
Originariamente Scritto da
kalash
x umberto.
Vedo che i miei esempi un pochino ti hanno fatto tornare sui tuoi passi, amico diellino.

Va bene così, mi sembri un tipo preparato ed è un piacere parlare con te.
Guarda, ti accorgerai, nel parlare con me, che io non mi preoccupo un bel niente dell'"etica cristiana", o per lo meno non più del rispetto che si deve a compagni di strada. Sono agnostico e pure non battezzato. Diciamo che, in questo momento, la mia posizione e quella della Chiesa coincidono. Io sulla famiglia mi appello a un criterio giusnaturalistico legato alla procreazione, e mi oppongo a una sostituzione di una artificiosità a tale prassi naturale, la Chiesa parla di eclissi di Dio, e anche se lo fa in modo legittimo rivolgendosi a chi ci crede, io non me ne sento affatto vincolato.
Il problema non è nel ricopnoscimento delle unioni di fatto. E nemmeno nella concessione di diritti ad esse. Il problema è in ciò che noi consideriamo come colonna vertebrale della nostra società. La famiglia è basata sull'assunzione di responsabilità relativamente a un progetto di lungo periodo. Il PACS vorrebbe dare gli stessi dirittii, senza la stessa assunzione di responssabilità. Lo Stato ha il dovere di discernere fra le due impostazioni. Non ti scordare che, come insegna Amato nei suoi manuali di diritto, al fondo di ogni Costituzione c'è un insieme di precetti etici e eculturali che parte da un popolo. Parlate di eliminare lo Stato hegeliano, ma in realtà nei popoli europei quetso concetto è molto più radicato di quanto pensiate. E a me va bene così, specialmente di fornte alle possibili evoluzioni del quadro sociale che la scienza minaccia di portare. Dopo tutto, se ci inchiniamo alle convenzioni, cosa ci impedirà, un domani, di rivisitare il concetto di efebismo assimilandolo a quello proposto dal partito neonato in Olanda?
La deriv afondamentalista è impedita da un insieme di norme che tutela la libertà dell'individuo, e quindi l'equilibrio è raggiunto. Ora, leggi il Dialogo fra Fede e ragione di Habermas-Ratzinger. Persino Habermas (che non è certo uno strenuo difensore della Chiesa) ammette che la ragione, da sola, non basta a definire l'azione democratica e civile. La razionalità che viene utilizzata nell'arena democratica ha bisogno del supporto relativo a principi assoluti rispetto alla determinazione dei quali ogni voce è ben accetta, persino la Chiesa. Ciò detto, e ricordato che dopo tutto la Chiesa per me è una delle tante voci, accordiamoci su quei principi minimi di cui facevo cenno qualche post fa. I Minima Moralia, cioè. Fra questi, decidiamo però anche quale sia il nucleo sociale minimo al quale fare riferimento per la costruzione dell'architettura normativa.
Ci sentiamo fra un po', purtroppo il lavoro chiama.
Saluti ulivisti.