Originariamente Scritto da Saloth Sâr
Finalmente un fascio non critico a priori...![]()
Originariamente Scritto da Saloth Sâr
Finalmente un fascio non critico a priori...![]()


Stalin? Non fa parte della storia della rivolta degli uomini in vista della conquista della loro libertà e della realizzazione della comunità umana. Stalin ha voluto fare in pochi decenni quel che la classe borghese aveva fatto in tre secoli in Europa. Ha sacrificato la grande nazione russa alla demonia della produzione e dello statalismo. Merce e Stato sono le due gambe dell'oppressione anti-umana. Stalin è un concentrato mistificato di capitalismo novecentesco. È dunque una figura certo da prendere in considerazione, ma da un punto di vista critico.
L'elaborazione teorica del comunismo passa attraverso una critica radicale dello stalinismo.


Originariamente Scritto da orkonner
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Mi dispiace ma ti stai sbagliando di grosso. Da anticomunista devi dire la tua, è vero, e ti è concesso. Ma non è detto che ciò che dici corrisponda a realtà.
E non sono io a dirtelo. Ma è la storia. E se potessi meditare un pò di più sulle fonti storiche, ed approfondire un pò di più il personaggio di cui si parla, ti renderai conto che ciò che hai espresso corrisponde niente meno che a pura propaganda ideologica anticomunista, senza una base di solida realtà.
Mi dispiace ma "l'elaborazione teorica del tuo comunismo, che passa attraverso la critica dello stalinismo" altro non è che anticomunismo puro.
Già. Anche Bertinotti e Cossutta, con i loro microstupidi partiti che hanno rotto con l'esperienza staliniana, altro non sono che dei partiti puramente socialdemocratici, reazionari ed anticomunisti.
La tua "elaborazione" è una elaborazione tarata in partenza; un aborto di comunismo destinato ad appassire prima ancora di nascere.
Stalin non ha sacrificato la grande nazione russa anzi, da ultra povera l'ha resa seconda potenza mondiale. L'industrializzazione ha portato grande benessere a tutto il popolo russo. Documentati.
Quello che dici sull'oppressione merce-stato è esisitito, sì. Ma sotto Kruscev, Breznev e Gorbacev, che dovrebbero essere tuoi amici, visto che erano antistalinisti ed anticomunisti.
Historia magistra vitae.


Jeckyll, hai perfettamente esemplificato la forma mentis staliniana: insulti, falsificazioni, lingua du legno, calunnie, processi di coscienza e cosi via.
Cosi che io, criticando il tuo adorato Santo Padre dei Popoli (deportati in Siberia) Stalin, sarei diventato anti-comunista? Veramente mi fai piangere dal ridere, ma mi viene anche la voglia di piangere davvero pensando al male che gente dell tuo stesso pessimo valore ha inflitto al comunismo e alla guerre per la libertà.
Ma affinché le cose siano chiare voglio precisare subito che io, con il Bertinotti e compagnia, non ho asssolutamente niente da vedere. Su questo punto ti rimando agli scritti di un qualcuno che forse non conosci - si chiama Costanzo PREVE. Mi racommando.
Riguardo adesso a l'opera di Stalin, si vede bene cosa ci distingue. Tu ritieni positivo il fatto che la Russia, da un modo di produzione feodale sia passata ad un modo di produzione industriale capitalista. Dunque sei un materialista nel senso peggiore del termine, nel senso che ritieni che la storia sia un strada da perseguire a senso unico, e che il suo camino passa necessariamente attraverso la fase capitalista industriale.
Su questo punto ti rimando alla lettera che scrisse non Stalin, ma qualcuno di molto molto più intelligente di lui - forse non lo conosci neanché questo, si chiama Karl MARX, mi racommando eh? - alla sua lettera dunque che scrisse alla signora Vera Zassoulitch.
Ma forse in Italia, appunto a causa del peso del stalinismo, non è mai stata pubblicata l'importantissima lettera di MARX a Vera Zassoulitch. E questo spiega forse in parte perché il sedicente "comunismo" di partito italiano è sceso cosi in basso.
Riguardo alle lezioni della storia credo veramente che da te non ne ho alcuna da ricevere. Dire che l'industrializzazione porto benessere al popolo è una cosa vergognosa. L'industrializzazione porto benessere al capitale, questo si, e anche ad una nuova classe opposta al popolo, la classe dei DISTRIBUTORI BUROCRATICI di qui abbiamo, nella persona di Guardia Arruba, un buon rappresentante su questo forum.
Per il popolo invece, la messa al lavoro industriale rappresento un intensificazione della sua alienazione, e la costruzione della dominazione reale del capitale sulla loro vita.
Originariamente Scritto da orkonner
Ti parlo da critico del comunismo, materialisticamente inteso, quindi in un certo senso anche da antistalinista, seppur non metto totalmente in discussione la figura di Stalin.
A mio avviso il Socialismo sovietico (non parliamo di comunismo perchè il comunismo come lo intesero marx e engels non è ancora esistito), svuotato del senso puramente industrialista e produttivista (che in un certo senso lo fa assomigliare al capitalismo, tradotto in senso statalista) senza ombra di dubbio, e quindi piu' simile alla visione nazionalbolscevica, che vuole tradurre il socialismo in idelogia dello spirito e della gerarchia, puo' essere ridiscusso meglio di quanto la storia ne parli.
Tu probabilmente, dai discorsi che fai, si evince che sei anarchico, bene io ti chiedo: che cosa ha fatto di pratico il pensiero anarchico nella civiltà umana? l'anarchia è perdurata per il periodo in cui l'uomo era nella forma primitiva, e dopo? dopo è arrivata la civilizzazione, la gerarchia, l'autorità, il denaro. Ok, possiamo stare qui a discutere sulla reale validità di tutti questi elementi, ma diversamente come si poteva organizzare l'umanità? Il socialismo, senza dubbio, ha commesso i suoi gravi errori; il piu' grosso sta nel considerare gli individui tutti uguali , poichè l'eguaglianza nella ricchezza (o nella miseria) puo' esistere, ma non esiste un'eguaglianza nello spirito o nella mente.
Gli errori di Stalin sono stati tanti, ma da un punto di vista economico e nazionalitario, è stato tra i pochi a riuscire a dare una dignità al proprio popolo ed alla propria causa.


