Originariamente Scritto da picchio
si tipo formentini a milano... avanti un altro


Originariamente Scritto da picchio
si tipo formentini a milano... avanti un altro


Comunque confermo la tendenza.
In certi paesi fa presa l'anticomunismo, magari nella nuova versione di antizapaterismo (NO tasse, No PACS funziona, purtroppo...)


che le realtà rurali, o semplicemente provinciali, siano più conservatrici rispetto alle città mi sembra la scoperta dell'acqua calda, è stato sempre così in Italia dai tempi della DC e non siamo mai stati diversi dall'America, dalla Francia o dalla Gran Bretagna...
di recente il problema in Italia è stato forse un altro: ad un certo punto il voto "progressista e acculturato" delle città (dopo il big bang di tangentopoli) era andato a forza italia -e persino alla lega- credendo al loro "sedicente" riformismo liberale, molto parlato e mai praticato. Contemporaneamente il voto "conservatore" non urbano si riversava (in parte significativa) sul centrosinistra ritenuto più rassicurante, soprattutto in termini di stato sociale.
Il fenomeno aveva avuto precedenti di successo (ampiamente studiati e copiati da berlusconi) anche in USA e Inghilterra dove Reagan e Thatcher arrivarono, e rimasero, al potere sulla spinta decisiva delle realtà urbane che si sommarono ai tradizionali bacini "conservative" rurali creando forti maggioranze
Negli ultimissimi anni in Italia, dopo la prova di governo (inconcludente a differenza di reagan etc), una parte consistente del voto urbano ha via via abbandonato forza italia (vedi regionali) e l'abilità di berlusconi nelle ultime politiche è stata quella di reinventarsi fortemente conservatore riuscendo così a recuperare voti nelle realtà rurali.
Insomma oggi in Italia siamo tornati nella norma la destra fa la destra e prende voti nelle campagne e nei ceti meno acculturati, la sinistra fa più la sinistra (pacs e luxuria...) recupera credito nelle città (vedi Milano dove è chiara ormai un'inversione di tendenza) ma soffre nei borghi: nihil sub sole novi.


calma io e chess ne avevamo discusso già nel dettaglio.. poi chiaramente altri la pensano, felicemente, allo stesso modo... eheheeOriginariamente Scritto da chessmate
si io avevo notato questa cosa paragonandola alle elezioni americani, e avevo notato che la tendenza andava sempre più in questa direzione. Le cause a mio avviso sono molteplici.. e interpreto il tutto come una sorta di causa-effetto-reazione opposta all'effetto.. si viene a creare una situazione di squilibrio.. urbanistico preliminarmente.. la socialità della città reagisce in una maniera.. quella della provincia in maniera opposta.


Originariamente Scritto da fischiailvento
Si, sicuramente vero. La sinistra a torino e provincia ha impressionantemente ampliato il suo bacino di consenso redendosi rapresentante di interi nuovi blocchi culturali.
Basti dire che alle politiche il centrosinistra prese in 57% in città, e la riformferma al 66% di Chimaprarino viene dopo un a lunga seria di sindaci di centrosinistra eletti sempre al ballottaggio con percentuali tra il 50 e il 53%.
A parte tutto Torino in questi ultimi anni è enormemente migliorata, sotto tutti gli aspetti. Ormai, per esempio, pullula di turisti...


In Citta' Lavorano Un Sacco Di Statali. Per Lo Piu' Terroni..


Originariamente Scritto da peronimarco
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E la campagna è in effetti piena di bovari leghisti dalla crassa ignoranza.Originariamente Scritto da peronimarco
Ma questi rischiano di essere solo luoghi comuni in taluni ambiti.


infatti al referendum Biella ha fatto il 52.4% di SI mentre tutta la provincia (compresa Biella) solo il 50.3%....infatti il resto della provincia escludendo Biella ha fatto 50,3% di NOOriginariamente Scritto da fischiailvento


Non avevo incrociato per niente il discorso campagna-città con quello impresa innovatrice-impresa protetta, erano due discorsi diversi.Originariamente Scritto da iannis
Quanto al fatto, poi, che i professionsiti votino per la CDL, non ci scommetterei, anche perché in Italia pure sotto questo aspetto si riprodurrà, se non si è già riprodotta, la sostanziale bipartizione che c'è negli USA tra i laureati, ovvero: professionisti a maggioranza Democratici e brokers e dipendenti delle imprese a maggioranza Repubblicani.