Migliaia di firme contro i ticket sanitari
di AL.B.
MILANO Migliaia di firme e molto entusiasmo. Si è chiusa positivamente la giornata di mobilitazione dei Circoli della Libertà contro i due nuovi ticket sanitari introdotti dalla finanziaria. «I cittadini italiani hanno scoperto di avere nuovi alleati nella difesa dei loro interessi», ha commentato Michela Vittoria Brambilla, presidente dell'associazione nazionale Circolo della Libertà e leader dei giovani di Confcommercio. «Molta gente si è fermata da noi per firmare», ha aggiunto, «tanti erano anziani, sempre sensibili all'argomento, ma mi ha fatto piacere vedere anche molti giovani». E ancora: «Da Milano a Roma, da Napoli a Parma, gli italiani vogliono dire no all'ennesima tassa sulla salute, e ora si sono accorti di avere qualcuno che dà voce alla loro protesta». E l'impegno degli oltre 4mila circoli della libertà non si ferma qui. Il prossimo appuntamento con la raccolta firme anti-ticket è in programma sabato 21 gennaio. Quel giorno, ha promesso la Brambilla, «saremo presenti anche in molti comuni più piccoli, per dare la possibilità di sostenerci a un numero sempre crescente di persone». L'obiettivo finale è quello di arrivare a chiedere alla Corte Costituzionale di autorizzare un referendum abrogativo della norma che ha introdotto i due nuovi balzelli. «È una battaglia concreta e trasversale», ha spiegato la leader dei circoli della libertà, «con noi e si sono schierati i sindacati confederali, le associazioni dei consumatori, i medici e tanti amministratori pubblici. Gli interessi dei cittadini devono prevalere sulle parti e sui partiti». Ma se lo schieramento anti-ticket è vasto, trasversale e agguerrito, anche chi è favore del nuovo balzello ha deciso di farsi sentire. È il caso, ad esempio, di Dorina Bianchi, deputata dell'Ulivo e vice presidente della commissione Sanità della Camera. Per lei, almeno relativamente alla regione Calabria, l'introduzione del ticket è «un sacrificio necessario per rendere più efficiente il funzionamento degli ospedali». «Sono consapevole», ha spiegato, «che si tratta di un sacrificio per il cittadino, che pesa ancora di più in una regione povera come la Calabria. Ma questo sforzo deve essere visto nell'ottica di una riorganizzazione del sistema che in un futuro breve porterà solo vantaggi per i malati».