L'anno liturgico - Natale. Messa di Mezzanotte
    http://www.unavoce-ve.it/pg-natale-messa1.htm







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    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

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  8. #48
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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    25 dicembre 2016: Natività di Nostro Signore Gesù Cristo…
    Et Verbum caro factum est!
    Auguri di Buon e
    Santo
    Natale a tutti i Cattolici!












    Santo Natale - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santo-natale/
    “25 dicembre, Natività di Nostro Signore Gesù Cristo.
    Caro Gesù, anche tu fosti un giorno bambino come noi, e ci hanno detto che amavi di avere i piccoli vicino a Te. Così noi veniamo ora, fanciulli di tutte le nazioni del mondo, ad offrirti i nostri ringraziamenti e ad elevare a Te la nostra preghiera per la pace. Tu brami di essere con noi in ogni ora e in ogni luogo; fa dunque dei nostri cuori la tua dimora, il tuo altare e il tuo trono. Fa che tutti formiamo una sola famiglia, unita sotto la tua custodia e nel tuo amore. Tieni lontano da ogni uomo, giovane o adulto, i pensieri e le opere dell’egoismo, che separano i figli del Padre celeste gli uni dagli altri e da Te. Sia a tutti la tua grazia scudo contro i nemici del Padre tuo e tuoi; perdona loro, o Signore; essi non sanno quello che fanno. Se gli uomini col tuo aiuto si ameranno l’un l’altro, vi sarà vera pace nel mondo, e noi bambini potremo vivere senza il timore degli orrori di una nuova guerra. Noi chiediamo alla tua immacolata Madre Maria, che è anche la Madre nostra, di offrire a Te questa nostra preghiera di pace. Tu allora certamente la esaudirai. Grazie, o dolce Gesù! Così sia! (Pio XII).”







    Auguri per Natale 2016 - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/auguri-natale-2016/
    “Pastores … venerunt festinantes: et invenerunt Mariam, et Joseph, et infantem positum in præsepio.
    I pastori… andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

    Luc II, 16
    L’Istituto Mater Boni Consilii augura ai suoi amici e benefattori un Santo Natale 2016.”













    Natività di N. Signore (Santa Messa in die)don Floriano
    https://www.youtube.com/watch?v=wEHH-M900VQ
    Nativita di N. Signore (Santa Messa in nocte) don Floriano
    https://www.youtube.com/watch?v=IWO3tfIIOcI
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815




    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    SANTA MESSA di NATALE. 25 dicembre 2016
    ore 19.30. Confessioni per potentini dalle 18:00 alle 18:45. Per forestieri dalle 18:45 alle 19:25. Oratorio IMBC di PZ. Via A. Vecchia, 126. L'IMBC, stante la manifesta eresia nel sedente, considera la sede formalmente vacante, dunque i suoi Sacerdoti celebrano Messa di Sede vacante e tramandano la dottrina cattolica inalterata.”





    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    ha aggiunto 2 nuove foto.
    Nell’anno cinquemilacentonovantanove dalla creazione del mondo, quando nel principio Iddio creò il cielo e la terra; dal diluvio, l’anno duemilanovecentocinquantasette; dalla nascita di Àbramo, l’anno duemilaquindici; da Mosè e dalla uscita del popolo d’Israele dall’Egitto, l’anno millecinquecentodieci; dalla consacrazione del Re David, l’anno milletrentadue; nella Settimana sessantesimaquinta, secondo la profezia di Daniéle; nell’Olimpiade centesimanovantesimaquarta; l’anno settecentocinquantadue dalla fondazione di Roma; l’anno quarantesimosecondo dell’impero di Ottaviano Augusto, stando tutto il mondo in pace, nella sesta età del mondo, Gesù Cristo, eterno Dio e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo colla sua piissima venuta, concepito di Spirito Santo, e decorsi nove mesi dopo la sua concezione (Qui tutti genuflettono), in Betlémme di Giuda nacque da Maria Vergine fatto uomo.
    Natività di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne (Qui tutti si alzano).
    Così sia.

    #sdgcdpr






    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Santo Natale. Auguri a tutti e grazie per la vostra benevolenza.”







    "Il numero 40 del settimanale di formazione teologica cattolica SVRSVM CORDA® del 25 dicembre 2016 sarà a colori. Sursum Corda Associazione - Editore
    Indice:
    - Comunicato numero 40. Solennità del Santo Natale;
    - Breve omelia: il Tempo di Natale;
    - Omelia di Natale: Evangelizo vobis gaudium magnum, quia natus est vobis hodie, Salvator mundi!;
    - Omelia di Natale: Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonæ voluntatis;
    - Omelia di Natale: La culla di Betlemme è una cattedra;
    - Omelia di Natale: Visita nel pensiero e nella fede a Betlemme;
    - Omelia di Natale: La chiamata dei pastori alla culla di Gesù Bambino;
    - Omelia di Natale: Il modo con cui i pastori cercano il neonato Salvatore;
    - Omelia di Natale: I Pastori ci insegnano a corrispondere alle chiamate del Signore;
    - Omelia di Natale: La culla di Gesù è il perno del mondo, la sorgente, il trono;
    - Omelia di Natale: Il gran giorno dopo quaranta secoli di notte;
    - Omelia di Natale: Et Verbum caro factum est;
    - Brevi cenni. Anno, luogo di nascita di Gesù e la sua origine davidica."






