Salve a tutti, sono uno studente del Politecnico di Torino. Leggendo tutti i vostri post riguardanti il ponte, dal mio punto di vista avete tutti le vostre ragioni per essere favorevoli o contrari alla sua realizzazione. Vi ho sentito parlare anche di paragone e confronto tra ponti esistenti, ma a mio avviso mi sembrano tesi che non possono reggere. Prima di tutto il Golden Gate Bridge ha strutture completamente diverse rispetto a quelle che avrebbe il ponte sullo stretto, e la distanza tra le torri è di soli 1280 metri. D’accordo, è vecchio e resistente ai terremoti, ma non regge il paragone con quello sullo stretto. L’Akashy-Kaikyo Bridge è forse l’unico che potrebbe avvicinarsi un pochino al ponte sullo stretto, anche se la distanza della campata centrale è lunga “soltanto” 1990,8 metri (ricordo che la distanza tra le due torri del ponte sullo stretto sarà di 3300 metri). Ho letto alcuni di voi dire che le zone di questi due ponti sono più sismiche di quelle dello stretto, ed è vero. Ma fosse solo questo non ci sarebbero problemi a costruire un ponte. Però vedete, non potete proprio paragonare altri ponti a quello sullo stretto, perché gli altri ponti hanno i due piloni portanti piazzati sulla stessa zolla tettonica. Il ponte sullo stretto vi ricordo che ha un pilone su una zolla tettonica che si muove in un modo, mentre l’altro pilone ce l’ha su un’altra zolla tettonica che si muove in un altro modo. In termini ingegneristici, consentitemi il paragone, significherebbe costruire un ponte tra due barche che si muovono in direzioni differenti. Oltre che la lunghezza, è questa la vera sfida degli ingegneri.
E vi assicuro che se quel branco di ingegneri afferma che il loro ponte resiste ad un terremoto di 7.1 gradi Richter e ad un vento di 180 nodi... state pur certi che il ponte sta su. Su questo non dovete avere dubbi.
Se proprio vogliamo cercare un difetto... per il motivo geologico specificato sopra (ma qui ho visto che ci sono dei geologi, quindi lo potranno spiegare meglio loro) il ponte ha certamente una “data di scadenza” con un ordine di grandezza del centinaio d’anni (che non significa che dopo un centinaio d’anni crolla). Questo ponte non sarà una struttura statica, ma sarà “dinamica”, dovrà infatti flettersi seguendo il lento movimento tra le due croste terrestri. La flessione induce uno stato di tensione sulle strutture del ponte e un terremoto di 7.1 gradi adesso non è la stessa cosa di un terremoto di 7.1 gradi tra qualche decina d’anni, quando la posizione relativa tra le due coste sarà diversa, e diversa sarà anche la tensione nelle strutture. E vi assicuro che un millimetro sulle strutture significa moltissimo, anche se ad occhio non si vede.
Detto questo vorrei sollevare altri due quesiti. Ipotizziamo che si verifichi un evento sismico di 7 gradi Richter in quella zona dopo la costruzione del ponte. Cosa ce ne facciamo di un ponte immenso rimasto in piedi tra due città completamente distrutte?
Poi non mi piace che si dica “la maggior parte della gente dice SI al ponte” oppure “la maggior parte della gente dice NO al ponte”. Non lo possiamo sapere cosa pensa la maggior parte della gente. Perché non fare una consultazione popolare per decidere se fare o no il ponte?




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2010:
