Grazie professore.Originariamente Scritto da petronius
Mi pare ovvio che la mia fosse un'esagerazione. Ma non priva di fondamento.
Primo perchè penso che il bene della nazione non sia raggiungibile attraverso la competizione economica ma, al contrario, attraverso una coscienza collettiva che comprenda che il fine della nostra società non debba essere lo sviluppo, la crescita economica e il progresso infinito, ma casomai il riappropriarsi della nostra vita. La distruzione ambientale che quelli come te vorrebbero, sacrificando l'armonia e gli interessi locali della gente a chissà quale paradiso infrastrutturale la lascio volentieri a chi questo sistema lo appoggia e lo foraggia.
Ovviamente ciò non esclude l'acquisizione e la ricerca di una preparazione sui problemi economici e sulle logiche dell'economia che nel nostro ambiente.
E' un altro discorso.
Su questo posso essere d'accordo.Sarebbe meglio che invece iniziassi a valutare seriamente come l'economia incida sulla vita delle persone. Anche questo deve interessarci, anche questo è politica. Siamo stati abituati da generazioni a fare i "pensatori"(presunti perchè poi in buona sostanza...) ed a lasciare alcuni ambiti di discussione al di fuori del nostro mondo. Infatti non esiste alcun movimento politico della destra radicale che abbia una dottrina coerente, funzionale ed alternativa sull'economia politica e la politica economica.
Invece è tempo di occuparsene, anzi di occuparsene molto seriamente!
E' palese che l'economia incida sulla vita delle persone.
Cosa dovremmo fare? Rassegnarci e seguire le sue leggi facendoci trasportare e accompagnare verso la distruzione del pianeta e della nostra vita?
Accompagnamola pure... diamo retta a chi ci propina la salvezza e la fecilità in base ai parametri del PIL, però poi non lamentiamoci se gli italiani anzichè alzare la testa pensano a comprare il nuovo video-telefonino.
Dico solamente che in una società in crisi è maggiormente possibile la nascita di una coscienza colettiva che possa individuare nelle storture di questo sistema la causa prima della situazione medesima.
E nel momento in cui una società fosse sull'orlo del baratro, starebbe proprio alle forze politiche antagoniste raccogliere il testimone.
Indubbiamente per poterlo raccogliere tali forze dovrebbero farsi trovare pronte.
Noi non lo siamo.


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