Stalin è riuscito,grazie ai suoi "piani di lavoro",a far lavorare fino alla morte + di 14 milioni di persone... Ricordiamoci i gulag...
ciao compagni....


Senti Runes, dove hai visto che sono anarchico? Ho molto rispetto per gli anarchici, almeno quelli che conosco e frequento, ma con loro ci sono disaccordi profondi e credo insolubili.
Secondo: quella di Stalin che da "dignità" al popolo è una menzogna odiosa di cui dovresti vergognarti profondamente. Ma non voglio tornare sull'argomento e poi in questa sede voglio fare teoria comunista e non corsi di storia, di qui vedo purtroppo che hai grande bisogno - come tanti altri italiani e europei in generale.
Prova comunque a leggere Boris Souvarine, che ti farebbe tanto bene.


quotoOriginariamente Scritto da Dr. Jeckyll
SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!


Ogni volta che ti leggo aumenta sempre più in me la convinzione che tu sia solo un povero psicopatico. Fatti curare. Urgentemente.Originariamente Scritto da orkonner
Il tuo distributore burocratico.
SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!


Credo che si siano almeno due equivoci quando si parla di Stalin. Il primo è relativo al patriottismo. Il secondo al materialismo.
Quando si parla di materialismo dal punto di vista marxista si intende due tipi di teorie il materialismo dialettico e quello storico. Queste teorie non hanno nulla che vedere con ciò che volgarmente si chiama materialismo e cioè il consumismo e il disprezzo per la spiritualità nel suo senso alto e anche laico del termine. Questo è un grosso equivoco. Il comunismo si batte, nei programmi dei suoi fondatori, per una più alta civiltà spirituale.
Il materalismo dialettico, soprattutto nell'accezione di Engels, sarebbe una teoria di tipo epistemologico o come si diceva un tempo gnoseologico che indaga da dove vengono le nostre conoscenze.
Il materialismo storico è una sorta di fliosofia della storia che in qualche modo relativizza le epoche storiche e unita a una teleologia di tipo hegeliano spiega perchè, in base alle contraddizioni del capitalismo, il comunismo sarebbe inelluttabile.
Per Marx, a differenza di Kant, non esiste una Ragione assoluta immutabile nello spazio e nel tempo bensì la Ragione è relativa ad ogni epoca storica che si è succeduta e che Marx individua nei vari sistemi di produzione (schiavistico, feudale ecc)
Personalmente non credo che ci sia molto da salvare del materialismo dialettico se non la dialettica come una delle tante idee per fare scienza.Del materialismo storico salverei invece il relativismo insito nella teoria senza però l'apparato teleologico.
Sul patriottismo bisogna dire che in Russia attualmente si è in pieno revival staliniano. Il 50% dei russi pensa che Stalin sia la più eminente fiigura del XX secolo e il 67% rimpiange l'URSS (a comninciare da Putin che dice che sciolgliere l'URSS fu un errore). Molta gente in Russia e nei paesi ex sovietici si sente più sovietica che non russa, ukraina, azera ecc. Ma non tutti intendono Stalin nello stesso modo.
C'è una parte che che vede in Stalin la continuità con la russia immortale, inosmma una specie di zar, difensore del panslavismo di Mosca come Terza Roma, difensore del'ortodossia, questo spiega perchè si vedano popi ortodosse con ritratti di Stalin. Invece i comunisti sottolinenano la rottura piuttosto che la continuità. L'URSS divenne grande perchè ruppe con il passato zarista. Naturalmente i comunisti di Zhuganov ad esempio non sono degli stalinisti atemporali. Collocano Stalin nella sua epoca e hanno ovviamente anche un giudizio più che critico soprattutto sull'URSS della stagnazione brezneviana.
Quello che passa per nazionalismo di Stalin in realtà ha ben poco a che vedere con le teorie della stirpe, del sangue e della razza. Stalin paragonava i razzisti e sciovinisti ai cannibali.
Il patriottismo staliniano era di origine giacobina. I giacobini in effetti sono i padri del patriottismo moderno. Il loro era un patriottismo della costituzione, un patriottismo di cittadinaza. Non inporta che tu sia bretone, corso, basco, che tu sia cattloico, ebreo, protestante o ateo l'importante e che tu sia per la libertà, l'egualianza, la fratellanza. Allora sarai un patriota francese. All'inizio dell'Ottocento il termine patriota in Europa indicava semplicemente che uno era un rivololuzionario che voleva fare come la Francia.
Nulla di più lontano dal nazionalismo imperialista e razzista dei vari fascismi.
Stalin inoltre considerava lo zarismo responsabile della debolezza della Russia.
Ma è chiaro che oggi in Russia vedono in lui il vincitore della Grande Guerra Patriottica, colui che ha fatto grande la Russia che ora conta come il due di briscola.
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