Pagina 28 di 72 PrimaPrima ... 1827282938 ... UltimaUltima
Risultati da 271 a 280 di 719
  1. #271
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [mid]http://xoomer.virgilio.it/francesco.rinaldi29/KAR_ITALIANE/C.Cremonini/C._Cremonini_-_Vieni_a_vedere_perche'.mid[/mid]

    Gli errori di Vicenza
    I Repubblicani non stanno con chi fischia l'inno nazionale

    Per la verità, noi avevamo compreso che il presidente Berlusconi non fosse intenzionato a cavalcare gli umori della Piazza contro la Finanziaria, per ragioni di stile politico ed istituzionale proprie di un'opposizione democratica e liberale, che si fa forte dei suoi argomenti in Parlamento, senza aver bisogno di solleticare il malessere delle masse. Anche perché il malessere delle masse può assumere forme scomposte ed esplodere in manifestazioni lesive delle cause migliori. Peggio ancora, esso può essere contagioso ed avere effetti controproducenti su chi, cercando di intercettare il consenso, lo interpreta in maniera radicale.

    In termini ancora più chiari non ci sono piaciuti i fischi di Vicenza all'Inno di Mameli. E' impossibile per un repubblicano stare su un palco se si contesta l'inno nazionale.



    Altrettanto non ci sono piaciute le parole che abbiamo ascoltato sul Capo dello Stato. Noi non abbiamo votato per il senatore Napolitano Presidente della Repubblica - e le nostre ragioni valgono tutte - ma non abbiamo nessuna intenzione di fargli mancare il nostro rispetto, e riteniamo che, in ogni occasione, rispetto gli vada comunque dimostrato: la sua carica rappresenta la Repubblica e l'Unità nazionale.

    Come temevamo, ci vuol poco a passare dalla parte della ragione alla parte del torto quando si cavalcano i moti di piazza. La nostra speranza è ancora che Berlusconi ci rifletta. Perché se invece, il centrodestra ha nostalgia del '94, come l'onorevole D'Alema dice di aver nostalgia del '96, è chiaro che per i repubblicani vi saranno dei problemi politici seri nell'ambito di un'alleanza che noi consideriamo ancora valida. Ma per questo abbiamo tracciato un limite preciso, che a Vicenza è stato superato di molto.

    Può darsi che l'impasse politica che si è prodotta in queste settimane metta a dura prova tutte le alleanze ed alimenti tentazioni le più svariate. Di tutte, quella che non intendiamo certo perseguire è quella dell'improbabile ritorno al passato. Il Polo, così come fu costruito abilmente nel '94, è fallito nel giro di un anno; così come l'alleanza che D'Alema aveva costruito con sapienza nel ‘96, fu demolita dallo stesso D'Alema nel '99. Se si vuole rimettere in piedi il Paese è inutile rivangare stagioni politiche superate che non ritorneranno, meglio impegnarsi in fretta per trovare formule nuove è più convincenti: Quelle che attualmente mancano.

    Roma, 23 ottobre 2006

    tratto da http://www.pri.it

  2. #272
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  3. #273
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nucara: fiducia vergognosa

    Il segretario del Pri, On. Francesco Nucara, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    "Le motivazioni espresse dal ministro Chiti nel chiedere la fiducia sul decreto fiscale sono semplicemente vergognose, come vergognoso è stato il tentativo di dividere l'opposizione". Il segretario ha invece apprezzato la risposta di Giulio Tremonti e – secondo Nucara – "ha fatto bene anche la Lega che era stata emarginata dalla trattativa tra An e Governo, a scoprire le carte dell'inciucio ".

    tratto da http://www.pri.it

  4. #274
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'atto di coraggio
    Per essere credibili ritirare la Finanziaria e riscriverla daccapo

    Michele Salvati si chiede, nell'editoriale del "Corriere della Sera" di mercoledì, se il governo sia "ancora in tempo" per "correggere un'immagine che rischia di danneggiarlo politicamente". Il presidente del Consiglio, e i principali partiti della coalizione, parrebbero convinti di si. Basterebbe in fondo comunicare meglio i grandi propositi riformatori della maggioranza, previdenza in testa. E bisogna riconoscere che, di buzzo buono, il professor Prodi ha voluto subito mettersi al lavoro dichiarando che la riforma delle pensioni si farà già a fine marzo, e assicurando un certo futuro di sviluppo per il Paese. Fassino e Rutelli - che soltanto sabato scorso sembravano molto preoccupati - hanno già tirato un sospiro di sollievo: ecco che finalmente le cose iniziano ad andare per il verso giusto.



    Beato chi ci crede. Perché Michele Salvati, che pure ha una qualche simpatia per la congrega governativa rispetto a noi, ha ben evidente un problema di un certo rilievo che pure in queste ore, né Prodi, né Fassino, e nemmeno Rutelli, sembrerebbero scorgere. E cioè che per invertire il trend negativo che ha scosso a fondo la fiducia degli italiani sulle capacità della nuova maggioranza, non bastano le magnifiche dichiarazioni e progressive del presidente del Consiglio, ma semmai servirebbe "un atto di coraggio". E quale sarebbe questo atto di coraggio? Salvati offre una risposta complessa. Egli pensa di prendere al balzo la proposta di Nicola Rossi, quella di formulare una lista precisa dei lavori usuranti e portarla al tavolo del sindacato per definire le categorie di lavoratori che devono effettivamente andare in pensione in tempi più brevi. Poi chiede l'elaborazione di un documento ufficiale del governo che indichi quali sarebbero le riforme necessarie per la crescita e lo sviluppo, ed infine, udite, udite, che si può anche aspettare l'inizio dell'anno prossimo "per il rito italico della concertazione", ma che tale documento deve essere preparato subito. E allora, caro professor Salvati, la Finanziaria che cos'era? Il documento ufficiale del governo che ne fissava le indicazioni strategiche sulla spesa e sul riassetto dei conti dello Stato, oltre che sulle prospettive economiche generali del Paese, non doveva essere proprio la Finanziaria? Perché se Salvati chiede un nuovo documento ufficiale, c'è da credere che egli in sostanza dica di ritirare la Finanziaria e di riscriverla daccapo. E non c'è dubbio che questo sarebbe a tutti gli effetti un atto di coraggio, e noi ne prenderemmo subito e volentieri atto.

    Ma non basta questo atto. Ad esempio, leggere in Salvati di "rito italico della concertazione", suscita perplessità.

    Perché se il governo scrive una vera Finanziaria, di impostazione strategica, di respiro, e la porta al confronto con le parti sociali a gennaio, quanto durerà questo confronto? E, soprattutto, quanto tempo ulteriore si perderà? Perché se si chiedono "riforme subito", è il tempo, quale esso sia, della concertazione, che è avverso al "subito".

    Allora c'è da credere che nell'atto di coraggio si debba anche superare "il rito della concertazione". Ricapitolando, "per essere ancora in tempo", e recuperare l'immagine politica del governo, secondo Salvati servirebbe una nuova Finanziaria e l'interruzione della concertazione. Ma ciò non basta ancora, visto che una parte della maggioranza - Verdi, Pdci, Rifondazione, dunque non proprio inconsistente - di riforme e di documenti non vuole proprio sapere, né sulla previdenza, né su altro. Lo hanno detto con piglio ed in tutte le lingue nella giornata di ieri e continueranno a dirlo non si sa per quanto ancora. Forse il presidente del Consiglio ha anche deciso di mettere in riga i suoi disobbedienti. Ma quanto altro tempo gli sarà necessario per conformarli a quel giusto spirito di disciplina secondo il quale chi comanda è lui e non loro? Perché se si devono fare le riforme "subito", si capisce bene che di immediato c'è solo lo scontro.

    Ecco così configurarsi uno scenario che comprenderebbe: un nuovo documento politico - economico, un nuovo rapporto con le parti sociali e uno diverso con le sinistre radicali. C'è un modo di definire meglio questo complesso di istanze nell'unico atto e nei tempi più brevi che chiede Salvati?

    Pensandoci, l'unica risposta che ci viene spontanea è: sì, certo, formare subito un nuovo governo diverso da quello di Prodi.

    Roma, 25 ottobre 2006

    tratto da http://www.pri.it

  5. #275
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il sonno di Prodi
    Con questo passo la sconfitta dell'Unione nelle urne sarà più grave

    Non avremmo dubbi nel dire che, effettivamente, l'intenzione di "svegliare il Paese" sia una missione più grande dell'entrata nell'euro. Solo che qui il Paese più che svegliarlo lo si affonda, e Prodi sembra dormire. Il presidente del Consiglio non si accorge che i giudizi provenuti sulla legge Finanziaria dagli organismi "super partes" sono tali da aver suscitato il panico nell'opinione pubblica e, di converso, da avere influenzato negativamente anche parti influenti della sua coalizione. Per quanto sia legittimo che egli voglia difendere il suo operato e quello del ministro dell'Economia, il risultato di tale operazione di arroccamento è dubbio, tanto da far aumentare l'isolamento del premier rispetto alle forze moderate della coalizione. Singolare a proposito che il ministro dell'Economia si senta ostaggio di nove partiti di maggioranza e che il premier neghi tale asserzione. E' una questione di sensibilità politica. Prodi ritiene di poter essere lui il dominus della situazione e che i partiti dovranno adeguarsi, pena la fine del governo, la sconfitta elettorale, il ritorno delle destre al potere. Nella maggioranza, invece, ci si è convinti che, andando avanti di questo passo, l'impopolarità e la sconfitta elettorale saranno ancora più pesanti. Lo si capisce anche dal fatto che l'opposizione ha meno desiderio della "spallata", vedendo una prospettiva di successo a medio termine sempre più elevata, proprio grazie ai malumori e le incertezze che covano nella maggioranza.



    Bisogna tornare allo spirito del '96, è il leit motiv che elevano in queste ore i vertici dei Ds. Secondo Prodi questo spirito non si è mai perduto. Eppure, nel '96, il timone politico del governo aveva punti di riferimento molto meno massimalisti di quelli di oggi, basti pensare al fatto che Rifondazione dava un appoggio esterno e non era organica alla coalizione di governo. Prodi ha preferito avere Rifondazione all'interno dell'esecutivo, ne ha premiato le istanze radicali, ed ora dovrà pagare il prezzo di questa sua scelta.

    Per cui, se le parole hanno qualche senso, il governo Prodi è già finito, e a questo punto si attende solo la formalizzazione politica del suo decesso.

    Il presidente del Consiglio, dopo gli incontri con il commissario per gli affari economici Almunia, ha infatti parlato della necessità di accelerare le riforme, indicando la data di marzo per aprire il tavolo con i sindacati sulla previdenza. "O farò le riforme o me ne vado", ha detto il premier. In un'intervista alla "Stampa" di giovedì 26 ottobre, il segretario della Cgil ha risposto secco che, se il governo in materia non ha una posizione univoca, egli a un tale tavolo nemmeno intende sedersi. E' fin troppo facile dire che il governo non ha in materia una posizione univoca e altresì prevedere che non è nemmeno in grado di raggiungerla. Non c'è l'ha sui contenuti e nemmeno sui tempi. Il ministro Bersani, che è stato ridicolizzato con il suo famoso decreto per le liberalizzazioni, ha rialzato la testa per proporre di anticipare a dicembre il confronto previdenziale. Il ministro Damiano, a stretto giro di posta, gli ha fatto sapere che non se ne parla proprio. Lo stesso Prodi ha storto la bocca. Quanto al merito, l'età pensionabile è ormai divenuta la pietra dello scandalo. Il governo ritiene di doverla alzare per andare incontro alle richieste europee? State tranquilli che vi saranno ministri pronti a sostenere la tesi di Epifani, e cioè che "occorre fare l'operazione esattamente opposta", che l'età delle pensioni è stata già aumentata e che siamo perfettamente allineati con gli altri Paesi europei. E tanti saluti ad Almunia.

    E' chiaro che una parte della maggioranza si riconosce in un disegno riformatore e vede l'esigenza dello stesso come indispensabile per la ripresa economica del Paese. Il problema è che un'altra parte - non certo irrilevante numericamente - della stessa maggioranza non ha nessun interesse a istanze del genere e, piuttosto che esser parte del disegno riformista, preferisce tornare all'opposizione. Sono esaurienti a proposito gli atteggiamenti e le dichiarazioni degli esponenti del Pdci e ovviamente di Rifondazione. Il fatto che Prodi abbia sottovalutato una contraddizione di tale ampiezza, è la base dell'attuale crisi del governo.

    Roma, 26 ottobre 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  6. #276
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dopo Villa Pamphili
    L'ossigeno per Prodi e Padoa-Schioppa si è presto esaurito

    La boccata di ossigeno che il governo Prodi è riuscito a respirare con il vertice di Villa Pamphili, si è esaurita nel giro di poche ore, e l'impressione è quella che la maggioranza di centrosinistra annaspi di nuovo disperatamente. Questo lo si comprende bene dall'editoriale di "Liberazione", che domenica mandava un chiaro "altolà" a Fassino e Rutelli e alle loro cosiddette intenzioni riformatrici.

    D'altra parte era già sufficientemente chiaro che il vertice di maggioranza aveva archiviato la semplice ipotesi di una "fase due del governo", serrato le fila programmatiche dell'Unione, e questo a scapito del rango dei leader di Ds e Margherita, che sono pur sempre i maggiori partiti della coalizione, e delle loro posizioni politiche.



    Fassino e Rutelli in queste ore hanno dato certamente prova di un eccezionale senso di responsabilità. Purtroppo per loro tale oneroso sforzo non coincide con gli interessi dei reciproci partiti e, cosa molto peggiore, si scontra con l'insofferenza dilagante nel Paese nei confronti della manovra. Basti pensare che argini considerati stabili, come quelli rappresentati fino a ieri dai sindaci di Venezia e di Bologna, sono stati rimossi, e ora Cacciari e Cofferati sono alla guida delle contestazioni.

    Il vertice di Villa Pamphili ha inflitto dunque una mortificazione diretta ai due partiti principali della coalizione; ed è ancora tutto da vedere se questi potranno continuare a chinare il capo, al punto di veder sacrificata la loro stessa caratterizzazione politica. Non si tratta solo di una questione di consensi che si perdono o di prestigio all'interno della coalizione, aspetti comunque di una certa rilevanza. Si tratta anche di dignità, avendo entrambi i partiti proposto al governo una seconda fase volta alla crescita, per sentirsi rispondere al vertice che la loro diagnosi era sbagliata, che di "fase 2" non v'è alcun bisogno, che occorre invece continuare il corso tranquillo dell'azione di governo. Così Prodi.

    E, se poi non bastasse, ecco anche l'intervista del ministro Ferrero, dove si spiega che non serve nemmeno la riforma delle pensioni. Se a fronte di un tale smacco, Ds e Margherita non saranno in grado di fare niente, significherà che la paura ha paralizzato già in partenza l'asse portante del partito democratico, sottoposto ai diktat del presidente del Consiglio e della sponda massimalista dell'Unione. Una disfatta di dimensioni tali da non vedere nemmeno immune la figura del ministro dell'Economia. Stando alla nostra esperienza politica e anche alla nostra storia di governo, non conosciamo ministri dell'Economia che annunciano le loro dimissioni. Conosciamo invece ministri dell'Economia che si dimettono. Il ricatto delle dimissioni invece può solo significare che il ministro dell'Economia ha già dovuto cedere nella difesa della sua linea, altrimenti non avrebbe ragione di dover mettere in discussione il suo ruolo. Perché, al contrario, se il suo ruolo deve essere messo in discussione, vuole dire che è stato già discusso e molto probabilmente intaccato. Nel caso di Padoa - Schioppa non solo c'è stata l'aggressione di un segretario di partito della maggioranza, che lo ha definito in un'intervista come un tecnocrate, per poi aggiungere che i tecnocrati li detesta. Queste sono quisquilie che, per quanto sgradevoli, una personalità di mondo come il ministro sa superare agevolmente.

    Purtroppo, per Padoa - Schioppa, il suo ruolo di ministro dell'Economia è stato intaccato dallo stesso presidente del Consiglio, quando ha indicato un obiettivo di crescita del 3%, ben sapendo che le previsioni della Finanziaria sono intorno all'1,7%. Se allora si vuole raggiungere il 3, come per la verità sarebbe più che auspicabile, è chiaro che non basta ritoccare solo gli "stucchi" della manovra, ma le stesse mura portanti: al contrario di quanto sostenuto proprio da Padoa - Schioppa, che si è trovato così smentito perfino da chi maggiormente lo aveva difeso.

    Dovrebbe prenderne atto e trarne le conseguenze. Un problema di dignità, dunque, che altrimenti troverà un'altra risoluzione, che si chiama inconsistenza. E questo rischio dovrebbe preoccupare ancor di più Fassino e Rutelli.

    Un governo che rivendica coerenza programmatica contro i principali partiti che lo sostengono, e contro il ministro dell'Economia, non si era mai visto. Ancora più incredibile che possa pensare di sopravvivere cinque anni, quando dopo soli cinque mesi appare già bello che imbalsamato.

    Roma, 30 ottobre 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it

  7. #277
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  8. #278
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    GOVERNO/ NUCARA: L'ALA 'BOLSCEVICA' DI NUOVO ALL'ATTACCO
    Pri: sconcertante l'attacco di Pecoraro a Bersani

    Roma, 6 nov. (Apcom) - "L'attacco di Rizzo al ministro Bianchi e quello ancora più sconcertante dei ministro Pecoraro Scanio al suo collega Bersani, dimostrano non solo una maggioranza di governo alla deriva, ma anche l'assenza del senso istituzionale minimo richiesto per chi ha il dovere di guidare un Paese. Nel centrosinistra, in compenso, vige ancora la confusione fra il ruolo dello Stato e quello del partito, tipica del bolscevismo della prima ora". Lo afferma il segretario del Pri, Francesco Nucara, alle dichiarazioni dell'onorevole Rizzo e all'intervista alla Stampa del ministro Pecoraro Scanio.

    tratto da http://notizie.alice.it/home/index.html

  9. #279
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lingua biforcuta
    Il Professore a Londra dice una cosa mentre a Roma ne fa un'altra

    Il presidente del Consiglio si è presentato a Londra e ha detto che il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa non si tocca, e che comunque l'Italia dovrà crescere di più. Sinceramente ci sfugge il nesso fra le due affermazioni.

    Badate bene che la tesi per la quale non ci sia sufficiente crescita nella Finanziaria, non l'abbiamo avanzata noi: come si sa noi siamo prevenuti perché condizionati da pregiudizi sbagliati e da malanimo nei confronti del governo. Che l'Italia non cresca lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, di cui noi ci siamo limitati a riportare il parere. Draghi è talmente autorevole in materia e talmente al di sopra da ogni condizionamento politico che alcune forze della maggioranza, evidentemente sensibili a un ordine di preoccupazioni di questo tipo, si sono dette: qua le cose non vanno affatto e ci giochiamo l'osso del collo.



    Tanto che le elezioni in Molise, saranno pure un test limitato, ma chissà perché hanno spaventato il centrosinistra. Ed ecco allora Fassino e Rutelli sostenere che è necessario individuare una sforzo per la crescita, tagliare la spesa pubblica, riformare la previdenza, perché se non ci si assicura lo sviluppo, non c'è niente da ridistribuire. I futuri costituenti del partito democratico, per marcare il punto, si sono inventati la "fase 2" del governo: per i profani, quella che riguarda lo sviluppo e la crescita assenti nella Finanziaria di Tommaso Padoa Schioppa. Il presidente Prodi avrebbe potuto dire: grazie molte, non ci avevo ancora pensato, meno male che ci siete voi, i riformisti, a togliermi le castagne dal fuoco. Invece ha ripetuto più o meno quella che è ormai divenuta la sua famosa frase: "ma siete matti?". Perché di "fase 2" Prodi non vuol sentire proprio parlare. Del resto il programma di governo dell'Unione dice chiaramente che bisogna mungere la vacca grassa anche quando diventa magra, senza preoccuparsi se poi si ammazza, il che significa tassare, senza se e senza ma, tutto quello che c'è da tassare. Noi l'abbiamo letto il programma dell'Unione ed in campagna elettorale lo dicemmo pubblicamente quale era l'idea che veniva proposta dal centrosinistra per governare il Paese. Prodi rispose che eravamo dei bugiardi, e Fassino e Rutelli gli hanno creduto. Ora hanno tempo per capire come stanno veramente le cose. Possono leggersi le boutade sul questionario del fisco riprodotte dal "Corriere della Sera", tipo "il viceministro Visco ha formulato un modello fiscale semplicissimo di due soli capitoli: la voce a dice: quanti soldi hai? La voce b dice: mandaceli". Ridiamo, ma mica tanto a cuor leggero. Allora perché il professore a Londra dice una cosa e a Roma ne fa un'altra?

    Perché magari a Londra Prodi non è seguito dalle sue "guardie del corpo", quelle che il segretario di Rifondazione Giordano gli ha vantato di possedere all'indomani della manifestazione contro la precarietà svolta a Roma. Guardie del corpo che proteggono Prodi e nello stesso tempo lo tengono anche sotto scacco, i custodi dello spirito programmatico dell'Unione più che della persona politica del professore, se non in quanto garante del sacro programma unitario che, sempre come abbiamo rilevato nelle polemiche della campagna elettorale, è sbilanciato, al punto che di riforme non se ne vedono proprio, le tasse invece sì, eccome.

    E possiamo dire tranquillamente che, sulla base di questi presupposti, di riforme non se ne vedranno nemmeno. Il ministro Damiano, preso di mira dalla manifestazione, per la verità aveva solo commesso un solo peccato, ad occhio della sinistra radicale, ma capitale, quale quello di ipotizzare una modifica della "famigerata" legge 30, la legge Biagi, invece di sopprimerla come volevano le guardie di Prodi. Le quali assomigliano un po' alle guardie rosse di Mao, pronte ad indicare al popolo i suoi nemici e, anche se per ora non pretendono di fucilarli, contano almeno di rieducarli. Va detto che ci riescono. Perché dopo gli striscioni ed i toni minacciosi, cosa ha fatto il ministro Damiano? Egli ha forse difeso la possibilità di modificare ed integrare la legge Biagi con qualche ammortizzatore? Manco per sogno. Si è presentato al "Corriere della Sera" e ha detto che lui sta con i giovani precari e che la legge Biagi va distrutta, nemmeno fosse Cartagine. Per cui a gennaio quando si dovrebbe iniziare a discutere della riforma della previdenza, come ha rassicurato Prodi la piazza inglese, la piazza italiana si aspetta di abolire lo scalone e di vedere cancellata la Biagi, come ha annunciato lo stesso Damiano, il quale, a queste condizioni, tornerà popolarissimo ed amatissimo anche da chi sabato lo ha contestato. Del resto nel governo è iniziata la corsa a chi è più capace di conquistarsi consensi a sinistra, tanto che Padoa Schioppa ha perfino scavalcato nelle graduatorie Cofferati. Il vecchio dirigente della Cgil Damiano mica vorrà patire l'onta di vedersi superare nelle simpatie dei suoi da un banchiere?

    Senza troppi giri di parole, a noi tutta questa situazione, che descriviamo con una punta di rassegnata ironia, appare come vera follia autodistruttiva. Intanto perché non è che fra tre mesi gli inglesi e gli osservatori internazionali, e la stessa Unione Europea, che chiedono all'Italia riforme, si dimenticheranno di presentare nuovamente il conto. Poi perché i tormenti del partito democratico se si accompagneranno ad un fallimento delle politiche riformatrici nel governo provocheranno un rigetto immediato del progetto. Rutelli e Fassino, che sono navigati segretari di partito, ci hanno pensato? Che senso ha infatti fare un partito democratico se bisogna supportare politiche di pura impronta massimalista, condizionate per di più dai moti di piazza, come testimonia il forum del ministro di Damiano al "Corriere della Sera"? E può darsi anche che Prodi regga, forte del suo asse con la sinistra radicale e per la pavidità dei nuovi fasulli riformisti * solo Lamberto Dini alza ormai la voce - ma possiamo già sentirci di escludere che possa reggere il Paese. Sulla punta delle baionette delle guardie rosse di Giordano si va a fondo.

    Roma, 7 novembre 2006

    tratto da http://www.pri.it

  10. #280
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sospesi nel vuoto
    Nuovamente umiliata l'ala riformatrice della maggioranza

    A leggere le cronache, non c'è stato grande entusiasmo da parte del presidente del Consiglio nel ricevere il piano di liberalizzazioni della Margherita dalle mani del suo vice premier Rutelli. Come abbiamo fatto notare in questi giorni, ogni proposta che vagamente ponga al governo il problema di uno scatto in avanti, non è gradito, per la semplice ragione che c'è una linea programmatica ben tracciata, che fino a gennaio almeno non prevede correzioni di rotta in senso riformista. Va anche detto che Prodi, avendo scartato l'ipotesi di un partito democratico inscritto nel Partito socialista europeo, riterrà di aver fatto fin troppo per la Margherita, per cui non si pretenda anche di disturbare il manovratore.



    Niente di nuovo sul fronte occidentale, tanto per capirci. Rutelli si rassegni. Come si deve rassegnare Veltroni che aveva lanciato la proposta di un tavolo bipartisan per le riforme subito accantonato dallo stesso Prodi e da Bertinotti. Ogni iniziativa proveniente dai futuri leader del partito democratico è vista con sospetto e diffidenza da Palazzo Chigi e dal presidente della Camera che, come ha notato Gianfranco Pasquino, è leader di un partito di governo, che ricorre alla lotta "il minimo indispensabile".

    Ci sarebbe poi Fassino che sta anche peggio di Veltroni e Rutelli. Per lui niente "fase 2" e niente Pse. Il segretario dei Ds forse farebbe meglio a prolungare il suo viaggio in Sudamerica, visto l'andazzo italiano. Prodi è convinto di poter andare avanti solo grazie a Rifondazione, le altre forze della sinistra radicale e D'Alema, cui si sarebbero garantiti i fondi per il suo ministero. Tanto basta ed avanza. Peccato che al Senato la maggioranza abbia preso un'altra botta sulle dimissioni del sottosegretario Magnolfi. Per la seconda volta sono state respinte, e perché mancavano venti voti proprio del centrosinistra. Un caso? Un avvertimento?

    Il presidente del Consiglio non si scompone, qualunque macigno gli piova addosso: lui è pronto a sostenere che si tratta di un sassolino. Certamente il premier ha dato prova nella sua ormai lunga esperienza politica di avere le spalle grosse. Ma una montagna di sassolini comunque è sufficiente per seppellirlo. C'è però da credere che, se anche coperto da polemiche, malumori e voti segreti che non corrispondono ai suoi desiderata, il governo non muoverà ciglio e resterà al suo posto. Perché più delle brutte figure rimediate, dei giudizi negativi, della disaffezione popolare, si teme il ricorso alle urne, dove la sconfitta è già data per certa. Questa è l'arma che brandisce Prodi e, bisogna dire, con un certo effetto. Visto che un percorso al governo istituzionale non si vede, considerato che in caso di crisi lo scioglimento delle Camere è più che probabile, gli alleati si preparino a masticare bocconi amari, perché il premier farà quello che vuole. Tanto peggio tanto meglio. Non abbiamo dubbio che questa sia una strategia vincente, nel senso che garantisce la durata. Il problema che si pone alla sua coalizione è che, se non si taglia l'erba sotto i piedi del presidente del Consiglio * per usare l'espressione di Gianfranco Pasquino - finisce che il presidente del Consiglio fa terra bruciata intorno al centrosinistra. In questo caso una sconfitta elettorale dell'Unione, da subire il prima possibile, apparirebbe comunque il male minore. Prodi ci pensi finché è ancora in tempo.

    Roma, 8 novembre 2006

    tratto da http://www.pri.it

 

 
Pagina 28 di 72 PrimaPrima ... 1827282938 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il paese ha bisogno di un governo.
    Di yure22 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 11-03-13, 16:00
  2. Il contributo del governo per la crescita del Paese
    Di Roberto il Guiscardo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 22-08-12, 07:53
  3. Il governo non ha piu' la maggioranza nel paese...
    Di alexeievic nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 21-09-10, 17:27
  4. "Il governo e' in minoranza nel paese".
    Di Metapapero nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 08-06-09, 14:25
  5. Governo e paese al capolinea.
    Di Liberal-PD nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 58
    Ultimo Messaggio: 07-07-08, 11:38

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito