Non attendere che Dio su di te discenda
E ti dica “ sono ”
Senso alcuno non ha quel Dio che afferma
L’onnipotenza sua.
Sentilo tu nel soffio, onde Egli ti ha colmo
Da che respiri e sei.
Quando non sai perché t’avvampa il cuore:
è Lui che in te si esprime
Sono le parole di Rainer Maria Rilke, poeta austriaco nato a Praga nel 1875 e morto nel 1926 in Svizzera.
Esse abbozzano il ritratto di un Dio “povero” , che non ama l’incombere solenne di un imperatore onnipotente , che non irrompe tempestoso proclamando una presenza che umilia e impaurisce.
Il pensiero corre all’epifania vissuta dal profeta Elia al Sinai-Horeb allorché Dio , scartati i segni del fulmine , della tempesta e del terremoto , ricorre al mormorio dolce di un vento leggero o , come dice l’originale ebraico, a “una voce di silenzio sottile” (1RE 19,12).
Il Dio cantato da Rilke è quello che scopri nel tuo respiro : Egli te l’ha donato nella creazione e , in più , all’uomo ha assegnato un altro “spirito” , il respiro della sua stessa vita per cui noi possiamo chiamarlo ABBA’ , cioè BABBO,PADRE . Il legame tra Dio e la creatura umana è perciò intimo e dolce e sta alla nostra libertà coltivarlo e non infrangerlo.
Dio , dunque, ci sarà sempre accanto , anzi sarà in noi e con la sua grazia cercherà di farci fremere d’amore , “avvampando il nostro cuore” . Il volto di questo Dio , ben lontano dalle divinità pagane , è il volto dell’Uomo
Cristo Gesù