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  1. #21
    Jùliu Kerki
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    No connosco Giuliu, ma no pentzo chi siede cracchi cosa "personale": sos chi (commente a mimi) ana fattu politica in atteros partidos (fuo unu de sos responsabiles natzionales de s'ufficiu de imprenta de unu movimentu meda mannu) funi iscaddaos de tottu su chi faene aintro 'e custos partidos. Ieo puru seo iscaddau a fogu!



    Micc'as leau sas paraulas de ucca! Ieo puru pentzo chi Tziu Giuanne sicc'ada a leare sa residentzia in Sardigna...



    lo spazio ed il tempo di un post non consentono la completezza che si avrebbe con un incontro "cara a cara".
    allora:
    non ce l'ho con Soru, ma chi se lo frega? ce l'ho con voi!!! non è ammissibile ( per me) che chi ha già una coscienza indipendentista creda ancora che un politico che non è indipendentista possa fare, dire o intraprendere azioni "indipendentiste".
    Ogni loro azione o "dire" è solo in funzione di "altro" e per altro, con noi non ha niente a che vedere ne Soru ne altri.
    Pensate che, se riesce ad entrare in testa ad indipendetisti questo messaggio, immaginiamo cosa fa scattare in quella dei non o non ancora indipendentisti.
    Non esiste nessun'altra posizione per l'indipendenza che ciò che viene fatto in funzione di essa, nessuno può dire che Soru veda, concepisca e agisca da indipendentista, lui si rapporta sempre ad una "egalitè" con le regioni italiane del nord.
    Detto questo, la legge, ad essere opportunisti, potremo anche interpretarla per i nostri fini, in finale comincia ad entrare in testa dei sardi che è necessario una forma di "indipendenza", peccato che sia in funzione non di essa ma della forte autonomia che, come dice Sedda ... è sempre un'autonomia e bòh, comunque di questa legge contesto la parte che si riversa contro una fascia di sardi stessi e che non sono certo i più facoltosi, sarebbe bastato ( ma questa è una coscienza che lui non ha) inserire un'altro articolo alla legge in cui si dice " sono esentati dal pagamento i sardi di nascita che possiedono solo un'altra casa nelle città ( fuori Sardegna) in cui risiedono" o qualcosa del genere.
    Sono del parere che questa legge verrà comunque ritenuta discriminante nei confronti degli italiani, esistono dei precedenti come la legge 28 (imprenditoria giovanile), qualcuno ricorda quanti sardi si trovarono in cacca per via del semplice fatto che conteneva la dicitura che ne permetteva l'accesso ai soli sardi? venne bloccata ( era già operativa da diversi anni) e chi aveva già i progetti approvati e incassato i soldi d'anticipo dalle banche ... ha chiuso prima di cominciare.
    Non so se sono riuscito a spiegare i motivi per cui ho preso questa posizione, ma sicuramente di Soru non me ne frega assolutamente niente, è con gli indipendentisti che credono ancora che, chi non lo è, possa fare, dire o aiutare la nostra causa.
    J
    PS
    scordavo: informatevi meglio, se non sei sul posto i comuni non ti danno la residenza ( legge antimafia ) a meno che non hai conoscenze nel comune ... altrimenti sfruttano la situazione per incassare di più con l'ICI ... se sei sardo non cambia niente: NISBA!!! depit pagai.
    J

  2. #22
    Jùliu Kerki
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    quello a cui vorrei invitarvi è alla riflessione su tutto e "sopra" tutto.
    Prendete la notizia sul metano:
    ora la Sardegna avrà il suo bel allaccio al metano, porterà energia a basso costo rispetto al gasolio o al butano oltre alla sicurezza e al monopolio sulle "bombole", energia pulita rispetto ai combustibili attuali ... ma ... sapete che esiste una legge ( mi pare, vado a memoria) di inizio anni 80 in cui si diceva che "tutto" il territorio italiano ( sigh) doveva essere servito dal metano entro la fine di quel decennio? ... bene, so da fonti ufficiose che il progetto della metanizzazione con collegamento Algeria-Sardegna- Toscana era stato presentato a tutti gli organi competenti all'epoca stessa e che ottenne un NO secco, in Sardegna NO! infatti è rimasta l'unica ( doppio sigh) a stare senza ... a bombola dovevamo andare ... perchè se era una scelta utile per la popolazione sarda, ma anche per l'europa intera avere un'altro imbocco da cui avere un'altra possibilità in caso di problemi? ed infatti il tempo ne ha fornito la realtà di una probalile ( allora) evenienza ... oggi l'Italia corre al progetto di metanizzazione tramite Sardegna ... e tutti contenti ... MA, giusto perchè sono stronzo, ora li metterei in merda!!! sigheus a bombula!!!! tanti fait pati ( ormai) de sa "normalidadi" andai a su bombulaiu, ma issus ca si ndi funti afutius de unu dirittu nostu ... imou si tiranta su tzugu, cumenti fainti comudeddus cumenti funti? de aici si ndi acatant asua de sa peddi s'oru ita bollit nai a essi "opportunistas" e arrogantis ...
    No cumprendu poita sa Sardigna e totu no aidi cicau "partecipadoris" europeus po du fai "indipendentementi" de s'Italia, oi in di iada a essi sa bendidora de unu beni de aici mannu po totu s'Europa ... ma custa genti- e medas sardus- scinti sceti pedì e bivi de is arregallus de s'Italia, e prangi candu no si du donant ... e presçaus che pipius cun sa çucullati candu ( po prexei s'oru) di si detant s'ossu ... ma tanti, cumnt'è sa currenti, ge si du anti a fai pagai caru su gasu ... e de aici sighit.
    IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO.
    J

  3. #23
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    Fatti non foste a viver come bruti, ma a ricercar vertute e INDIPENDENTZIA
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    Citazione Originariamente Scritto da amsicora
    lo spazio ed il tempo di un post non consentono la completezza che si avrebbe con un incontro "cara a cara".
    allora:
    non ce l'ho con Soru, ma chi se lo frega? ce l'ho con voi!!! non è ammissibile ( per me) che chi ha già una coscienza indipendentista creda ancora che un politico che non è indipendentista possa fare, dire o intraprendere azioni "indipendentiste".
    Ogni loro azione o "dire" è solo in funzione di "altro" e per altro, con noi non ha niente a che vedere ne Soru ne altri.
    Pensate che, se riesce ad entrare in testa ad indipendetisti questo messaggio, immaginiamo cosa fa scattare in quella dei non o non ancora indipendentisti.
    Non esiste nessun'altra posizione per l'indipendenza che ciò che viene fatto in funzione di essa, nessuno può dire che Soru veda, concepisca e agisca da indipendentista, lui si rapporta sempre ad una "egalitè" con le regioni italiane del nord.
    Detto questo, la legge, ad essere opportunisti, potremo anche interpretarla per i nostri fini, in finale comincia ad entrare in testa dei sardi che è necessario una forma di "indipendenza", peccato che sia in funzione non di essa ma della forte autonomia che, come dice Sedda ... è sempre un'autonomia e bòh, comunque di questa legge contesto la parte che si riversa contro una fascia di sardi stessi e che non sono certo i più facoltosi, sarebbe bastato ( ma questa è una coscienza che lui non ha) inserire un'altro articolo alla legge in cui si dice " sono esentati dal pagamento i sardi di nascita che possiedono solo un'altra casa nelle città ( fuori Sardegna) in cui risiedono" o qualcosa del genere.
    Sono del parere che questa legge verrà comunque ritenuta discriminante nei confronti degli italiani, esistono dei precedenti come la legge 28 (imprenditoria giovanile), qualcuno ricorda quanti sardi si trovarono in cacca per via del semplice fatto che conteneva la dicitura che ne permetteva l'accesso ai soli sardi? venne bloccata ( era già operativa da diversi anni) e chi aveva già i progetti approvati e incassato i soldi d'anticipo dalle banche ... ha chiuso prima di cominciare.
    Non so se sono riuscito a spiegare i motivi per cui ho preso questa posizione, ma sicuramente di Soru non me ne frega assolutamente niente, è con gli indipendentisti che credono ancora che, chi non lo è, possa fare, dire o aiutare la nostra causa.
    J
    PS
    scordavo: informatevi meglio, se non sei sul posto i comuni non ti danno la residenza ( legge antimafia ) a meno che non hai conoscenze nel comune ... altrimenti sfruttano la situazione per incassare di più con l'ICI ... se sei sardo non cambia niente: NISBA!!! depit pagai.
    J

    Riguardo la legge : è una questione tecnica, si tratta di non perdere (a favore di Roma) le entrate derivanti derivanti dall'avere una casa al mare qui in Sardegna, che non è la casetta in paese che gli emigrati hanno per trascorrere la vecchiaia serenamente, ma è un investimento, spesso piuttosto remunerativo, e come tale contribuisce ad aumentare l'imponibile IRPEF.
    Per cui : all'aumentare dell'imponibile aumenta l'imposta versata allo stato, ma qui non rimane niente, dal momento che l'IRPEF viene pagata in Italia e noi abbiamo le coste intasate senza nemmeno poter conseguire qualche introito.

    Riguardo la modifica per i nati in Sardegna : sarebbe inamissibile perché discriminatoria, per 2 motivi :
    1. vi sarebbe un'esenzione ingiustificabile dal punto di vista delle norme tributarie, perché non rispondente ai presupposti richiesti dalla legge per la concessione di agevolazioni fiscali (ad es. tutela della salute, o del lavoro, ecc. ecc.), e allora sì che verrebbe abrogata in un secondo, come da te ipotizzato (piuttosto si potrebbe operare una esclusione per i redditi bassi, questo sì).
    2. sarebbe discriminatorio per i discendenti degli emigrati nati fuori, che magari vengono da sempre, per cui i figli (o i nipoti) di tiu bodale di Lollove hanno gli stessi diritti di tiu Juanne di Pattada, ma capisci che di questo passo non sarebbe possibile tracciare un confine certo all'esenzione.

    Riguardo la residenza : io ho detto quello che dici tu, a tiu Juanne dicevo di prendere la residenza una volta tornato qua, non prima (mica consiglio di fregare la legge, et itte so?)

    Infine, riguardo Soru : io giudico ciò che sta facendo in concreto, come fa qualsiasi altro cittadino sardo, ma non vuol dire che mi metto a votare lui o il suo partito, essendo indipendentista ho votato e continuerò a votare iRS.
    Poi, il fatto che Soru ambisca a raggiungere il tenore di vita delle regioni del nord Italia, non mi pare sia chissà quale bestemmia, stanno meglio (economicamente), e quando si ha la pancia piena ci si concentra meglio sulle questioni indipendentiste -- vedi Catalunya e Euskal Herria, le "zone" più ricche della penisola iberica --.

    Chena disamistade Amsì, tenedi contu

  4. #24
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    Questo è il paragrafo relativo alla AERS nella legge di bilancio!!
    itz.

    Agenzia per le Entrate della Regione Sardegna
    1. E’ istituita l’Agenzia Regionale delle Entrate quale organo tecnico specialistico
    dell’Amministrazione regionale in materia di entrate cui sono demandate le seguenti attività:
    - monitoraggio dei rapporti di compartecipazione regionale al gettito fiscale dello Stato;
    - ricerche ed elaborazioni statistiche sui flussi di entrata e sugli effetti economici delle imposte, a
    supporto delle politiche regionali in materia finanziaria e di bilancio;
    - supporto per la predisposizione degli strumenti normativi, regolamentari ed operativi per
    l’implementazione di tributi regionali e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate;
    - gestione dei tributi regionali;
    - adempimenti connessi al contenzioso tributario e alla gestione del recupero dei crediti;
    - informazione all’utenza in materia di fiscalità regionale;
    - gestione dei sistemi informativi tributari e del collegamento con le banche dati nazionali.
    2. L’Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa,
    amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale, ed è sottoposta ai poteri di indirizzo, vigilanza e
    controllo dell'Assessore della Programmazione e Bilancio. Essa ha sede in Cagliari.
    3. Sono organi dell’Agenzia: il direttore generale e il collegio dei revisori dei conti. Essi sono
    nominati con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta adottata
    su proposta dell’Assessore competente in materia di entrate d’intesa con l’Assessore competente
    in materia di personale.
    4. Il direttore generale è scelto mediante selezione pubblica per titoli; il personale
    dipendente dell’Agenzia è scelto mediante selezione pubblica per titoli, e/o mediante utilizzo di
    personale del ruolo unico dell’Amministrazione regionale.
    5. Il direttore generale, scelto tra esperti in materia tributaria e finanziaria regionale deve
    essere in possesso del titolo di laurea quadriennale o quinquennale e di documentata esperienza
    professionale maturata in ambito pubblico o privato. Il suo rapporto di lavoro con l'Agenzia è
    regolato da contratto quinquennale di diritto privato ed ha carattere pieno ed esclusivo.
    6. La prima dotazione organica del personale dell’Agenzia è determinata dalla Giunta
    regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di entrate, in numero non superiore a
    otto unità. L'Agenzia è inserita nel comparto contrattuale del personale dell’Amministrazione e degli
    enti regionali, ed è soggetta alle disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive
    modifiche e integrazioni.
    7. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, in
    conformità ai principi dettati dal presente articolo, approva lo statuto dell'Agenzia, ne nomina gli
    organi e ne determina la prima dotazione organica.
    8. Gli oneri derivanti dall’applicazione del presente articolo sono valutati in euro 3.550.000
    per l’anno 2006 ed in euro 550.000 per gli anni successivi (U.P.B. S03.100).

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da amsicora
    Sono del parere che questa legge verrà comunque ritenuta discriminante nei confronti degli italiani, esistono dei precedenti come la legge 28 (imprenditoria giovanile), qualcuno ricorda quanti sardi si trovarono in cacca per via del semplice fatto che conteneva la dicitura che ne permetteva l'accesso ai soli sardi? venne bloccata ( era già operativa da diversi anni) e chi aveva già i progetti approvati e incassato i soldi d'anticipo dalle banche ... ha chiuso prima di cominciare.
    Per la cronaca (essendoci passato in prima persona):
    la legge 28 non venne bloccata per motivi di "residenza", bensì perchè andava contro i principi sanciti dalla comunità europea in termini di "concorrenza leale". Ora la nuova 28 somiglia molto di più ad una 488, sicuramente più equa sotto questo profilo.

    Ovvero: l'impresa beneficiaria di legge 28 aveva per i primi tre anni un abbattimento sui costi per l'acquisto delle materie prime. Molte di queste aziende infatti mettevano sul mercato prodotti "sottocosto" in virtù dell'abbattimento dei costi di produzione. Tutto qui.

  6. #26
    Jùliu Kerki
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    Citazione Originariamente Scritto da frankobollo
    Per la cronaca (essendoci passato in prima persona):
    la legge 28 non venne bloccata per motivi di "residenza", bensì perchè andava contro i principi sanciti dalla comunità europea in termini di "concorrenza leale". Ora la nuova 28 somiglia molto di più ad una 488, sicuramente più equa sotto questo profilo.

    Ovvero: l'impresa beneficiaria di legge 28 aveva per i primi tre anni un abbattimento sui costi per l'acquisto delle materie prime. Molte di queste aziende infatti mettevano sul mercato prodotti "sottocosto" in virtù dell'abbattimento dei costi di produzione. Tutto qui.
    C'era pure questo aspetto ... oltre quello che ti ho postato prima, da qualche parte dovrei avere i documenti dell'epoca, appena li trovo te li posto.
    J

  7. #27
    Jùliu Kerki
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    Predefinito a quanto pare non sono l'unico.

    Se a muoverasi sono anche delle associazioni, significa che non sono esattamente casi singoli come quello de Tziù Juanni:

    dal GdS di oggi:

    La manovra. L'articolo della Finanziaria esclude solo chi ha il domicilio fiscale nell' Isola

    Imposta regionale sulle seconde case
    a pagare saranno anche gli emigrati

    Le associazioni dei sardi nel mondo chiedono modifiche
    ma i tecnici della Programmazione sono spaccati
    I fabbricati nel mirino della Giunta sono almeno 400mila
    Tra tre mesi 007 al lavoro per stanare tutti i contribuenti

    Pagheranno tutti. Tutti
    coloro che non risiedono in
    Sardegna, o meglio, quelli che
    «hanno un domicilio fiscale
    fuori dal territorio regionale».
    Tutti e dunque anche gli emigrati
    o i figli e nipoti di emig
    rat i .
    Dubbi, perplessità. Ma una
    cosa è certa: la norma inserita
    nella legge Finanziaria non distingue
    tra emigrati, figli o
    nipoti di emigrati e i ricchi che
    arrivano in Sardegna per fare
    le proprie vacanze.
    Un paradosso probabilmente.
    Un paradosso che a molti
    non è sfuggito. Tanto che dalle
    associazioni degli emigrati sardi
    in Italia e nel mondo stanno
    arrivando proteste e richieste
    di modifica della norma. Comunque
    per ora le cose restano
    così. E, dunque, potrebbe capitare
    che un operaio residente
    in provincia di Milano, a cui il
    nonno sardo ha lasciato in
    eredità una casetta a meno di
    tre chilometri in linea d'aria
    dal mare, debba pagare alla
    Regione almeno 1.500 euro all'anno,
    la quota minima prevista
    in manovra per i fabbricati
    fino a 60 metri quadri.
    E se il fabbricato, peggio per
    lui, sta a meno di 300 metri
    «dalla linea di battigia marina
    » sono dolori: dovrà aggiungere
    un 20 per cento tondo
    tondo di maggiorazione.
    LA QUESTIONE è ora sotto la
    lente di ingrandimento dell'assessorato
    alla Programmazione.
    E pare esista una proposta
    per esentare almeno gli
    emigrati (non i figli o i nipoti)
    dal pagamento della tassa sulla
    seconda casa. Ma in realtà ancora
    una linea comune non c'è
    e i falchi premono perché non
    vi sia alcuna esenzione: troppo
    complicato controllare e soprattutto
    la norma sarebbe
    molto difficile da formulare.
    E per evitare i furbetti dell'ultima
    ora, alla fine la decisione
    potrebbe essere quella
    di lasciare le cose così come
    stanno, facendo pagare tutti i
    «non residenti in Sardegna».
    GLI UFFICI dell'assessorato al
    Bilancio, tra l'altro, sono già al
    lavoro per fare cassa da subito:
    entro tre mesi dal varo della
    Finanziaria saranno operative
    le direttive e le circolari di
    attuazione. E soprattutto sarà
    operativo l'ufficio fisco della
    Regione (la nuova Agenzia delle
    entrate) che si avvarrà di 007
    sguinzagliati in tutto il territorio
    regionale. Esattori che
    presenteranno il conto ogni
    volta che qualcuno si dimenticherà
    di pagare la tassa. Tutti,
    imprese e società incluse.
    La Regione ancora non sa
    quanto potrà incassare dalla
    tassazione sulle seconde case.
    Si parla di 400mila seconde
    case dei non residenti ma ancora
    non si ha una stima attendibile
    di quanto siano grandi.
    Compito che spetterà alla
    nuova agenzia delle entrate ai
    sui 007.

  8. #28
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    Soru ha chiamato noti costituzionalisti, tra cui il presidente emerito della Corte Costituzionale Gian Valerio Onida, a Cagliari per studiare gli spazi per l'apertura di un conflitto di poter con lo Stato centrale volto al recupero del credito sardo. Con la somma dovuta potremmo risanare il bilancio della Regione e ce ne sarebbe d'avanzo.
    Che ne pensate?
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  9. #29
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    Soru stà facendo chiasso perchè agli alleati interessa così contro la destra.
    A livello pratico sa bene che lo stato centrale al massimo restituirà per scaglioni le somme trattenute eludendo di fatto un gettito relativamente positivo per le entrate fiscali della regione.
    E' sopratutto improbabile poichè una restituzione intera condizionerebbe in modo pesante la finanziaria che dovrebbe occuparsene, nojn è quindi realistica una risoluzione in tal senso.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da amsicora
    non ce l'ho con Soru, ma chi se lo frega? ce l'ho con voi!!! non è ammissibile (per me) che chi ha già una coscienza indipendentista creda ancora che un politico che non è indipendentista possa fare, dire o intraprendere azioni "indipendentiste".
    Ogni loro azione o "dire" è solo in funzione di "altro" e per altro, con noi non ha niente a che vedere ne Soru ne altri.
    Ciao Giulio,
    non credo che Soru sia indipendentista, ma ci si avvicina molto....

    Dal GDS di oggi

    Via libera al maxi collegato
    soldi agli asili se i cibi sono sardi
    Disco verde al disegno di legge sulle “private” Proposta in Consiglio per tassare i politici

    La Giunta regionale ha dato il via libera al maxi-collegato alla Finanziaria che riprende tutte le cosiddette norme “intruse” che erano state stralciate dalla manovra dal presidente del Consiglio Giacomo Spissu, in applicazione del regolamento e della normativa vigente sulla contabilità.

    Il maxi-collegato contiene soltanto le norme che facevano riferimento al testo originario della Finanziaria: le cosiddette supertasse per ville, plusvalenze
    da vendite di immobili, stazionamento di yacht e aerei privati.

    Ma ieri la Giunta ha varato anche un disegno di legge sulle scuole materne private: previsti finanziamenti ma a una serie di condizioni. Due su tutte:
    gli asilo dovranno dar da mangiare ai bambini solo cibi sardi (prevista anche una relazione che le scuole dovranno inviare alla Regione) e soprattutto
    non dovranno esserci discriminazioni di alcun genere.


    Tanto per intenderci, ad esempio, le scuole cattoliche dovranno accogliere anche i bimbi atei o di altre religioni. Ma è sempre la Finanziaria al centro di polemiche e discussioni. Ieri la commissione Bilancio in mattinata è andata
    deserta per l'assenza della maggioranza. Tra oggi e domani saranno depositati gli emendamenti e poi si passerà al voto. E se continuano le polemiche da parte delle opposizioni (ieri l'Uds di Mario Floris ha bollato come «taroccata
    » la manovra), l'Api sarda invece dà un giudizio positivo sulla Finanziaria parlando di «manovra innovativa, in particolare per le misure strutturali
    che avranno impatto nel medio-lungo termine».

    Intanto il gruppo dei Federalisti Autonomisti Sardi (che comprende una parte dello Sdi, il Pdci, Sardegna e libertà e Italia dei valori) chiede con una proposta di legge per l'istituzione di un Fondo di solidarietà sociale che venga affidato alla gestione dei Comuni e che sia finanziato attraverso il pagamento di due nuove imposte sul reddito: uno (del 5%) a carico di tutti i cittadini che
    abbiano un imponibile annuo superiore agli 80.000 euro e un'altra (15%) a carico di chi svolge attività politica.


 

 
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