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  1. #31
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Che vergogna.
    Nel guestbook del PSDAZ FED CAGLIARI attaccano le ns posizioni solo perchè siamo per sì alla devolution.
    Dopo che siamo i primi ad aver difeso le scelte del PS d'Az pur non condividendone spesso le azioni.
    Lo voglio proprio vedere Muledda a smentirci il punto 4.....
    Rep, di cosa ti lagni?
    Ho notato che nn perdi tempo a rispondere ai post sull’argomento, anche se alcuni tuoi interventi non aggiungono niente di nuovo al confronto; mi è venuto il dubbio che tu voglia comunque avere l’ultima parola in questa discussione: nel caso, non credo di poterti accontentare.
    Da tempo ho capito che nn siamo sulla stessa lunghezza d’onda….
    Nn essendo tu mai stato sardista e dichiarandoti di centro-destra, nn ti trovi nella situazione migliore per pretendere di essere un interlocutore del PSd’A.
    Ti ho già indicato quali sono i potenziali tuoi referenti politici (non certo indipendentisti).
    Se speri di fare proseliti tra i nostri militanti hai sbagliato indirizzo.
    La posizione della maggioranza dei sardisti a questo referendum mi pare sia stata espressa chiaramente.
    Ciao.

  2. #32
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    Sbagli, io non ho mai fatto mistero di propendere verso un dato orientamento ma per centrodestra non intendo certo quello italiano.
    Essere indipendentisti non significa essere solo di sinistra, significa rispettare tutti.
    E questa è anche la posizione del ns portale.
    Dopo 50 anni persino nel PS d'Az dovrebbe essere un ragionamento acquisito, ma pare che non sia così.
    Io parlo con tutti, indipendentisti e non, basta che siano Sardi e non prendano ordini da Roma...
    Le ideologie lasciano il tempo che trovano, per favore, non attribuirmi cose false o ogni volta per smentire mi inviti così a replicare, lo stesso succede nel sito della FEDCA con Roberto che è mio stimatissimo amico.
    Io sono indipendentista, i fattori ideologici non ci impediscono di dialogare.
    Ripeto: Nessuno stà cercando di orientare i sardisti, nè intendo imporre nulla a terzi.
    Ciao

  3. #33
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Per fugare eventuali dubbi residui.

    Vediamo di entrare nel merito sulla “devoluzione” di competenze alle “Regioni”, sottoposte al referendum confermativo.

    L’art. 117 della Costituzione verrebbe così trasformato (le parole in grassetto sono le modifiche).

    Art. 117.
    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

    Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
    a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea; promozione internazionale del sistema economico e produttivo nazionale;
    b) immigrazione;
    c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
    d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
    e) politica monetaria, moneta, tutela del risparmio e del credito, e mercati finanziari; tutela della concorrenza e organizzazioni comuni di mercato; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
    f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
    g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
    h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa regionale e locale;
    i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
    l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
    m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
    m-bis) norme generali sulla tutela della salute, sicurezza e qualità alimentari;
    n) norme generali sull’istruzione;
    o) previdenza sociale; sicurezza del lavoro;
    p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; ordinamento della capitale;
    q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
    r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
    s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
    t) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;
    u) ordinamento della comunicazione;
    v) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale;
    z) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia.


    Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:
    rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
    commercio con l’estero;
    tutela del lavoro;
    istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
    professioni;
    ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
    alimentazione;
    ordinamento sportivo regionale;
    protezione civile;
    governo del territorio;
    porti e aeroporti civili;
    reti di trasporto e di navigazione;
    comunicazione di interesse regionale, ivi compresa l'emittenza in ambito regionale, la promozione in ambito regionale dello sviluppo delle comunicazioni elettroniche;
    produzione, trasporto e distribuzione dell’energia;
    previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
    valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
    casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
    enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale;
    istituti di credito a carattere regionale;
    Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

    Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
    a) assistenza e organizzazione sanitaria;
    b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
    c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione;
    d) polizia amministrativa regionale e locale;
    e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

    ….

