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Risultati da 41 a 50 di 180
  1. #41
    ulfenor
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    Benvenuta anna

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
    Vi ringrazio ancora per la cortesia con cui mi ascoltate e vi prego di portare pazienza se rispondo a intervalli di ore.
    Vengo alle domande che mi sono state poste.
    Che cosa fare dunque?
    Assolutamente evitare di dissiparsi in rivoli e correnti. Concentrarsi invece. Compaginarsi. Cooperare tra affini e non sottolineare le eventuali (e inessenziali) differenze. Per esempio (spero con ciò di non provocare una sollevazione di massa): mi pare assurdo che l'estrema destra non abbia un partito unico di riferimento. Per quanta diversità ci possa essere tra la Fiamma e Forza Nuova (per fare due nomi), non ce saranno mai di così significative come quelle che ci separano dai partiti più o meno sinistri. Il militante della Fiamma e quello di Forza Nuova credo provino lo stesso pathos ammirativo - credo si mettano entrambi sugli attenti - se si fa il nome di Evola, o se se ne fanno di altri, più sconvenienti. Perfino certe frange di Alleanza Nazionale (chiedo venia se offenderò la vostra sensibilità) avrebbero una identica reazione. Gli altri no: insorgerebbero in nome dell'antifascismo cieco. Dello spontaneismo antifascista. Nella sinistra è, purtroppo, ìnsito il morbo del più bieco profetismo, la presunzione di saper e di poter fare giustizia, l'arroganza di detenere il monopolio unico della giustizia.
    Giustizia è invece per noi, senz'altro, ciò che era per Platone: attribuire a ciascuno ciò che merita. Questo orizzonte dovremmo guardare, e dedurre poi il modo più opportuno per muoverci.
    Accennavo alla "spregiudicatezza", prima, citando il mio Editore. Sì, credo che sia necessario cercare un'intesa con chi ci è più prossimo, per respingere chi ci è lontano e ci combatte in ogni modo. Sarò esplicita: non ritengo indecente l'accordo elettorale che certuni hanno siglato. Occorre essere realisti. Le battaglie non le si fa digrignando i denti e facendo altezzosi proclami. Bisogna procedere per piccoli passi che siano vittorie. Di vittoria in vittoria; non di sconfitta in sconfitta ritrovandosi sempre più soli, sempre più nemici di tutto e di tutti ma innocui.
    C'è una bellissima epigrafe della collezione di testi alchemici di Ar: "Per formare e trasformare". La altererò un poco: "Formare per trasformare, trasformare per formare". Questo, credo, dovrebbe essere il nostro motto. Non temere, in una eventuale alleanza, la contaminazione. Ma, anzi, essere i più sicuri, i più inalterabili, che proprio con tale sicurezza siano in grado di presentarsi al popolo, e di richiamare gli affini, e di ridestare nei più ideali e inclinazioni in ordine.
    Però, cara Anna, mi sembra che tu coltivi idee bellissime circa quello che la "Destra radicale" dovrebbe essere ma che, così, rischi di perdere di vista ciò che è realmente...

    Che una formazione unica sarebbe meglio di tante formazioncine divise dovrebbe essere intuitivo... Prova ne sia che un partito forte è, di solito, unitario (anche se ammette il gioco di correnti) e, per esempio, Forza Italia non ci pensa nemmeno a frazionarsi in tre o quattro... Del resto "l'unione (con la "u" minuscola) fa la forza" è una frase nota anche ai bambini...

    Eppure, qui, ci si divide lo stesso... Non solo, queste divisioni diventano talvolta motivo di fiera e orgogliosa - nonché lillipuziana - lotta e per qualcuno il partitello antagonista assurge a nemico da abbattere prima della stessa sinistra...

    Non dovrebbe accadere, certo, ma intanto accade eccome... Perché allora, secondo te, questa grottesca e paralizzante ma oggettiva "sindrome da capponi di Renzo"?

    Il nemico, culturalmente, politicamente, elettoralmente, è, per me, il materialismo e il dogmatismo. Ciò e chi è di sinistra.
    Sì, ma anche in molta "destra" (AN per esempio) io trovo vagonate di materialismo e dogmatismo... E allora che si fa, come li si tratta? Nemici anche loro? Amici, ma stando in guardia? Semplici conoscenti da frequentare per necessità?

  3. #43
    Akarat
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    Infatti non esiste una spaccatura netta tra Destra e Sinistra istituzionali sul piano ideale e filosofico. La realtà è questa.

  4. #44
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    Altra domanda (scusa, ma non mi par vero di avere Anna K. Valerio a tiro... ):
    sbaglio o, dai tuoi interventi, deduco che tu reputi le categorie "destra" e "sinistra" attualissime, anzi pronte ad affrontare vigorosamente il futuro?

    E allora, poiché c'è chi invece le considera un retaggio ottocentesco di cui sbarazzarsi, tu escludi che ci siano questioni - magari superpolitiche, per esempio il rapporto fra uomo e ambiente - di fronte alle quali potrebbero crearsi spaccature diverse e, in un certo senso, "nuove"?

  5. #45
    Orazio Coclite
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
    Il militante della Fiamma e quello di Forza Nuova credo provino lo stesso pathos ammirativo - credo si mettano entrambi sugli attenti - se si fa il nome di Evola, o se se ne fanno di altri, più sconvenienti.
    Pur trovandomi d'accordo a grandi linee con quanto da te finora espresso, mi sembra però che questo tuo intervento pecchi un po' troppo di ingenuità; ingenuità dovuta probabilmente a una disconoscenza delle idealità e delle reali dinamiche che si agitano sullo sfondo della vita politica del nostro ambiente.
    Ma per meglio capire cosa io voglia intendere mi avvarrò di questo tuo passaggio sopra riportato, decisamente rivelatore di tutto un modo di intendere e di sentire che esiste all'interno della galassia della destra radicale. Un modo di essere che porta sovente a situazioni di netta contrapposizione realtà politico-ideologiche solo all'apparenza affini o comunque compatibili. Siamo infatti così sicuri che ci si trovi dinanzi a qualcosa di coniugabile? Similia cum similibus? Io ho i miei forti dubbi.
    Tu pensi veramente che il militante medio di Forza Nuova, ad esempio, possa provare lo stesso pathos ammirativo che io o te possiamo avere per una figura certamente importante e centrale come quella di Julius Evola? Beh, ti comunico che così non è, dal momento che proprio su questo forum ho letto spesso nei confronti del Barone commenti cialtroneschi provenienti da rappresentanti e dirigenti di Forza Nuova, e il pensiero dello stesso Fiore non deve essere al riguardo troppo dissimile. Certo, Evola è sicuramente criticabile, ma bisognerebbe farlo con una qual certa cognizione di causa, e non certo appellandosi alle solite trite e ritrite fisime cristianofile - ma d'altronde non siamo tutti dei Gennaro D'Uva...
    Quindi, come puoi vedere, certi problemi esistono, e non sono affatto di facile ed immediata risolvibilità.

    Che poi in questo momento storico si presenti la necessità, urgente, di riuscire ad unire le sparute realtà antisistemiche, credo sia questione sopra la quale tutti ci troviamo concordi, ma quando queste presunte realtà antisistemiche hanno tra i punti della propria azione politica il ripristino del concordato della Chiesa e altre robette che puzzano di incensiere, siamo allora proprio sicuri che noi e loro possiamo accompagnarci lungo una stessa strada?

    Comunque, per quanto mi concerne, l'unico obiettivo in vista del quale sarei anche disposto ad allearmi col diavolo è quello per la riaffermazione del diritto di sangue delle genti italiche ed europee, con relativa chiusura delle frontiere e repentina, totale e definitiva espulsione di tutti gli allogeni presenti sul suolo patrio. Questo è un tema cruciale sul quale sarebbe opportuno costruire alleanze in nome della condivisa comunanza di sangue, ma per il resto ritengo sia auspicabile giungere a una sana e benefica selezione naturale, dove il gruppo più coerente e deciso scalzi gli altri coagulando attorno a sè le forze sane della nazione.

    Riguardo infine all'uso del termine 'destra radicale', invalso oggigiorno anche grazie all'opera di diffusione fattane da Murelli alcuni anni addietro - e rammento ancora gli articoli su Orion -, ritengo non sia poi così importante determinare come chiamarsi, con quale etichetta presentarsi al mondo di fuori, quanto piuttosto capire cosa si è.
    Noi cosa siamo?

    Saluti.

  6. #46
    Orazio Coclite
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada
    sbaglio o, dai tuoi interventi, deduco che tu reputi le categorie "destra" e "sinistra" attualissime, anzi pronte ad affrontare vigorosamente il futuro?
    In casi del genere appare evidente l'influenza dell'Evola più tardo, quello di Orientamenti e Gli uomini e le rovine.
    Mi sbaglio? Non credo.

  7. #47
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Orazio Coclite
    Pur trovandomi d'accordo a grandi linee con quanto da te finora espresso, mi sembra però che questo tuo intervento pecchi un po' troppo di ingenuità; ingenuità dovuta probabilmente a una disconoscenza delle idealità e delle reali dinamiche che si agitano sullo sfondo della vita politica del nostro ambiente.
    Ma per meglio capire cosa io voglia intendere mi avvarrò di questo tuo passaggio sopra riportato, decisamente rivelatore di tutto un modo di intendere e di sentire che esiste all'interno della galassia della destra radicale. Un modo di essere che porta sovente a situazioni di netta contrapposizione realtà politico-ideologiche solo all'apparenza affini o comunque compatibili. Siamo infatti così sicuri che ci si trovi dinanzi a qualcosa di coniugabile? Similia cum similibus? Io ho i miei forti dubbi.
    Tu pensi veramente che il militante medio di Forza Nuova, ad esempio, possa provare lo stesso pathos ammirativo che io o te possiamo avere per una figura certamente importante e centrale come quella di Julius Evola? Beh, ti comunico che così non è, dal momento che proprio su questo forum ho letto spesso nei confronti del Barone commenti cialtroneschi provenienti da rappresentanti e dirigenti di Forza Nuova, mentre al riguardo il pensiero dello stesso Fiore non è parimenti di difficile interpretazione. Certo, Evola è sicuramente criticabile, ma bisognerebbe farlo con una qual certa cognizione di causa, e non certo appellandosi alle solite trite e ritrite fisime cristianofile - ma d'altronde non siamo tutti dei Gennaro D'Uva...
    Quindi, come puoi vedere, certi problemi esistono, e non sono affatto di facile ed immediata risolvibilità.

    Che poi in questo momento storico si presenti la necessità, urgente, di riuscire ad unire le sparute realtà antisistemiche, credo sia questione sopra la quale tutti ci troviamo concordi, ma quando queste presunte realtà antisistemiche hanno tra i punti della propria azione politica il ripristino del concordato della Chiesa e altre robette che puzzano di incensiere, siamo allora proprio sicuri che noi e loro possiamo accompagnarci lungo una stessa strada?

    Comunque, per quanto mi concerne, l'unico obiettivo in vista del quale sarei anche disposto ad allearmi col diavolo è quello per la riaffermazione del diritto di sangue delle genti italiche ed europee, con relativa chiusura delle frontiere e repentina, totale e definitiva espulsione di tutti gli allogeni presenti sul suolo patrio. Questo è un tema cruciale sul quale sarebbe opportuno costruire alleanze in nome della condivisa comunanza di sangue, ma per il resto ritengo sia auspicabile giungere a una sana e benefica selezione naturale, dove il gruppo più coerente e deciso scalzi gli altri coagulando attorno a sè le forze sane della nazione.

    Riguardo infine all'uso del termine 'destra radicale', invalso oggigiorno anche grazie all'opera di diffusione fattane da Murelli alcuni anni addietro - e rammento ancora gli articoli su Orion -, ritengo non sia poi così importante determinare come chiamarsi, con quale etichetta presentarsi al mondo di fuori, quanto piuttosto capire cosa si è.
    Noi cosa siamo?

    Saluti.
    Del tutto condivisibile il Tuo intervento, caro Orazio Coclite. L'unico punto di radicale differenziazione con Te è che della destra radicale io "me ne frego" e ci tengo gelosamente ad una sola definizione: FASCISTA, quale sintesi pressochè perfetta, in un contesto moderno, della Tradizione solare italico-romana e forza rivoluzionaria continuatrice della più esaltante esperienza risorgimentale (sicuramente questo lo condividi....): la REPUBBLICA ROMANA DEL 1849 misticamente teorizzata dall'Apostolo Genovese e continuata dal Duce nel biennio 1943-1945.....ancora, a mio modesto parere, molto più ROMANE le personalità di Alessandro Pavolini o Ettore Muti o F. Colombo dei teorici della tradizione astratta.......

  8. #48
    Akarat
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    ci tengo gelosamente ad una sola definizione: FASCISTA
    Ecco, tieni la tua gelosia nell'armadio di casa e parliamo di politica.

  9. #49
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Akarat
    Ecco, tieni la tua gelosia nell'armadio di casa e parliamo di politica.
    parla pure di politica sempre FASCISTA rimango.....

  10. #50
    Akarat
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti
    parla pure di politica sempre FASCISTA rimango.....
    Sì. Ma è giusto così, chi ama chiudersi nel proprio orgoglio e costruirsi una realtà artificiale, resti tale. I risultati sono sempre gli stessi.

 

 
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