Pagina 40 di 72 PrimaPrima ... 3039404150 ... UltimaUltima
Risultati da 391 a 400 di 719
  1. #391
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito




    Un Prodi senza alcun futuro

    Il governo ottiene una faticosa fiducia al senato. Ma l’esito della votazione non cambia il dato politico di fondo. Ormai è fin troppo evidente, che il governo di sinistra-centro viene considerato dai suoi stessi componenti una sorta di malato terminale sottoposto ad accanimento terapeutico. Al punto che l’unico dilemma realmente aperto è quando si staccherà definitivamente la spina

    tratto da http://www.opinione.it/

  2. #392
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Quando l’eutanasia è un obbligo

    di Arturo Diaconale

    Rilancio? Pit stop? Ripartenza ? Niente di tutto questo. La fiducia sul filo di lana del Senato al governo di Romano Prodi serve solo a congelare la crisi. Nessuno sa bene quando avverrà lo scongelamento. Se tra qualche settimana o qualche mese. Ma tutti sanno che presto o tardi la crisi verrà comunque scongelata. Ed a quel punto l'unica soluzione possibile, visto che quella fondata sull'autosufficienza si è già abbondantemente consumata in questi giorni, sarà quella di un governo d'emergenza destinato a preparare la nuova legge elettorale ed a portare il Paese alle elezioni anticipate. Nel tentativo di conservare il più a lungo possibile il congelamento della crisi il presidente del Consiglio si è candidato ad essere lui l'artefice della riforma elettorale. Visto che tanto l'attuale governo non è in grado di andare oltre l'ordinaria amministrazione (altro che 12 punti!), Prodi ha cercato di attribuirsi le funzioni del futuro governo d'emergenza e di occuparsi di quella modifica del sistema elettorale che costituisce ormai la principale preoccupazione politica dei partiti e delle istituzioni repubblicane.

    La mossa è abile. Ma è ben difficile che al “professore” verrà concessa la possibilità di fare al tempo stesso il Presidente di un esecutivo congelato e d'emergenza. A sbarrargli la strada, oltre l'opposizione, sono soprattutto i suoi alleati. Il dibattito del Senato lo ha dimostrato in maniera lampante. Il gelo dei Ds e Margherita indica che i due partiti hanno iniziato l'operazione di scaricamento del testardo sostenitore della formula di sinistra-centro. E che non hanno alcuna intenzione di mettere il proprio destino nelle sue mani lasciandogli la possibilità di pilotare la riforma elettorale. In queste condizioni il vero problema del momento è la durata della sopravvivenza di un governo così delegittimato ed azzoppato. Ogni giorno trascorso con un esecutivo in stato comatoso è un giorno perso sulla strada del risanamento e del rilancio dell'economia del Paese. Tirare a lungo con il paziente in stato comatoso, dunque, non è un atto pietoso ma di semplice irresponsabilità. Giulio Andreotti, che è uomo di grande esperienza, dice sempre che è meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Ma anche lui incomincia a convincersi che nelle condizioni attuali per il governo della crisi congelata è meglio tirare le cuoia che tirare a campare. E se anche il cattolicissimo Divo Giulio si convince che in questo caso l'eutanasia è un obbligo, vuol dire che non c'è proprio più nulla da fare.

    tratto da http://www.opinione.it/

  3. #393
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sull'orlo della poltrona
    Più che "lo scatto in avanti", siamo alla seconda fase della crisi

    Se leggiamo un emerito e non certo dimenticato direttore della "Voce Repubblicana" del nostro passato, Alberto Ronchey, possiamo immaginare che "Romano Prodi ed i suoi ministri siano seduti sull'orlo delle loro poltrone, poiché rimane assai dubbia la durata di questo governo e di questa legislatura". I direttori della "Voce" passano ma le idee restano le stesse. Perché anche noi abbiamo avuto la stessa impressione fotografata da Ronchey sul "Corriere della Sera": "La coalizione del centrosinistra sopravvive a stento, con pochi voti parlamentari e molte discordie interne su disparate questioni".



    Per questo ci è parso piuttosto surreale il clima di sollievo con il quale Prodi ed i suoi ministri, i suoi capigruppo al Senato hanno salutato la fatidica quota 158, con quattro senatori a vita aggiuntivi. Ma, avuta la fiducia, non si vede, francamente, la seconda fase del governo, né il rilancio dell'esecutivo. Si è aperta invece la seconda fase della crisi, quella che probabilmente sarà terminale.

    Intanto perché il presidente del Consiglio, che doveva essere forte di un suo dodecalogo, magari incarnare il modello di "un dittatore illuminato" – ricordate a proposito i suggerimenti di Scalari? - è parso molto ridimensionato. La misura del ridimensionamento, la danno i Dico, che sono stati sostanzialmente lasciati al loro destino nella replica. Cosa ha detto Prodi? Che il governo il suo lavoro l'ha fatto e che ora spetta al Parlamento. In sostanza, una scelta pilatesca. E cosa aveva detto invece una settimana fa? Che i Dico erano stati fatti "per difendere i più deboli". Bella frase. Ci sarebbe piaciuto risentirla, perché se Prodi era davvero convinto, avrebbe impegnato il governo per evitare che i Dico finissero in soffitta, come stanno per finire. Perché è chiaro che l'atteggiamento nuovamente comprensivo del senatore Andreotti verso il governo, il rientro del Senatore Pallaro, la stessa fiducia di Mastella e di Follini, si spiega sulla base dell'abbandono del disegno di legge sulle coppie di fatto.

    Sarcastica Rosy Bindi ha chiosato: "dai Dico ai Direi". Da un presidente del Consiglio forte – diciamo noi - ad un presidente del Consiglio che per liberarsi dalla prigionia dell'ala massimalista della sua maggioranza è diventato ostaggio delle componenti clericali della stessa. Non proprio una garanzia di autosufficienza, al contrario.

    Inoltre, per poter perseguire con una certa tranquillità una politica estera che preveda l'assolvimento degli impegni internazionali all'interno dell'alleanza atlantica, oltre che dell'Onu, Prodi si è consegnato interamente alle vecchie componenti democristiane che, nella giornata di giovedì, hanno ottenuto un vero trionfo. Le guardie rosse di Bertinotti sostituite da quelle vaticane, di Mastella e compagnia. Sinceramente questo esito si addice di più a Prodi rispetto a quello precedente, ma comporta un nuovo scenario politico, di tipo neocentrista, al quale, chissà, non siano insensibili un domani anche Casini e chi comunque gravita nel Partito popolare europeo. Prima di vedere nascere il partito democratico, abbiamo rivisto la grande ombra della vecchia Dc. Chissà che questo soltanto non sia sufficiente a provocare un sussulto nella sinistra radicale, molte componenti della quale non sembrano intenzionate a replicare domani, sull'Afghanistan ad esempio, la fiducia al governo. A quel punto, sulla politica estera, se Prodi vorrà andare avanti, dovrà accettare il sostegno che gli proverrà dall'opposizione.

    Rappresenta o non rappresenta un problema politico questa situazione? La maggioranza sarà variabile sull'Afghanistan?

    Incognite di tale entità da far sì che si pensi che la crisi sia semplicemente entrata nella sua seconda fase. Quella che dovrebbe portare alla deflagrazione definitiva della maggioranza, salvando magari comunque il premier, che si trova finalmente nella compagnia che più gli si addice. "L'Unità", lo scriviamo per cronaca, apre la sua prima di giovedì con un appello: "In questo momento importante del voto di fiducia al governo Prodi mi sembra fondamentale come prete e come missionario rivolgermi a voi parlamentari perché prendiate in considerazione quello che più serve al futuro del nostro pianeta e delle future generazioni. Con questo governo stiamo lavorando benissimo: non possiamo interrompere un percorso già avviato". Firmato padre Alex Zanotelli. E mica vorrete fare un dispiacere ai preti?

    Roma, 1 marzo 2007



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  4. #394
    Forumista senior
    Data Registrazione
    27 Oct 2009
    Messaggi
    2,580
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Governo in lista di attesa

    Il caso Welby e il caso Prodi

    Qualcuno potrebbe fare un facile accostamento sul caso Prodi riguardo al caso Welby, anche se Prodi non ha trovato ancora il Pannella evocatore di morte , sembra che sia sulla buona strada.
    Un personaggio degli spaghetti western ci aveva abituato a riconoscere il boia che si spostava nei villaggi ad ovest di Sonora per adempiere alle funzioni di giustiziere, ora Pannella imeprsona questo personaggio esi spsota in varie parti d'Italia per persuadere qualche moribondo a morire un pò.......prima.
    Così il suo ego protagonista viene ad essere sedato e curato.l
    Facciamo voti a che Pannella non passi nelle vicinanze di Prodi e dei suoi ministri, ci sarebbe la Bonino da lobotomizzare,, ma oramai è solo l'ombra di se stessa, ma Pannella non demorde e non vorrei che evocasse ancora una volta, vista la lunga agonia in cui Prodi si è incanalato, è già in pole position per l'eutanasia, già i suoi parenti ,Rossi e Turigliatto ci hanno provato, momentaneamente l'anestesista Follini con il suo assistente Pallaro hanno evitato la bella morte, ma quando durerà lo stato comatoso di questo governo?
    Ci saranno prossimamente dei congressi dove si voterà l'eutanasia dei ds e della margherita, nonchè dei repubblicani europei, sicuramente con il partito democratico si faranno prove di eutanasia del governo bissato al senato.

    I comunisti del governo, non è vero che non ci siano comunisti al governo,Giordano, Russo Spena, Diliberto, Rizzo fanno voti perchè il coma continui, almeno fino ai due anni e sei mesi ed un giorno di mandato per prendere la pensione, il loro cardiopalmo ( palmos = battito ) sarà continuo nei prossimi anni, basta aver visto come si sono affrettati a votare la fiducia al governo , dopo averlo sfiduciato a Vicenza.

    Quindi ci saranno continui spasmi, tachicardie, edemi, Pollastrini, Bindi, pannoloni, Scalfaro, effetto gas venefici, Pecoraro Scanio un serie di malattie pandemiche ed endemiche alla sinistra perdente in tutto il mondo vincitore di scarsa misura in Italia.

    la frase di D'alema : "questa sinsitra non serve" per ora è stata dimenticata, ma sicurament durante l'eutanasia dei ds verrà ridetta e quindi non ci saranno più prodotti farmaceutici che tengano Prodi in coma con i comunisti dovrà iniziare a fare le valigie, attento però, Pannella potrebbe riapparire e proporre l'eutanasia.

  5. #395
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    GOVERNO/ NUCARA: ESECUTIVO GIA' MORTO E' NEL CONGELATORE
    Come fatto di cronaca con figlio che occulta cadavere padre

    Roma, 1 mar. (APCom) - "Da un recente fatto di cronaca abbiamo appreso che il figlio aveva messo il padre defunto in un freezer per poter riscuotere la pensione. Potremmo dire che il governo Prodi è già morto ed è stato messo nel congelatore". Lo dice il segretario del Pri Francesco Nucara all'indomani del voto di fiducia in Senato.

    tratto da http://notizie.alice.it/home/index.html

  6. #396
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Oct 2009
    Messaggi
    9,385
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    il primo piano della voce di domani

    Con estrema disinvoltura l’Istat ha fatto sapere, oltre a dei fondamentali positivi dell’economia, che la pressione fiscale nel nostro paese è al 42,3% del prodotto interno lordo, la più alta dal 1999. In queste condizioni non abbiamo difficoltà a prevedere che essa se non sarà ridotta è tale da ammazzare una mandria di tori, altro che la ripresa. Ed il motivo per il quale il governo italiano ha messo le mani avanti, dicendo che non intende ridurre le tasse nemmeno a fronte dell’eccezionale surplus di entrate, deriva dal fatto che sapendo di non poter riformare un bel niente, per mantenere le spese, deve mantenere anche l’imposizione fiscale agli attuali livelli. Ecco spiegato, in breve, come il governo Prodi, se non ci se ne libererà presto, darà il colpo di grazia al Paese.

  7. #397
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    GOVERNO/ LA MALFA: SERVE SOLUZIONE INTERMEDIA
    Follini? Potrebbe certificare la fine dell'esecutivo

    Roma, 1 mar. (APCom) - Se il Governo Prodi dovesse cadere si va al voto, "e solo la preparazione di una soluzione intermedia", un Governo istituzionale, "potrebbe impedirlo". Lo ha detto Giorgio La Malfa, Pri, nel suo intervento in Aula alla Camera nel dibattito sul voto di fiducia. "La continuità della legislatura - ha detto - è nelle mani delle forze che sostengono il Governo", tra cui il senatore Marco Follini, "che ieri ha fatto un discorso contraddittorio" e "può darsi che si riservi di certificare egli la fine del Governo".

    tratto da http://notizie.alice.it/home/index.html

  8. #398
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Estrema sinistra inadatta ad un Paese moderno

    Intervento sulla fiducia in Senato al Governo Prodi, 28 febbraio 2007.

    di Antonio Del Pennino

    Onorevole Presidente, i Repubblicani non si muovono mai da posizioni aprioristiche, poiché sono il partito della ragione, e della ragione è parte il dubbio.

    Non credo quindi che si potranno ritenere le considerazioni che mi accingo ad esprimere come ispirate da una pregiudiziale ostilità nei confronti del Governo che oggi si ripresenta al Senato.

    Esse sono piuttosto dovute ad un'attenta considerazione del passaggio politico che stiamo vivendo e all'analisi delle caratteristiche della composita maggioranza, nonché ad una oggettiva valutazione del discorso programmatico del Presidente del Consiglio e dei 12 punti che sono stati posti a base del rinnovato patto fra le forze politiche che sostengono l'esecutivo.

    Oggi si richiede un voto di fiducia a questo ramo del Parlamento dopo che per ben due volte, su scelte che coinvolgevano un tema essenziale per un paese e per il Governo del paese qual è il tema della politica estera, la maggioranza è stata battuta e non per un destino "cinico e baro", per usare una espressione evocata in altri tempi e in altre circostanze da un autorevole uomo politico, ma perché sulla politica estera il Governo non gode di una autonoma maggioranza.

    Si possono considerare arroganti i toni con cui il Ministro degli Esteri si è rivolto al Senato in occasione del voto di mercoledì scorso quando il Governo è stato battuto, ma non si può certo imputare ai toni dell'Onorevole D'Alema la causa del risultato.

    Il dato è che sulla politica estera, come su una serie di altri temi su cui mi soffermerò appresso, le contraddizioni interne all'Unione sono insuperabili.

    Come ha osservato un nostro ex collega che appartiene al centro-sinistra, Franco De Benedetti: "è un truismo dire che il Governo è caduto per il risicato margine del Senato. Quel margine al contrario è la conseguenza aritmetica di un fatto politico: che non è possibile governare un grande paese occidentale ad economia di mercato con una maggioranza di cui la sinistra antagonista sia parte organica. Non succede ovviamente nell'Inghilterra di Blair, non succede in Germania, dove a Schroeder manco è passato per la testa di allearsi con Gysi, non succede, a ben vedere, nella Spagna di Zapatero. Tutti paesi nei quali - evidenzia De Benedetti - vige o il maggioritario, o un proporzionale dell'alternanza".

    Solo l'Onorevole Prodi ritiene di poter fare il miracolo di conciliare, nel comune odio verso l'Onorevole Berlusconi, sinistra riformista e sinistra antagonista.

    Ma l'indicazione di un nemico da battere può servire a tenere unito un cartello elettorale, non a garantire una maggioranza per governare.

    E l'esperienza di questi mesi lo ha confermato.

    Logica avrebbe voluto che il Presidente del Consiglio prendesse coraggiosamente atto dell'impossibilità di garantire una coesa maggioranza a sostegno del Governo e con un atto di responsabilità nazionale desse un contributo alla ricerca di una soluzione che consentisse, con la continuità della legislatura, di affrontare davvero i gravi problemi che il paese ha davanti.

    Non è la mia una valutazione di parte, sol che si rilegga quanto ha scritto un uomo che alla storia e alla tradizione della Sinistra appartiene in modo organico: Emanuele Macaluso.

    Ha affermato, infatti, Macaluso: "non basta un rabbercio nella maggioranza per andare avanti. Riproporre quindi oggi la stessa leadership e la stessa linea politica è insensato: sarebbe un'avventura che non terrebbe conto né degli interessi generali del Paese né del logoramento cui sarebbero sottoposte le istituzioni".

    Questo senso della responsabilità nazionale non è stato sentito dal Presidente Prodi che richiede oggi un voto di fiducia sulla base di 12 punti e di dichiarazioni programmatiche o generiche o tali da riaprire immediatamente il conflitto nella maggioranza.

    Generico, ad esempio, è l'impegno per il riordino del sistema previdenziale. Si afferma l'esigenza di privilegiare le pensioni basse e i giovani, ma non si dice nulla sul problema dell'innalzamento dell'età pensionabile, "conditio sine qua non" per consentire, con l'equilibrio del nostro sistema previdenziale, la possibilità di garantire un adeguato trattamento pensionistico per le nuove generazioni. E ciò perché non vi è accordo tra di voi sul punto.

    Sono destinati a riaprire il conflitto nella maggioranza anche gli impegni per confermare la missione in Afghanistan e la realizzazione della TAV. E' stato e sarà motivo di scontro anche il disegno di legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici degli enti locali. Non a caso il Presidente del Consiglio si è sentito in dovere di sottolineare l'impegno ad individuare politiche particolari per il settore dell'acqua, al fine di accontentare l'ala antagonista della maggioranza.

    Su questi temi si sa che mancheranno i voti di alcuni dei Senatori che oggi possono accordare la fiducia, ma non si ha il coraggio di riconoscere che questo Centro-Sinistra non è autosufficiente e, conseguentemente, non si è avuta, né si avrà, alcuna intenzione di aprire un serio dialogo con l'opposizione.

    Strumentale è suonata anche l'affermazione del Presidente Prodi che il governo intende coinvolgere tutte le parti politiche sul tema della riforma elettorale, quasi a prevenire l'obiezione che una soluzione di questa materia esige un governo di diverso profilo che non sia espressione di una risicata maggioranza, né sia frutto di una contrapposizione frontale.

    Nella realtà, il Presidente del Consiglio si è rinchiuso nella orgogliosa rivendicazione del voto che ha indicato una maggioranza alla Camera ma solo un esiguo margine al Senato, dove ora confida nella ricerca di qualche individuale sostegno.

    Ma così facendo non solo non trova, né troverà, il consenso dei Repubblicani, ma rischia di inverare le parole di Bruto nel "Giulio Cesare" di Shakespeare: "c'è nelle cose umane una marea che colta al flusso mena alla fortuna: perduta, l'intero viaggio si arena su fondali di miserie".

    Ha colto il flusso della fortuna che ha portato questa maggioranza al Governo. Ma ora lo ha perso.

    C'è solo da augurarsi che nei fondali in cui finirà questo Governo non finisca anche il Paese.

    tratto da http://www.pri.it

  9. #399
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Forze disparate, ognuna con una visione propria

    Intervento alla Camera sulla fiducia a Prodi, 1° marzo 2007

    di Giorgio La Malfa

    Signor Presidente, all'indomani delle elezioni politiche dello scorso anno, all'onorevole Prodi - che giustamente aveva ricevuto l'incarico per la formazione del Governo in qualità di leader della coalizione uscita vincente dalle urne - e alla coalizione che egli rappresentava e rappresenta si aprivano due strade politiche: una era quella di leggere l'esito delle elezioni come un risultato di parità sostanziale, che indicava un'opinione pubblica che in un certo senso segnava la stessa strada seguita in Germania dal Cancelliere Merkel e dal partito socialdemocratico verso una stagione di larghe intese per affrontare i problemi del paese; l'altra era quella di scommettere sull'autosufficienza programmatica e politica della coalizione.

    La mia impressione fu che la seconda scelta, anche se del tutto legittima, fosse uno sbaglio: la scommessa dell'autosufficienza programmatica ancor prima che numerica è finita con i due voti del Senato delle scorse settimane.

    Signor Presidente del Consiglio, lei ha affermato che il programma dell'Unione è sufficiente perché trova un punto di equilibrio e di sintesi tra tutte le posizioni che lo hanno espresso. In realtà non è così. Infatti lei ha potuto constatare che sulle questioni di politica estera - che non costituiscono di certo un piccolo problema - il programma non era e non è stato sufficiente.

    Ciò viene confermato dal fatto che si è dovuto aggiungere un dodicesimo punto, nel quale si afferma che il Presidente del Consiglio è colui che decide in caso di divergenze.

    Sinceramente, trovo molto difficile pensare che una coalizione, composta da forze politiche ognuna delle quali ha la propria visione e i suoi collegamenti con la società nonché il proprio retroterra politico e culturale, possa ad un certo punto riconoscere, su questioni essenziali, di dover rinunziare alla sua visione in ordine ai problemi dell'ambiente, della politica estera, dell'economia, del sistema previdenziale e così via.

    Questa è la ragione per la quale vi è stata la crisi: non è venuto meno un voto o qualche voto, è venuta meno quell'immagine che vi fosse un programma capace di rendere coesa la sua coalizione. La prossima crisi, signor Presidente del Consiglio, porterà il paese diritto alle elezioni!

    Presidente Prodi, quando lei assunse la decisione su Vicenza, avevo pensato che fosse il Presidente del Consiglio ad aver aperto la strada delle larghe intese; ho anche pensato che se avesse ricevuto - come poi è avvenuto - l'incarico dal Presidente della Repubblica, egli avrebbe potuto aprire l'esplorazione, che non era stata aperta l'anno scorso.

    È stata scelta nuovamente la strada di chiudere una coalizione che ha già dimostrato di non essere nelle condizioni di reggere l'urto rappresentato dai problemi del paese, quindi la continuità della legislatura non è più nelle mani del Presidente del Consiglio, ma delle forze politiche che lo sostengono. È anche nelle mani del senatore Follini, che ieri al Senato ha pronunciato un discorso del tutto contraddittorio; infatti ha sostenuto nella prima parte che i guai del nostro paese, in questi ultimi dieci anni, sono figli di un bipolarismo assurdo e, per così dire, isterico; che, quindi, bisogna chiudere quella stagione; ma poi lo stesso Follini ha aggiunto che avrebbe votato per il Governo. Può darsi che il senatore Follini si riservi di certificare egli stesso la definitiva fine di questo bipolarismo affermando, tra quindici giorni o un mese, di non essere più in grado di concedere la fiducia; di conseguenza lei, signor Presidente del Consiglio, dovrà recarsi di nuovo dal Presidente della Repubblica per ritirarsi definitivamente dalla scena. Oppure la decisione spetterà ad altre forze politiche: alla Margherita o, in particolare, ai DS. Ripeto, infatti, con molta chiarezza che se questa coalizione andasse in crisi vi sarebbero le elezioni, che potrebbero essere impedite al Paese soltanto dalla preparazione di una soluzione diversa in questi giorni e in queste settimane. Il centrodestra, l'opposizione, può indicare - come del resto fa e pensa - una soluzione intermedia per affrontare i problemi economici e le situazioni istituzionali, ma lo può fare solo in presenza di un qualcosa che venga preparato.

    Oggi lei, Presidente Prodi, porta la legislatura ad una fine prematura: speriamo che la politica la possa salvare.

    tratto da http://www.pri.it

  10. #400
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tempo perso
    Se cadono ancora stiamo tranquilli che si torna a votare

    Il centrosinistra ha scelto di andare avanti con il governo Prodi. Non ha risolto il problema che si era aperto due settimane fa sulla politica internazionale - che si ripresenterà puntualmente appena arriverà in Parlamento la questione del voto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan - ed ha rinunciato, scaricandoli, ai Dico. In più procede con annunci contraddittori. Il premier ha detto, in sede di replica alla Camera, che si taglieranno le tasse, le stesse che il suo ministro dell'Economia vuole però mantenere nelle stesse entità anche per i prossimi anni. Apre sulla legge elettorale nella ricerca di un accordo che potrebbe rivelarsi un tentativo disperato.



    Si sente sicuro di poter governare, ma in molti alberga il sospetto che si punti solo a tirare a campare. Sulla questione della riforma della previdenza, che pure è un altro tema fondamentale, il segretario della Cgil ha detto che si presenta una strada in salita. La battuta è stata sufficiente ad uno scambio di opinioni con il ministro Bersani, tale da far pensare che, definire "in salita" il percorso, sia ancora un eufemismo.

    A noi sembra un quadro disastroso. Anche perché se si verificasse un nuovo incidente parlamentare, tale da mostrare nuovamente che la maggioranza politica può franare rovinosamente, la possibilità che si era aperta di avviare un governo su larghe intese con alcuni limitati punti programmatici indispensabili, oggi sarebbe impercorribile. Si scioglierebbero le Camere per andare a votare, punto e basta, e con questa legge elettorale tanto contestata. Si sarebbe perso quindi tutto questo tempo, ed altro se ne perderebbe. E' vero che c'è un'eredità economica positiva oltre il previsto, ma il rischio, in tali condizioni, sarebbe di sprecarla. Piuttosto che riflettere sullo stato della sua coalizione del quale tutto può dirsi, fuorché che sia felice, l'onorevole Fassino, intervenendo in Aula, ha pensato di usare un argomento inoppugnabile: l'opposizione non presenta un'alternativa perché è divisa. Ora, per quanto questo possa corrispondere al vero, le differenze dell'opposizione si sommano a quelle del governo che si cerca, con la fiducia, di nascondere. Le divisioni dell'opposizione, l'assenza di un'alternativa, rappresentano una ragione in più per non insistere con un'esperienza che ha già mostrato di avere l'acqua alla gola e che domani rischia di essere sommersa. In altre parole si è persa un'occasione, l'ennesima.

    Roma, 2 marzo 2007



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


 

 
Pagina 40 di 72 PrimaPrima ... 3039404150 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il paese ha bisogno di un governo.
    Di yure22 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 11-03-13, 16:00
  2. Il contributo del governo per la crescita del Paese
    Di Roberto il Guiscardo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 22-08-12, 07:53
  3. Il governo non ha piu' la maggioranza nel paese...
    Di alexeievic nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 21-09-10, 17:27
  4. "Il governo e' in minoranza nel paese".
    Di Metapapero nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 08-06-09, 14:25
  5. Governo e paese al capolinea.
    Di Liberal-PD nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 58
    Ultimo Messaggio: 07-07-08, 11:38

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito