Originariamente Scritto da lupo1982
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Originariamente Scritto da lupo1982
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ma non era balaklava?Originariamente Scritto da lupo1982
e poi con quel capo lì ci combattete voi![]()
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screanzato, rispondi solo quando ti viene detto di farlo.Originariamente Scritto da ardimentoso
stai parlando con una Regina per Volontà di Dio.


le stecche che si sono susseguite?Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
cioè "stecche" sono quelle argomentazioni che tu non condividi?
o a cui non sai rispondere?


e visto che a qualcuno qua piace l'Ordine Divino delle cose, possiamo pure portare l'esempio di qusalche autore più vicino a loro che a noi.
vorrei puntualizzare come lo stesso Platone, il più aristocratico dei filosofi Greci, abbia puntualizzato che l'Uomo, migliore fra i suoi consanguinei e vicini, che riesce a liberarsi delle catene, a seguire la luce e uscire dalla caverna, una volta contemplata e intravista la Verità, il Bene, il Bello, torna nella caverna per aiutare e dirigere gli uomini che non sono riusciti a liberarsi di tali catene.
e questo si riallaccia a quello che diceva ardimentoso, cioè che sta alla abilità del capo l'obbedienza dei suoi uomini, sta a lui e al modo e all'umiltà con cui torna nella caverna e dona(e ribadisco DONA, non elemosina) le sue conoscenze e capacità alla comunità.
dai, non esagerare.......
non era proprio elemosina:
se non ricordo male si parlava di elargire "benevolenza"......


Sapete che inizia un po' a sfuggirmi il senso di questa polemica?
Mi sembra che la discussione aperta da Anna fosse idealmente collegata a quella precedentemente avviata sulla destra radicale.
Ed era animata da ottime intenzioni, io francamente non ho visto alcuna voglia di salire in cattedra, poi il dibattito è in qualche modo trasceso, quando una discussione prende strade diverse la colpa va probabilmente equamente divisa tra i partecipanti, ma ora credo si possa serenamente tornare all'oggetto della discussione.
Individuare un capo in modo condiviso è difficile, certo, a mio parere sarebbe già molto, in termini di efficaca politica, individuare 4-5 idee forza intorno alle quali progettare un'azione efficace per dare quantomeno diritto di tribuna alle nostre aspirazioni.
Il resto lo faranno le gerarchie naturali, la militanza politica non è fatta di coscritti ma di volontari, una volta che sarà individuata una figura (e perchè non un duumvirato o un triumvirato, se dovesse essere più opportuno) chi non si riconoscerà in essa non sarà ovviamente obbligato a nulla, questo è nelle cose.
Ma mi piace anche il riferimento fatto da fabiosko ai numi tutelari, forse da questo punto di vista se una persona come Freda desse una sua impronta e un suo avallo a un progetto politico molti che ora sono rifluiti nel bosco potrebbero ritenere ciò uno stimolo e una garanzia per un nuovo impegno politico.


Chi non sta con me non m'importa affar suo solamente non mi piace l'integralismo da trasfertaOriginariamente Scritto da Nolan


Gentilissimo Cristiano,Originariamente Scritto da cristiano72
i miei spunti sul forum intendevano essere anche una prova di identità. Mi sono chiesta: in che rapporto starà l'ambiente con certe sue idee fondanti e fondamentali? Prima ho proposto l'argomento dell'ideologia. Poi, quello della gerarchia. Tutto qui. Non imponevo un "quiz a risposta unica" né altro. Certo, avrei potuto evitare di comunicare il mio sospiro di sollievo quando è stato fatto il nome di Freda (ma l'impeto mi ha tradita). Avrei potuto ignorare gli argomenti proposti da Lupo1982 (questa sì che sarebbe stata una manifestazione di disprezzo!), tanto si annullavano da sé. Invece, il demone dialettico e pedagogico mi ha indotta a contendere. E ritenevo così di fare qualcosa di utile. Preciso definitivamente: onore a chi si fa valere sulle strade, nelle giungle metropolitane, a chi combatte, magari, venti a uno (se non cento a uno) e vince, e ottiene un suo luogo per esistere. Io li ammiro. Ma non accetto che si operi una inversione dei valori (valori che non stabilisco certo io impositivamente, ma che fissa l'ordine naturale delle cose) anteponendo l'agitazione all'azione che si definisce con la riflessione. Non accetto, poi, che un 'parvenu' delle barricate dimentichi, o ignori, di essere figlio di una tradizione di uomini e opere, di essere il riflesso di simboli e idee che altri si affannano a custodire e a tramandare e a diffondere, e mi venga a stonare il ritornello "Giovinezza".
Che cosa distingue le case okkupate dalla destra da quelle okkupate dalla sinistra? L'intenzione, l'idea-guida. Io mi interesso, facendo libri, di quest'ultima. Freda si è interessato e si interessa, facendo anche libri (ma certo non solo), di questo. I nostri libri sono politica attiva. Cerchiamo di rendere l'idea, l'intenzione sempre più lucide, il verso dell'azione sempre più preciso. Ecco tutto. E' presunzione dire questo? Non lo è, invece, volerlo negare?
Ancora: quando parlo di "concessione di benevolenza" non parlo certo di una manna che l'uomo di pensiero cali presuntuosamente sull'uomo di azione. Parlo della qualità del nesso che intercorre tra queste due categorie di uomini. E' connaturata nell'indole dell'uomo di pensiero la benevolenza. Ma si tratta di una espressione di rispetto e considerazione. I miei interlocutori hanno frainteso - e io ero troppo infastidita, in quel momento, dai loro toni per spiegarmi con più diffusione.
Tra l'altro: l'eroe della guerriglia urbana, Gianluca Iannone, gode della mia totale ammirazione e simpatia. E scommetterei che con lui il fraintendimento non avrebbe avuto luogo.
Altra precisazione: non è che io soffra di una forma morbosa e accalorata di 'fredolatria'. Semplicemente, ho l'onore e il privilegio di cooperare con l'Editore, di conoscere in modo particolareggiato la sua storia, e perciò ho in mano tutti gli argomenti con cui dare spiegazione motivata della mia ammirazione per lui. Detesto il 'peccato di omissione' e perciò dico tutto quello che penso. Anche qui: non voglio prevaricare l'opinione di alcuno. Ma che uno qualunque osi diminuire, distorcere i profili della figura indubbiamente più rappresentativa del radicalismo di destra (a proposito, l'espressione venne coniata da Freda nel 1963, dopo la lettura di "Cavalcare la tigre", sul periodico "Tradizione"), mi induce un immediato moto di reazione e difesa. Esattamente come me lo induce una pagina nietzscheana mal tradotta, o un sillogismo scorretto.
Ecco, ho colto l'occasione per ripercorrere un po' i motivi della deriva dei miei spunti. Ora continuo a sperare - così come speravo all'inizio - che si trovi il modo per mettere ordine nella massa informe della destra radicale.
Con rispetto e benevolenza
Anna
quando il migliore sorgerà saranno cazzi vostri.