







Bravo, "tu" dormi sonni tranquilli, e vuoi estrapolare questa eccellente condizione a livello universale.
Ma tu sei un atomo che passa, e premono gli altri, quelli venuti dopo, che vogliono pure loro avere una vita nel benessere, "tranquilla".
Il tuo modello è il "tuo".


Si. La produzione nucleare dovrbebe essere aperta anche ai privati.


No.
Il privato non farebbe la cenrale nucleare per risolvere un problema strategico della comunità, ma la farebbe per trarne il massimo del profitto, come da atto costitutivo.
Ne conseguirebbe che lo Stato venderebbe l'energia elettrica "al costo" (come direbbe il buon liberale Camillo Benso Conte di Cavour) e quindi a 10/20 € a MWh.
Il privato venderebbe l'energia elettrica ai "prezzi di mercato", che sono riferiti a livello internazionale a quelli petroliferi, e quindi a 90/100 €/MWh.
Il privato la centrale nucleare la può costruire, la può gestire, ma non può "fare il prezzo", se no è perfettamente inutile fare la centrale nucleare.
Io che sono nuclearista se mi vieni a dire una cosa del genere divento contrario e la centrale non la voglio più, non me ne frega proprio niente di ingrassare gli azionisti o di rispettare le ortodossie ideologiche.
Il nucleare si fa se serve a tutti, se no non si fa.


Perchè..?
Le varie centrali nucleari costruite entrerebbero in concorrenza a chi fa il prezzo più basso..ci sarebbe lotta..tagli agli sprechi..al personale..alla sicurezza..
Non credo che negli USA le centrali siano al servizio dei prezzi fissati dallo stato..in barba agli interessi economici di chi la gestisce...
in Russia forse si..ma non credo che la tendenza sia vendere al costo....Lo stato dovrebbe intervenire a finanziarla..ma i guadagni dovrebbero essere rigorosamente privati..
Almeno mi sa che sia questa l'idea di Casini..Bondi..Berlusconi..Feltri ..e compagnia cantante..
Domanda a Ronnie..e vedrai se accetta il prezzo politico...![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Il prezzo politico sarebbe quello di mercato, perchè è fatto dai cartelli petroliferi.
Il mio invece sarebbe di mercato, perchè formato dai costi, una giusta remunerazione del capitale investito, e un equo profitto.
Il mondo a volte è complicato e va gestito secondo l'interesse comune.
Per comune intendo tutti.


Con questi principi lo stato farebbe bancarotta...più di quanto già lo stia facendo..
Il nucleare ha costi enormi di costruzione..e sicurezza..data ai militari..che paghiamo noi..
Se il privato non ci guadagna..non parteciperà all'affare..che sarà gestito solo dallo stato..che sarà in rimessa cronica..fino al fallimento..
Un controllo politico dell'economia a questi livelli..è possibile solo nel comunismo o nel fascismo..che non ci sono più..e l'evoluzione del liberalismo..passa per l'economia stazionaria..e non di crescita..
perchè alle forze liberali..non sarà consentito di inquinare impunemente..
e solo le fonti rinnovabili consentono un guadagno giusto e moderato..da non creare plusvalore..insomma..e decretare così la fine del capitalismo..che..utile per avere creato la tecnologia..adesso non serve più...ma ci sta conducendo a sbatacchiare nel muro di inquinamento e penuria di fonti fossili che esso stesso ha creato con la crescita dissennata..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


in concorrenza perfetta i prezzi sono i costi+il profitto normale, l'extraprofitto è invece la regola non in concorrenza perfetta, confermo in termini di economia classica quanto detto da grifo però in termini di economia austriaca non è così, non si può distinguere profitto ed extraprofitto ed è quella la mia scuola.
la soluzione non è produrre a prezzo di costo, cosa impossibile perchè lo stato ha costi più alti dei privati e crescenti in media (burocrazia), statalizzando ma deregolamentare il mercato della produzione dell'elettricità per portarlo il più vicino possibile alla condizione di libertà massima alla quale corrisponde il prezzo più vicino possibile a quello di concorrenza perfetta
se poi il problema è il petrolio si consideri che il nucleare è sganciato dal petrolio quindi non lo segue, semplicemente si deve accettare che il mercato ci metta "la vita media degli impianti già costruiti e non ancora ammortati" a fonte fossile per pianificare la loro sostituzione con centrali nucleari... per tamponare il problema nel frattempo basta sterilizzare le tasse sul consumo elettrico ribassandole tanto quanto sale il prezzo del petrolio. L'extraprofitto pagato con soldo pubblico dei produttori nucleari costituirà così una accelerazione per loro nell'accumulo dei capitali necessari ad espandere le loro quote di mercato a danno dei produttori fossili e quindi sarà un intervento di incentivo pubblico market oriented verso la riduzione del costo medio di generazione la quale alla lunga si verificherà senza alternative come conseguenza diretta dell'utilizzo di centrali nucleari in vece delle altre, è il solo modo per ridurre il problema dell'isteresi del costo medio di generazione
Così si ottiene lo stesso risultato che vuole grifo evitando metodi comunistici per perseguirlo, i quali hanno sempre spiacevoli effetti collaterali.
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale