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  1. #31
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    il c.d. vangelo di GIuda è uno scritto gnostico, e come tale non possiamo dargli alcun valore: gli gnostici infatti vedevano la figura di Gesù come un maestro che pian piano rivelava dei "segreti" ai disceppoli, illuminandoli lentamente sui segreti che egli conosceva.

    in questo nuovo c,d, vanbgelo, Giuda è raffigurato appunto come il discepolo cui Gesù dà la massima illuminazione e cui dà lncarico di tradirlo per "farmi uscire dal corpo che mi imprigiona", che è una tipica espressione gnostica.

    sant'Ireneo vescovo di Lione nell'anno 180 d.C. già aveva definito questo testo come eretico, e tale è anche l'interpretazione che ne do (nel mio modesto) io, e che ne dà ovviamente la Chiesa.

    per riassumere, il c.d. vangelo di Giuda è una "teologia" su Gesù, ossia non ne descrive la vita come fosse una cronaca, bensì descrive alcune fasi e soprattutto il presunto messaggio di Gesù, messaggio che però non è di Gesù ma dei medesimi gnostici.
    ha quindi un valore culturale perchè ci arricchisce la comprensione del pensiero gnostico, ma dal punto di vista religioso è privo di alcun valore.

  2. #32
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Citazione Originariamente Scritto da Diaspro
    Cogito ERGO Sum

    La tua fede è giusto che la vivi privatamente, imponendola a te stesso, ma quando si discute su tematiche storiche, antropologiche e di ricerche e scoperte scientifiche, la fede è antitetica.
    leggi cosa dice il Vaticano I sul rapporto fede-ragione, o la "fides et ratio" di Giovanni Paolo II.

    la fede non è antitetica alla ragione, bensì è la CHIAVE per usare rettamente la ragione e interpretare ciò che con la ragione assorbiamo.

    oltretutto, parlando di vangeli non si può separare il Cristo storico dal Cristo predicato, e ilC risto predicato dal Cristo creduto, come dice efficacemente Kaesemann con la II ricerca.

  3. #33
    SACERDOTE DI ISIDE
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    Ma, non considero le encicliche verità assolute.

    Le parole dei Papi le considero Parole, Opinioni, non verità carnali.

    Secondo me la fede può camminare vicino alla ragione ma è necessario che la fede evolva e si sviluppi, all'evolversi e allo svilupparsi della ragione. Altrimenti dovremmo rimanere alla negazione della verità razionale di Galileo alla quale fu obbligato ad aderire dal Sant'Uffizio...

    Quindi dovremmo ancora aver fede che la terra è al centro dell'universo?

  4. #34
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    il concetto di "evoluzione" è sbagliato, perchè non esiste una evoluzione o un progresso. la verità non si evolve: 2 + 2 farà sempre 4 ieri, oggi e domani.

    avere la ragione senza avere la fede è come avere uno strumento e non avere le cognizioni tecniche per usarlo: lo strumento diventa inutile o dannoso perchè viene usato in modo errato.

  5. #35
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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Il Vangelo di Giuda?
    Conosciuto da 1800 anni
    di Vittorio Messori
    No, non dovremo riscrivere le origini del cristianesimo; e la fede dei credenti non andrà in crisi per la pubblicazione di un frammento del cosiddetto “vangelo di Giuda“. Per dirla subito, la clamorosa presentazione a Washington, davanti alla stampa mondiale appositamente convocata, è soprattutto un’operazione economica e, probabilmente, anche ideologica. Storia e teologia c’entrano poco, gli specialisti veri sono al massimo incuriositi, non certo frementi di eccitazione per una “novità” che non è tale e che, essi, già conoscevano. Magari da più di 1800 anni, visto che fu verso il 180 che Ireneo, vescovo di Lione ma greco e gran conoscitore del Medio Oriente, compose il suo Contro le eresie. In esso scrive, tra l’altro: <<Dicono che Giuda conosceva tutte queste cose e proprio perché egli solo conosceva tutta la verità più degli altri, compì il mistero del tradimento. Presentano queste invenzioni chiamandole il vangelo di Giuda>>. Coloro che così insegnavano erano gnostici di una setta detta dei “Cainiti“: proprio da Caino, venerato assieme al Serpente che tentò Eva, a Cam, ai Sodomiti, a Esaù e, appunto, a Giuda. Insomma, tutte le figure negative delle Scritture giudeo-cristiane. Ponendosi simili maestri, i Cainiti giustificavano ogni genere di oscenità e di delitti.
    Operazione economica, dunque, quella dell’altro ieri, visto che il National Geographic Magazine è tra i periodici più redditizi del mondo, con edizioni in molte lingue, italiano compreso. La sua sponsorizzazione per la traduzione e la pubblicazione del papiro trovato tra le sabbie egiziane non è certo disinteressata. Milioni di dollari verranno dall’aumento delle vendite in edicola, dall’acquisto del volume che sarà proposto in combinata col giornale, dal documentario comprato già da molte televisioni. Senza contare l’enorme pubblicità determinata dal fatto che, ieri, i media di ogni continente hanno citato la testata. Non a caso si sono scelti, per il lancio, i giorni che precedono la Settimana Santa, quando in tutta la cristianità risuonerà il nome di Giuda Iscariota e sarà più agevole che si parli di questo suo presunto “Vangelo“. Se è lecito un accenno personale: ieri, per tutta la giornata ho dovuto declinare inviti a partecipare a talk-show televisivi proprio su questa presunta scoperta. E alla mia sorpresa (<<Ma è la settimana dopo le elezioni, non sarete concentrati sui commenti?>>) si replicava che, sì, la politica la farà da padrona, ma l’imminenza della Pasqua impone di inserire in palinsesto qualcosa che la riguardi. Perché, dunque, non questa novità sull’apostolo che tradì?
    Ma il forte odore di soldi ha aleggiato da subito attorno al papiro emerso negli anni Settanta dalla valle del Nilo, uno dei pochi luoghi (assieme al deserto di Giuda, da cui ci viene la biblioteca essenica di Qumràn) dove l’ aridità del clima permetta la conservazione di materiali così fragili. Non è più il tempo in cui pastori beduini cedevano ai mercanti di Gerusalemme e del Cairo giare piene di manoscritti in cambio di poche monete d’argento. Le biblioteche delle università europee, americane, australiane, persino giapponesi, si affrontano in aste memorabili per assicurasi brandelli di manoscritti dei primi secoli cristiani. Come ormai di norma in simili casi, non sono chiare le vicissitudini commerciali di questo “vangelo di Giuda“, ma sembra certo che il lungo rotolo sia stato tagliato in due. Una parte è quella presentata a Washington con il massimo clamore mediatico, un’altra parte sarebbe rimasta in cassaforte: il suo prezzo è destinato a moltiplicarsi, visto l’interesse con cui è stata accolta la primizia.
    Operazione economica, dicevamo, ma probabilmente anche ideologica. Il Codice Da Vinci di Dan Brown è solo l’esempio più fortunato di un filone che, da qualche anno, sembra un fiume in piena. Una pseudo-storia, una fanta-esegesi strizzano l’occhio al lettore, ammonendolo che uno come lui non può essere tanto sprovveduto da accettare il racconto delle Chiese “ufficiali“ –a cominciare da quella cattolica– sulle origini cristiane. Mica è come ce la contano da troppi secoli i preti, che sanno la verità, ma ce la nascondono. Ad esempio, sono disposti a ricorrere all’omicidio piuttosto che a far trapelare i “veri“ rapporti tra Gesù e Maria di Magdala, con le conseguenze che essi hanno avuto sulla storia dell’Occidente. Il che, come si sa, è la tesi centrale di Dan Brown che (come confermano i processi per plagio) non ha fatto altro che mescolare i contenuti di un cocktail stantio che già nel 1988 Umberto Eco metteva in burla -ferocemente quanto inutilmente- nel suo Pendolo di Foucault.
    Se questo, comunque, è ciò che vuole il mercato, come non approfittare di un autentico <<documento segreto>>, di un pezzo di quei <<vangeli apocrifi>> in cui starebbe la verità celata, per ingolosire le masse, spingendole a comprare giornali, libri, vedere film, magari acquistare magliette, berretti, portachiavi ? I Dan Brown hanno ricostruito per voi la figura “autentica“ della Maddalena, altri quella di Pietro, di Simone di Cirene, di Nicodemo, di Gesù stesso: ecco a voi un Giuda come non avreste mai pensato, un amicone, un benefattore, un privilegiato da Dio, altro che lo sciagurato traditore di cui vi hanno sempre parlato quelle Chiese che vi menano per il naso. Carta, anzi papiro, canta...
    La strumentalizzazione ideologica del reperto si è fatta esplicita, alla presentazione di Washington, quando qualcuno ha detto che –con il nuovo, benemerito Iscariota– si taglieranno le unghie all’antigiudaismo cristiano. Questa, ha commentato il quotidiano cattolico, Avvenire, se è vera non è altro che <<una demenziale intenzione di favorire il dialogo con l’ebraismo>>. Demenziale non solo perchè il cristianesimo ha sempre saputo che, se un apostolo israelita tradì, gli altri undici erano israeliti quanto lui, come lo erano i 72 discepoli e le migliaia di primi seguaci. E molti di quegli ebrei, figli di ebrei, preferirono il martirio al rinnegamento. Ma demenziale anche perchè la setta dei Cainiti, da cui viene il frammento, considerava il Dio degli ebrei come il Dio malvagio, in lotta mortale con quello buono, lo gnostico Dio Supremo. Distruggere lo Jahvé delle Scritture era lo scopo finale della storia. E Giuda era da esaltare proprio come campione coraggioso di questa battaglia contro il ripugnante Demiurgo semitico. Insomma, malgrado i furbeschi ammiccamenti al “dialogo“, questo non potrà proprio mettere tra i suoi testi fondanti il papiro offerto in vendita dagli editori americani.