  4. #34
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    Predefinito Provo ad esaminare.

    Sanità

    Si può notare che al punto m-bis) le norme generali sulla tutela della salute, attualmente in capo alle Regioni, passano allo Stato centrale, oltre alla competenza sulla sicurezza e qualità alimentari.
    Alla potestà legislativa esclusiva regionale resta l’assistenza e organizzazione sanitaria.
    Nn mi intendo di questo settore, ma attualmente tali competenze nn sono già della Regione, che eroga il servizio assumendone (nn so in che percentuale) gli oneri finanziari?


    Scuola.

    Come scritto alla lettera n), rimangono allo Stato centrale le norme generali sull’istruzione, altro che competenza esclusiva!
    Mentre alle Regioni restano: organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
    definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione.

    Bella scoperta!
    Si da il caso che, chi scrive, insegni da una ventina d’anni nella scuola pubblica.
    (Sulla scuola in Sardegna, mi riprometto di aprire una apposita discussione, appena ne avrò il tempo).
    Relativamente ai programmi scolastici, è già previsto, che ai sensi del D.M. 26 giugno 2000 n. 234, art. 3, l’utilizzo del 15% del monte ore annuale delle singole discipline possa essere rivolto ad attività didattiche inerenti la Lingua, la Storia, l’Arte, la Cultura, le Tradizioni popolari della Sardegna.
    Questa ed altre diciture le ho fatte inserire nel POF (Piano dell’offerta formativa) del mio Istituto, dopo diversi interventi in Collegio Docenti, richiamando a tale proposito i contenuti della Legge 15/12/1999, n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”; la L.R. 15/10/1997, n. 26 “Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna”; in ambito europeo, la direttiva 1283 del 1996 contenente “indicazioni sull’insegnamento della storia nelle scuole d’Europa in rapporto al problema dell’identità”.
    Il D.M. del 28 dicembre 2005, prevedeva la maggiorazione della quota dal 15% al 20%, nell’ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni, che l’attuale Ministro (G. Fioroni) ha confermato con un proprio decreto.
    Il problema è che proprio la RAS è inadempiente circa la determinazione degli indirizzi dei curricoli rimessa all’autonomia delle istituzioni scolastiche.
    L’argomento è carico di risvolti, sui quali ci saranno diverse occasioni per discuterne.


    Ordine pubblico.

    Possiamo notare che l’ordine pubblico e sicurezza (lettera h) rimane sotto la competenza esclusiva dello Stato centrale e solo la polizia amministrativa regionale e locale è riservata alle Regioni.
    A parte che sarebbe interessante sapere la differenza tra polizia amministrativa “regionale” e locale, ma quale sarebbe questa “polizia amministrativa” e quali funzioni e compiti dovrebbe avere?
    Se per polizia amministrativa locale s’intendono i vigili urbani: pitica sa novidadi! Arrob’e macus!
    Quale dovrebbe essere quella “regionale”?
    A meno di “regionalizzare” qualche reparto delle attuali Forze dell’ordine: Carabinieri? Polizia? Guardia di Finanza? O forse nn bastano e si intende creare un nuovo Corpo?
    Che in Sardegna si andrebbe ad aggiungere alla Guardia forestale ed in alcune comunità alle Compagnie Barracellari?
    Nn è che in pratica si vogliono trasferire solo gli oneri finanziari?


    E’ incredibile poi come la quantità di materie riservate allo Stato e di importanza strategica per la Nazione sarda come i trasporti e l’energia, non diminuisce ma anzi aumenta!

    t) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;
    u) ordinamento della comunicazione;
    v) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale;
    z) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia.


    Perfino nell’ordinamento sportivo “regionale” la legislazione è concorrente!

    E che dire dei poteri attribuiti al Primo Ministro e di tutti i risvolti contenuti nella dicitura “interesse nazionale”?

    Tirando le somme di questa “maldestra” centralizzazione, nn si può fare a meno di considerarla come una truffa travestita da un supposto federalismo.

    lampu!

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Su Componidori
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    Si può notare che al punto m-bis) le norme generali sulla tutela della salute, attualmente in capo alle Regioni, passano allo Stato centrale, oltre alla competenza sulla sicurezza e qualità alimentari.
    Alla potestà legislativa esclusiva regionale resta l’assistenza e organizzazione sanitaria.
    Nn mi intendo di questo settore, ma attualmente tali competenze nn sono già della Regione, che eroga il servizio assumendone (nn so in che percentuale) gli oneri finanziari?


    Scuola.

    Come scritto alla lettera n), rimangono allo Stato centrale le norme generali sull’istruzione, altro che competenza esclusiva!
    Mentre alle Regioni restano: organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
    definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione.

    Bella scoperta!
    Si da il caso che, chi scrive, insegni da una ventina d’anni nella scuola pubblica.
    (Sulla scuola in Sardegna, mi riprometto di aprire una apposita discussione, appena ne avrò il tempo).
    Relativamente ai programmi scolastici, è già previsto, che ai sensi del D.M. 26 giugno 2000 n. 234, art. 3, l’utilizzo del 15% del monte ore annuale delle singole discipline possa essere rivolto ad attività didattiche inerenti la Lingua, la Storia, l’Arte, la Cultura, le Tradizioni popolari della Sardegna.
    Questa ed altre diciture le ho fatte inserire nel POF (Piano dell’offerta formativa) del mio Istituto, dopo diversi interventi in Collegio Docenti, richiamando a tale proposito i contenuti della Legge 15/12/1999, n. 482 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”; la L.R. 15/10/1997, n. 26 “Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna”; in ambito europeo, la direttiva 1283 del 1996 contenente “indicazioni sull’insegnamento della storia nelle scuole d’Europa in rapporto al problema dell’identità”.
    Il D.M. del 28 dicembre 2005, prevedeva la maggiorazione della quota dal 15% al 20%, nell’ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni, che l’attuale Ministro (G. Fioroni) ha confermato con un proprio decreto.
    Il problema è che proprio la RAS è inadempiente circa la determinazione degli indirizzi dei curricoli rimessa all’autonomia delle istituzioni scolastiche.
    L’argomento è carico di risvolti, sui quali ci saranno diverse occasioni per discuterne.


    Ordine pubblico.

    Possiamo notare che l’ordine pubblico e sicurezza (lettera h) rimane sotto la competenza esclusiva dello Stato centrale e solo la polizia amministrativa regionale e locale è riservata alle Regioni.
    A parte che sarebbe interessante sapere la differenza tra polizia amministrativa “regionale” e locale, ma quale sarebbe questa “polizia amministrativa” e quali funzioni e compiti dovrebbe avere?
    Se per polizia amministrativa locale s’intendono i vigili urbani: pitica sa novidadi! Arrob’e macus!
    Quale dovrebbe essere quella “regionale”?
    A meno di “regionalizzare” qualche reparto delle attuali Forze dell’ordine: Carabinieri? Polizia? Guardia di Finanza? O forse nn bastano e si intende creare un nuovo Corpo?
    Che in Sardegna si andrebbe ad aggiungere alla Guardia forestale ed in alcune comunità alle Compagnie Barracellari?
    Nn è che in pratica si vogliono trasferire solo gli oneri finanziari?


    E’ incredibile poi come la quantità di materie riservate allo Stato e di importanza strategica per la Nazione sarda come i trasporti e l’energia, non diminuisce ma anzi aumenta!

    t) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;
    u) ordinamento della comunicazione;
    v) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale;
    z) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia.


    Perfino nell’ordinamento sportivo “regionale” la legislazione è concorrente!

    E che dire dei poteri attribuiti al Primo Ministro e di tutti i risvolti contenuti nella dicitura “interesse nazionale”?

    Tirando le somme di questa “maldestra” centralizzazione, nn si può fare a meno di considerarla come una truffa travestita da un supposto federalismo.

    lampu!
    Bentrovato Su Componidori.

    Grazie per la tua punuale analisi chiartificatice.

    Hai visto che cosa ci vogliono rifilare.

    E lo chiamano federalismo.

    Questo tutt'al più è decentramento.

    Ce lo prendiamo un cafè giù a oristano ora che vengo per le vacanze?

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Kornus
    Issos puru votan NONO!



    Deo no appo immentrigadu cando custo duos fascistas (issos emmo!) nd'an fattu ogare sos Battor Moros minettende de si c'andare.... Bois mi paret ki emmo!
    Si keres posto puru sa foto de Alessandra Mussolini e Giulio Andreotti, atteros amigos bostros in su NONO!
    Cuntentos bois....

    Deo sa Die mi c'ando a mare, su solu Referendu est cussu po s'Indipendentzia!
    Cussus duus presidentes de su stadu italianu tenint sa nexe de no hai fattu nudda contra is ingiustitzias sunfrias da is sardus trattaus che fillastus da s'Italia bìrdia.
    Nosus no seus italianus, ma issus duus no funt fascistas.
    Fascista est invece sa netta de su duce e fascistas funt abarraus is post fascistas.
    Andreotti est... Belzebù, su dimoniu chi nd'hat portau in Sardigna su rischiu de s'inferru nucleare.

    Nosus fadeus diferentzia tra manca e deretta.
    Ti fatzu s'esempiu de sa Spagna: candu a su guvernu ddoi fut Aznar is patriottas de Batasuna dda finiant in galera; cun su guvernu de manca, Zappatero aperit sa trattaiva politica po una solutzione de paxe asuba s'indipendentzia de Euskadi.
    Sa matessi cosa cun is Cadelanus.
    A su mancu a fueddus, manca e deretta no funt sa matéssi cosa.
    Semmai a sa manca depeus pregontai coerentzia tra su chi narant de essiri e su chi faint po s'autodeterminatzione de is populus de su mundu.

    Tue bolis fai che a Craxi, ca si ndi fut andau a mare po no votai in d'un'ateru referendum. Deo fia andau a votai e su votu miu hiat agiudau a fai perdiri a Craxi.
    Speraus capitit sa matéssi cosa dominigu e lunis chi 'enit; su votu miu est
    NO a su neocentralismu italianu, est unu NO
    po narre SI a su Statudu Nou de Soberanìa de is Sardus.

  7. #37
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    Totus A Mari!!!
    (E cust'orta de aberus!)

  8. #38
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    Grazie per la tua punuale analisi chiartificatice.

    Hai visto che cosa ci vogliono rifilare.

    E lo chiamano federalismo.

    Questo tutt'al più è decentramento.
    Hey Davide, ti sei chiesto perchè Bustianu ha motivato (per quanto riguarda SNI) in quella maniera la scelta dell'astensione e non del no a differenza del PS d'Az?
    Forse non si sarebbe scelta la stessa impostazione dei Sardisti...

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Hey Davide, ti sei chiesto perchè Bustianu ha motivato (per quanto riguarda SNI) in quella maniera la scelta dell'astensione e non del no a differenza del PS d'Az?
    Forse non si sarebbe scelta la stessa impostazione dei Sardisti...
    Il NO come pure il SI implicano una scelta a favore di una parte politica italianista.

    La loro logica è dividere la gente, nella fatispecie il Popolo Sardo.

    Noi ci tiriamo fuori dalla loro logica

  10. #40
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    Io direi più ad una coesione di movimento che di popolo dinnanzi al dover assumere certe scelte impopolari ed incomprensibili per la base:
    E' un'altra cosa.


 

 
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