    Omelia di Natale: Et Verbum caro factum est












    Radio Spada
    “25 dicembre 2016: Natività di Nostro Signor Gesù Cristo (Doppio di prima classe con Ottava Privilegiata di III Ordine)

    Nell’anno cinquemilacentonovantanove dalla creazione del mondo, quando nel principio Iddio creò il cielo e la terra; dal diluvio poi l’anno duemilanovecentocinquantasette; dal nascimento di Abramo, l’anno duemilaquindici; da Mosè e dalla uscita del popolo d’Israele dall’Egitto, l’anno millecinquecentodieci; dalla consacrazione del Re David, l’anno milletrentadue; nella settimana sessantesimaquinta, secondo la profezia di Daniele, nell’Olimpiade centesimanovantesimaquarta; l’anno settecentocinquantadue dalla creazione di Roma; l’anno quarantesimosecondo dell’Impero di Ottaviano Augusto, stando tutto il mondo in pace, nella sesta età del mondo, Gesù Cristo, eterno Dio e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, concepito di Spirito Santo, e decorsi nove mesi dopo la sua concezione, in Betlemme di Giuda nacque da Maria Vergine fatto uomo.
    La Natività di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne.”





    “25 dicembre 496: Battesimo di Re Clodoveo a Reims per mano di San Remigio, Vescovo di Reims - il regno dei Franchi entra nel regno di Cristo”






    “Il 25 dicembre 795 muore Papa Adriano I, Sommo Pontefice”



    “Il 25 dicembre 800 San Leone III incorona Carlo Magno Imperatore dei Romani”










    Venite, adoremus! Un augurio natalizio
    http://www.radiospada.org/2016/12/ve...rio-natalizio/
    Venite, adoremus! Un augurio natalizio | Radio Spada







    Natività di Nostro Signore | Radio Spada






    [DA LEGGERE E ASCOLTARE] Una poesia per la Natività | Radio Spada






    [Mattia Rossi per Radio Spada] Le antifone O nella novena di Natale | Radio Spada

    Il Principe muore per dare la vita al verme | Radio Spada

    Il Verbo Eterno da Dio si è fatto uomo
    Il Verbo Eterno da Dio si è fatto uomo | Radio Spada
    https://i0.wp.com/radiospada.org/wp-...azione-09-.jpg

    «Et verbum caro factum est», solennità del Santo Natale. | Radio Spada
    “«Et verbum caro factum est», solennità del Santo Natale.”











    Guéranger, L'anno liturgico - Il santo giorno di Natale


    Guéranger, L'anno liturgico - Natale. Messa del giorno
    http://www.unavoce-ve.it/pg-natale-messa3.htm
    "MESSA DEL GIORNO [1]

    Il mistero che la Chiesa onora in questa terza Messa è la nascita eterna del Figlio di Dio nel seno del Padre suo. Essa ha celebrato, a mezzanotte, il Dio-Uomo che nasceva dal seno della Vergine in una stalla; all'aurora, il divino Bambino che nasceva nel cuore dei pastori; le rimane da contemplare ora una nascita molto più meravigliosa delle altre due, una nascita la cui luce abbaglia gli sguardi degli Angeli, e che è essa stessa la testimonianza eterna della sublime fecondità del nostro Dio. Il Figlio di Maria è anche il Figlio di Dio; il nostro dovere è proclamare oggi la gloria di questa ineffabile generazione che lo produce consustanziale al Padre, Dio da Dio, Luce da Luce. Eleviamo dunque i nostri sguardi fino al Verbo eterno che era al principio con Dio, e senza il quale Dio non è mai stato; perché egli è la forma della sua sostanza e lo splendore della sua eterna verità.
    La santa Chiesa apre i canti del terzo Sacrificio con l'acclamazione al neonato Re, ne celebra il potente principato che egli detiene, in quanto Dio, prima di ogni tempo, e che riceverà, come uomo, per mezzo della Croce che un giorno deve gravare sulle sue spalle. Egli è l'Angelo del gran Consiglio, cioè l'inviato dal ciclo, per compiere il sublime disegno concepito dalla gloriosa Trinità, di salvare l'uomo mediante l'Incarnazione e la Redenzione. In questo augusto consiglio il Verbo ha avuto la sua divina parte; e la sua dedizione alla gloria del Padre, unita all'amore per gli uomini, gliene ha fatto assumere l'incarico.
    Un bambino ci è nato, un Figlio ci è stato dato; egli porta sulle sue spalle il segno del suo principato, e sarà chiamato l'Angelo del gran Consiglio.