  6. #36
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    VANGELO DI GIUDA: MAGGIONI (BIBLISTA), «NIENTE DI NUOVO. CONTIENE EVIDENTI ERRORI TEOLOGICI»
    07/04/2006
    Il Vangelo di Giuda? “Non racconta niente di nuovo”. Parola del biblista don Bruno Maggioni. “Casomai – dice al Sir - colpisce una certa tempestività nel renderne nota, proprio nell’imminenza della Pasqua, una parte del contenuto”. Secondo quanto riferito ieri a Washington, durante la presentazione, il codice copto riabiliterebbe la figura di Giuda, che non sarebbe “il Traditore” ma lo strumento con cui Cristo raggiungerebbe il suo scopo, liberarsi del corpo terreno per liberare la sua essenza divina. “Questa idea di dualismo, cioè fare in modo che lo spirito si liberi dal corpo” secondo il biblista “non appartiene alla cultura ebraica”.

    “Siamo di fronte ad un testo gnostico, bollato già da Ireneo come eretico, completamente dimentico del fatto che Cristo è venuto sulla terra per condividere la vita dell’uomo sconfitto per far vedere che in Lui non c’è sconfitta. Non è poi la datazione più o meno antica del testo a stabilirne la veridicità. Le varie sètte, infatti, si inventavano testi e religioni che andavano bene per loro. Siamo di fronte ad evidenti errori teologici: nessuno ha obbligato Giuda a tradire. In gioco è la libertà personale dell’Iscariota e la sua comprensione dei fatti del tempo. Credeva che Gesù fosse un Messia diverso”.


  7. #37
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    Ireneo - la vita e le opere


    (Asia Minore 130 - Lione 200), teologo, scrittore cristiano di lingua greca, padre della Chiesa e santo.

    1. Vita e opere - Ricevette un'ottima formazione religiosa, filosofica e teologica in Oriente alla scuola di san Policarpo, di Papia, di Melitone di Sardi e altri. Passato in Occidente, divenne prete della Chiesa di Lione e più tardi vescovo della stessa città. Immenso il valore del suo pensiero e delle sue opere in quanto attraverso Policarpo, discepolo di Giovanni l'evangelista, egli rappresenta la testimonianza vivente della tradizione apostolica, già fortemente impegnata contro il pullulare delle eresie, in particolare lo gnosticismo, di cui I. fu il critico più acuto, valente ed efficace. Delle sue opere sono rimaste: Adversus haereses (confutazione sistematica dello gnosticismo in tutte le sue principali espressioni) e Demonstratio apostolicae praedicationis (sintetica e precisa esposizione della dottrina cattolica).

    2. Pensiero - I. è il primo scrittore che affronta la grande impresa di elaborare una sintesi globale del cristianesimo. Il momento storico che fa da sfondo alla sua opera è segnato da due eventi culturali di notevole spessore:

    a) l'insorgere dello gnosticismo, la prima eresia in possesso di un solido impianto dottrinale che riscuote molte simpatie tra i cristiani più istruiti;

    b) il diffondersi nel mondo pagano del neoplatonismo, una filosofia di vasto respiro, che presentava molte affinità col cristianesimo. Il lavoro teologico di I., sia sul depositum fidei in generale sia sul mistero della Chiesa in particolare, vuol essere una risposta seria a questa duplice istanza culturale. Si tratta in effetti di una risposta polemica agli eretici, volta a criticare gli errori contenuti nello gnosticismo, e di una risposta dialogica col pensiero neoplatonico, del quale I. si mostra disposto ad accogliere alcuni principi generali. Letta in chiave esemplaristica (platonica) la storia della salvezza acquista una considerevole unità: tutta l'economia della salvezza - dal primo giorno della creazione fino al giorno del secondo avvento di Cristo - fa parte dell'unico piano ideale eterno. Perciò appartengono allo stesso piano sia l'antica sia la nuova alleanza e tra le due non si dà affatto quella rottura e quel conflitto preteso dagli gnostici, né la salvezza è un privilegio riservato a pochi intellettuali, come vogliono gli stessi gnostici, ma è un dono che Dio vuole estendere a tutta l'umanità. Nella sua opera Dio vuole perseguire fino alla fine la meta che si è proposto col suo piano eterno di «salvezza»: la manifestazione reciproca di Dio e dell'uomo. Dio non vuole affatto la glorificazione di se stesso a scapito dell'uomo, ma per il suo bene, per la sua salvezza.

    Dopo che il primo incontro dell'uomo con Dio, nel paradiso terrestre, è apparentemente fallito, per qualche tempo il dialogo viene interrotto, ma non a lungo. Dopo il diluvio è Dio che prende di nuovo l'iniziativa per salvare l'umanità, e lo fa in due momenti. Prima proponendo un patto speciale con Israele: l'antica alleanza. Successivamente inviando nel mondo il suo Figlio unigenito per stringere con l'umanità l'alleanza definitiva, e a tal fine con il concorso dello Spirito Santo istituisce la Chiesa. Questa non verrà mai meno e quindi neppure l'alleanza dell'umanità con Dio: come il Signore «ha riempito tutto con la sua venuta, così la Chiesa porta continuamente la nuova alleanza nella storia fino alla fine preannunciata dalla Legge» (Adversus haereses III 18, 7). Grazie alla speciale assistenza che le concede lo Spirito Santo, la Chiesa è il luogo sicuro ed indefettibile della verità: «il suo insegnamento è dappertutto lo stesso, nel tempo e nello spazio; esso è fondato sulla testimonianza dei profeti, degli apostoli e di tutti i discepoli, all'inizio, nel mezzo e alla fine, cioè attraverso l'opera intera di Dio [...] che è ordinata alla nostra salvezza e alla nostra fede.

    Questa fede che noi riceviamo dalla Chiesa, per la quale lo Spirito la ringiovanisce senza soste [...] questa fede è un dono di Dio affidato alla Chiesa, come un principio di vita per tutti i membri. Per questo noi siamo in comunione con Cristo, per mezzo dello Spirito Santo che è garanzia d'incorruttibilità, sostegno della nostra fede, scala per la quale ascendiamo a Dio» (Adversus haereses III, 38, 2).


  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer
    il concetto di "evoluzione" è sbagliato, perchè non esiste una evoluzione o un progresso. la verità non si evolve: 2 + 2 farà sempre 4 ieri, oggi e domani.

    avere la ragione senza avere la fede è come avere uno strumento e non avere le cognizioni tecniche per usarlo: lo strumento diventa inutile o dannoso perchè viene usato in modo errato.

    Condivido. Ma la fede prescinde dalla verità. E la verità prescinde dalla fede. Dipende tutto dal nome che vuoi attribuire alla fede e quindi alla verità. Per quale motivo la tua fede cristiana deve essere più vera della mia fede pagana? Su quale presupposto è possibile dedurlo?

