
Originariamente Scritto da
Jan Hus
Caro Ciceruacchio,
secondo me andare da soli è perfettamente inutile. A parte la difficoltà nel presentare le liste (e vorrei sottolineare che, ancora una volta, il nazionale latita nel fornire qualunque informazione, circa tempi, numero e modalità di raccolta delle firme, come se al termine mancassero mesi invece di dodici giorni; e io mi guardo bene dall'andare a cercarle IO le informazioni, perché è ora che dal nazionale giungano non soltanto ukaz, ma anche informazioni e supporto), che senso avrebbe contribuire soltanto ad una dispersione di voti?
No: bisogna avere alleati. In politica le alleanze sono importanti, per un partito come il nostro ancora di più. Secondo me non serve a niente sbraitare perché "non ci hanno dato". Io non mi alleerei mai con un partito che oscilla tra la lode sperticata e l'attacco veemente, senza peraltro avere la forza per comportarsi di conseguenza. Forse è anche per questo che siamo malvisti e che tendono sempre a farci fuori.
La lista DS-Margherita è inaccettabile per noi? Non ho assistito all'intervento di Boselli al nostro congresso, ma mi dicono che sia stato improntato alla massima disponibilità nei nostri confronti.
O andiamo con DS-Margherita e prendiamo quel che ci danno, oppure, se quel che ci danno o le condizioni alle quali ce lo danno sono inaccettabili o umilianti, si percorre una strada alternativa finché si è in tempo. A mio parere è stato un errore scoraggiare la presentazione al congresso della mozione alternativa favorevole all'alleanza con i radicalsocialisti, perché una mozione del genere interpreta stati d'animo presenti nel partito, perché gli iscritti avrebbero sentito il partito come LORO, un partito nel quale si vota e si partecipa alle decisioni, sebbene da posizioni di minoranza, e perché si sarebbe inviato un segnale ai nostri alleati, un segnale di tipo non meramente opportunistico: avremmo detto loro "guardate che, se proprio non ci volete, tenteremo un'altra strada compatibile con la nostra tradizione politica", ciò che Di Pietro è molto meno (e su questo la penso come Raniero).
Che le intenzioni di DS e Margherita nei nostri confronti fossero di questo tipo, e che Prodi non sarebbe stato in grado di garantirci, era una possibilità della quale dovevamo essere consapevoli da tempo, visto quanto accaduto alle regionali (sbattuti fuori da tutti i listini) e le dichiarazioni dei primi di dicembre. Ora vedremo cosa accadrà, ma presentarsi da soli non serve a niente se non a fare i rompiscatole, come del resto non servì nel 2001 qui nelle Marche e come non è servito a Di Pietro su scala nazionale sempre nel 2001.
Le decisioni, però, devono essere CONDIVISE e non semplicemente RATIFICATE.
Le decisioni si prendono tutti insieme, secondo regole certe che devono essere fatte rispettare, in un clima aperto e non intriso di sospetti. In un partito sulle scelte politiche si deve votare, i presupposti di queste scelte devono essere comunicati agli iscritti e la gestione deve essere trasparente. Se così non è, militare in un partito non ha alcun senso e un partito si trasforma in un comitato elettorale.
Da mesi ci siamo limitati a fare non politica, ma solo (e non anche) tattica. Non ci si è preoccupati di valorizzare le energie migliori presenti nel partito (siamo un partito piccolo, ma di gente seria, qualificata e con voglia di fare nel nostro partito ce n'è, e anche tanta) e di stimolare la discussione; anzi, si è fatto l'esatto contrario.
Ora raccogliamo i frutti di questo modo di fare, perché le elezioni, come le gare sportive, sono il momento in cui si raccoglie quel che è stato seminato prima; e c'è ben poco da lamentarsi se questi frutti sono magri e anche amari.