    EPISTOLA (Ebr 1,1-12). - Dopo aver molte volte e in molte guise, anticamente, parlato ai padri per i profeti, in questi ultimi tempi Dio ci ha parlato per il Figliolo che Egli ha costituito erede di tutte quante le cose, per mezzo del quale fece anche i secoli. Il Figlio, essendo lo splendore della gloria, l'immagine della sostanza di Dio e tutto sostenendo con la parola sua potente, dopo averci purificati dai peccati, siede alla destra della Maestà divina nel più alto dei cieli, tanto più sublime degli Angeli, quanto è più eccellente del loro il nome che egli ebbe in retaggio. Infatti a quale degli Angeli disse mai Dio: Tu sei il mio Figliolo: oggi io ti ho generato? E di nuovo: Io gli sarò Padre, ed egli mi sarà Figlio? E ancora, quando introduce il Primogenito nel mondo, dice: E lo adorino tutti gli Angeli di Dio. Mentre invece parlando degli Angeli, dice: Egli fa suoi Angeli gli spiriti e suoi ministri i fuochi fiammanti. Ma il Figlio dice: Il tuo trono o Dio, è nei secoli dei secoli; scettro d'equità è lo scettro del tuo regno; tu hai amato la giustizia ed hai odiato l'iniquità: per questo, o Dio, il tuo Dio ti ha unto con olio di esultazione al di sopra dei tuoi consorti. E tu in principio, o Signore, fondasti la terra, e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu durerai e tutti invecchieranno come un vestito; li cambierai come un mantello e saranno mutati; ma tu rimani sempre lo stesso e gli anni tuoi non verranno meno.

    Il grande Apostolo, in questo magnifico inizio della sua Epistola agli antichi fratelli della Sinagoga, mette in risalto la nascita eterna dell'Emmanuele. Mentre i nostri occhi sono teneramente fissi sul dolce Bambino del Presepio, egli ci invita ad alzarli fino alla Luce suprema, nel cui seno lo stesso Verbo che si degna di abitare la stalla di Betlemme sente l'eterno Padre che gli dice: Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato; e questo oggi è il giorno della eternità, giorno senza sera né mattino, senza alba e senza tramonto. Se la natura umana che egli si degna di assumere nel tempo lo pone al disotto degli Angeli, la sua elevazione al disopra di essi è infinita per il titolo e la qualità di Figlio di Dio che gli appartengono per essenza. Egli è Dio, è il Signore, e nessun mutamento lo può toccare. Avvolto in fasce, appeso alla croce, morente nelle ambasce, secondo l'umanità, rimane impassibile e immortale nella sua divinità; perché ha una nascita eterna.

    VANGELO (Gv 1,1-14). - In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui, e senza di lui nessuna delle cose create è stata fatta. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre ma le tenebre non la compresero. Ci fu un uomo mandato da Dio, il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone, per attestare della luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce. Era la vera luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Era nel mondo e il mondo fu creato per mezzo di lui, ma il mondo non lo conobbe. Venne in casa sua ed i suoi non lo ricevettero. Ma a quanti lo accolsero, ai credenti nel suo nome, diede il diritto di diventare figli di Dio; i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomini ma da Dio sono nati. (Qui si genuflette) E IL VERBO SI È FATTO CARNE ED ABITÒ FRA NOI e noi abbiamo contemplata la sua gloria: gloria come d'Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità.


    Figlio eterno di Dio, davanti alla mangiatoia in cui ti degni di manifestarti oggi per amore nostro, noi confessiamo, nella più umile adorazione, la tua eternità, la tua onnipotenza, la tua divinità. Tu eri al principio, eri in Dio, ed eri tu stesso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo tuo, e noi siamo l'opera delle tue mani. O Luce infinita, o Sole di giustizia, noi non siamo che tenebre: illuminaci! Troppo a lungo abbiamo amato le tenebre, e non ti abbiamo compreso; perdonaci il nostro errore. Troppo a lungo hai bussato alla porta del nostro cuore, e non ti abbiamo aperto. Oggi almeno, grazie ai meravigliosi accorgimenti del tuo amore, ti abbiamo ricevuto; chi potrebbe infatti non riceverti, o divino Bambino, così dolce e cosi pieno di tenerezza? Ma rimani in noi; porta a compimento quella nuova nascita che hai preso in noi. Non vogliamo più essere né dal sangue, né dalla volontà della carne, né dalla volontà dell'uomo, ma da Dio, con te e in te. Tu ti sei fatto carne, o Verbo eterno, affinché fossimo noi stessi divinizzati. Sostieni la nostra debole natura che si sente venire meno davanti a così alto destino. Tu nasci dal Padre, nasci da Maria, e nasci nei nostri cuori; tre volte gloria a te per questa triplice nascita, o Figlio di Dio così misericordioso nella tua divinità, così divino nel tuo abbassamento!
    * * *