    Io sono del parere che ogni "fede" ed ogni "religione" ha una sua parte di verità! L'errore che attribuisco alla religiosità cristiana e cattolica è quella di essersi imposta come verità assoluta, dando spesso adito a fenomeni di integralismo noti alla storia. I miei "avi" pagani, che sono anche i vostri (non dimentichiamoci il passato) sono stati sterminati senza alcuna pietà ed umanità, (vedi questo link http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=243754) professando poco di religioso e molto di "politica xenofoba" ed omicida. Per quale motivo dovrei dimenticare, far finta di nulla, far finta di non vedere come la religiosità cristiana e cattolica si è evoluta ed accettare una "presunta" verità assoluta, tale perchè scritto su un libro?

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Diaspro
    Condivido. Ma la fede prescinde dalla verità. E la verità prescinde dalla fede. Dipende tutto dal nome che vuoi attribuire alla fede e quindi alla verità. Per quale motivo la tua fede cristiana deve essere più vera della mia fede pagana? Su quale presupposto è possibile dedurlo?

    Io sono del parere che ogni "fede" ed ogni "religione" ha una sua parte di verità! L'errore che attribuisco alla religiosità cristiana e cattolica è quella di essersi imposta come verità assoluta, dando spesso adito a fenomeni di integralismo noti alla storia. I miei "avi" pagani, che sono anche i vostri (non dimentichiamoci il passato) sono stati sterminati senza alcuna pietà ed umanità, (vedi questo link http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=243754) professando poco di religioso e molto di "politica xenofoba" ed omicida. Per quale motivo dovrei dimenticare, far finta di nulla, far finta di non vedere come la religiosità cristiana e cattolica si è evoluta ed accettare una "presunta" verità assoluta, tale perchè scritto su un libro?
    hmm anche la religiosità pagana ha fatto i suoi morti.

    al di la di questo, volevo dirti che tu (imho irrazionalmente) imponi un tuo limite conoscitivo (tuo e nostro di tutti gli uomini) cioè la difficoltà nel poter dimostrare oggettivamente le proprietà di un entità, sull'entità stessa.
    cosa voglio dire.
    voglio dire postuli arbitrariamente e senza averne giustificazioni logiche, che siccome tu e e tizio potete affermare su X, una cosa e il suo contrario senza che nessuno oggettivamente riesca a dimostrare che la sua posizione è vera, allora X è per forza un oggetto indefinito, che è vero o falso a seconda.
    no, questo è irragionevole.
    e questo relativismo irrazionale è uno dei più grossi problemi di uso della ragione della cultura moderna.

    è come se due ragazzini di fronte ad un difficile problema di matematica (e noi uomini siamo come ragazzini ignoranti di fronte al creato) siccome non riescono a trovare, con i loro limitati mezzi, una soluzione univoca, sanciscono senza averlo dimostrato che il problema della maestra non è ben definito.
    che è un atto di presunzione, per non ammettere un nostro limite.

    noi cristiani siamo convinti che il Senso del creato ci sia venuto incontro, indicandoci una Via altrimenti inconoscibile.
    in forza di questo siamo logicamente convinti che questa via sia una Verità oggettiva.
    uno potrà non crederci, ma la posizione è perfettamente logica; è anzi illogico escludere per principio che l'inconoscibile si sia fatto conoscere, rendendo quello che prima era per noi indefinito (per noi, non in se), definito e univoco.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    ....aggiungo che il ciristianesimo nel corso della storia e' stato capace di allontanare da se' la violenza, non solo fisica, che non e' mai appartenuta al messaggio di Cristo...vedi anche il caso di Radio MAria in Polonia e dei richiami della Santa Sede...
    e, aldila' delle violenze perpetrate ai danni di altri essere umani, da esseri umani che del cristianesimo avevano compreso ben poco, ma proprio in quanto esseri umani e non cristiani, il cristianesimo ha anche cercato di ricomprendere senza anatemi il senso della religiosita' che si e' espressa in altre culture e religioni lontane e distanti, nello spazio e nel tempo, come espressione di quell'anelito al Vero e al Bello insito nel cuore di ogni uomo.
    giusta precisazione.
    infatti il credere in una Verità non significa disprezzare le altre posizioni..
    san Paolo diceva: "Panta dokimazete, to kalon katechete"
    vagliate ogni cosa e trattenete ciò che vale.

 

 
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