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  1. #611
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
    Nucara e La Malfa: Apprezzamento per il messaggio del Capo dello Stato

    Il segretario del Pri Francesco Nucara e il capogruppo alla Camera Giorgio La Malfa hanno commentato con una nota il messaggio di fine anno del Capo dello Stato:

    "I repubblicani esprimono il loro pieno apprezzamento per la sobrietà, la coincisione, i toni e soprattutto, la consapevolezza dell'esigenza di aprire una fase nuova nella vita del paese, contenuti nel discorso del Capo dello Stato".

    tratto da http://www.pri.it/2%20Gennaio%202008...zCapoStato.htm
    A me, a dire la verita', e' sembrato un discorso cerchio-bottista che lascia il tempo che trova senza lasciare traccia e senza prefigurare cambiamenti di sorta.
    Una specie di valium per alleviare il Paese dal mal di testa catto-comunista ed una specie di supercazzola buonista e propositiva che poggia su fondamenta inesistenti e traballanti.
    Fare voti per delle riforme che si sa non realizzabili da questo governo ... come quella elettorale o quella costituzionale ... o fare voti per un piu' costruttivo clima politico ... quando si sa che ormai la politica e' diventata prassi quotidiana di demonizzazione altrui ... e' come parlare del sesso degli angeli.
    Il richiamo poi all'ennesima verifica parlamentare della tenuta del Governo ... che tutti ben vedono sotto ricatto quotidiano ... di partiti, lobby, associazioni ... quando non singoli parlamentari ... e' una vera presa in giro.
    Bene farebbe un Presidente che rappresenti tutti gli Italiani ... a convocare sul Colle il leader dei catto-comunisti e a dargli l'unico buon consiglio che si converrebbe ... quello di tornarsene a casa a coltivare gerani ... ed a pompare le gomme della sua bicicletta ...

  2. #612
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    Sì Nuvola d'accordo,ma cosa vuoi che dica un Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno agli Italiani?Quello che tutti i Presidenti prima di lui hanno più o meno sempre detto cercando tutt'al più molto tra le righe,di dire qualcosa di originale e davvero significativo.
    Io questi messaggi ho smesso di ascoltarli da un pezzo,per quello che dicono...però so che vengono tenuti per dire appunto le cose che dicono.
    omar proietti

  3. #613
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    Je suis d'accord
    En attendant la republique presidentiel.

  4. #614
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    Crisi gravissima
    Da Lamberto Dini un'iniziativa politica utile per il Paese

    L'Italia ha iniziato il nuovo anno nelle condizioni peggiori. Con una situazione drammatica a Napoli e in Campania che non trova precedenti nelle altre nazioni occidentali e che discredita l'immagine del nostro paese, oltre che penalizzare le condizioni di vita di tanti nostri connazionali.



    Ma vi è anche una situazione inflazionistica particolarmente esposta. Al rincaro dei combustibili dovuto all'aumento del prezzo del petrolio, si aggiunge quello dei generi di prima necessità, come il pane. I mercati infatti si sono aperti, la competizione è diventata molto più incalzante e molti nostri prodotti, per reggere, dovrebbero ricorrere a tecnologie ogm: ma la cosa, come sappiamo, è dibattuta e ostacolata. In questo modo il pane costerà come le brioche: ma sappiamo da esempi storici che questo non è un buon segno.

    L'unica iniziativa politica che appare preoccupata dall'esigenza di rilanciare la vita nazionale è quella che il leader dei liberaldemocratici, Lamberto Dini, ha esposto con un articolo sul "Corriere della Sera". Dini ha rivolto al governo una serie di richieste che indicano un percorso che occorrerà intraprendere al più presto se si vuole arrestare la minaccia di un declino che oggi appare sempre più tangibile.

    Le richieste sono per larga parte da noi condivisibili, quando non sono addirittura - come nel caso della necessità di abolire le province - temi classici dell'impostazione repubblicana. Su altre occorre discutere e qualche altra proposta andrebbe inserita per facilitare la modernizzazione del paese.