    Il grande giorno ha, terminato il suo corso, e si avvicina la notte durante la quale il sonno verrà a ristorare le sante fatiche che ci hanno causato le veglie della gloriosa Natività. Prima di andare a riposare, mandiamo un pio e religioso ricordo ai santi Martiri di cui la Chiesa ha rinnovato la memoria in questo giorno nel Martirologio. Diocleziano e i suoi colleghi nell'impero avevano appena pubblicato il famoso editto di persecuzione che dichiarava alla Chiesa la più sanguinosa guerra che essa abbia mai subita. L'editto affisso a Nicomedia, residenza dell'imperatore, era stato strappato da un cristiano che pagò tale atto di santa audacia con un glorioso martirio. I fedeli pronti alla lotta osarono sfidare la potenza imperiale, continuando a frequentare la loro chiesa condannata alla demolizione. Si era giunti al giorno di Natale. Essi si raccolsero in numero di parecchie migliaia nel sacro tempio per celebrarvi un'ultima volta la Nascita del Redentore. A quella notizia, Diocleziano inviò uno dei suoi ufficiali con l'ordine di chiudere le porte della chiesa, e di appiccare ai quattro angoli dell'edificio il fuoco che doveva distruggerla. Quando tutto fu disposto, squilli di tromba si udirono sotto le finestre della basilica, e i fedeli intesero la voce del banditore che annunciava, da parte dell'imperatore che quelli i quali volevano aver salva la vita potevano uscire, condizione di offrire l'incenso sull'altare di Giove eretto davanti alla porta della chiesa; diversamente, sarebbero stati tutti preda delle fiamme. Un cristiano rispose a nome della pia assemblea: "Siamo tutti cristiani; onoriamo Cristo come unico Dio e unico Re, e siamo pronti a sacrificargli la nostra vita in questo giorno". A tale risposta i soldati ricevettero l'ordine di appiccare il fuoco. In pochi istanti la chiesa fu un immenso rogo, le cui fiamme salivano verso il cielo, inviando in olocausto al Figlio di Dio, che si era degnato in quel giorno di iniziare una vita umana, l'offerta generosa di quelle migliaia di vite che rendevano testimonianza alla sua venuta in questo mondo. Così fu glorificato, nell'anno 303, a Nicomedia, l'Emmanuele disceso dal cielo per abitare fra gli uomini. Uniamo, con la santa Chiesa l'omaggio dei nostri voti a quello di questi coraggiosi cristiani la cui memoria si conserverà, attraverso la sacra Liturgia, sino alla fine dei secoli.
    Rivolgiamo ancora una volta i nostri pensieri e i nostri cuori alla fortunata stalla dove Maria e Giuseppe formarono l'augusta compagnia del divino Bambino. Adoriamo ancora il Neonato e chiediamogli la sua benedizione. San Bonaventura esprime, con una tenerezza degna della sua anima serafica, nelle sue Meditazioni sulla vita di Gesù Cristo, i sentimenti del cristiano chiamato presso la culla di Gesù che nasce: "E anche tu - egli dice - che hai tanto indugiato, piega il ginocchio, adora il Signore Dio tuo, venera la Madre sua e saluta con riverenza il santo vegliardo Giuseppe; quindi, bacia i piedi del Bambino Gesù, che giace nella mangiatoia, e prega la santa Vergine di dartelo o di permettere che tu lo prenda. Prendilo fra le braccia, stringilo e considera bene il suo amabile volto; bacialo con riverenza, e gioisci con lui. Questo puoi farlo, perché è verso i peccatori che egli è venuto, per recare la salvezza; e ha umilmente conversato con essi e infine si è dato in cibo. La sua benignità si lascerà pazientemente toccare, come tu vuoi, e non attribuirà ciò alla presunzione, ma all'amore".

    PREGHIAMO
    (Terza Messa durante il giorno). Concedici, Dio onnipotente, che la nuova Nascita del tuo Unigenito nel mondo ci liberi dall'antica schiavitù che ci tiene sotto il giogo del peccato.


    [1] Gli antichi documenti indicano la basilica di S. Pietro come luogo della Stazione. ma, a partire dal XII secolo si scelse S. Maria Maggiore "a motivo della brevità del giorno e della difficoltà del cammino", dicel'Ordo Romanus.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 133-137."









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    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    16 dicembre 2017: SANT'EUSEBIO, VESCOVO DI VERCELLI E MARTIRE, primo giorno della Novena di Natale…




    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Eusebio, Vescovo di Vercelli e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16dic.htm
    “16 DICEMBRE SANT'EUSEBIO, VESCOVO DI VERCELLI E MARTIRE.

    Ai gloriosi nomi dei difensori della divinità del Verbo dei quali la Chiesa onora la memoria nel tempo dell'Avvento, viene ad associarsi da sé il nome dell'intrepido Eusebio di Vercelli. La fede cattolica, scossa nelle sue fondamenta nel IV secolo dall'eresia ariana, si mantenne in piedi per opera di quattro insigni Pontefici: Silvestro, che confermò il Concilio di Nicea; Giulio, che costituì l'appoggio di sant'Atanasio; Liberio la cui fede non venne meno e che, reso alla libertà, confuse gli Ariani; e Damaso, che finì di distruggere le loro speranze. Uno di questi quattro Papi è festeggiato dalla Chiesa nel tempo dell'Avvento: è Damaso, del quale abbiamo celebrato già la memoria. A fianco dei Pontefici romani, combattono per la divinità del Verbo quattro grandi Vescovi, dei quali si può affermare che la loro causa personale era nello stesso tempo quella del Figlio di Dio, di modo che lanciare l'anatema ad essi significava lanciarlo a Cristo stesso; tutti e quattro potenti in opere e in parole, fiaccola della Chiesa, amore del popolo fedele, invitti testimoni di Cristo. Il primo e il più grande dei quattro è il Vescovo della seconda Sede della Chiesa, sant'Atanasio, Patriarca di Alessandria; il secondo è sant'Ambrogio di Milano, che abbiamo festeggiato pochi giorni fa; il terzo è la gloria delle Gallie, sant'Ilario, Vescovo di Poitiers; e il quarto è sant'Eusebio, Vescovo di Vercelli, che dobbiamo onorare oggi. Ilario aspetta il suo turno e confesserà presto il Verbo eterno presso la sua stessa culla; quanto ad Atanasio, apparirà anch'egli a suo tempo, e celebrerà nella sua Trionfante Risurrezione Colui che egli proclamò con magnanimo coraggio in quei giorni di tenebre, in cui la sapienza umana avrebbe voluto volentieri che il regno di Cristo, dopo aver superato tre secoli di persecuzioni, non sopravvivesse a cinquanta anni di pace. Sant'Eusebio è stato dunque eletto dalla somma Provvidenza di Dio per guidare il popolo fedele alla mangiatoia, e rivelargli il Verbo divino sotto le sembianze della nostra fragile mortalità. Le sofferenze che ha subite per la divinità di Cristo sono state tali, che la Chiesa gli ha attribuito gli onori del Martirio, benché egli non abbia sparso il proprio sangue nei supplizi.
    VITA. - Nacque in Sardegna, fu lettore della Chiesa Romana e quindi nominato vescovo di Vercelli. Fu il primo tra i vescovi d'Occidente a introdurre nella sua Chiesa i monaci per compiervi le funzioni dei chierici. Combatté l'arianesimo e andò a chiedere all'imperatore, in nome del papa Liberio, la celebrazione d'un concilio. Questo ebbe luogo a Milano. Eusebio vi si recò, ma rifiutò di unirsi ai vescovi ariani che lo fecero condannare all'esilio. Mandato a Scitopoli e deportato in seguito in Cappadocia e infine nella Tebaide, ebbe a soffrirvi molto per la fede. Alla morte dell'imperatore Costanzo poté tornare in patria, dopo essersi fermato al Concilio di Alessandria. Pubblicò allora i commenti di Origene e di Eusebio di Cesarea sui Salmi che aveva tradotti dal greco in latino. Morì il 1° agosto del 371.
    Invitto atleta del Cristo che aspettiamo, o Eusebio, Martire e Pontefice, come sono state grandi le tue fatiche e le tue sofferenze per la causa del divino Messia! Esse ti sono parse tuttavia lievi in confronto di quanto si deve a quel Verbo eterno del Padre che l'amore ha portato a diventare, mediante l'Incarnazione, il servo della sua creatura. Noi abbiamo, verso il divin Salvatore, gli stessi obblighi tuoi. È per noi che egli nascerà da una Vergine, come per te. Prega dunque affinché il nostro cuore gli sia sempre fedele nella guerra come nella pace, di fronte alle nostre tentazioni e alle nostre inclinazioni, come se si trattasse di confessarlo davanti alle potenze del mondo. Fortifica i Pontefici della santa Chiesa, affinché nessun errore possa intaccare la loro vigilanza e nessuna persecuzione indebolire il loro coraggio. Siano essi fedeli imitatori del buon Pastore che dà la sua vita per le pecorelle, e pascolino sempre il gregge nell'unità e nella carità di Gesù Cristo.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 306-307.”





    Sant'Eusebio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santeusebio/
    “16 dicembre, Sant’Eusebio, Vescovo e Martire (Sardegna, 283 circa – Vercelli, 1º agosto 371). Difensore della fede cattolica contro l’eresia ariana, è il patrono di Vercelli.

    O Sant’Eusebio, nostro Patrono, che hai recato nella nostra terra la fede nel vero Dio, Uno nella natura e Trino nelle Persone, conferma con la tua preghiera la nostra speranza in questa santa Fede, affinché noi sappiamo vivere sempre sotto lo sguardo del Padre nostro che è nei cieli ed adoriamo l’augusta Trinità dimorante in noi con la sua presenza e la sua grazia. Gloria
    O Sant’Eusebio, nostro Patrono, che hai incessantemente predicato che il Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo, è nato da Maria Vergine ed è morto per la nostra salvezza, e per questa fede hai subito l’esilio e le pene del martirio, aiutaci ad avere verso Gesù, nostro divin Salvatore, la stessa tua incrollabile fede e il tuo grande amore. Gloria
    O, Sant’Eusebio, nostro Patrono, che sedici secoli fa hai recato ad Oropa il culto della Vergine Madre di Dio, e l’hai qui posta a nostra protezione, fa’ che memori dei benedici da Lei ricevuti non stacchiamo mai gli sguardi da qusto Sacro Monte e continuiamo ad amare e ad imitare Maria, nostra celeste Regina e Madre. Gloria.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...io-174x300.png










    Ligue Saint Amédée
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    “16 Décembre : Saint Eusèbe de Verceil, Évêque, martyr (315-370).”






    “16 Décembre (Diocèse de Lausanne, Genève et Fribourg) : Sainte Adélaïde, Impératrice, Veuve.”











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    "Novena di Natale (dal 16.12 al 24.12)"






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    “16 DICEMBRE 2017: SANT'EUSEBIO, VESCOVO DI VERCELLI E MARTIRE (campione della lotta antiariana).”










    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: Novena di Natale

    17 dicembre 2017: San Lazzaro, Vescovo e Confessore, TERZA DOMENICA DI AVVENTO ("Gaudete"); secondo giorno della Novena di Natale…



    Guéranger, L'anno liturgico - Terza Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom3.htm
    “TERZA DOMENICA DI AVVENTO.”

    Guéranger, L'anno liturgico - Inizio delle Grandi Antifone
    http://www.unavoce-ve.it/pg-antifone.htm
    “17 DICEMBRE INIZIO DELLE GRANDI ANTIFONE.”






    Santa Messa domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (Tv) stamattina 17 dicembre 2017, TERZA DOMENICA DI AVVENTO ("Gaudete"):



    "III domenica d'Avvento (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=UENJgaEj-mI
    III domenica d'Avvento (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=WxivGs5fuH8
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php”






    San Lazzaro - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-lazzaro/
    “17 dicembre, San Lazzaro, Vescovo e Confessore.

    “A Marsiglia, in Frància, il beato Làzzaro Vescovo, fratello delle sante Maria Maddalena e Marta, il quale, come si legge nel Van gelo, dal Signore venne chiamato amico e fu risuscitato da morte”.
    “Lazzaro di Betania, in Giudea, fratello di Marta e Maria, deve all’amicizia di Gesù non solo la strepitosa risurrezione dalla tomba, ma anche il culto con cui la Chiesa lo ha onorato nel corso dei secoli. Eletto vescovo di Marsiglia, Lazzaro avrebbe colto la palma del martirio all’epoca dell’imperatore Nerone. I “lazzaretti”, gli ospizi per i poveri reietti, gli ospedali, sorsero molto spesso all’insegna della protezione di S. Lazzaro, confondendo il Lazzaro della parabola del ricco Epulone, col fratello di Marta e Maria, “colui che Gesù risuscitò” (Piero Bargellini).”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ro-164x300.jpg











    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “Troisième Dimanche de l'Avent.”






    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Troisième Dimanche de l'Avent (2016)
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_12_11.mp3”







    “17 Décembre : Saint Lazare, Évêque de Marseille et Martyr († 80).”













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    "Novena di Natale (dal 16.12 al 24.12)"










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    “17 dicembre 2017: TERZA DOMENICA DI AVVENTO ("Gaudete").”










    “Il 17 dicembre 1198 Innocenzo III approvava l’Ordine della Santissima Trinità fondato per divina ispirazione dai santi Giovanni de Matha e Felice di Valois
    allo scopo di riscattare i cristiani caduti nella schiavitù dei Maomettani.”






    “Il 17 dicembre 1637, guidati dal diciassettenne Shiro Amakusa, i samurai e i contadini cristiani insorgono. Inizia così la Rivolta di Shimabara. (o Vandea del Giappone).”






    https://www.radiospada.org/2016/12/g...aro-1798-1876/
    “Il 17 dicembre 1876 muore S.E.R. il cardinale Costantino Patrizi Naro, nato nel 1798, sacerdote nel 1819, vescovo nel 1828, cardinale dal 1834 creato da Papa Gregorio XVI, segretario del Supremo Sacro Collegio per la Romana e Universale Inquisizione dal 1860 alla morte, figura di spicco al Concilio Vaticano, decano del Sacro Collegio dall’8 ottobre 1870.”








    Guéranger, L'anno liturgico - Terza Domenica di Avvento
    http://www.unavoce-ve.it/pg-avvento-dom3.htm
    “TERZA DOMENICA DI AVVENTO.

    Il gaudio della Chiesa aumenta vieppiù in questa Domenica. Ella sospira sempre verso il Signore; ma sente che ormai è vicino, e crede di poter temperare l'austerità di questo periodo di penitenza con l'innocente letizia delle pompe religiose. Innanzi tutto, questa Domenica ha ricevuto il nome di Gaudete, dalla prima parola del suo Introito; ma, inoltre, vi si osservano le commoventi usanze che sono proprie della quarta Domenica di Quaresima chiamata Laetare. Alla Messa si suona l'organo; gli ornamenti sono di color rosa; il Diacono riprende la dalmatica, e il Suddiacono la tunicella; nelle Cattedrali, il Vescovo assiste, ornato della mitra preziosa. O mirabile condiscendenza della Chiesa, che sa unire così bene la severità delle credenze alla graziosa poesia delle forme liturgiche! Entriamo nel suo spirito, e rallegriamoci in questo giorno per l'avvicinarsi del Signore. Domani, i nostri sospiri riprenderanno il loro corso; poiché, per quanto egli non debba tardare, non sarà ancora venuto.
    La Stazione ha luogo nella Basilica di S. Pietro in Vaticano. Questo tempio augusto che ricopre la tomba del Principe degli Apostoli, è l'asilo universale del popolo cristiano; è quindi giusto che sia testimone delle gioie come delle tristezze della Chiesa.
    L'Ufficio della notte comincia con un nuovo Invitatorio, che è un grido di letizia per la Chiesa; tutti i giorni, fino alla Vigilia di Natale, essa apre i Notturni con queste belle parole:

    Il Signore è ormai vicino: venite, adoriamolo.

    Prendiamo ora il libro del Profeta, e leggiamo con la santa Chiesa:

    Lettura del Profeta Isaia
    Fiducia in Dio, Egli umilia i superbi.
    Allora si canterà questo cantico nella terra di Giuda:
    Città forte è la nostra;
    la salvezza vi ha messo mura e baluardo.
    Aprite le porte, che vi entri il popolo giusto, mantenitore della fede.
    Gente di saldo cuore, conserverai la pace,
    pace, perché in te è fiducia.
    Abbiate fiducia nel Signore sempre, in perpetuo,
    perché il Signore è rocca per secoli;
    perché ha avvallati gli abitatori delle altezze,
    la città sì elevata l'ha gettata giù,
    l'ha gettata giù sino a terra,
    l'ha rasa al suolo.
    Ora la calpestano i piedi dei miseri
    i passi dei tapini.
    Il giusto aspetta il regno della giustizia e rimane fedele a Dio.
    Piano è il cammino per il giusto,
    il sentiero del giusto Tu livelli o Signore.
    Sì, per la via dei tuoi giudizi noi Ti attendiamo,
    al tuo Nome, al tuo ricordo va l'anelito dell'anima.
    L'anima nostra a Te aspira di notte;
    ancora al mattino il nostro cuore Ti ricerca.
    (Is 26,1-9)


    O santa Chiesa Romana, nostra roccaforte, eccoci raccolti entro le tue mura, attorno alla tomba di quel pescatore le cui ceneri ti proteggono sulla terra, mentre la sua immutabile dottrina ti illumina dall'alto del cielo. Ma se tu sei forte, è per il Signore che sta per venire. Egli è il tuo baluardo, poiché è lui che abbraccia tutti i tuoi figli nella sua misericordia; egli è la tua fortezza invincibile poiché per lui le potenze dell'inferno non prevarranno contro di te. Apri le tue porte, affinché tutti i popoli facciano ressa nella tua cinta: poiché tu sei la maestra della santità, la custode della verità. Possa l'antico errore che si oppone alla fede cessare presto, e la pace stendersi su tutto il gregge! O santa Chiesa Romana, tu hai riposto per sempre la tua speranza nel Signore; ed egli a sua volta, fedele alla promessa, ha umiliato davanti a te le alture superbe, le roccaforti dell'orgoglio. Dove sono i Cesari, che credettero di averti annegata nel tuo stesso sangue? Dove sono gli IMperatori che vollero attentare all'inviolabile verginità della tua fede? Dove i settari che ogni secolo, per così dire, ha visto accanirsi l'uno dopo l'altro intorno agli articoli della tua dottrina? Dove sono i prìncipi ingrati che tentarono di asservirti dopo che tu stessa li avevi innalzati? Dov'è l'Impero della Mezzaluna che tante volte ruggì contro di te, allorché, disarmata, ricacciavi lontano l'orgoglio delle sue conquiste? Dove sono i Riformatori che pretesero di costituire un Cristianesimo senza di te? Dove sono quei sofisti moderni, ai cui occhi non eri più che un fantasma impotente e tarlato? Dove saranno, fra un secolo, quei re tiranni della Chiesa, quei popoli che cercano la libertà fuori della verità?
    Saranno passati con il rumore del torrente; e tu invece sarai sempre calma, sempre giovane, sempre senza rughe, o santa Chiesa Romana, assisa sulla pietra inamovibile. Il tuo cammino attraverso tanti secoli, sotto il sole che fuori di te illumina sole le variazioni dell'umanità. Donde ti viene questa solidità, se non da colui che è la Verità e la Giustizia? Gloria a lui in te! Ogni anno, egli ti visita; ogni anno, ti reca nuovi doni, per aiutarti a compiere il pellegrinaggio, e sino alla fine dei secoli, verrà sempre a visitarti, a rinnovarti, non solo mediante la potenza di quello sguardo con il quale rinnova Pietro, ma riempiendoti di se stesso, come riempì la Vergine gloriosa; l'oggetto del tuo più tenero amore, dopo quello che porti allo Sposo. Noi preghiamo con te, o Madre nostra, e diciamo: Vieni, Signore Gesù! Il tuo nome e il tuo ricordo sono il desiderio delle anime nostre; esse ti desiderano durante la notte, e i nostri intimi sospiri ti cercano.

    MESSA
    EPISTOLA (Fil 4,4-7). - Fratelli, state sempre allegri nel Signore, lo ripeto, state allegri. La vostra modestia sia nota a tutti gli uomini: il Signore è vicino. Non vi affannate per niente, ma in ogni cosa siano le vostre petizioni presentate a Dio con preghiere e suppliche unite a rendimento di grazie. E la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodisca i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù Signor nostro.

    Dobbiamo dunque rallegrarci nel Signore, poiché il Profeta e l'Apostolo concordano nell'incoraggiare i nostri desideri verso il Signore: l'uno e l'altro ci annunciano la pace. Stiamo dunque tranquilli: Il Signore è vicino; è vicino alla sua Chiesa; è vicino a ciascuna delle nostre anime. Possiamo forse restare presso un fuoco così ardente, e rimanere freddi? Non le sentiamo forse venire, attraverso tutti gli ostacoli che la sua suprema elevazione, la nostra profonda bassezza e i nostri numerosi peccati gli suscitano? Egli supera tutto. Ancora un passo, e sarà in noi. Andiamogli incontro con le preghiere, le suppliche, i rendimenti di graziedi cui parla l'Apostolo. Raddoppiamo il fervore e lo zelo per unirci alla santa Chiesa, i cui sospiri verso colui che è la sua luce e il suo amore diventano ogni giorno più ardenti.

    VANGELO (Gv 1,19-28). - In quel tempo, i Giudei di Gerusalemme mandarono a Giovanni dei sacerdoti e dei leviti per domandargli: Tu chi sei? Ed egli confessò e non negò; e confessò: Non sono io il Cristo. Ed essi gli domandarono: Chi sei dunque? Sei Elia? Ed egli: No. Sei tu il profeta? No, rispose. Allora gli dissero: E chi sei, affinché possiamo rendere conto a chi ci ha mandati: che dici mai di te stesso? Rispose: Io sono la voce di colui che grida nel deserto: Raddrizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia. Or quelli che erano stati inviati a lui erano dei Farisei; e l'interrogarono dicendo: Come dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? Giovanni rispose loro: Io battezzo coll'acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. Questi è colui che verrà dopo di me, ed a cui non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Questo accadeva in Betania oltre il Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

    In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, dice san Giovanni Battista ai messi dei Giudei. Il Signore può dunque essere vicino; può anche essere venuto, e tuttavia rimanere ancora sconosciuto a molti. Questo divino Agnello è la consolazione del santo Precursore, il quale ritiene un grande onore l'essere la mera voce che grida agli uomini di preparare le vie del Redentore. San Giovanni è in questo il tipo della Chiesa e di tutte le anime che cercano Gesù Cristo. La sua gioia è completa per l'arrivo dello Sposo; ma è circondato da uomini per i quali il Divino Salvatore è come se non ci fosse. Ora, eccoci giunti alla terza domenica del sacro tempo dell'Avvento: sono scossi tutti i cuori alla voce del grande annunzio dell'arrivo del Messia? Quelli che non vogliono amarlo come Salvatore, pensano almeno a temerlo come Giudice? Le vie storte si raddrizzano? Le colline pensano ad abbassarsi? La cupidigia e la sensualità sono state seriamente attaccate nel cuore dei cristiani? Il tempo stringe: Il Signore è vicino! Se queste righe cadessero sotto gli occhi di qualcuno di quelli che dormono invece di vegliare nell'attesa del divino Bambino, lo scongiureremmo di aprire gli occhi e di non aspettare oltre a rendersi degno d'una visita che sarà per lui, nel tempo, l'oggetto d'una grande consolazione, e che lo rassicurerà contro tutti i terrori dell'ultimo giorno. O Gesù, manda la tua grazia con maggiore abbondanza; costringili ad entrare, affinché non sia detto del popolo cristiano quello che san Giovanni diceva della Sinagoga: In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

    PREGHIAMO
    Deh, Signore, volgi il tuo orecchio alle nostre preghiere e con la grazia della sua venuta rischiara le tenebre della nostra mente.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 62-66.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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