si è visto al senato come il Neopresidente del consiglio ha presentato il programma
Sembrava un mortorio, ragazzi non è che al senato fanno i morti data la scarsa maggioranza, mentre alla camera si ringalluzziscono.


si è visto al senato come il Neopresidente del consiglio ha presentato il programma
Sembrava un mortorio, ragazzi non è che al senato fanno i morti data la scarsa maggioranza, mentre alla camera si ringalluzziscono.


Prodi presenta il governo delle marce indietro
Il presidente del Consiglio illustra al Senato le linee guida della sua precaria coalizione governativa. E conferma che gli unici obiettivi realistici di questo esecutivo saranno quelli di disfare tutte le riforme e le iniziative del centro destra. Come se non bastasse ieri è arrivato un siluro inatteso dal settimanale inglese “The Economist” che se la prende con la nomina di Clemente Mastella a ministro della Giustizia a causa di frequentazioni in odore di mafia. Finendo così per rovinare la festa di insediamento del Professore a Palazzo Chigi
tratto da L'Opinione 19 maggio 2006


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... poi questa norma della Costituzione di nominare Senatori a vita ... mi sembra un modo per ripiombare nel feudalesimo e nei previlegi di stampo monarchico ... ma ci sono altri paesi al mondo dove esiste questa schifezza di nomina ? ... un Repubblicano che e' contro la sovranita' a vita calata dall'alto della Monarchia ... puo' accettare parimenti l'imposizione "a vita" di Senatori dall'alto non si sa di cosa ?


Iraq e Afghanistan
Le scelte internazionali dell'Italia messe a rischio dall'Unione
La prima grave preoccupazione che abbiamo, a fronte delle intenzioni del nuovo governo Prodi, è relativa alla politica estera del Paese, a cominciare dall'annunciato ritiro del nostro contingente militare in Iraq. Il professor Prodi sostiene che la sua posizione è similare a quella del passato governo, intenzionato al ritiro entro l'anno. Il punto è che il precedente governo, al di là delle sue intenzioni, era consapevole della necessità di concordare questo ritiro con gli alleati e con le autorità irachene, e non avrebbe dunque deciso autonomamente dal contesto in cui operava. Non ci sembra questo lo spirito del nuovo governo, soprattutto se registriamo voci in esso con le quali si mette in questione anche la missione in Afghanistan. Se davvero andassimo incontro ad un ritiro unilaterale dei nostri contingenti militari, ed in particolare quello stanziato a Kabul, l'immagine dell'Italia all'estero subirebbe un contraccolpo grave.
Perché se la missione in Iraq segna, come si sa, una distinzione politica del nostro Paese da quella di altri stati continentali, la missione in Afghanistan avviene in un contesto internazionale omogeneo, in cui tutte le nazioni occidentali si sono assunte le proprie responsabilità, su mandato delle Nazioni Unite. Se l'Italia le fuggisse, le conseguenze non sarebbero nemmeno immaginabili. Al momento non ci sono assolutamente chiari i piani del governo: aspettiamo, ma davvero abbiamo a proposito una certa ansia.
Né siamo più tranquilli per la scelta dell'onorevole D'Alema ministro degli Esteri. Pur essendo d'accordo con chi, come Andrea Romano, sostiene sulla "Stampa" che alla Farnesina "arriva un leader che nei suoi anni migliori ha saputo costruire un rapporto solido ed originale con gli Stati Uniti, all'insegna della franchezza e della comuni responsabilità", l'impressione che abbiamo avuto dopo questo fortunato momento della vita politica dell'onorevole D'Alema, è che egli se ne sia quasi pentito, rifluendo nell'estremismo pacifista di tanta parte della sua coalizione. Vi sono tante dichiarazioni in merito che hanno lasciato perplessi: basta vedere le reazioni della stampa israeliana intorno al nuovo titolare degli Affari Esteri. D'Alema ha doti di pragmatismo e risorse di indipendenza, ma il problema resta.
Il nostro auspicio è che la compatibilità indicata dal Capo dello Stato fra europeismo ed atlantismo sia confermata dalle scelte politiche del nuovo esecutivo. Ma davvero non vediamo come questa compatibilità possa essere tranquillamente accettata da un'area radicale del centrosinistra che preferisce Hamas al governo israeliano e contesta la guerra americana in Iraq, nemmeno rimpiangesse Saddam Hussein. Per non parlare delle continue farneticanti dichiarazioni del segretario del Pdci Diliberto, che è fuori dal governo, ma che a tutti gli effetti è parte rilevante della coalizione che lo sostiene. Il fatto stesso che il professor Prodi, in tutti questi anni, non si sia mai sentito in dovere di riconoscere che una dittatura odiosa e sanguinaria a Baghdad sia stata deposta grazie alla guerra angloamericana, e che ci sia un processo democratico in corso, non può che alimentare i nostri timori sull'assenza di visione, di idealità e di sensibilità del nuovo governo.
Roma, 19 maggio 2006
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
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la Dc si procurava senatori a vita per usarli poi, ora il cs, ha avuto senatori a vita che hanno votato a favore di Prodi, per quel favore che hanno avuto i senatori a vita riconoscenti votarono.
Gli anziani hanno bisogno di attenzioni, del cambio del pannolone, del prozac e della carta igienica, delle pasticche per andar di corpo e chi più ne ha più ne metta.
Ora il cs queste assistenze le hanno date tutte ai "cari" senatori, perchè il cd non ha perseguito ciò?
Centinaia di manifestazioni del cs hanno come relatori i senatori a vita.
Lo stesso Napolitano ha potuto essere sostituito perchè Ciampi avrebbe votato come lui.
Cari di cosa vi meravigliate?


"l'Italia non deve far la guerra che altri hanno dichiarato"
la senatrice dovrebbe dirci perchè considera guerra la missione di pace degli italiani in Irak e non considera guerra quella che D'Alema ha scatenato nei Balcani


GOVERNO/ NUCARA (PRI): PRODI NON HA LA FIDUCIA DEL PAESE
"Ma senatori a vita rispondono solo a loro coscienza"
Roma, 19 mag. (Apcom) - "I senatori a vita della Repubblica rispondono alla loro esclusiva coscienza, se il governo Prodi ha la loro fiducia evidentemente ha dei meriti che noi nell'intervento e nella replica del presidente del Consiglio a Palazzo Madama non abbiamo saputo cogliere. Lo vedremo all'opera". E' quanto afferma il segretario del Pri Francesco Nucara commentando le polemiche suscitate dal voto a favore della fiducia al governo Prodi da parte di tutti e sette i senatori a vita.
"E' sicuro, invece, che mai come oggi la fiducia del senato al governo non corrisponde alla fiducia del popolo italiano - conclude Nucara -. Questa fiducia il governo Prodi non ce l'ha e farà bene a tenerne conto".


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Ce ne vorrebbero altri di senatori a vita, scelti tra i veri cavalieri d'Italia! Non vedo alcuna immoralità nell'esercizio del loro voto. Se avessero votato per Mr Berlusconi sarebbero stati titolati come grandi cavalieri d'Italia dai cavalieri che si sorprendono che non si possa comprare tutto e tutti. L'evento indica chiaramente che di questi sette senatori nessuno sarebbe veramente andato a genio come PdR alla CDL ed al Suo Supremo Comandante. Evidentemente anche questi sette sono, sotto
la scorza democratrica, agenti del KGB rimasti isolati in Italia al tempo di Gladio come per gli albanesi a Maschito e Barile al tempo dell'invasione dei turchi. Di Andreotti si sapeva già, ma Cossiga poi è il Gran Maestro del doppio gioco: a passeggio per il Mar di Sardegna coi sottomarini americani ed allo stesso tempo sovietico undercover.
Caro Francesco, questa volta la tua marachella è troppo grossa e ti costerà il divieto di sbarco a Villa Certosa per 12 mesi con relativa astinenza dalle ragazze venezuelane!