    Ma la domanda che ci poniamo, e che poniamo al senatore Dini, è un'altra. Può l'attuale governo, un governo nel quale - come ha scritto egli stesso - "chi è incaricato di alte funzioni politiche" è ciò nonostante capace di "perdere la precisa cognizione della realtà", essere in grado di compiere i passi necessari per risalire la china?

    Sinceramente, alla luce di quanto visto anche in questi ultimi giorni, ne dubitiamo. E se avessimo ragione, se il programma comunque di buon senso indicato da Dini fosse disatteso - nella maggioranza si sostiene infatti che il programma di governo c'è già e che Dini sostanzialmente deve tacere ed obbedire - cosa intende fare l'ex premier?

    Abbiamo tutta l'intenzione di vedere le sue carte e di iniziare un percorso finalizzato a superare l'attuale quadro politico che, nella nostra valutazione, ha dimostrato ampiamente di non avere né le energie, né le risorse per uscire da questa situazione. Ma il senatore Dini è pronto a trarre tutte le conseguenze necessarie dalla sua iniziativa politica?

    Roma, 7 gennaio 2008

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  5. #615
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    Rifiuti - Nucara: Pecoraro dimostri senso Stato e si dimetta

    "La questione dei rifiuti a Napoli – ha dichiarato il segretario del Pri Francesco Nucara - è divenuta una grande emergenza nazionale. Occorre fare il possibile affinché il suo protrarsi non si traduca in un disastro ambientale e sanitario. Ne va l'immagine stessa dell'Italia. Occorre, quindi, una grande solidarietà politica ed istituzionale, che unisca gli sforzi di ciascuno per far cessare, quanto prima, lo stato di emergenza. Affinché quest'azione risulti credibile occorre tuttavia una forte discontinuità nella gestione politica ed amministrativa. E' necessario che coloro che hanno avuto responsabilità dirette traggano le necessarie conclusioni. Nella passata legislatura, Ministri della repubblica che pure avevano incarichi di maggior peso – sia nella conduzione della politica economica che nella gestione dell'ordine pubblico – si sono dimessi per molto meno. Siamo sicuri – ha concluso Nucara - che il Ministro Pecoraro Scanio saprà dimostrare la stessa sensibilità e senso dello Stato".

    tratto da http://www.pri.it/8%20Gennaio%202008...oraroDimis.htm

  6. #616
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
    .... Ma il senatore Dini è pronto a trarre tutte le conseguenze necessarie dalla sua iniziativa politica?
    Ho proprio i miei grandi dubbi ... vista l'inconsistenza generica delle sue sette richieste ... se avesse voluto fare la voce grossa ... non ne sarebbero mancate le occasioni ...
    Qua siamo semplicemente di fronte a piccole ripicche quotidiane ... un giorno Mastella ... un giorno Dini ... un giorno Di Pietro ... un giorno la Bonino ... e l'Italia e' ferma, bloccata, ma non in un porto sicuro ... bensi' spersa in mare ... in pieno nubifragio ...

  7. #617
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    Il ritorno di De Gennaro
    Un governo allo sbando che ormai non sa più a che santo votarsi

    Il presidente del Consiglio dei Ministri non ha preso la prima e principale decisione che avrebbe dovuto assumere: quella di chiedere e ottenere le dimissioni immediate di Pecoraro Scanio da Ministro dell'Ambiente. Sarebbe stato, questo sì, il segno di una svolta vera nella gestione dei rifiuti in Campania.



