

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.




Ultima modifica di eq...; 31-12-09 alle 02:32
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.




Non sono un matematico, ma da quel poco che mi è dato sapere la matematica è uno strumento potente. Proprio l'armonia è qualcosa che si lascia ben descrivere in modo matematico. Conosco matematici che fanno delle cose strabilianti, anche se devo ammettere di capirci pochissimo. Dopotutto, anche la matematica, come l'arte, è una creazione del nostro intelletto, con tutti i pregi ed i difetti che ne conseguono.
Se ho capito metà di ciò che hai scritto è già tantoOttima osservazione, ma il cognitivismo e in generale la concezione 'fisicalistica' che la scienza propone della mente e della coscienza sono tutt'altro che fuori discussione - non dicevamo tra l'altro che ogni asserzione scientifica lo è? Stante il tipo di relazione che le neuroscienze ritengono intercorra tra mente e cervello - intendendo la mente come cosa tra le cose - è inevitabile un certo esito gnoseologico che propriamente domina il pensiero dei moderni, quello per cui il mondo esperito è solo la rappresentazione di quello reale. Da ciò segue che la logica non ha presa sulla realtà in sè e si deve dar ragione a Kant e rilevare il fallimento di Cartesio nel tentare l'accordo tra i due mondi.
Ovviamente questa concezione della conoscenza - strumentale - ha valore a patto che se ne accettino quei presupposti, che vengono invece criticati da chi (e a giusta ragione) come Aristotele rivendicava il carattere intenzionale del sapere: non a caso l'idealismo, nel porre fine alla stagione della filosofia moderna, indicherà la contraddittorietà di quel presupposto riaffermando il valore di Aristotele. Questo è un forum e come ogni forum si finisce per fare quattro chiacchiere con la consapevolezza che ognuno ha una propria formazione, limitata d eterogenea rispetto a quella di ogni altro utente perciò trovo inutile e noioso dilungarmi su argomenti sui quali potrai imbatterti in modo più proficuo e comprensibile altrove. Per questo mi limito a consigliarti la lettura di Studi di Filosofia Moderna di Gustavo Bontadini, dove si ripercorrono le fasi salienti dell'avanzare dello gnoseologismo nel pensiero moderno anche a causa dell'influenza della nascente scienza moderna e si indicano i paradossi sopra accennati e il loro togliemento.. Certamente niente è fuori discussione, ogni concetto ed idea umana può essere decostrutta. La cosa importante è conoscere i presupposti sui quali si basa un determinato sistema, i paletti entro i quali esso rimane valido. Un'altra cosa però è mettere in questione un sistema perchè non fondato su qualcosa di assoluto. Non vedo l'utilità di un approccio del genere, tranne quello di relativizzare e decostruire.
Se per una persona i criteri scientifici sono gli unici rilevanti è naturale che essa, per farsi convincere, richieda una dimostrazione scientifica. Essere scettici verso affermazioni che non sono falsificabili e non sono soggette ad un meccanismo di controllo empirico mi sembra una posizione ragionevole. Poi dipende certamente dal punto di vista individuale.Il principio di non contraddizione non è un presupposto, è un principio non trascendibile che è ben altra cosa. Ho detto esplicitamente che il teorema di creazione è introdotto dai medievali al fine di salvaguardarlo, sicchè è da stolti pensare di confutare il creazionismo dicendo che non è inferibile a partire dai criteri scientifici di conoscenza della realtà: anzitutto perchè non sono categorici ma congetturali e in secondo luogo perchè essi stessi dipendono da quel principio che rischierebbero di mettere in dubbio negando il creazionismo - questo a prescindere dal fatto che il creazionismo sia effettivamente una soluzione, come credevano i teologi, io ho ottimi motivi per dichiararne l'insostenibilità ma ciò non va a favore delle tesi evoluzionistiche.
Il gatto di Schrödinger non è mai stato osservato, eppure questo esperimento mentale è stato usato per dimostrare che l'interpretazione corrente della meccanica quantistica era incompleta. Oppure, per citare un altro celebre esperimento mentale, il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen ha portato a postulare un effetto che solo molto tempo dopo è stato dimostrato anche mediante un esperimento reale. Entrambi gli esperimenti mentali erano e sono falsificabili. Perciò non sono d'accordo con l'equazione falsificazionismo=empirismo. La falsificazione é un metodo, e come tale può essere applicata in contesti diversi, proprio come il darwinismo, una teoria che non è legata esclusivamente alla biologia, ma ha trovato applicazione anche in discipline come la sociologia, l'antropologia, e altri studi culturali.Infatti non ho detto che falsificabilità sta in equazione con empirismo, l'atteggiamento empirico di Hume e Wittgeinstein ha decretato la fine stessa della scienza come sapere universale, mentre residui di oggettività permangono ancora nell'atteggiamento popperiano. Se poi con gli esperimenti mentali credi di poter dire che essi si possano esimere dall'osservazione stai negando la base stessa del falsificazionismo, che è il riferimento all'esperienza.


credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando in un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing (cit.)
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.




Ultima modifica di Cristo; 31-12-09 alle 14:20
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.


Signori, per parlare di contraddizioni bisogna anzitutto saperle riconoscere! Mi invitavi a criticare la solidità dei contenuti, ho ribattuto che non vi sono contenuti da criticare: nel momento in cui si contesta il metodo che li ha partoriti va da sè che essi stessi sono automaticamente discutibili, così come un ragionamento può filare per coerenza ma esser fragile al punto di partenza. E allora non si dubiterà certo del suo rigoroso dispiegarsi, si dubiterà che esso abbia qualcosa di vero da dire e non si parli piuttosto delle favole di cui son maestri i poeti.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

