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Risultati da 1 a 10 di 31

Discussione: Papa Adriano VI

  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Exclamation Papa Adriano VI

    Qualcuno sa spiegarmi più dettagliatamente se quanto qui è riportato corrisponde al vero?

    http://www.cronologia.it/biogra2/adriavi.htm

    ADRIANO VI - Adriaan Florensz Dedel (1459-1523)
    (papato 1522-1523)

    i pezzi che mi interessano nel dettaglio sono i seguenti:

    Con l'ascesa al trono pontificio di Adriano VI si passò dal fiorente mecenatismo e dalla mondanità della corte di Leone X all'austerità di questo monaco fiammingo che improntò la sua missione apostolica a rigore e severità. In un messaggio affidato ad un suo Legato, Francesco Chieregati, alla Dieta di Norimberga del 25 novembre 1522 riconobbe apertamente "gli abomini, gli abusi e le prevaricazioni della corte romana; [...] malattia profondamente radicata, sviluppata ed estesa dal capo ai membri". Il tentativo di riforma intera incontrò le resistenze venali di una curia corrotta e ostile; per questo invitò a Roma Gian Pietro Carafa (futuro Paolo IV), per affidargli la riforma dei costumi e della disciplina del clero. Agli ecclesiastici che reclamavano perchè venivano privati di tanti emolumenti era solito ripetere: " Il papa deve ornar le chiese con i prelati e non i prelati con le chiese".

    (se questo corrispondesse al vero.... Papa Giovanni Paolo II non fu il primo ed unico Papa a fare un MEA CULPA........)

    Tentò anche di arrestare, in Germania, i progressi di Lutero, invitando i principi tedeschi all'unità, rispettando la messa al bando dall'impero di Lutero. Ma a causa dell'ostilità largamente diffusa contro Roma, il suo appello incontrò una ben scarsa eco. Lutero potè continuare senza interruzione i suoi attacchi violenti contro la Chiesa; libelli come il "Monaco vitello" e il "Papa asino" uscirono in quel tempo dalla sua penna.


    Interessantissima una sua affermazione, tratta da un suo Commentario, sull'infallibilità papale: "Se per Chiesa romana si intende il suo capo o pontefice, è indiscutibile che egli possa errare anche su argomenti concernenti la fede. Lo fa quando predica l'eresia nei propri giudizi o nelle proprie decretali. In verità molti pontefici romani furono eretici, e l'ultimo di essi fu papa Giovanni XXII".
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
    Ministrare non Ministrari
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    La citazione riportata è erronea ... l'ultimo "papa eretico" a cui si riferiva Adriano VI non fu Giovanni XXII ma Giovanni XXIII, che venne deposto dal Concilio Ecumenico di Costanza, nella sessione XII del 29.05.1415.

    In nome della santa ed indivisa Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, amen.
    Questo santo sinodo di Costanza che è un concilio generale, riunito legittimamente nello Spirito santo a lode di Dio onnipotente, per l'estirpazione del presente scisma, per la realizzazione dell'unione e della riforma nel capo e nelle membra della chiesa di Dio, ordina, definisce, stabilisce, decreta e dichiara ciò che segue allo scopo di ottenere più facilmente, più sicuramente, più soddisfacentemente e più liberamente l'unione e la riforma della chiesa di Dio.

    In primo luogo dichiara che esso, legittimamente riunito nello Spirito santo, essendo concilio generale ed espressione della chiesa cattolica militante, riceve il proprio potere direttamente dal Cristo e che chiunque, di qualunque condizione e dignità, compresa quella papale, è tenuto ad obbedirle in ciò che riguarda la fede e l'estirpazione dello scisma ricordato e la riforma generale nel capo e nelle membra della stessa chiesa di Dio.

    (Sesione V del 6 aprile 1415)

    Sentenza di deposizione del papa Giovanni XXIII

    "In nome della santa ed indivisa Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, amen.

    Il sacrosanto sinodo generale di Costanza, riunito legittimamente nello Spirito santo, dopo aver invocato il nome di Cristo e avendo dinanzi agli occhi solo Dio, visti gli articoli composti e presentati in questa causa contro il signor papa Giovanni XXIII, e le prove a loro sostegno, la sottomissione di lui, con tutto il processo di questa causa; dopo matura deliberazione su tutti questi elementi, con questa sentenza definitiva e notificata per scritto, afferma, stabilisce, dichiara che la fuga del suddetto signor papa Giovanni XXIII da questa città di Costanza e da questo sacro concilio generale, avvenuta di nascosto, di notte, ad un'ora sospetta, sotto false spoglie e per di più indegne, è stata e rimane illecita e apertamente scandalosa per la chiesa di Dio e per il concilio. Essa ha turbato la pace e l'unità della chiesa, ha favorito l'antico scisma, ha fuorviato il signor papa Giovanni dal voto, dalla promessa e dal giuramento fatto a Dio, alla chiesa e a questo santo concilio. Dichiara che egli è stato ed è simoniaco notorio, dilapidatore pubblico dei beni e dei diritti non solo della chiesa romana, ma anche di altre chiese e di molti altri luoghi pii, cattivo amministratore e dispensatore delle cose spirituali e materiali della chiesa. Con la sua vita e i suoi costumi detestabili e disonesti, notoriamente scandalosi per la chiesa e per il popolo cristiano prima della sua assunzione al papato, e anche dopo sino a questi giorni, egli ha scandalizzato e scandalizza apertamente, col suo modo di vivere descritto, la chiesa di Dio e il popolo cristiano.

    Dopo le dovute ammonizioni, più e più volte fatte con li debita carità, egli ha perseverato arrogantemente in questa malvagità, e si è reso apertamente incorreggibile.

    Egli, per questi ed altri misfatti addotti contro di lui e contenuti nel processo della causa, in quanto indegno, inutile, dannoso dev'essere allontanato, privato e deposto dal papato e da ogni suo governo spirituale e temporale.

    Questo santo sinodo lo allontana quindi, lo priva e lo depone realmente dal papato, dichiarando sciolti tutti e singoli i cristiani, di qualsiasi stato, dignità e condizioni essi siano, dall'obbedienza, dalla fedeltà e dal giuramento verso di lui. Proibisce, inoltre, a tutti i fedeli che, una volta deposto nel modo predetto, lo riconoscano in seguito come papa, lo chiamino papa, aderiscano a lui come papa, o in qualche modo gli obbediscano.

    Con certa scienza e pienezza di potere, questo santo sinodo supplisce ogni e singolo difetto, in cui potesse essere incorso il procedimento o qualche suo particolare.

    Egli è condannato - e questa stessa sentenza lo condanna - a stare e dimorare in qualche luogo sicuro e dignitoso, sotto la custodia fedele del serenissimo principe e signore Sigismondo, re dei romani, d'Ungheria ecc., avvocato e difensore devotissimo della chiesa universale, in nome del santo concilio generale, finché a questo sembrerà opportuno per il bene dell'unità della chiesa di Dio.

    Il concilio poi riserva alla propria decisione di far conoscere ed infliggere, come suggerirà il rigore della giustizia o l'esigenza della misericordia, le altre pene che dovrebbero essergli comminate a norma delle sanzioni ecclesiastiche per i suoi crimini e le sue smoderatezze.

  3. #3
    Napoléon I
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    Sanno tutti che l'infallibilità è vincolante su qestioni di fede e di morale, laddove il papa parla ex cathedra, ossia alle debite condizioni:

    -Come pastore universale godendo dell'apostolica autorità

    -Definendo una dottrina (con tale termine si intende esclusivamente il fatto che il papa voglia determinare quale sia l'insegnamento di un dato punto della Rivelazione, o di una verità ecclesiastica, in modo che i fedeli siano obbligati a credervi. NON SIGNIFICA USARE LA PAROLA DEFINIRE, a scanso di equivoci coi faciloni tradizionalisti)

    -da credersi da tutta la Chiesa

    -Concernente la fede e la morale.

    Fuori da queste ristrette e limitative condizioni il papa può fallire ossia nel magistero ordinario. Ovviamente il fedele, non vi presta assenso di fede in quanto dogmatico, ma assenso religioso e d'obbedienza, in quanto promanato dall'autorità della Chiesa. Pertanto il fedele deve obbedire indistintamente al magisterio ex cathedra e a quello autentico.
    Si ricordi che comunque il magistero autentico (come ad esempio una enciclica), contiene spesso citazioni di magistero infallibile (cfr, Humani generis), e per tanto non è da sottovalutare. In ogni caso vale il detto " Chi ascolta voi, ascolta me".

    Giovanni XXII era eretico privatamente, in quanto sosteneva che dopo la morte non si hala visione beatifica, finchè non viene il giudizio universale. Ritrattò in punto di morte, ma non vi è eresia nel suo magistero, poichè tale opinione erronea la proferì solo come privato dottore, senza imporla alla Chiesa.

    Un tale stato di eresia, comunque, non è da considerarsi eresia formale, quindi, da un punto di vista giuridico, il papa non può mai essere eretico, e non ha pregiudizi riguardanti la sua carica, in nessun modo.

  4. #4
    Napoléon I
    Ospite

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    Giovanni XXIII era antipapa, Giovanni XXII era papa, con qualche problema.

    Il concilio di Costanza depose Giovanni XXIII in quanto antipapa. Sarebbe stato assolutamente impossibile il contrario, ossia di un conciliabolo che deponesse il Papa. Il concilio non è superiore al papa.

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Ringrazio Napoleon e The druid.....infatti mi suonava strano che l'eretico segnato fosse il G.XXII e non il XXIII e che infatti fu continuativo con Papa Roncalli...grazie infinite per le risposte.......che vanno a confermare ciò che conoscevo a riguardo......cioè....riguardo alle disposizioni del Concilio di Costanza su G. XXIII e di altro......

    La mia "provocazione" chiamiamola così...era in rispecchio a taluni tradizionalisti che accusano Giovanni paolo II del Mea Culpa....sostenendo che mai in passato un Papa avrebbe fatto queste scuse.....e questo proprio per evitare di affrontare poi con serenità il discorso dell'Infallibilità che NON è affatto intaccata se un papa chiedesse perdono per delle colpe compiute da uomini di Chiesa.......

    Ergo se questa ammissione di colpa di Adriano VI fosse vera (ed è questo che chiedevo alla vostra attenzione) abbiamo la dimostrazione che non fu solo o il primo Papa Giovanni paolo II a riconoscere la fallibilità delle persone in quanto tali, fossero anche ecclesiastici
    e che questo NULLA TOGLIE ALL'INFALLIBILITA' della Chiesa, semmai la rafforza

    cosa ne pensate?
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  6. #6
    Napoléon I
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    Ratzinger nel documento in cui accompagna il mea culpa spiega che la pratica di un simile atto penitenziale era la prassi nella Chiesa. Si citi quello.

    Quanto alla numerazione Giovanni XXII (22) era vero papa ma privatamente eretico, Giovanni XXIII (23) fu antipapa, pertanto Giovanni XXIII (Roncalli), riutilizzò legittimamente il suo numero d'ordine, in quanto nessun Papa lo aveva mai usato prima. Non vi è nulla di strano nel fatto che Adriano VI parlasse di Givanni XXII. Sarebbe stato strano se avesse parlato dell'antipapa Giovanni XIII, dato che essendo scismatico, e non essendo papa, anche se eretico, non dimostrava alcuna tesi. Notare infine che il concilio di Costanza, non lo dice affatto eretico.

  7. #7
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    Giovanni XXII (1316-1334) fu accusato da molti di eresia, per aver, tra l'altro, negato l'esistenza del Purgatorio.

    Giovanni XXIII non era affatto antipapa, tanto è vero che lo stesso Concilio lo riconosce papa. Antipappi furono Angelo Correr [Carlo Malatesta era il suo rappresentante al Concilio] (Gregorio XII) e Pietro de Luna (Benedetto XIII), tra l'altro definito dal Concilio "scismatico ed eretico incorreggibile".

  8. #8
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    "I Padri Conciliari, pur ammettendo che lui era il vero papa stabilirono che la chiesa era più importante del papa, e, riducendo le accuse da 54 a cinque, lo condannarono.
    Gibbon in "The Decline and Fall" rileva:"Le accuse più scandalose furono soppresse; il Vicario di Cristo venne accusato solo di PIRATERIA, ASSASSINIO, VIOLENZA CARNALE, SODOMIA ED INCESTO". Era ben noto che l'unica forma di esercizio fisico che il papa faceva era quella a letto. L'assoluzione dal crimine di eresia deriva probabilmente dal fatto che Cossa non aveva mai mostrato abbastanza interesse per la religione da poter essere classificato come eterodosso.

    Il 29 marzo 1415 i sigilli del papa vennero frantumati con un martello ed a lui, in considerazione del rispetto dovuto ad un ex-papa, vennero comminati solo tre anni di prigionia".
    (tratto da: http://www.capurromrc.it/papato/papato21.html)

    Citazione Originariamente Scritto da Napoléon I
    Sarebbe stato assolutamente impossibile il contrario, ossia di un conciliabolo che deponesse il Papa. Il concilio non è superiore al papa.
    Sono daccordo. Faccio tuttavia notare ciò che Lo stesso Concilio ecumenico premette: "In primo luogo dichiara che esso, legittimamente riunito nello Spirito santo, essendo concilio generale ed espressione della chiesa cattolica militante, riceve il proprio potere direttamente dal Cristo e che chiunque, di qualunque condizione e dignità, compresa quella papale, è tenuto ad obbedirle in ciò che riguarda la fede e l'estirpazione dello scisma ricordato e la riforma generale nel capo e nelle membra della stessa chiesa di Dio".

  9. #9
    Napoléon I
    Ospite

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    Non voglio fare una polemica sullo scisma d'occidente, ma credo che sia onesto ricordare che ogni obbedienza diceva all'altra che era guidata da un eretico scismatico e truffatore.

    La Chiesa cattolica non riconosce Giovanni XXIII (Baldassarre Cossa) Come Papa, mentre riconosce come papa Gregorio XII ossia Angelo Correr ( non Malatesta).

    Pertanto la successione dei legittimi, secondo quello che la Chiesa riconosce è:

    Urbano VI
    Bonifacio IX
    Innocenzo VII
    Gregorio XII
    Martino V
    Eugenio IV
    Niccolò V, ecc.

  10. #10
    Napoléon I
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da TheDruid
    Sono daccordo. Faccio tuttavia notare ciò che Lo stesso Concilio ecumenico premette: "In primo luogo dichiara che esso, legittimamente riunito nello Spirito santo, essendo concilio generale ed espressione della chiesa cattolica militante, riceve il proprio potere direttamente dal Cristo e che chiunque, di qualunque condizione e dignità, compresa quella papale, è tenuto ad obbedirle in ciò che riguarda la fede e l'estirpazione dello scisma ricordato e la riforma generale nel capo e nelle membra della stessa chiesa di Dio".
    Ti ricordo che quanto citi non fa testo, poichè Martino V, approvò i vari documenti del concilio di Costanza, tranne espressamente quelli che insinuavano questa dottrina, ossia che il concilio riceve autorità direttamente da Cristo, e sia superiore al Papa. Tale eresia ha il nome di conciliarismo. Martino V ribadì in seguito la dottrina tradizionale sul papato. Tale episodio deve collocarsi in un momento di rilassatezza, dovuta all'assenza di un papa certo.

 

 
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