    E avrebbe assunto un altro significato anche la nomina dell'ex capo della polizia Giovanni De Gennaro a Commissario per i rifiuti in Campania, che invece è maturata sulla base di un impasse interno alla maggioranza di governo. Il presidente del Consiglio avrebbe voluto affidare la responsabilità dell'emergenza al ministro Amato, il quale non ha avuto un solo attimo di esitazione nel rifiutare la generosa proposta. Allora si è pensato ad un vice di Amato, Minnitti: uomo di partito la cui scelta, di conseguenza, poteva apparire come un provvedimento punitivo nei confronti del presidente della Regione Bassolino. Perché la questione dei rifiuti in Campania a Palazzo Chigi si legge con il metro dei possibili problemi che si possono creare nel partito democratico, a cui appartengono tutti gli esponenti politici citati. Fuorché appunto De Gennaro. E' successo così che dopo averlo defenestrato a causa del G8, il centrosinistra lo richiama in servizio in fretta e furia per affrontare una situazione ben più grave. Tanto che ad applaudire la nomina dell'ex capo della polizia è più l'opposizione che la maggioranza, almeno fino a quando quest'ultima ha compreso che non si poteva dare la zappa sui piedi da sola, pure su questa vicenda.

    Evidentemente un governo allo sbando che non sa più a che santo votarsi, e che non rinuncia a commisurare i problemi di una città e di una regione sulla base degli equilibri interni alla coalizione. Ha ragione allora chi come Pierluigi Battista sul "Corriere" considera la crisi dei rifiuti in Campania come la conclusione di una stagione politica, perché il partito dominante nella regione in questi ultimi quindici anni - e che ha potuto godere dell'appoggio di otto anni di governi di centrosinistra - si dimostra omogeneo al sistema di potere napoletano che Francesco Rosi descriveva nel suo indimenticato "Le mani sulla città". Forse oggi è anche peggio di allora. L'appena nato partito democratico faccia bene i conti: in Campania rischia già di avere ereditato incrostazioni e malattie che impediscono uno slancio futuro.

    Quanto alla scelta di De Gennaro, che è avvenuta nelle condizioni peggiori ma che ha riguardato comunque un uomo di qualità, essa dà l'idea che fondamentalmente il governo consideri il problema dei rifiuti come un problema di ordine pubblico. Ha ragione in proposito l'onorevole Boselli. Ed effettivamente esiste un problema di ordine pubblico da fronteggiare. Ma ve ne è uno, enorme e di lungo periodo, che è di ordine ambientale. Il principale responsabile di questo problema, il ministro Pecoraro Scanio, che costrinse alle dimissioni il commissario straordinario Bertolaso, non può rimanere al suo posto. E c'è infine un altro problema, di ordine clientelare e amministrativo, che riguarda il modo in cui sono stati sperperati i fondi destinati ad eliminare i rifiuti.

    Purtroppo è vero quello che dice Berlusconi in un'intervista al quotidiano di via Solferino e cioè che se ci fossero stati amministratori di Forza Italia invece che di centrosinistra in Campania, sarebbero già in carcere. Questi invece stanno ancora al loro posto e continuano a non dimettersi.

    Roma, 9 gennaio 2008

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  8. #618
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    La Direzione nazionale del Pri invita il ministro Alfonso Pecoraro Scanio a rassegnare le sue dimissioni dal governo
    Il responsabile del disastro napoletano

    Informativa urgente del Governo sull'emergenza rifiuti in Campania, 9 gennaio 2008: intervento di Francesco Nucara.

    di Francesco Nucara

    Signor Presidente, nei due minuti che ho a disposizione non posso svolgere molte considerazioni, ma proverò a esporne alcune.

    La Direzione nazionale del Partito repubblicano proprio l'altro ieri ha invitato l'onorevole Pecoraro Scanio a rassegnare le dimissioni, perché così darebbe meno problemi al Governo. Credo che se la situazione è così tragica - come in effetti lo è, al di là di quanto ha affermato il rappresentante dei Verdi - le responsabilità debbono essere larghe, diffuse e anche lontane nel tempo, poiché riguardano il Governo precedente e quello precedente ancora; quindi, occorre farsi carico di tali responsabilità politiche.

    Il Ministro Chiti, che ringraziamo per ciò che ha potuto fare, ci ha fornito una relazione di ciò che si farà, ma non ci ha detto di chi sono le responsabilità di quello che si sta verificando oggi.

    Le ordinanze di protezione civile sono ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell'ambiente. Vi è, quindi, una corresponsabilità, anche se il primo responsabile è il Ministro dell'ambiente, il quale in questi giorni ci ha snocciolato una teoria di responsabilità non sue. Ha cominciato, infatti, con la camorra, poi ci ha riferito che si trattava della corruzione di un ragioniere che lavorava nel Commissariato, mentre questa mattina ci ha detto che la responsabilità totale è di Cesare Romiti.

    Ricordo che l'appalto si è realizzato sulla base di un progetto approvato dalle autorità locali e dal Ministero dell'ambiente nel 1999. Quindi, sulla base del progetto approvato da tutti gli organi competenti, l'Impregilo realizzò l'impianto di Acerra.

    Successivamente, fu Pecoraro Scanio a guidare la protesta contro la realizzazione dell'impianto, con l'accordo del sindaco di Rifondazione comunista.

    Vi sono, quindi, delle responsabilità, e mi auguro per il bene del Governo, del Paese e della Campania che il Ministro Pecoraro Scanio rassegni spontaneamente le dimissioni, come abbiamo chiesto attraverso la direzione del Partito repubblicano. Se ciò non dovesse avvenire - considerato quello che abbiamo sentito dire dall'onorevole Misiti, dall'onorevole Realacci e dall'onorevole De Angelis - noi firmeremo la mozione preannunciata dal collega Bondi, e attiveremo, attraverso tutti gli strumenti e tutte le sedi istituzionali, le condizioni affinché Pecoraro Scanio in primis esca dal Governo.

    tratto da http://www.pri.it/10%20Gennaio%20200...Napoli9Gen.htm

  9. #619
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    C'era solo Vannino Chiti
    La scandalosa assenza dei veri responsabili della crisi partenopea

    L'ennesima prova di inadeguatezza del governo Prodi sull'emergenza rifiuti in Campania è stata offerta dal fatto che, durante l'informativa urgente di mercoledì, fosse in Aula, quale rappresentante dell'esecutivo, il solo ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. Il quale - ci dispiace molto per la sua stimata persona - ha dovuto rispondere su questioni di cui pure non ha né competenza, né responsabilità.



    Invece, di fronte ad uno spettacolo tragico ed avvilente per il nostro Paese - trasmesso dalle televisioni di tutto il mondo - sarebbe stato doveroso ascoltare il presidente del Consiglio, messo sotto accusa dallo stesso sindaco di Napoli per aver lasciato precipitare la situazione. Essendo egli assente dall'Aula, si sono ascoltate battute salaci ("Dov'è Prodi, sulla neve?") che certo non rafforzano la rispettabilità della nostra classe dirigente, già abbastanza compromessa senza aver bisogno dell'aggiunta di frizzi e lazzi.

    Oppure, in assenza del presidente del Consiglio, si sarebbe potuto presentare il ministro degli Interni, al quale erano stati offerti pieni poteri nella Regione: poteri che ha cortesemente, quanto celermente, rifiutato. E ancora avremmo voluto vedere il ministro dell'Ambiente, il quale, checché egli ne dica in interviste affannose, ha la piena responsabilità sui rifiuti. E in particolare ne ha in Campania - regione da cui proviene e in cui è eletto da molti anni - sia come ministro, sia come segretario di un partito che fa dell'impegno ecologico la sua principale bandiera.

    Purtroppo per i cittadini della Campania, l'ecologismo di Pecoraro Scanio risiede unicamente nel porre veti ad ogni forma di tecnologia atta a risolvere problemi quali quelli che si sono creati. E ne abbiamo avuto una conferma dall'intervento dell'esponente dei verdi in Aula, che ha accusato della crisi dei rifiuti le amministrazioni comunali, così come quei cittadini colpevoli di non attuare la raccolta differenziata. Evitando così ogni riferimento al fatto che i soldi per costruire i termovalorizzatori sono stati sperperati. E che non sono stati costruiti, proprio come vuole il ministro dell'Ambiente.

