Scusa se scrivo qui, Stuart, ma hai di nuovo superato la soglia messaggi...
ti volevo ringraziare e ci riaggiorniamo!
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Scusa se scrivo qui, Stuart, ma hai di nuovo superato la soglia messaggi...
ti volevo ringraziare e ci riaggiorniamo!
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ok, ciao


Si può dire che Amore è Dono di sè e che quindi Dio è "Colui che eternamente si dona", atto d'amore di comunicare l'essere a tutte le cose?
p.s. chiedo scusa se intervengo nella discussione, ma il thread è interessante...
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


prego, fa pure.
Sulla questione ti risponderò dopo...![]()


parlavi a me o a Franfrafra?
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


ovviamente a te


Abbi pazienza... sono un po' rintontita ultimamente!![]()
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


[quote=Patrizia]Si può dire che Amore è Dono di sè e che quindi Dio è "Colui che eternamente si dona",
Beh, in realtà, l'amore sarebbe, un desiderio di unione, non per nulla uno degli yoga (che appunto significa unione) più importanti, è il bhakti (devozione) yoga(unione, quindi, unione tramite la devozione, l'amore).
Scopo supremo dei vari testi, come i Purana, le upabnishad e la pratica yogica, è realizzare la famosa sentenza : Tat Tvam Asi (lett. quello sei tu), che nelle upanishad indica (assieme a molte altre) la non diversità fra Dio e l'individuo, nel senso che siamo tutti 'parte' (termine improprio) di Dio, e che quindi, lo stato supremo è 'riconoscere' interiormente che la nostra esistenza individuale, è prodotta dai tre guna (virtù, passione e ignoranza), e che tale condizione di separatività ci fa soffrire, perchè manca il bene supremo, lo stato di non separatività cioè.
Comunque certo, il mondo di cui godiamo, e di cui soffriamo (ma senza la sofferenza non saremmo mai indotti a cercare Dio temo), è un dono di Dio, se vogliamo, per quanto parlare di certi argomenti, dal punto di vista strettamente metafisico, cioè dal punto di vista non duale, sia praticamente impossibile, essendo il linguaggio un metodo duale
l'essere non viene comunicato, E': nulla può venire all'esistenza se prima non esisteva, nulla può svanire se prima esisteva (citazione non letterale di Gadapada, paramguru di Sri Sankara).atto d'amore di comunicare l'essere a tutte le cose?
Poi, a un certo punto, esistono tantissime vie: da quella devozionale pura, a cui una frase come quella tua si attanaglia perfettamente, a quella meditativa, conoscitiva etc
spero intervengano altri, fra cui colui che ha aperto il thread, che nel frattempo si dato alla latitanza, comparendo solo quando si parla di politica, e affini![]()


mmm... non lo so... che l'amore sia solo un desiderio d'unione non mi convince... perchè tendo a vedere (quindi per carità è solo un punto di vista) l'amore come un'energia centrifuga. Il donarsi, in tutti i sensi in cui esso è possibile, a mio parere, è amore in senso proprio, che si realizza nell'atto (non "azione") del dono. Credo di aver visto, ma non ricordo esattamente, un simbolo che descrive questo molto bene: il simbolo rappresentava un fenicottero(o giù di lì) che si squarciava il petto con il becco per nutrire i suoi piccoli.Beh, in realtà, l'amore sarebbe, un desiderio di unione, non per nulla uno degli yoga (che appunto significa unione) più importanti, è il bhakti (devozione) yoga(unione, quindi, unione tramite la devozione, l'amore).
E credo che qui ci sia qualcosa di più, o di diverso, dal desiderio di unione, o di ritorno alla realtà primigenia, non separata più dal divino...
eh eh... è ragionevole pensare gli enti, necessari e contingenti, come eterni o infiniti, in relazione al "tempo" tutto è sempre esistito... ma riguardo all'essere tuttavia rimane una condizione di subordinazione rispetto ad un Ente non necessario...l'essere non viene comunicato, E': nulla può venire all'esistenza se prima non esisteva, nulla può svanire se prima esisteva (citazione non letterale di Gadapada, paramguru di Sri Sankara).
grazie della risposta cmq!![]()
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


[quote=Patrizia]mi riferivo all'amore per Dio, poi in realtà dipende: chi ha una visione 'mistica' anelerà servire Dio (o meglio, l'aspetto personale di Dio, l'Iswara) rimanendone separato; chi ne ha una visione più 'solare' capirà che lo scopo è unirsi... comunque se non erro, la mistica cristiana, sio incentrava sul bisdogno di annegare, di sprofondare dentro Dio (ma potrei sbagliare), anche se in effetti, dal punto di vista esterno, Dante indica come stato di coloro che stanno in paradiso, la contemplazione.mmm... non lo so... che l'amore sia solo un desiderio d'unione non mi convince... perchè tendo a vedere (quindi per carità è solo un punto di vista) l'amore come un'energia centrifuga. Il donarsi, in tutti i sensi in cui esso è possibile, a mio parere, è amore in senso proprio, che si realizza nell'atto (non "azione") del dono. Credo di aver visto, ma non ricordo esattamente, un simbolo che descrive questo molto bene: il simbolo rappresentava un fenicottero(o giù di lì) che si squarciava il petto con il becco per nutrire i suoi piccoli.
E credo che qui ci sia qualcosa di più, o di diverso, dal desiderio di unione, o di ritorno alla realtà primigenia, non separata più dal divino...
Però credo che chi ama qualcosa o qualcuno, non si accontenti , se ama veramente, e quindi non sia un mero desiderio di possesso, di contemplare, ma aneli all'unione
eh eh... è ragionevole pensare gli enti, necessari e contingenti, come eterni o infiniti, in relazione al "tempo" tutto è sempre esistito... ma riguardo all'essere tuttavia rimane una condizione di subordinazione rispetto ad un Ente non necessario...
scusa, non ho capito.
grazie a tegrazie della risposta cmq!![]()
p.s. ovviamente tutto ciò rappresenta solo la mia visione o al massimo quanto ho capito di quanto ho letto e 'sperimentato', quindi come tale, sicuramente soggetta agli influssi di Maya![]()