SI
NO
Si, ma come energia universale che non crea o pensa o agisce
Altro.. specificare..




of course...
e non è che non capiscono la fede, non c'è niente da capire. E' che non gli è capitata quella cosa lì. Perché non gli è capitata? E che ne so io?onf:
Quando parlo di non capire, voglio dire che gli atei non comprendono che credere, per chi crede, NON E' UNA SCELTA FATTA A TAVOLINO. E' una cosa che ti capita. Per i primi vent'anni della mia vita io non ho creduto a niente, non ci pensavo, non mi riguardava, avevo altro da fare. Poi mi è capitato qualcosa. Non l'ho voluto, non l'ho scelto, non l'ho deciso. D'un tratto ho avvertito l'anelito, la nostalgia . Ho avvertito la presenza.
Ad altri magari è capitato in un altro modo. Ci sono nati. Li hanno fatto il lavaggio del cervello fin da piccoli, li hanno costretti e condizionati, che ne sò.
E se ad altri ancora non è capitato non succede mica niente. Non gli è capitato e io non gli posso spiegare com'è, perché non si può spiegare, anche se mi piacerebbe esserne capace, perché è una cosa bella e non brutta.
Bada bene, non ho detto credere in Dio, ma nella Trascendenza. Cioè in qualcosa che va oltre l'immanente. Da un qualcosa di apofatico precipita nel Reale in forme diverse, sempre più specifiche e materiali, fino a diventare, per qualcuno, che sò, una statuina che fa i miracoli.
La ragione descrive questa cosa in mille modi diversi, alcuni molto affascinanti, molto eleganti, altri più problematici, più legati in modo evidente a contingenze storico-socio-culturali. Ma è solo un modo di descrivere ciò che non può essere descritto.
:gratgrat: ma che sto a dì?
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


Ma perché omettete tutti il resto della frase? "Quello che gli atei non capiscono....... è che la fede non è una SCELTA". Cercavo di spiegare con due esempi quanto è difficile descrivere la fede a chi non ce l'ha.
NON HO MAI DETTO CHE IL PUNTO DI VISTA CONTRARIO E' SBAGLIATO.
NON HO MAI DETTO CHE GLI ATEI NON CAPISCONO NIENTE. CAPISCONO MOLTE ALTRE COSE CHE MAGARI IO NON CAPISCO.
Essere atei è uno degli aspetti di un mondo complicato, vario, multisfaccettato.
Spero di essermi spiegata, perché altrimenti lascio proprio perdere.
Se per brevità a volte le mie affermazioni possono sembrabre apodittiche, me ne scuso. Non ho alcun desiderio di giudicare gli altri, se sembra così è perché sono presa dalla foga della dialettica.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


Giusta osservazione. Infatti prima, in auto, mentre leggevo il messaggio di Melusine ho pensato che la GraziA è importante, ma è importante anche il libero arbitrio. Ed è logico pensare che il libero arbitrio comprenda anche il ragionamento e lo studio, quindi la razionalità, se la vita ci riserba di usarla anche per la Fede. Lo spirito santo può infonderci la fede anche attraverso la razionalità. Almeno per me sento che è così che è successo.
:sofico:
Ultima modifica di Cuordy; 20-01-10 alle 12:52




Non tutti quelli che credono sono uguali, come non lo sono quelli che non credono.
Il fatto che credere non sia una scelta è esattamente ciò che penso, ma magari invece lo è per alcuni o tale la sentono.
Credere è irrazionale? Per te sì, anche per me. Tutto qui.
Io non ho interesse a pretendere o dare spiegazioni, o prove, o chissà cos'altro.
Tu credi, io no, è così semplice e banale.


Dovresti dimostrare che non si può, elencticamente, grazie.
Pensi che avresti vinto il Nobel negando l'esistenza dell'etere in questo modo?
Se si, forse fai ancora in tempo con il bosone di Higgs.
Tralascio la digressione "storica" che è meglio e ti faccio solo notare che con il metodo scientifico non si può dimostrare in senso forte alcunché, di solito di dimostrare si occupa la filosofia.
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.






Dio crede in tutti noi.
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.