Hanno ricorso perchè (come al solito chi stà con lo zoppo...!) i giudici che avevano dato ragione a noi, ERANO GIUDICI ROSSI!!!!Originariamente Scritto da LUCIO


Hanno ricorso perchè (come al solito chi stà con lo zoppo...!) i giudici che avevano dato ragione a noi, ERANO GIUDICI ROSSI!!!!Originariamente Scritto da LUCIO
Ciceruacchio


L'unica alternativa politicamente praticabile, a questo punto, sarebbe la Rosa nel Pugno. Di Pietro ci cerca solo perché il suo partito elettoralmente è lungo una china discendente. Secondo me a livello locale accordi si possono anche fare, ma secondo me molto meglio la Rosa nel Pugno di Di Pietro.
Comunque credo che sia normale che la situazione sia molto in movimento in una fase come questa. Certo, vorremmo tutti di più, ma credo che la sfiducia sia accentuata dal modo criticabile in cui è gestito il partito, dal fatto che manca una vera organizzazione, anche se in sedicesimo.


Caro Jan,
sembra che siamo stati ancora una volta "Gabbati" ora la palla è passata a Prodi. Speriamo.
Mi sembra strano che non ci sia cautelati tenendo aperte le trattative. In politica non so quanto paghi l'onestà di intenti. Ma per il perbenismo che (anche se deriso) continuiamo a professare, sono d'accordo nell'essere sempre per bene. Non saremmo degli idealisti sennò!!!
Fra gli Italiani, persone per bene ce ne sono tante ancora. Il fatto che ci condiziona è che non riusciamo a farci conoscere da tutti questi!!!
La miglior difesa e l'attacco!!! Andiamo da soli e mobilitiamoci a raccogliere le firme necessarie. Ma che ce lo dicano per tempo, diamine!!!!!
Ciceruacchio


Il problema dell'Italia dei Valori è che è un partito personale e l'uomo ha una caratura politica e culturale di scarso peso. Tuttavia il consenso che raccoglie, legato alla fiducia verso ciò che ha fatto durante Tangentopoli ed alla corrispondente sfiducia verso il sistema dei partiti, individua un'area politica e di valori (legalità, onestà...) compatibile con la nostra. Altrettanto compatibile, anche se per aspetti diversi (laicità...) è la rosa nel pugno. Compatibilità che, in termini di alleanza stretta (anche solo elettorale), non esiste con i comunisti italiani, così come non esiste per i verdi (più che altro perchè appaiono come comunisti con patina ecologica).Originariamente Scritto da Ronald
Se non fosse che il tempo materiale non esiste, servirebbe una specie di Ulivo dei "piccoli", in cui far confluire anche la realtà dei Cittadini per l'Ulivo e delle liste civiche.
Saluti
Raniero


Caro Ciceruacchio,Originariamente Scritto da Ciceruacchio
secondo me andare da soli è perfettamente inutile. A parte la difficoltà nel presentare le liste (e vorrei sottolineare che, ancora una volta, il nazionale latita nel fornire qualunque informazione, circa tempi, numero e modalità di raccolta delle firme, come se al termine mancassero mesi invece di dodici giorni; e io mi guardo bene dall'andare a cercarle IO le informazioni, perché è ora che dal nazionale giungano non soltanto ukaz, ma anche informazioni e supporto), che senso avrebbe contribuire soltanto ad una dispersione di voti?
No: bisogna avere alleati. In politica le alleanze sono importanti, per un partito come il nostro ancora di più. Secondo me non serve a niente sbraitare perché "non ci hanno dato". Io non mi alleerei mai con un partito che oscilla tra la lode sperticata e l'attacco veemente, senza peraltro avere la forza per comportarsi di conseguenza. Forse è anche per questo che siamo malvisti e che tendono sempre a farci fuori.
La lista DS-Margherita è inaccettabile per noi? Non ho assistito all'intervento di Boselli al nostro congresso, ma mi dicono che sia stato improntato alla massima disponibilità nei nostri confronti.
O andiamo con DS-Margherita e prendiamo quel che ci danno, oppure, se quel che ci danno o le condizioni alle quali ce lo danno sono inaccettabili o umilianti, si percorre una strada alternativa finché si è in tempo. A mio parere è stato un errore scoraggiare la presentazione al congresso della mozione alternativa favorevole all'alleanza con i radicalsocialisti, perché una mozione del genere interpreta stati d'animo presenti nel partito, perché gli iscritti avrebbero sentito il partito come LORO, un partito nel quale si vota e si partecipa alle decisioni, sebbene da posizioni di minoranza, e perché si sarebbe inviato un segnale ai nostri alleati, un segnale di tipo non meramente opportunistico: avremmo detto loro "guardate che, se proprio non ci volete, tenteremo un'altra strada compatibile con la nostra tradizione politica", ciò che Di Pietro è molto meno (e su questo la penso come Raniero).
Che le intenzioni di DS e Margherita nei nostri confronti fossero di questo tipo, e che Prodi non sarebbe stato in grado di garantirci, era una possibilità della quale dovevamo essere consapevoli da tempo, visto quanto accaduto alle regionali (sbattuti fuori da tutti i listini) e le dichiarazioni dei primi di dicembre. Ora vedremo cosa accadrà, ma presentarsi da soli non serve a niente se non a fare i rompiscatole, come del resto non servì nel 2001 qui nelle Marche e come non è servito a Di Pietro su scala nazionale sempre nel 2001.
Le decisioni, però, devono essere CONDIVISE e non semplicemente RATIFICATE.
Le decisioni si prendono tutti insieme, secondo regole certe che devono essere fatte rispettare, in un clima aperto e non intriso di sospetti. In un partito sulle scelte politiche si deve votare, i presupposti di queste scelte devono essere comunicati agli iscritti e la gestione deve essere trasparente. Se così non è, militare in un partito non ha alcun senso e un partito si trasforma in un comitato elettorale.
Da mesi ci siamo limitati a fare non politica, ma solo (e non anche) tattica. Non ci si è preoccupati di valorizzare le energie migliori presenti nel partito (siamo un partito piccolo, ma di gente seria, qualificata e con voglia di fare nel nostro partito ce n'è, e anche tanta) e di stimolare la discussione; anzi, si è fatto l'esatto contrario.
Ora raccogliamo i frutti di questo modo di fare, perché le elezioni, come le gare sportive, sono il momento in cui si raccoglie quel che è stato seminato prima; e c'è ben poco da lamentarsi se questi frutti sono magri e anche amari.


Aggiungo che, per quanto mi riguarda, sono profondamente sconcertato, e da tempo, da quanto avviene e mi chiedo sempre di più se valga la pena di continuare.


Jan, condivido alla lettera.Originariamente Scritto da Jan Hus
Gli errori commessi sono stati innumerevoli, e su molti fronti, interni ed esterni.
Quello che mi sconcerta di più, però, è la perseveranza cieca. Cosa che mi suggerisce il fatto che non si tratta di incapacità e di miopia (o almeno non solo di quelle), ma piuttosto di un cinico calcolo. Quando si considera il movimento come cosa propria, al punto di decidere deliberatamente di intestarlo a se stessi, e di chiamare i dirigenti i propri "collaboratori", allora siamo stati beffati per anni. Abbiamo creduto di militare in un partito repubblicano, e ci siamo ritrovati invece, come hai ben scritto, nel "comitato elettorale" di una sola persona.
Aspettiamo le elezioni, poi spetterà a tutti noi repubblicani ricominciare daccapo.


Caro Jan, non ti abbattere. Pensa a cosa è successo dopo Tangentopoli. C'è stato un abbandono di massa dei partiti, con il risultato che sono rimasti nelle mani dei soliti noti. Bisogna tenere il campo e ragionare. Non penso che ci sia malafede. E' che è molto più semplice decidere in proprio. Inoltre, se tra i propri dirigenti politici, nessuno fa l'"Avvocato del Diavolo" il grave errore è sempre dietro l'angolo. Un forum riservato potrebbe aiutare per favorire decisioni condivise, così come sposare un atteggiamento culturale che veda il dissenziente come una preziosa risorsa e non un rompiscatole da zittire. Potrebbe anche essere utile prevedere per Statuto un limite temporale per chi ricopre cariche importanti nel Partito, in modo da evitare pericolose fossilizzazioni ed appiattimenti plebiscitari.Originariamente Scritto da Jan Hus
Saluti.


E' vero. Infatti in diversi, al Congresso, siamo rimasti male.Originariamente Scritto da Jan Hus


Originariamente Scritto da Raniero
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