    E' vero che egli non è l'unico nel sostenere una scelta tanto dissennata e che le responsabilità sono estendibili anche al precdente governo; e di sicuro sono rintracciabili ancora più indietro. Ma resta il fatto che questo governo e questo ministro dell'Ambiente si sono tappati occhi ed orecchie su quello che stava consumandosi in modo sempre più allarmante; così come i cittadini campani sono costretti a tapparsi il naso per non sentire il tanfo delle immondizie accumulate.

    Un governo serio, determinato a fronteggiare una volta per tutte la crisi e coeso al suo interno, si sarebbe presentato all'Aula con uno di questi rappresentanti per illustrare le strategie atte a superare l'emergenza. Ma questo non è un governo serio.

    Un governo responsabile avrebbe per lo meno offerto la testa di chi ha pure il peso maggiore delle colpe per quanto si è verificato in questi due anni: il ministro dell'Ambiente. Ma questo non è un governo responsabile. Per questo attueremo tutte le iniziative opportune nelle sedi istituzionali per far sì che quelle dimissioni che erano indispensabili ieri, si possano almeno ottenere domani.

    Roma, 10 gennaio 2008

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

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    In 40 al vertice
    Come salvare il governo di centrosinistra e affondare il Paese

    Abbiamo davvero impiegato qualche minuto di troppo per riuscire a riepilogare e a catalogare la lunga pletora dei presenti al vertice di maggioranza presieduto da Romano Prodi. Un vertice di quaranta persone fra segretari di partito e ministri di governo e non sappiamo che altro, sembrerebbe più un'assemblea, o un soviet, più che una sede decisionale. Lo stesso Veltroni, da tempo assente a questi vertici, si è lasciato andare ad un commento ironico sul numero dei partecipanti. Eppure una decisione importante è stata presa ed accettata: salvare ad ogni costo questo governo e tutti i suoi sottopancia.



    Salvarli è la parola esatta, perché i sommovimenti di folla nel napoletano non sono certo di buon auspicio per l'inizio dell'anno. E' vero che i moti spontanei di massa in quella regione sono rivolti più che altro contro i poteri locali e forse lambiscono appena le responsabilità del governo, ma non vanno comunque sottovalutati, soprattutto se si accertassero responsabilità del degrado anche fra gli esponenti più illustri della maggioranza. Notiamo oltre tutto che dal vertice è emersa una indicazione per la tassazione delle rendite finanziarie, e proprio questa potrebbe essere la fantomatica goccia che fa traboccare il vaso. Anche perché l'assenza di risorse per il recupero fiscale, testimoniata dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, pone un freno ad ogni richiesta di ridistribuzione fiscale e fa apparire il promesso aumento salariale come un miraggio utile a chetare i compagni lavoratori. Per il resto ci si è accorti - ed in modo anche evidente - che se fra quaranta persone sedute al tavolone del centrosinistra una almeno appare come indesiderata: manco a dirlo è il leader del partito democratico Veltroni. E' lui che è stato subito accusato di essere la causa di una tale moltiplicazione delle forze del centrosinistra, è lui che è assediato dai partiti minori sulla legge elettorale, ed è infine lui e il suo dialogo sulle riforme a far si che il premier abbia il fumo negli occhi. Tanto che si è perfino tornato a parlare di riforma della Rai e di conflitto di interessi.

    L'impressione è che Veltroni ed il premier siano ormai su binari molto distanti fra loro e con direzioni di marcia opposte. Come da una situazione di questo genere possa mai venire fuori una convincente elaborazione politica, non è dato saperlo. E riteniamo che tantomeno possa saperlo il senatore Dini, il quale più volte e giustamente ha detto piuttosto che se bisogna andare avanti così tanto vale staccare la spina. Il nostro consiglio però è di non aspettare, ma di farlo alla prima occasione utile. Perché nessuno può pensare che da una tale babele di linguaggi possa provenire un messaggio chiaro e costruttivo per il paese. E tantomeno assicurare al senatore Dini le risposte in merito alle questioni da lui sollevate. Per cui se il senatore Dini sarà conseguente - e noi siamo certi che lo sarà - la vita di questa maggioranza è segnata. E vederle passare la mano può essere l'unica speranza per il paese.

    Roma, 11 gennaio 2008

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