



La Malfa, un uomo un perchè...


E poi non siamo democratici.............faccia quello che vuole noi siamo per il SI lo stesso!
........<>-Max-<>.......


Originariamente Scritto da BOY74
preparatissimo, guarda. Enimont e Gardini ne sanno qualcosa.


...e chi ha parlato dei repubblicani americani ?!Originariamente Scritto da cyber81
Prima di rispondere ad un intervento sarebbe opportuno almeno leggerlo...


L'implosione dell'Italia
Lo stato del Paese e il percorso meditato del nostro partito
L'Italia sembra stia per implodere. Verrebbe voglia di dire solo politicamente e, invece, non c'è settore della vita pubblica, para - pubblica e privata che non sia travolto * sia pure per le ragioni più disparate- da incertezze, pietose bugie, malaffare vero o presunto. Sarebbe il caso di affermare, ricorrendo al linguaggio corrente, "Italia nel pallone": "Italietta", avremmo detto in altri tempi.
Vediamo, allora, di entrare nel merito dei tanti problemi.
In politica estera e, in particolare, sulle missioni militari, c'è la prima richiesta di soccorso da parte del governo, essendo l'attuale maggioranza * su un tema che definisce la posizione internazionale del nostro Paese - in perfetta distonia tra le forze della coalizione di governo.
Nella politica interna * e soprattutto riguardo al problema della sicurezza - abbiamo l'aumento dell'immigrazione clandestina che è una questione di non poco conto, con una parte della sinistra radicale che vuole dismettere i centri di accoglienza, senza dire come gestire poveri cristi, spie, terroristi o spacciatori, allorquando mettono piede sul territorio italiano.
Nel settore infrastrutturale, preludio alla modernizzazione del Paese, c'è il sottosegretario Cento che esclude qualunque possibilità di progresso della Tav, mentre Chiamparino (sindaco di Torino) e Bresso (presidente della Regione Piemonte) sono dell'idea di procedere senza alcun indugio. Riguardo al Ponte sullo Stretto di Messina, il ministro Bianchi dice di no, ma il ministro Di Pietro, anche per voce dell'on. Misiti (IdV), si schiera per il sì.
Nell'ambito dei complessi problemi legati all'economia, sembra addirittura di partecipare al gioco "Il Malloppo": il cuneo fiscale sarà abolito? Sarà abolito solo per alcuni? L'Irap sarà abolita? La manovra di aggiustamento dei conti sarà fatta? Il viceministro Visco ci allieterà con un ulteriore carico fiscale?
Nel settore degli Ogm e delle biotecnologie, il ministro Bonino (v. Il Sole-24 Ore di sabato 17 giugno) troverà l'intesa con il ministro Pecoraro Scanio?
A tutto questo aggiungiamo le iniziative della Procura di Potenza.
Al di là del merito della questione, dell'incredibilità di alcune situazioni, dell'uso pubblicistico delle intercettazioni (che finisce per sottoporre a processo persone alle quali non sono ascrivibili ipotesi di reato) al di là di ciò, ad uno straniero che leggesse la stampa italiana sembrerebbe di vivere in un Paese allo sfascio con gravi problemi di ordine politico e morale.
Dulcis in fundo, il problema delle Riforme costituzionali.
Seguendo i dibattiti di questi giorni ci sembra di capire che tutti, proprio tutti, esponenti dell'attuale maggioranza ed esponenti dell'opposizione, siano dell'idea che alcune riforme vadano fatte.
Ora, se tutti concordano circa la necessità che la Costituzione vada riformata, si tratta di capire se il mezzo migliore per adeguarla a più moderne esigenze sia quello di votare sì o quello di votare no all'imminente referendum. Senza inutili guerre di religione.
L'unica cosa certa è che, in ogni caso, non avremo la Costituzione del ‘48.
In un contesto di così grande confusione sarà difficile per chiunque orientarsi. Esiste, in breve, una situazione paradossale che potrebbe confliggere con lo stesso sistema democratico, ove tutte le situazioni descritte trovassero sinergie negative.
I non vedenti per potersi muovere con le identiche prerogative di chi vede, preferiscono il buio per tutti perché con la luce si troverebbero in condizioni di maggiore difficoltà. Si tratta di capire la nostra condizione: vedenti o non vedenti?
I repubblicani hanno "visto" sempre con grande anticipo i problemi del Paese ed oltretutto spesso hanno ottenuto il riconoscimento delle loro ragioni con qualche decennio di ritardo.
Hanno potuto avere ragione perché non sono stati "movimentisti": tutt'altro.
Il percorso è stato sempre lo stesso: un'idea, un progetto, la ricerca di alleanze, l'uscita all'esterno, la battaglia politica. Un partito come il Pri può avere le idee migliori per il Paese ma, se non trova alleati nel progetto, rischia che queste diventino argomento di dibattito culturale.
Nel marasma che abbiamo descritto risulta difficile trovare argomenti "liberali" all'interno delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. Come dice Tartaglia: "Ritroviamoci nei valori repubblicani, a destra, a sinistra o al centro". Può essere questo l'inizio di una lunga marcia il cui esito è molto incerto.
Tutto si costruisce con pazienza e perseveranza. Senza queste doti si può solo vincere al Super-Enalotto e questo non sembra possa essere il caso dei repubblicani.
Roma, 19 giugno 2006
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
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